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C'erano una volta i saldi Steam

C'erano una volta i saldi Steam

Ecco perché i prezzi salgono e gli sconti scendono

Speciale
A cura di del
Tutti i giocatori PC, lo scorso 23 giugno, sapevano cosa sarebbe successo alle 19:00. Il consueto refresh della pagina principale di Steam, infatti, avrebbe introdotto gli usuali saldi estivi, ovvero le due settimane di rito in cui il cerimoniale vuole che i giocatori spendano discrete somme di denaro in maniera più o meno impulsiva; il tutto, peraltro, per poi potersene lamentare scherzosamente attraverso l’internet.
La maggioranza dei giocatori, ne siamo certi, attende ogni anno con una certa trepidazione lo scoccare dell’ora fatidica, seppur conscia della lenta liturgia con la quale avviene il tutto. Il copione vuole, infatti, che Steam rimanga inutilizzabile per almeno un’ora dopo l’inizio dei saldi, anche se quest’anno sembra si sia toccato un nuovo record, visto che diverse ore dopo l’avvio formale degli sconti era ancora difficile riuscire ad accedere al proprio inventario, o al negozio stesso. In ogni caso, il tema di questo speciale riguarda proprio gli sconti proposti dal buon Gaben: nelle ultime sessioni principali dei saldi, complice il cambio nella struttura della proposizione degli sconti, sembra che gli affari siano sempre più difficili da scovare. In parole povere, la giusta chiosa a questa introduzione sembra essere: cari giocatori, la pacchia è finita.



Diamo spazio ai freddi numeri
Partiamo col dire che chi vi scrive è abbastanza tirchio: prima di spendere anche un solo euro su un gioco rifletto per tanto e tanto tempo. In questo senso, l’immaterialità dei fondi che dovrei spendere ha su di me un effetto allarmante; se nella vita di tutti i giorni privarmi di una moneta da un paio di euro non è poi un fatto epocale, ecco che davanti a un gioco offerto a € 1,99 sono capace di rimuginare per parecchi minuti. Partendo da questa predisposizione d’animo, sono di norma incline a valutare severamente gli sconti proposti, giudicandoli spesso come troppo timidi. Nel caso degli ultimi saldi della piattaforma Valve, però, la mia non è solo una impressione guidata da un’indole poco spendacciona. Dopo aver spulciato attentamente le pagine dei giochi in offerta su Steam al momento, i dati che ne sono usciti fotografano una situazione che in alcuni casi ha dello sconfortante. Vediamo di fare qualche esempio relativo al periodo che va dal dicembre 2014 ad oggi, di modo da far capire meglio di costa stiamo parlando:

-    The Binding of Isaac: attualmente il gioco è disponibile, scontato del 50%, a € 2,49. Nei saldi invernali del 2014, ma anche nell’ottobre 2015, il titolo era disponibile in saldo a € 0,49, con uno sconto del 90%. Il titolo è uscito nel settembre 2011.
-    Tomb Raider: il gioco, grazie a uno sconto del 75%, è disponibile a € 4,99. Se si esclude uno sconto pari all’85% relativo al dicembre 2015, il titolo è spesso stato proposto, durante gli eventi speciali, con uno sconto dell’80%, pari a € 3,99. Il gioco è disponibile dal marzo 2013.
-   The Talos Principle: il gioco è attualmente disponibile a € 9,99, frutto di uno sconto del 75% sul prezzo di vendita base, pari a € 39,99. Fino a febbraio 2016, invece, lo sconto maggiore mai registrato era sì del 75%, ma su un prezzo base pari a €19,99; il titolo, dunque, era disponibile in saldo a € 4,99. Il gioco è acquistabile dal dicembre 2014.
-    I titoli Valve: questo è uno dei casi più eclatanti perché, al momento, alcuni dei giochi Valve presentano sconti percentuali in alcuni casi maggiori rispetto al passato, che intervengono però su prezzi base aumentati nel tempo. Garry’s Mod, ad esempio, è disponibile a € 2,49, con uno sconto del 75%. Durante gli eventi speciali invernali ed estivi dal 2014 al 2015, invece, il gioco è stato proposto a € 1,74, con uno sconto sempre del 75%. Questo significa che ad aumentare è stato il prezzo base, passato da € 7,99 a € 9,99; il rialzo, del 20%, è avvenuto nel febbraio 2016; ricordiamo che stiamo parlando di un titolo uscito nel novembre 2006, dunque quasi 10 anni fa. Stesso discorso per il sempre amato Half Life 2: il gioco, attualmente, è proposto a € 1,99, con uno sconto dell’80%. In passato, lo sconto più elevato si fermava al 75%, ma l’importo da sborsare era di € 1,79. Anche qui, dunque, è intervenuto un rialzo del prezzo base, in questo caso del 30%, avvenuto lo scorso febbraio. Half Life 2 è arrivato su Steam, come ben saprete, nel novembre 2004.



Domande che sembra giusto porsi
Viene dunque da chiedersi a cosa sia dovuto questo aumento dei prezzi base, cui si accompagna una diminuzione generalizzata degli sconti. Nel caso dell'impennata dei prezzi, è indubbio come esista un trend generale che vede un aumento degli esborsi richiesti al consumatore, su cui incidono parametri macroeconomici e di mercato su cui non è il caso di dilungarsi; c’è da dire, però, che gli aumenti dei prezzi riflettono anche l’operazione di accorpamento dei prezzi delle nazioni del cosiddetto Tier 2 (tra cui figurava l’Italia) con il Tier 1. Steam, così come alcuni publisher, basa (o meglio dire basava) la sua azione di pricing andando a delimitare varie zone commerciali all’interno di uno stesso continente; nel caso della piattaforma Valve inizialmente le zone europee erano tre, con il Tier 1 che presentava i prezzi più alti, fino ad arrivare al Tier 3, che presentava i più bassi, almeno prima di essere accorpato al Tier 2 nel 2009. Questo ragionamento, peraltro, non si estende (a maggior ragione ora, ma anche in precedenza) al Regno Unito e ad altri paesi. L’accorpamento ed equiparazione dei due tier superstiti, avvenuto nello scorso febbraio, ha determinato un aumento dei prezzi di molti titoli, ed ecco spiegato perché alcuni dei giochi Valve (ma non solo, come visto) da febbraio costano più che in passato, e deludono nel momento in cui vengono scontati durante i saldi. È questo, dunque, uno dei motivi principali dietro al rialzo generalizzato dei prezzi che, alla prova dei fatti, sta scontentando molti utenti dediti agli acquisti su Steam. Politica economica a parte, però, è innegabile che anche gli sconti siano meno attraenti che in passato, anche perché l’eliminazione dei saldi giornalieri, dei minigiochi, degli achievement e delle offerte flash ha decisamente tolto l’effetto sorpresa, nonché l’attesa, che caratterizzava le vecchie edizioni dei saldi; non è solo una questione psicologica, in ogni caso, ma soprattutto di numeri.



Dare con una mano, togliere con l’altra
L’eliminazione delle offerte flash è da attribuirsi sostanzialmente alla possibilità di ottenere i rimborsi per i titoli Steam che non siano stati utilizzati per più di due ore. Capire il perché le due misure sono incompatibili tra di loro è semplice; un utente smaliziato, dopo aver comprato un gioco, avrebbe potuto benissimo provare il titolo fino al limite delle due ore, per poi fermarsi ed aspettare l’arrivo di un eventuale sconto ulteriore sullo stesso gioco. A quel punto – tempi tecnici permettendo – sarebbe bastato richiedere il rimborso per il gioco acquistato con il primo sconto, e procedere nuovamente all’acquisto con lo sconto di entità superiore.
L’eliminazione dei saldi flash, però, ha tolto l’importante elemento della segmentazione profonda dei prezzi. È evidente come uno sviluppatore o un publisher sia più incline a proporre uno sconto del 90% per qualche ora piuttosto che per due settimane; nella home page di Steam, tanto per fare un esempio, durante il primo giorno non è stato presente alcun titolo con uno sconto maggiore dell’80%. È altrettanto evidente che i più propensi a beneficiare di questi forti sconti temporanei erano giocatori con molto tempo a disposizione, e risorse economiche ridotte (come studenti e disoccupati). L’aver tolto i due scaglioni di sconto ha eliminato altresì la possibile segmentazione di prezzo: questo causa malcontento tra i giocatori maggiormente sensibili alle variazioni di costo, oltre che sconti generalmente più bassi, e saldi che sanno tanto di “meh”.
D'altra parte, e qui concludiamo le nostre riflessioni, gli stessi dati di vendita non autorizzano alcuna speranza di ritorno alla vecchia formula; durante gli ultimi saldi invernali, già privi di affari flash, i profitti generati dai titoli esclusi dalla Top 500 dei giochi con le migliori performance economiche, in effetti, sono aumentati del 45% rispetto agli sconti del 2015. Ecco che, allora, si torna al vecchio vizio spesso imputato a noi giocatori: ci si lamenta sempre, ma alla fine si compra come e più di prima.

I fattori che spingono molti utenti a definire deludenti gli attuali saldi Steam, come visto, provengono da diverse direzioni. Una volta fatta chiarezza sul perché i prezzi salgono e gli sconti scendono, però, servirebbe anche sapere in che modo comportarsi. È evidente che i meno sensibili alle variazioni – anche minime – di prezzo possono continuare ad approfittare degli sconti su Steam, che continua comunque ad offrire affari per tutti i gusti. Certo è che per i più attenti alle proprie finanze la situazione, da qualche tempo a questa parte, è di sicuro più complicata. Le strade, a nostro modo di vedere, sembrano essere almeno tre: lanciarsi nella compravendita selvaggia di trading card (anche questa opzione, però, è ora più complicata che in passato), scandagliare maggiormente gli affari delle altre piattaforme di digital delivery, oppure rivolgersi al grey market; nel caso di quest’ultima soluzione, d’altra parte, bisogna essere consapevoli dei benefici, ma anche dei rischi, cui si va incontro. In ogni caso, la vostra opinione è importante: fateci sapere come state vivendo questi saldi di Steam, se vi stanno piacendo, e quali affari avete già portato a termine!

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