Recensione di Sid Meier's Civilization VI

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Strategico
  • Sviluppatore:

     Firaxis
  • Data uscita:

     21 ottobre 2016
- Molte le novità rispetto al passato
- Artisticamente sublime
- Colonna sonora da brividi
- Molte meccaniche sono state velocizzate ma non semplificate
- Basterebbe dire che è Civilization
- IA non sempre brillantissima
- La diplomazia potrebbe essere ancora più profonda
- Causa serie dipendenze
Loading the player ...
A cura di (Spikedani) del
Affascinante il percorso che ha portato l'uomo dalle caverne fino allo spazio, che ha permesso a Pietro il Grande di costruire il Colosseo, che ha condotto Filippo II alla scoperta della elettricità e che ha causato la terribile guerra nucleare fra Traiano e Saladino. No, non stiamo parlando di quello che avete imparato sui banchi di scuola, ma della Storia secondo Firaxis e come da oramai più di venti anni ce la insegna Civilization, forse la più iconica saga strategica 4X, un titolo da sempre sinonimo di PC gaming e conosciuto per la sua sindrome: "Dai, ancora un ultimo turno". Riuscire a rinnovare un genere storico come quello dei 4x, togliere quel retrogusto di amaro che avevano lasciato il quinto capitolo e lo spin-off Beyond Earth e creare dei nuovi standard, sia in senso estetico che in termini di meccaniche, erano le principali sfide di Sid Meier's Civilization VI e, se già nella corposa anteprima eravamo colpiti dai passi in avanti evidenziati dal nuovo corso intrapreso da Firaxis, con il titolo completo a nostra disposizione possiamo affermare che quello che abbiamo avuto per le mani nelle molte ore necessarie per stendere questa recensione è forse la migliore iterazione della serie. 


Le novità non sono poche
Civilization non è certo un gioco che ha bisogno di molte presentazioni, ma per chi non lo conoscesse, lo strategico a turni ridisegna la storia del genere umano, dall'età della pietra fino alla conquista dello spazio, e lo fa mettendo in scena i grandi personaggi del passato, da Pericle a Cleopatra, da Caterina de' Medici a Federico Barbarossa. Già nel primo approccio con Civilization VI eravamo rimasti colpiti dalle molte novità proposte dal nuovo capitolo e avevamo espresso molta fiducia in merito ad un ritmo di gioco più sostenuto grazie allo snellimento di molte meccaniche, senza che il titolo ne risentisse in semplificazione. La principale novità che salta subito all'occhio è l'introduzione dei distretti, che vanno a modificare pesantemente la gestione delle città e degli esagoni che la circondano: nel passato, soprattutto nelle fasi intermedie e finali delle partite, diveniva piuttosto ripetitivo e poco stimolante il continuo processo di acquisizione di nuovi terreni e la successiva costruzione di una caserma, di un teatro o di un laboratorio. I distretti prevengono questa espansione a scacchiera, una volta installati essi vanno a specializzare l'esagono in questione verso lo sviluppo scientifico, culturale, militare, religioso o commerciale e, in base alla strada prescelta, solo alcune tipologie di miglioramenti e di nuovi edifici possono essere insediati nella casella. In tal modo, ad esempio una zona specializzata culturalmente andrà ad ospitare anfiteatri, musei o centri di radiodiffusione, mentre su un singolo esagono dedicato ai luoghi di culto andranno a sovrapporsi templi, mausolei e cattedrali. Sempre con la mente ricolta verso una maggiore contrazione dei tempi morti, anche l'utilizzo delle unità come costruttori, apostoli, missionari o, ancora, archeologi è stato profondamente rivisto: i precedenti Civilization erano tutti caratterizzati da un certo quantitativo di turni da attendere prima che un lavoro venisse portato a termine, mentre ora queste fasi passive sono state praticamente eliminate e così le miniere, le fattorie o il recupero dei reperti archeologici vengono terminati in un batter di click. Il rovescio della medaglia è un numero limitato di azioni che tali unità possono eseguire, ad esempio tre per i costruttori, due per gli apostoli o, ancora, quattro per gli archeologi. Sempre rimanendo in termini di unità, ora alcune di esse sono in grado di agganciarsi l'una con l'altra - come quelle militari ed i costruttori - oppure di fondersi per aumentare il potenziale offensivo. Questa trovata permette un risparmio non indifferente di click, rende i ritmi di Civilization VI ancora una volta più sostenuti ma soprattutto evita che dei costruttori diventino facili prede per i vostri nemici se scorati da dei cavalieri. Una delle meccaniche più noiose del passato, la costruzione delle strade e dei collegamenti fra le città, è stata del tutto cancellata e ora le vie di comunicazione sorgono spontaneamente nel momento in cui nascono delle rotte e si instaurano degli scambi commerciali fra le varie fazioni. Le criticità pregresse risolte non si fermano qui: con Civilization V, i ragazzi di Firaxis erano stati principalmente criticati per aver snellito in modo eccessivo il titolo, lasciando da parte almeno inizialmente meccaniche come il turismo, la religione o lo spionaggio, elementi inseriti solo in un secondo momento grazie ai due dlc Gods & Kings e Brave New World. Col sesto capitolo si assiste viceversa al gradito ritorno sia della religione che del turismo, a cui sono stati associate anche due modalità di vittoria: abbiamo così assistito a scene piuttosto bizzarre, come il proliferare di profeti e apostoli tedeschi che cercano di convertire qualsiasi insediamento o di territori controllati dalla Russia dove spuntano come funghi teatri, musei e meraviglie, tutte attrattive in grado di portare masse di turisti nelle città. Anche lo spionaggio funziona alla grande ed avere a disposizione una fitta rete di loschi individui da infiltrare nei possedimenti altrui si rivela un modo intelligente per rubare degli introiti, ottenere informazioni sui movimenti o, ancora, per sottrarre delle grandi opere dai teatri o musei. Tutti questi pregi erano già stati sottolineati in sede di anteprima, ma con il codice al completo e con molte ore di gioco in più sulle spalle, Civilization VI si è dimostrato un gioco con una profondità ed una complessità che in un primo momento possono passare inosservate, un titolo dove ogni singolo elemento è collegato con gli altri, dove ogni scelta ha i suoi pro e i suoi contro, dove ogni decisione va presa studiando tutto ciò che circonda le città e che sicuramente avrà delle ricadute su di esse. Nel nuovo lavoro di Firaxis la mappa assume ancora maggiore rilevanza nello sviluppo degli insediamenti, soprattutto nell'end game, dove una richiesta sempre maggiore di spazio per i cittadini costringe a scelte drastiche: sacrificare un'armeria per sopperire al bisogno di nuovi spazi abitativi o dar luogo ad una sanguinosa guerra solo per qualche casella in più, magari proprio quella dove risiede la risorsa necessaria per colonizzare un pianeta alieno ed arrivare così alla vittoria? Civilization VI è un titolo che non mette la soluzione immediatamente sotto il naso del giocatore e spesso non c'è una strada da percorre in modo indolore, senza che sia necessario fare dei sacrifici e scendere a dei compromessi: le zone grigie sono molte e questo è quello che ci ha più convinto di Civilization VI. L'introduzione dei distretti non ha solo modificano radicalmente la pianificazione delle città ma ha avuto anche pesanti ricadute anche sul modo di condurre una guerra; la triste attualità ce lo mostra ogni giorno e Civilization VI ci ricorda che colpire direttamente la capitale di una nazione non sempre è la mossa più saggia, ma che fiaccare i nemici depredando le risorse, radendo al suolo biblioteche, teatri e luoghi di culto è alle volte molto più utile, non tanto per espandere i propri confini, quanto piuttosto per firmare una sanguinosa pace dopo aver guadagnato introiti derivanti dal saccheggio ed essersi assicurati preziosi vantaggi per una futura vittoria culturale o scientifica. 


Dalla pietra alle urne
L'evoluzione dell'uomo è costellata da invenzioni, ricerche, nuove ideologie e progressi e sociali: in Civilization VI, accanto al classico albero delle tecnologie dove scoprire la ruota, la fusione del rame, la fissione nucleare o il lancio di razzi lunari, fa ora la sua apparizione l'inedito albero dei progressi civici nel quale sono racchiuse le scoperte in campo economico e civili e grazie al quale la politica ha trovato nuova linfa vitale. Partendo dalle forme più semplici, gli stati vivono le diverse esperienze storiche, diventando di volta in volta delle repubbliche classiche, delle monarchie ed infine delle democrazie, usufruendo di specifici bonus legati a tali momenti politici. La vera novità è che in Civilization VI ciascuna forma di governo è caratterizzata inoltre da vari slot, nei quali trascinare le politiche che mano a mano diventano disponibili mentre si avanza nell'albero dei progressi civici. Questi bonus, non solo si rivelano dei preziosi alleati nella corsa verso la vittoria, ma plasmano fino alla radice la fazione e sprecarli spargendoli un po' fra la cultura, un po' fra la scienza o la religione è una scelta controproducente, così come lo è sbloccare nuove tecnologie a macchia di leopardo senza un fine preciso. Anche la scoperta di nuove idee e tecniche ha subito, come molte altre parti del gioco, delle accelerazioni: grazie al sistema chiamato Eureka, compiendo particolari azioni, come costruire tre armerie o scavare tre miniere, si accorciano di molto i turni necessari per arrivare alla tecnologia desiderata. Questa meccanica non solo velocizza i ritmi di Civilization VI, ma lega ancora di più lo sviluppo urbano alla evoluzione della civiltà, due aspetti che devono per forza avanzare in sintonia per non rimanere indietro nella gara contro le altre fazioni. L'albero dei progressi civici ha inoltre reinventato i rapporti diplomatici, resi molto più dinamici e variabili in Civilization VI, dove si ha la vera sensazione di vivere a braccetto con gli altri leader ogni singola fase dell'evoluzione umana. Così, se nelle prime fasi i rapporti sono limitati alla semplice dichiarazione di amicizia o di una guerra immotivata, proprio come nella realtà, i pretesti per gli scontri bellici aumentano a dismisura con il passare degli anni, la scusa può essere la divergenza religiosa o il colonialismo, gli incontri informali lasciano spazio alle ambascerie permanenti ed il gioco dei compromessi si fa mano a mano più intricato con collaborazioni per programmi spaziali messe in dubbio a causa di una spia infiltrata e scoperta da un alleato dentro le proprie mura. Al netto dei numerosi miglioramenti, l'articolazione e la profondità del lato diplomatico di Civilization VI risulta però ancora un gradino inferiore rispetto a quanto abbiamo potuto apprezzare nelle produzioni targate Paradox Interactive, in grado di dare alle relazioni estere un ruolo primario all'interno dei suoi titoli. Il primo incontro con Civilization VI ci aveva lasciato con alcuni punti interrogativi in merito al comportamento dell'IA, che alle volte pareva comportarsi in modo illogico, che la portava a schierarsi contro di noi senza una precisa ragione e che soprattutto non pareva in grado di portare fino in fondo un'offensiva militare. Il primo dubbio è stato completamente fugato ed anzi, i leader guidati dal computer seguono una linea ben precisa, determinata dalla loro agenda, un insieme di tratti che porta questi ultimi ad apprezzare o al contrario odiare un certo tipo di comportamento. Nella nostra partita principale non sono stati ad esempio pochi i contrasti con Cleopatra: la Regina del Nilo disprezzava infatti le nazioni con un esercito debole, proprio come il nostro, dato che stavamo cercando di arrivare alla vittoria attraverso la cultura. Grazie alle agende non c'è più spazio quindi per tradimenti immotivati o per cambi repentini di schieramenti, ma non tutto è così chiaro sin da principio: bisogna infatti tessere contatti, spiare e dialogare frequentemente con i vari leader per venire a conoscenza dei loro progetti e così decidere se assecondarli o farseli nemici fino alla morte. In termini prettamente numerici, Civilization VI mette a disposizione venti leader per diciannove fazioni - i greci ne hanno due - ognuna delle quali ha a disposizione peculiari unità ed edifici, così come bonus e vantaggi legati al loro background storico: ad esempio gli inglesi sono di molto avvantaggiati nei ritrovamenti archeologici grazie al tratto British Museum, mentre i romani, grazie al fatto che tutte le strade portano a Roma hanno dei bonus legati al commercio. Le lacune in merito alla pianificazione bellica non paiono invece del tutto sanate: come già detto, nella nostra campagna non abbiamo volutamente creato un esercito degno di questo nome ma, nonostante l'evidente inferiorità numerica siamo sempre stati in grado di respingere ogni attacco, non tanto per via di brillanti trovate, ma perché dopo aver abbattuto un paio di fanti e respinto una bombarda, il computer semplicemente preferiva firmare una pace in realtà per lui svantaggiosa. Inoltre, nelle fasi finali della campagna, i territori di Pietro il Grande brulicavano di arretrati spadaccini o di arieti mai potenziati, mentre tutte le altre civiltà avevano dalla loro parte jet, bombardieri o elicotteri. Qualche perplessità sull'intelligenza artificiale permane inoltre in merito alle città stato: i rapporti con queste ultime sono stati resi ora più chiari e le alleanze vengono determinate semplicemente tramite l'invio degli ambasciatori, ma i loro comportamenti sono però spesso auto-penalizzanti, non badano minimamente a garantirsi delle difese contro le inevitabili aggressioni delle potenze ed anzi, anche solo dei piccoli contingenti di barbari sono in grado di procurare parecchi danni ai loro territori. Proprio i barbari si rivelano, specie nelle primissime fasi, la principale spina nel fianco e dimostrano un'aggressività degna del loro nome e se non vengono tenuti a bada possono rivelarsi anche con l'avanzare dei turni molto più di un semplice fastidio, capaci di piazzar una roccaforte proprio nel bel mezzo di una rotta commerciale per saccheggiarla di continuo.


La Storia sotto gli occhi 
Quando venne annunciato, Civilization VI attirò su di sé non poche critiche per il suo nuovo aspetto visivo, molto più vicino a quello di un cartoon che non alla realtà come nei precedenti capitoli. Le accuse di una eccessiva similitudine fra la creatura di Firaxis ed un titolo mobile erano piovute immediate, ma ammirando il lavoro fatto con Civilization VI ci chiediamo sotto quali tipi di sostanze allucinogene siano state rilasciate tali affermazioni. Il titolo è l'esempio più lampante di come anche uno strategico 4x possa essere vivo e dinamico, ogni singola casella è uno spettacolo per gli occhi ed un manifesto della cura riposta da Firaxis verso anche il minimo dettaglio. Se si guarda all'interno di un distretto volto al divertimento si notano gli stadi con i led luminosi in continuo cambiamento o il girare su sé stessa di una giostra con i cavalli, mentre nella casella di fianco un mulino giro sospinto dalla leggera corrente di un fiume. È davvero difficile trovare un particolare fuori posizione: le gru in legno e le pesanti pietre che vengono spostate per costruire un'antica biblioteca diventano scintille e assi d'acciaio trasportate per dar vita ad una base spaziale, ogni singolo insediamento è in continua mutazione e mai uguale a quello che gli sta accanto. Anche il character design e le animazioni dei singoli leader riescono a trasmettere in modo genuino la loro natura, dura e rigida nel caso di Federico Barbarossa con il suo accento teutonico, solenne nel latino antico di Traiano. Fidatevi quando vi diciamo di aver provato un'antipatia reale nei confronti della subdola Caterina de' Medici e dei suoi continui intrighi. Solo qualche leader appare meno ispirato, come ad esempio Tomiri - leader degli Scizi o Qin Shi Huang. La componente audio non è poi certamente da meno, anzi. Anche a distanza di oltre dieci anni, Baba Yetu, la traccia composta da Christopher Tin per Civilization IV, rimane ancora indelebilmente impressa nella mente di chi ha speso ore e ore sul titolo, ma il compositore americano è riuscito a superare sé stesso, creando per il sesto capitolo la main theme "Sogno di Volare", un vero e proprio capolavoro da ascoltare in loop mentre di gioca a Civilization VI. L'opera suonata dalla Royal Philharmonic Orchestra e cantata dall'Angel City Chorale nella Cadogan Hall di London emoziona e scalda le corde del cuore, riesce a ricreare in ogni nota l'incredibile viaggio dell'uomo, ogni gradino fatto dalla nostra civiltà, tutti gli incredibili sforzi che ci hanno condotto dove ora siamo. Oltre a Sogno di Volare, tutte le altre tracce contribuiscono ad elevare Civilization VI come uno dei migliori giochi da ascoltare, ogni fazione possiede un motivo principale che si evolve e si articola strumentalmente nelle epoche, ma le note si fanno più sfumate, si confondono e si mischiano quando si incontrano altre civiltà, dando vita ad un'articolata soundtrack, mai uguale in nessuna partita. Solo per citare alcuni nomi, la colonna sonora di Roma è stata ad esempio composta da Phill Boucher - composer per Uncharted 4 - e da Roland Rizzo, che nel passato ha contribuito a creare le musiche per XCOM - Enemy Unknown. Concludiamo infine dicendo che Sid Meier's Civilization VI è totalmente tradotto in italiano, sia audio che testi, ma siamo felici che ciascun leader sia doppiato nella sua lingua originale e non con un accento sforzato e spesso tragicomico. 

Hardware
Requisiti minimi:
- Sistema operativo: Windows 7x64 / Windows 8.1x64 / Windows 10x64
- Processore: Intel Core i3 2.5 Ghz or AMD Phenom II 2.6 Ghz or greater
- Memoria: 4 GB di RAM
- Scheda video: 1 GB & AMD 5570 or nVidia 450
- DirectX: Versione 11
- Memoria: 12 GB di spazio disponibile
- Scheda audio: DirectX Compatible Sound Device

Requisiti consigliati:
- Sistema operativo: Windows 7x64 / Windows 8.1x64 / Windows 10x64
- Processore: Fourth Generation Intel Core i5 2.5 Ghz or AMD FX8350 4.0 Ghz or greater
- Memoria: 8 GB di RAM
- Scheda video: 2GB & AMD 7970 or nVidia 770 or greater
- DirectX: Versione 11
- Memoria: 12 GB di spazio disponibile
- Scheda audio: DirectX Compatible Sound Device
Recensione Videogioco SID MEIER'S CIVILIZATION VI scritta da SPIKEDANI Civilization VI è quello che volevamo: un degno erede della più celebre serie strategica, che non solo ripropone tutti i punti di forza tanto apprezzati dai fan, ma che riesce a migliorarsi in molti frangenti, grazie a introduzioni fresche, ben integrate tra di loro, in grado di velocizzare il gioco ma non per questo di renderlo più semplice. Al contrario, il sesto capitolo presenta un grado di articolazione decisamente elevato, tutti i punti del gameplay sono collegati e devono essere convogliati nelle direzione corretta per giungere alla vittoria. Qualche incertezza viene solo riscontrata in merito ad una IA sì coerente nelle sue scelte ma che non è quasi mai in grado di mettere il giocatore con le spalle al muro e da una diplomazia che ha ricevuto qualche miglioramento ma che è ancora seconda ad altre produzioni. Infine, il titolo sviluppato da Firaxis è un vero spettacolo per gli occhi e se dal punto di vista prettamente tecnico non può reggere il confronto con altri titoli moderni, artisticamente è secondo davvero a pochi, mentre per ciò che riguarda l'audio non è sicuramente dietro a nessuno.
Scrivi un commento
Per commentare occorre essere utenti registrati.
Se non hai un account clicca qui per registrarti oppure clicca qui per il login.
    Commenti: 40 - Visualizza sul forum
  • Ibor
    Ibor
    Livello: 0
    Post: 0
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Allora vorrei esplicare dei miei pareri riguardo il nuovo civilitazion, ovvero quello che mi è piaciuto e piccole cose che proprio non riesco a sopportare. Inizio con una premessa. Sono un fan di questo gioco, ho iniziato dal 3 fino al 6. Sono rimasto un po’ deluso, sebbene abbiano dato spazio alla creazione di mod per personalizzare il gioco. Credo che attualmente il 6 non sia poi tanto giocabile, difatti preferisco il quattro con l'ultima mod rise of mankid, davvero molto completo. Il 5 neanche ne parlo, davvero orrendo. Ma tuttavia sono contento che il 6 sia così promettente. È uscito da poco e ha tutto il potenziale per diventare come il quattro, anzi forse anche meglio. Le cose che non mi piacciono nel 6 sono tante. 1- Odio che i mercanti debbano costruire le strade. Ma da quando i mercanti costruiscono strade?? Questo lo fanno i lavoratori!! 2- L'era antica dura pochissimo. Ci sono poche tecnologie nell'era antica e le civiltà, arrivate alla quarta (per esempio) città sono già all'epoca medievale. Ricordo che nel quattro (anche nel 3) facevamo a gara per la conquista del territorio, combattendo con i lancieri e catapulte. 3- Le tecnologie non si possono scambiare... Già, proprio così. In tutti i civ le tecnologie si potevano scambiare, perché adesso no? Va bene che ancora devono uscire le espansioni, ma perdinci (scusate sto sito non mi fa dire le parolacce) almeno questo dovevano metterlo subito. Ricordo quando quei birboni dei russi non volevano scambiarmi la tecnologia "fusione del metallo", in modo che io non potessi creare nuove e potenti forze militari. Questo implicava molto sulla strategia di gioco. 4- Tutte le unità possono andare in acqua...cosa??? COSA??? Addio strategia allora, tutti fanno quello che acciderbolina vogliono na sto gioco. Ma dov'è la bellezza della difficoltà di un tempo? (Mi sento un vecchio) La bellezza nel costruire galee o galeoni, far entrare i soldati nelle imbarcazioni ed andare a comandare nei nuovi continenti. A volte le imbarcazioni si perdevano nell'oceano (eventi casuali). Tutta questa magia non c'è più. Adesso tutti vanno in acqua. Vi racconto la partita proprio di ieri, brevemente. Ero in una penisola, tutto il sud volevo colonizzarlo. Ok, pensavo. Il nord è protetto da due guerrieri, nessuno può oltrepassare. La russia mi dichiara guerra, dopo qualche turno vedo i guerrieri che oltrepassano i miei soldati per via mare... Addio allora le fortificazioni, che porfabacco servono le fortezze se tutti fanno quello che vogliono? 5- Oddio, che odio. Il cinque, SECONDO ME, è uno dei civilitazion peggiori mai esistiti. Non riesco proprio a sopportare il fatto che le unità non possono sovrapporsi. Ma perché? " Ehhh questa è strategia" mi dicono. Io da vecchio fan lo preferivo come prima. Ricordo nel civ 4 i miei colossali esercitoni, enormi eserciti uniti sotto un’unica stella. Adesso la modalità con cui devo combattere è diventata tristissima. Davvero poco strategico e spesso mooooolto facile. 6- Parliamo un pò della facilità di questo gioco. Ma perché il mantenimento delle città è scomparso? Ma soprattutto, dove acciderba sta la contentezza dei cittadini?? Il popolo è senza anima praticamente, posso comandarli a bacchetta, ucciderli ma niente, sembra per davvero di giocare con il popolo Italiano :P Adesso posso costruire città a manetta, ovunque, tanto il mantenimento non scende. Qualora dovessi andare in deficit, cosa molto rara, a causa delle troppe unità, mi basta una rotta commerciale per risolvere tutto. Ricordo nel quattro che i cittadini odiavano lo schiavismo e desideravano la democrazia, i cittadini incavolati costruivano più lentamente, potevano fare sciopero e nella mod Rise of Mankid poteva avvenire anche una rivoluzione. Qui invece tutto è senza anima. 7- Parliamo un po di queste benedette religioni. Apprezzo che posso creare una religione con il mio simbolo, ma tutto questo, non saprei, mi sembra senza alcuna meccanica di fondo che possa in qualche modo influire seriamente sul gioco. Nel quattro la religione era per davvero una cosa sacra. Fondavi una religione e potevi decidere se farla diventare di stato o meno. Ambedue scelte avevano delle ripercussioni. Nel 6 invece mi sembra tutto molto vuoto, si fa una religione solo per dei piccoli bonus fede e tutte le civiltà sono indifferenti sulla religione che segui. Posso mandarti sacerdoti a convertiti, ma tutta questa meccanica mi sembra davvero assurda e anche ridicola. Nel futuro ci sono ancora inquisitori, preti che convertono, ma non esiste uno stato laico come nel quattro? Le guerre sante sono praticamente inesistenti, non c'è più l'emozione di fare il papato, una sorta di antica onu, e dichiarare guerra a tutti gli infedeli. La difficoltà stava nel mandare i preti e convertire tutte le città straniere e poi far convertire anche la AI stessa. Questa era strategia, questo era divertimento. Adesso tutto è vuoto, senza senso, con una meccanica pretenziosa ma che in realtà non dimostra un bel niente. 8- Questa potevano risparmiarsela. La guerra a sorpresa è una delle cose che mi mancavano, anche se non l'hanno fatto realistica come nel 3, ma comunque. Davvero insopportabile che non posso chiedere aiuto quando sono in guerra. Perché le guerre congiunte si devono fare per forza quando sono in pace?? Poi... il sistema di denunce dovevano farlo in maniera più ottimale. Magari c'è un AI che odia un altra AI, per esempio. Gli dichiaro guerra e il leader che da questo conflitto può trarne interesse, dovrebbe in teoria allearsi con me o magari provare qualche senso di rispetto dato che sto uccidendo il suo nemico. No, qua mi denuncia e mi odiano, dicendo che sono troppo bellicoso. Il fatto è che l'intelligenza artificiale non ha contatti. Si odia in base ai pregiudizi, non c'è realmente un contatto o eventi casuali che innescano l'odio. Ripeto che tutto mi sembra vacuo, senza anima. 9- apprezzo tantissimo le rotte commerciali, già presenti nel quattro ma questa volta qui è fatto tutto manuale, davvero ottimo se voglio dare cibo e ingranaggi ad una città più scarsa. Ma perdincibacco!! le strade!! Non voglio aspettare una vita per costruire una strada, che fra l'altro sulle colline o dove voglio passare, non posso costruire nessuna strada ma comunque. Non voglio parlare di strade. Le rotte commerciali sono interessanti, ma anch'esse non hanno un lestofante di senso!! Su che cosa si basano queste rotte?? Sulle risorse? No, soltanto su CIBO, INGRANAGGI E ORO, STOP! Quindi le risorse di lusso a che porfaccirdembolintaccio servono? Potevano fare centinaia di combinazioni con le rotte commerciali, implementare una meccanica molto più sensata e complessa rispetto a questa attuale. Nel 4 le risorse di lusso hanno un senso e differiscono dalle risorse strategiche, come i cavalli o ferro. Adesso nel 6 tutto è diverso. Le gemme, diamanti ecc sono praticamente UGUALI. Eccetto ché per l'incenso che da un punto religione. Tutte le altre sono praticamente uguali ed inutili. Ricordate nel quattro? L'oro (una risorsa che manca, cosa molto stupida dato che esistono le monete d'oro ma non la risorsa con i quale produrle) dava contentezza. Con le mod potevi costruire anche le gioiellerie o magari fare delle colonie (cosa che c'era nel 3 e che amavo moltissimo) Va bene, magari la produzione di cose come panetterie o gioiellerie è un po’ esagerato, ma almeno con una risorsa di diamanti si potrebbe aprire un commercio più complesso rispetto alla risorsa di tintura o seta. Il commercio con le AI poi, sempre ridicolo ed incoerente proprio come tutti i CIV, ma di questo non ne voglio neanche parlare. -10 Le forme di governo, finalmente. Nel 5 non c'erano, ecco perché ribadisco che il 5 è uno dei peggiori civ. Il 6 però non porta poi tante novità. La meccanica c'è, per questo dico che è molto promettente, ma per adesso non ci siamo per niente. Siamo in errore coi tempi. Hanno mischiato tutto e messo in un periodo uguale. Le forme di governo sono semplici con le solite meccaniche e tutto ciò, come sempre, non ha nessuna implicazione con la popolazione, dato che tutti sono fantasmi. 11- Il funzionamento dei grandi personaggi. Quando nasce un grande personaggio, molto spesso non ha alcun senso di esistere. Danno semplicemente impulsi a casaccio, non si possono unire neanche alla città. I grandi ingeneri erano utilissimi nel quattro, anche i grandi generali che davano esperienza a tutti i soldati nelle vicinanze, qua invece le potenzialità dei grandi personaggi sono LIMITATISSIME. Potrei ancora parlare, perché questo gioco è davvero pieno di cose che non sopporto. Tuttavia è uscito da poco, ci saranno espansioni e spero grandi programmatori capaci di fare mod che lo riportano alle condizioni del buon e vecchio civ 4, che ancora ritengo il migliore. Non mi va di parlare della scarsa intelligenza del computer, sebbene vogliono far sembrare che sotto le loro agende ci sia una meccanica più complessa di quanto possiamo immaginare, no. Non è cosi. Queste sono le mie opinioni.
  • Ibor
    Ibor
    Livello: 0
    Post: 0
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    .
  • edge74lu
    edge74lu
    Livello: 2
    Post: 34
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    cavolaccio purtroppo devo cambiare computer per giocare a civilization , il mio macbook air 2012 non c'è la fa e non è nemmeno in programma in per nvidia shield .......quindi essendo drogato per la serie .....ho i nervi a mille ...tocca comprare nuovo pc e magari passare a windows visto che i mac costano troppo .......
  • Anerkas
    Anerkas
    Livello: 2
    Post: 660
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da FreddyTheMonkey

    Lo consigliereste a chi come me non ha mai mai mai mai giocato un titolo di questo genere?
    Guarda io ti consiglierei di prendere il V, visto che lo puoi prendere completo con le espansiooni e un sacco di civiltà (molte più del VI attualmente) ad un prezzo davvero bassissimo. Se ti piacerà poi eventualmente puoi pensare di passare al VI che nel frattempo magari avrà aggiunto altre civilità e forse lo troverai anche con qualche sconto (i saldi invernali si avvicinano). Come dicevo Civ VI attualmente è migliore di Civ V al lancio, ma non migliore dell'attuale Civ V con tutti i contenuti.
  • spikedani
    spikedani
    Redattore
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da FreddyTheMonkey

    Lo consigliereste a chi come me non ha mai mai mai mai giocato un titolo di questo genere?
    Se con titolo di questo genere intendi gli strategici a 360°, Civ VI è un ottimo punto di partenza, non è sicuramente il titolo più complesso nel suo genere e ha un livello di difficoltà molto scalabile.
  • Wav3
    Wav3
    Livello: 4
    Post: 442
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da FreddyTheMonkey

    Lo consigliereste a chi come me non ha mai mai mai mai giocato un titolo di questo genere?
    Certo, puoi iniziare con qualsiasi capitolo quindi ti consiglio di iniziare proprio con l'ultimo.
  • Fiorini76
    Fiorini76
    Livello: 0
    Post: 0
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da Anerkas

    Pochi altri non direi data la shitstorm che si è creata quando hanno mostrato i primi screenshot. La grafica conta eccome dal momento che il gioco costa 60€, se costasse 20-30€ sarebbe un conto ma quando un titolo ha un prezzo da tripla A non deve avere solo un buon gameplay ma deve essere all'avanguardia anche tecnicamente, poi scusa perchè deve avere una grafica peggiore del precedente capitolo? Per quanto riguarda le civiltà tagliate? Bello come riguardo a No Man's Sky tutti fossero d'accordo con il discorso prezzo/contenuti-grafica troppo elevato mentre su Civ VI tutti a dire "tanto non è importante". Per finire con queste premesse io ho solo detto che per me un 7 sarebbe stato un voto onesto e che un 9 mi sembra eccessivo esprimendo la mia opinione, se tu lo vuoi prendere come un'aggressione personale fai pure non è questo che mi interessava.
    Non preoccuparti,stiamo discutendo animatamente ma niente aggressioni personali ci mancherebbe !Io mi sono solo un po scaldato perché penso che prima di giudicare un gioco come questo ,che è uno dei giochi più complessi e profondi mai realizzati dal momento che simula la storia di un mondo intero ,occorrono tantissime ore di gioco e tantissime partite completate , cosa che dopo 5 giorni mi sembra impossibile da giudicare , dal momento che io in circa 15 ore di gioco ho giocato due mezze partite e sto ultimando la prima oggi ... Detto questo aggiungo anche che sono un giocatore di vecchia data , ho iniziato con civilization 2, il primo in italiano, ben vent'anni fa e ho visto evolvere il gioco durante tutto questo tempo senza in realta cambiare mai l'esperienza finale di gioco ,ogni nuova edizione sognavi mille cambiamenti per poi scoprire che invece i cambiamenti veramente significativi erano stati pochi e riguardavano solo pochi aspetti del gioco ,ma riusciva lo stesso , pur non essendo un gioco perfetto a tenerti incollato al monitor per ore e giorni ,creando in un videogiocatore una vera dipendenza da gioco !!! Forse il bello di questo gioco sta proprio in questo , nella magia che riesce a trasmettere al videogiocatore e probabilmente non ha nemmeno bisogno di chissa quali stravolgimenti PERCHE UN QUADRO DI VAN GOGH NON DIVENTA PIU BELLO CAMBIANDO LA CORNICE , RIMANE LO STESSO UN CAPOLAVORO ..
  • spikedani
    spikedani
    Redattore
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da REALMARK

    Ciao, io ho un MacBook Pro (Mid 2014) con i5 2,6GHz, 8Gb ram e intel Iris 1526Mb.. Secondo voi mi parte il gioco che vorrei davvero provarlo? ma non vorrei rischiare che si pianti..
    Con l'ambiente Apple ho poche confidenze, ma con un po' di sacrifici il gioco dovrebbe girare.
  • REALMARK
    REALMARK
    Livello: 0
    Post: 0
    Mi piace 0 Non mi piace -1
    Ciao, io ho un MacBook Pro (Mid 2014) con i5 2,6GHz, 8Gb ram e intel Iris 1526Mb.. Secondo voi mi parte il gioco che vorrei davvero provarlo? ma non vorrei rischiare che si pianti..
  • Alucard1983
    Alucard1983
    Livello: 3
    Post: 297
    Mi piace 0 Non mi piace -1
    il mio mac sta morendo . ecco una killer app per farmi prendere un bel pc nuovamente =)
  • Anerkas
    Anerkas
    Livello: 2
    Post: 660
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da Tebe87

    Sono già più di 20 ore nel gioco.. Non so.. Ho sentimenti contrastanti riguardo questo sesto capitolo. Molte cose sono state affinate, vedi la gestione delle città, dei miglioramenti, del commercio, della cultura ecc. Tuttavia, la diplomazia e l'AI sono VERAMENTE pessime e le musiche di gioco (non parlo del main theme del menù che è stratosferico) altrettanto orrende. Lo stile grafico può andare, dipende dai gusti: a me piace. Il limite più grande di questo Civ è che sotto l'aspetto innovativo e spensierato che vuole mostrare, in realtà c'è molta meno innovazione di quanto sperassi.
    Esatto, sono state fatte delle scelte in questo titolo che possono piacere come no, alcune meccaniche sono state indubbiamente migliorate, vi sono però anche degli evidenti difetti, il problema è che si cerca di farlo passare come un gioco perfetto cosa che non è.
  • Anerkas
    Anerkas
    Livello: 2
    Post: 660
    Mi piace 1 Non mi piace -4
    Originariamente scritto da Fiorini76

    Avrebbero dovuto dare 6 a questo capolavoro solo perche non piace a te e pochi altri al mondo ? ma per favore torna a giocare a gta !! Per quanto riguarda la grafica la cosa è molto soggettiva e personalmente la ritengo molto chiara e leggibile , ma in giochi come questo l'ultima cosa da guardare è la grafica ... Per quanto riguarda l'IA , a volte le altre civiltà si comportano in modo strambo ma se vai a leggere l'agenda dei leader capisci come comportarti e alla fine riesci anche a prevedere le loro mosse ,anche se certamente con la prima patch risolveranno molti di questi problemi . Per quanto riguarda l'evoluzione del gioco direi che non è facile migliorare un capolavoro ma l aggiunta dei distretti , l eliminazione delle strade e un modo differente di utilizzare i lavoratori e i missionari sono dei grossi cambiamenti rispetto al 5 .
    Pochi altri non direi data la shitstorm che si è creata quando hanno mostrato i primi screenshot. La grafica conta eccome dal momento che il gioco costa 60€, se costasse 20-30€ sarebbe un conto ma quando un titolo ha un prezzo da tripla A non deve avere solo un buon gameplay ma deve essere all'avanguardia anche tecnicamente, poi scusa perchè deve avere una grafica peggiore del precedente capitolo? Per quanto riguarda le civiltà tagliate? Bello come riguardo a No Man's Sky tutti fossero d'accordo con il discorso prezzo/contenuti-grafica troppo elevato mentre su Civ VI tutti a dire "tanto non è importante". Per finire con queste premesse io ho solo detto che per me un 7 sarebbe stato un voto onesto e che un 9 mi sembra eccessivo esprimendo la mia opinione, se tu lo vuoi prendere come un'aggressione personale fai pure non è questo che mi interessava.
  • Luca Menditto
    Luca Menditto
    Livello: 6
    Post: 1661
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da FreddyTheMonkey

    Lo consigliereste a chi come me non ha mai mai mai mai giocato un titolo di questo genere?
    Assolutamente si, ci vuole un pò (nemmeno tanto) per capire le meccaniche poi non ti schiodi più! Se fosse stato un gioco alla Hearts of Iron (per esempio) sarebbe stato un casino, ci ho provato a giocarli quelli edlla Paradox ma boh.. xD comunque si vai tranquillo.
  • rigel
    rigel
    Livello: 4
    Post: 152
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da FreddyTheMonkey

    Lo consigliereste a chi come me non ha mai mai mai mai giocato un titolo di questo genere?
    Guarda devi solo superare la prima mezz'ora di gioco, non farti ingannare dal tutorial che è palloso perché ti spiega tutto nel dettaglio. Dopo di che diventa una droga, non te ne stacchi più! Indipendentemente dal fatto che ti piacciano o no gli strategici
  • rigel
    rigel
    Livello: 4
    Post: 152
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    Avete presente il bellissimo tema musicale della schermata principale del gioco? È una canzone lirica completamente in italiano! Io non ci avevo proprio fatto caso ma poi l'ho cercata su youtube! Bellissima!
caricamento in corso...
SCREENSHOTS
SpazioGames.it - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Monza dal 22/02/2008 con autorizzazione n.1907
© 1999 - 2012 GALBIT SRL TUTTI I DIRITTI RISERVATI - P.IVA 07051200967
Spaziogames.it utilizza i cookie per assicurarti la miglior esperienza di navigazione. Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l'abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra Cookie Policy.