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Pro Cycling Manager 2016

Pro Cycling Manager 2016

Pedalate a vuoto

Recensione
A cura di del
La seconda metà di giugno ha un sapore particolare per la nicchia di giocatori amanti del ciclismo. Da anni, infatti, lo studio francese Cyanide fa coincidere il mese che separa il Giro d’Italia dal Tour de France con l’uscita annuale del nuovo Pro Cycling Manager. Andiamo a scoprire, allora, se Pro Cycling Manager 2016 presenta motivi sufficienti per abbandonare i capitoli precedenti.



Rimonte spettacolari
Grazie a Pro Cycling Manager 2016 i giocatori avranno la consueta possibilità di prendere il comando di una delle numerose squadre presenti (non tutte con licenze ufficiali), e divise tra loro in divisioni fittizie che corrispondono alle reali World Tour, Professional e Continental. Lo scopo, nella modalità Carriera, è quello di amministrare la squadra nella sua totalità, gestendo tra gli altri il roster, i rapporti con gli sponsor, lo scouting. Il tutto, ovviamente, in preparazione alle gare su strada, in cui il giocatore può prendere il controllo di tutti i corridori a sua disposizione.
Vediamo ora di individuare le novità maggiori di questa edizione, almeno sotto il profilo gestionale; in questo senso, dobbiamo citare il nuovo sistema di definizione degli obiettivi dei ciclisti, che poi va a modificare anche l’allenamento e la gestione dei picchi di forma. Dobbiamo dire che la scelta è stata abbastanza radicale: il gioco, infatti, selezionerà in automatico almeno cinque ciclisti del nostro roster (ovvero quelli che presentano la media delle abilità più alta), che avranno dunque i gradi di capitano. Per ognuno di questi atleti, si dovranno impostare tre obiettivi stagionali, cui corrisponderanno altrettanti picchi di forma; tutti gli altri ciclisti non coinvolti, difatti, saranno trattati da gregari, e dovranno essere abbinati a uno dei capitani. In questo modo, per ogni gregario verrà generato un allenamento che dovrebbe prevedere picchi di forma associati agli obiettivi dei capitani. Si comprende come questa scelta lasci poca libertà al giocatore: il fatto di non poter scegliere i capitani, difatti, potrebbe obbligare scelte drastiche, ad esempio nella gestione dei velocisti, per non parlare dei fidati gregari. Riuscire a far correre due corse a tappe nella stessa stagione a un corridore, ora, appare un po’ più difficoltoso, proprio perché un gregario può essere associato solo a un capitano.
In ogni caso, considerato che la gestione di sponsor, contratti e scouting non presenta novità così rilevanti, sembra utile passare all’altra modalità regina del single player, ovvero la Pro Cyclist; questa opzione di gioco consente di creare il proprio ciclista, e di farlo crescere nel corso della sua carriera. La modalità in questione, introdotta l’anno scorso, viene riproposta nuovamente con alcune variazioni; in effetti, ora, i nostri compagni di squadra solleciteranno il nostro aiuto in maniera più puntuale, e avremo obiettivi più diversificati. Certo è che le situazioni di gioco riscontrate non sono state sempre così coerenti, e c’è da dire che la crescita del nostro ciclista ci è parsa fin troppo rapida. Nel complesso, però, questa modalità ha un suo senso e può tornare utile per comprendere le basi del gioco.



Sensazione di disorientamento
In un’edizione che non sembra distinguersi per cambiamenti radicali, l’elemento di maggiore rottura riguarda la UI. Appena avviata una tappa, infatti, si rimarrà sorpresi dal totale restyling dell’interfaccia utente. Come è facile attendersi, un cambiamento così radicale ha portato con sé aspetti positivi e negativi. Tra le note liete dobbiamo citare la presenza di maggiori informazioni presenti su schermo; durante le fughe, ad esempio, sarà possibile capire quali ciclisti stanno tirando di più, e quali invece sono più disinteressati. Capire come funziona questa schermata non è semplicissimo, ma si tratta comunque di informazioni che possono tornare utili; un altro fattore positivo riguarda i cambiamenti di forma giornalieri dei ciclisti, maggiormente segnalati e relativi a tutte le varie caratteristiche dei singoli atleti.
Le note più negative, invece, riguardano le informazioni basilari relative ai singoli ciclisti; comprendere la funzione delle tre barre, nonché dei tre colori che dovrebbero contraddistinguere l’energia, oltre che lo sforzo distribuibile nel medio e breve termine, è cosa non proprio agevole. Non ci ha convinto particolarmente neanche il modo in cui ora è illustrato il battito cardiaco del ciclista, veramente poco evidenziato, e soprattutto l’icona della borraccia dei corridori, decisamente poco visibile.
In ogni caso, sul lato del gameplay le sensazioni sono contrastanti: tra i fattori che ci hanno sorpreso, dobbiamo constatare una certa intraprendenza della IA che governa i nostri compagni di squadra; a seconda dei ruoli stabiliti prima delle tappe, infatti, i nostri corridori torneranno in coda al gruppo per il rifornimento, o andranno a piazzarsi vicino ai capitani. I dubbi nascono nella gestione delle tappe di montagna e delle fughe; per quanto riguarda le prime, la sensazione è che la scrematura del gruppo avvenga sempre un po’ troppo tardi, e che troppe tappe arrivino al traguardo con uno sprint composto da una ventina di corridori. Le fughe, invece, sembrano avere successo un po’ troppo spesso, soprattutto nelle tappe più vallonate. Come sempre, in ogni caso, è bene dire che si tratta di un prodotto complesso da giudicare, e solo nel lungo termine sarà possibile stabilire la bontà di un gameplay che, fughe a parte, non sembra però essere molto differente dall’edizione passata.



Vecchi difetti
La parte manageriale e simulativa di Pro Cycling Manager 2016, pur non regalando particolari sussulti, si mantiene su livelli positivi; quello che invece si segnala come l’elemento peggiore della produzione transalpina, invece, è il comparto tecnico. In effetti la serie Cyanide è conosciuta per essere non proprio esente da difetti tecnici, e difatti non è mai una buona mossa acquistare il gioco immediatamente dopo l’uscita. Tutto ciò assume maggior rilievo se si pensa che, per l'edizione 2016, dopo appena dieci giorni di disponibilità sul mercato sono state pubblicate già due patch correttive.
Era da almeno un paio di edizioni che non ci capitava di assistere a crash improvvisi durante la navigazione dei menu durante la carriera; il gioco, poi, ha dimostrato di non digerire particolarmente bene le riduzioni a icona durante le tappe, e ripropone i soliti caricamenti fin troppo lunghi. Diversi giocatori, poi, hanno lamentato problemi dovuti a crash durante l’avvio dell’eseguibile di gioco, che difatti hanno impedito loro di iniziare a giocare; noi, in questo senso, siamo stati più fortunati, ma dispiace dover sottolineare ogni anno problematiche tecniche di questo tipo.
Anche il multiplayer, difatti, ne è uscito inizialmente con le ossa rotte: durante i primi giorni di disponibilità, ad esempio, le partite valutate erano impossibili da organizzare, mentre ora sono sì disponibili, ma anch’esse soggette a crash, sia nei menu che durante le corse vere e proprie.  A proposito del gioco online, c’è da segnalare l’eliminazione della modalità Armada, a favore di una impostazione più tradizionale, che consente di creare corse e tornei con regole personalizzate.
Dal punto di vista grafico, cambiando argomento, la sensazione è che si sia operata un’operazione di rifinitura, soprattutto per quanto riguarda le texture delle maglie dei ciclisti; i modelli tridimensionali di atleti ed elementi di contorno, invece, rimangono quelli già visti nelle scorse edizioni. Il gioco risulta essere più leggero che in passato ma, come visto in precedenza, tutto ciò viene inficiato da diversi problemi tecnici. Il sonoro, poi, è un’altra nota dolente: la telecronaca in inglese, oramai, non viene aggiornata concretamente da diverse edizioni, così come gli effetti ambientali, mai così incisivi.
Da segnalare, infine, una delle novità potenzialmente più importanti di questa edizione, ovvero l’aggiunta del supporto a Steam Workshop, pronto ad ospitare la sempre attiva e affezionata community del gioco. Dopo alcuni giorni di incertezza e stallo, la pagina dedicata al titolo Cyanide ha iniziato ad ospitare le prime mod.
  • + La modalità Pro Cyclist sembra progredire nella giusta direzione
    + La nuova interfaccia propone alcuni lati positivi…
  • - …ma anche scelte discutibili
    - Tanti problemi tecnici offline e online
    - La rinnovata gestione degli obiettivi dei ciclisti è troppo semplificata
voto
6

Al momento non siamo del tutto sicuri che Pro Cycling Manager 2016 sia un acquisto da consigliare così caldamente. Il gioco presenta problemi tecnici che possono inficiare anche gravemente l’esperienza di gioco, sia nel comparto online che in single player. C’è da dire che il cambiamento più evidente del titolo riguarda l’interfaccia utente visibile durante le gare; il gameplay e il comparto tecnico, invece, non sembrano proporre rotture così profonde con il passato, se si eccettua il cambiamento della gestione degli obiettivi dei ciclisti, effettuato in maniera un po’ sciagurata. La sensazione, dunque, è che sia saggio attendere qualche altra patch prima di interessarsi seriamente al nuovo capitolo della serie Cyanide: gli appassionati più frettolosi, infatti, potrebbero rimanere scottati.

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