Recensione di Chime Sharp

- Solide dinamiche di gameplay
- Livello di sfida intenso
- Musica e melodie sfruttate in maniera affascinante
- Sistema di controllo un po' impreciso
- Comprendere le dinamiche di gioco, all’inizio, non è così semplice
A cura di (Mastelli Speed) del
Pubblicato inizialmente su Xbox 360 nel 2010, e successivamente su PC e PlayStation 3, Chime era un puzzle game che basava il suo gameplay sulla musica. Nel titolo, infatti, il giocatore doveva andare a costruire dei quadrati incastrando dei blocchi di varie forme e dimensioni; facendo questo, era possibile creare una melodia che, se completata prima dello scadere del tempo, garantiva il miglior punteggio possibile. Questo stesso progetto rappresenta la base di Chime Sharp, titolo oggetto di questa recensione, che è di fatto una sfida discretamente impegnativa.



To the beat
Sviluppato da Ste Curran e Twistplay, Chime Sharp offre un gruppo di 15 nuove tracce musicali su cui va ad inserirsi in buona sostanza lo stesso gameplay del titolo originale del 2010; come spiegato in precedenza, allora, i giocatori si ritroveranno davanti a una griglia inizialmente vuota. Successivamente, inizieranno ad apparire i primi blocchi, che dovranno essere disposti in modo da formare dei quadrati. I fattori interessanti di quello che pare essere un gameplay veramente classico sono almeno due: per prima cosa, il punteggio verrà calcolato periodicamente al passaggio di un apposito indicatore. Dopo l’azione ripetuta di questo elemento, i blocchi disposti in quadrati scompariranno, lasciando sulla griglia una colorazione differente; difatti, l’obiettivo finale del gioco sarebbe proprio quello di andare a colorare completamente la griglia, ma tutto ciò non è così semplice a causa anche del poco tempo a disposizione. Se si rimane per un discreto periodo senza riuscire a comporre un solo quadrato, dunque, la sfida finirà molto presto. In tutto questo interviene però il secondo elemento di interesse di Chime Sharp, ovvero la musica. Difatti, ogni volta che si riesce a creare una combinazione di una certa importanza il titolo non solo darà al giocatore del tempo supplementare per completare il livello, ma sbloccherà altresì parti della melodia associata allo stage. Più si andrà a colorare la griglia di gioco con le combinazioni di blocchi, in altre parole, e più la melodia prenderà forma. In questo modo, il giocatore andrà a costruire una vera e propria canzone, e dobbiamo dire che l’effetto creato è molto piacevole. Riuscire ad assistere a quella che in qualche modo è la nascita della melodia è un fenomeno affascinante, che però dipende dalla capacità del giocatore di riuscire a creare combinazioni sempre più grandi e che garantiscano più punti.



Melodie d’autore
Protagoniste assolute del gioco, dunque, sono le canzoni: in Chime Sharp è possibile iniziare subito a tastare le proprie abilità con cinque melodie già sbloccate; per poter giocare i livelli associati alle altre composizioni, invece, bisognerà darsi da fare, e ottenere almeno una percentuale di completamento del 40% dei vari stage già disponibili. Nel titolo, i giocatori potranno ascoltare creazioni di vari artisti, tra i quali i più noti, probabilmente, sono da considerare gli scozzesi Chvrches.
Dal punto di vista delle modalità, il titolo propone differenti possibilità: una volta avviato il gioco per la prima volta, ci si potrà lanciare ad esempio nella pratica dei livelli già sbloccati, in cui non si avranno particolari mete da raggiungere. La modalità standard, come anticipato, pone invece l’obiettivo di raggiungere almeno il completamento del 40% della griglia che compone il livello; questo primo traguardo sblocca altre sfide, ma sarà solo arrivando al 60% del completamento di ogni stage che verrà sbloccata una seconda modalità, chiamata Sharp. 
In questa opzione di gioco non esiste un tempo limite da battere, ma il giocatore dovrà gestire 10 vite. Questi preziosi elementi risultano persi nel momento in cui i blocchi residui dei quadri composti (approfondiremo in seguito l’argomento) vengono eliminati dalla griglia; si tratta di una scelta di gioco particolarmente impegnativa, cui si accompagna una ulteriore modalità, chiamata Strike. In questa opzione, sbloccabile dopo aver ottenuto una percentuale di completamento del 60% dei vari livelli Sharp, i giocatori saranno chiamati ad una sfida ancora più complicata: in soli 90 secondi, infatti, ci si dovrà lambiccare il cervello nel cercare di completare i livelli. Nel caso si avesse voglia di una ulteriore sfida, il titolo in questione propone l’ultima possibilità di gioco, chiamata Challenge Mode. In questa modalità, si rigiocheranno gli stage più complicati avendo a disposizione però un set di blocchi limitati.
Le dinamiche di gioco di Chime Sharp, come si può intuire, sono molto impegnative, e all’inizio anche non così intuitive. Chi non ha giocato all’originale Chime, ad esempio, farebbe bene a leggere il brevissimo manuale in PDF, che in sole 3 pagine riesce a far luce sugli aspetti che, durante le partite concitate, potrebbero sfuggire. Uno degli aspetti di cui bisogna tener conto, ad esempio, è costituito dai già citati frammenti; si tratta dei residui di blocchi che non fanno parte dei quadrati creati dal giocatore. Questi elementi costituiscono un ostacolo, perché una volta rimasti sulla griglia per un certo tempo finiranno per l’essere eliminati, difatti facendo terminare il contatore della combo cominciata con la creazione del quadrato iniziale. Tutto ciò è importante, perché meno combo significano punteggi più bassi, e punteggi più bassi significano meno secondi a disposizione per terminare il livello. A questo proposito, bisogna fare attenzione anche ai differenti tipi di blocchi con cui si avrà a che fare. Esistono infatti 12 pentamini di diverse forme e disposizione, distribuiti tra i vari livelli in set da sette.



Imprecisioni geometriche
Che Chime Sharp sia un gioco molto difficile da padroneggiare è fuori discussione: questa situazione, però, viene in qualche modo peggiorata dal sistema di controllo. Il titolo è fruibile sia con il pad che con la tastiera, ma in entrambe le occasioni abbiamo percepito una sensazione di imprecisione generale che, a volte, ci ha impedito di piazzare i blocchi proprio nel punto in cui volevamo. Un altro possibile intoppo è dato dalla palette cromatica di alcuni livelli, che a volte potrebbero risultare in combinazioni di colori un po’ troppo accese, per non dire confusionarie. Questo difetto, però, può essere facilmente aggirato selezionando l’apposita voce nel menu delle opzioni, che propone combinazioni più riposanti.
Dal punto di vista grafico, considerazioni cromatiche a parte, rispetto al titolo originale questo nuovo Chime Sharp si segnala per telecamera posta ad un’altezza differente e capace di restituire una prospettiva tridimensionale. I più tradizionalisti, in ogni caso, potranno scegliere di giocare con la visuale dall'alto del primo Chime. Sotto il profilo audio, invece, poco da dire: al di là delle considerazioni sulle canzoni coinvolte, dobbiamo ripetere come sia affascinante scoprire mano a mano la costruzione della melodia finale e l’aggiunta delle singole componenti che poi formano il sound finale della composizione.

Hardware
Requisiti Minimi:
Sistema operativo: Windows 7+
Processore: Dual Core, Intel Core i5 (3rd generation Ivy Bridge)+
Memoria: 4 GB di RAM
Scheda video: GeForce 200 series+
Memoria: 2 GB di spazio disponibile
Recensione Videogioco CHIME SHARP scritta da MASTELLI SPEED Chime Sharp è un puzzle game sicuramente positivo, che poggia su solide basi. Il gameplay affonda le sue radici nelle classiche dinamiche di mostri sacri come Tetris, a cui si aggiunge però il ruolo della musica. Riuscire a comporre i quadrati richiesti sarà allora impresa ardua, ma premierà il giocatore che potrà così assistere, durante la risoluzione degli stage, alla costruzione di una melodia complessa e composta da diverse voci. I possibili contrattempi, allora, riguardano la difficoltà nel comprendere le dinamiche base del gioco, almeno nel corso delle prime partite, e il sistema di controllo. Durante le nostre prove, alcune sequenze hanno restituito una sensazione generale di poca precisione, e questo può inficiare l’esperienza complessiva.
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