Speciale Nei meandri del mercato delle chiavi PC

A cura di (Mastelli Speed) del
I giocatori PC più smaliziati sanno che i giochi, specialmente quelli destinati ad essere fruiti attraverso Steam, costituiscono un mondo a parte. Comprare un titolo a prezzo pieno, e con soldi veri, costituisce la punta di un iceberg che include, nella sua parte sommersa, molti altri modi per appropriarsi (legalmente) dei giochi. Un giocatore, infatti, può avvantaggiarsi dei siti che propongono giveaway gratuiti di titoli messi a disposizione da altri utenti, per non parlare dei giochi rilasciati liberamente dagli stessi sviluppatori, magari durante la fase di early access o mentre il titolo si trova nel limbo di Steam Greenlight. Abbiamo poi il mondo del farming delle trading card dei giochi Steam; con perseveranza e tanta abnegazione, gli utenti più “sgamati” hanno infatti l’occasione di costruire da zero un portafoglio Steam utile, poi, per acquistare giochi anche a prezzo pieno, semplicemente grazie ai ricavi della compravendita di carte. Quest’ultima strategia di acquisto, però, prevede una certa dose di perseveranza e fortuna; in altre parole, non è detto che tutti gli utenti Steam abbiano il tempo o la pazienza di effettuare la compravendita di centinaia di trading card. Nel caso non si voglia aspettare, allora, una delle strade percorribili dai giocatori è quella di rivolgersi al grey market costituito dai marketplace rivenditori di codici, che spesso propongono prezzi stracciati per giochi appena usciti. Dal lato dell'utente, difatti, questa pratica ha solo un inconveniente pratico: l’acquistare, cioè, codici che poi si rivelano essere rubati, duplicati, o comunque impossibili da utilizzare; in questo senso, almeno sul piano formale, molti siti di questo tipo si sono mossi in direzione di una auspicabile trasparenza, con programmi di protezione e di supporto al cliente. Che dire, però, di coloro i quali sono sostanzialmente dall’altra parte della barricata, ovvero gli sviluppatori di quei giochi che è possibile acquistare sui siti di key?



Fatto il mercato, trovato l’inganno
Il mercato delle chiavi PC è letteralmente invaso da codici in cerca di collocazione e, considerate le operazioni citate in apertura di articolo, non è difficile capire il perché. Alcuni titoli minori, specie negli ultimi tempi, vengono riproposti con assiduità attraverso giveaway gratuiti periodici, che difatti vanno a costituire un patrimonio di chiavi che non sempre trova posto nelle librerie dei giocatori. I più furbi, o meglio disonesti, trovano il modo di approfittare anche di queste occasioni, difatti appropriandosi di chiavi gratuite che poi vengono riproposte sulle piattaforme dedicate ai giveaway di giochi PC; la pratica del gifting di titoli gratis, in questo caso, va contro i principi di questo tipo di siti, e perciò viene combattuta in primo luogo dalla community. In questo caso, infatti, i soliti furbetti cercano di appropriarsi dei vantaggi dati dall’essere contributori – come la possibilità di partecipare a giveaway esclusivi – senza però seguire le regole dei vari siti in questione.
Se a questo meccanismo aggiungiamo il denaro, poi, ecco che tutto diventa immediatamente più complicato; nei giveaway, infatti, è possibile vedere il passaggio del gioco da un utente all’altro come un vero e proprio regalo: in cambio del titolo il donatore non riceve benefici economici, e chi se ne appropria non deve sborsare alcunché. La piattaforma, ovvero il sito sul quale vengono pubblicati i giveaway, ha semplicemente il compito di tramite tra domanda e offerta; lo stesso discorso può essere fatto anche con i siti che vendono chiavi a prezzi ridotti: alcuni di questi portali, infatti, propongono i giochi che alcuni utenti hanno in esubero, acquistabili dietro pagamento. La piattaforma adotta il classico modello di business basato sulle commissioni, che coprono di norma tutta una serie di attività legate alla presentazione delle inserzioni. Gli ultimi casi saliti agli onori delle cronache dimostrano come tutto questo sistema, evidentemente, sia aggirabile da chi non è proprio ben intenzionato; utilizzando carte di credito rubate, infatti, è teoricamente possibile acquistare numerose chiavi dai rivenditori, per poi riproporle attraverso queste piattaforme. In un certo senso, si tratta di un’operazione di pulizia di denaro rubato, che genera anche un profitto.



Acque intorbidite
Il danno economico apportato da queste strategie, per gli sviluppatori, può arrivare ad avere cifre importanti, ma non è così semplice dimostrare l’eventuale disonestà delle operazioni in oggetto, a causa anche dell’immaterialità dei codici. Il problema nasce dal fatto che, una volta rilasciate, le chiavi sono libere di vagare per il web; capire se si tratta di codici rubati, oppure venduti illegalmente, sembra essere, a volte, impresa ardua. Uno dei motivi è da ricercare nella varietà dei canali di vendita; difatti, oggigiorno uno sviluppatore può distribuire il suo gioco attraverso giveaway (sia sul suo sito, sia su siti esterni), oppure attraverso bundle; il più importante di questi è l’Humble Bundle, ma sappiamo bene quanti altri siti propongano soluzioni di questo tipo, specie per i titoli più piccoli e indipendenti. Abbiamo poi le versioni beta che, in un secondo momento, diventano codici per la versione finale, le promozioni, i contest; infine arriviamo alla vendita diretta, a quella su piattaforme di digital delivery, quella su siti specializzati, oppure sui marketplace generalisti. Capire come gestire centinaia di batch di chiavi diventa complicato, visto che anche se si capisse di quale partita facessero parte le chiavi rubate, bisognerebbe comunque revocare tutte le copie facenti parte dello stesso batch; questo significa giocatori indispettiti, e un ritorno negativo d’immagine ben prevedibile. Per ovviare a questa situazione si potrebbe pensare di distribuire le chiavi in gruppi quantitativamente più piccoli, ma questa è una soluzione che richiede più tempo e maggiori competenze; fattori, questi, che non possono far parte di tutti i piccoli team che si affacciano sul mercato. Il risultato di tutto questo è un meccanismo in cui, difatti, sembra che il potere vada quasi esclusivamente verso i distributori di chiavi. Nel momento in cui non è possibile muovere accuse precise contro un dato portale, è evidente che questi intermediari di codici trovano fin troppo facile difendersi, ad esempio accusando a loro volta i rivenditori partner dei singoli sviluppatori, ovvero i soggetti che comprano i codici dalla fonte e li rivenderebbero, per convenienza, proprio alle piattaforme di vendita di codici a prezzi irrisori. Si comprende come questo tipo di accuse sia il più delle volte strumentale, ma nel momento in cui non si può dimostrare quali siano le chiavi rubate, e da chi siano state rubate, è evidente come si tratti della parola degli sviluppatori contro quella dei marketplace incriminati.



Rapporti di forza che forse stanno cambiando
Non è difficile capire perché queste piattaforme di vendita di codici a poco prezzo abbiano tutto questo successo: i giocatori, dal canto loro, hanno a disposizione offerte dai prezzi spesso irrisori; considerati i rapporti di forza espressi in precedenza, almeno nel caso degli sviluppatori minori, risulta chiaro come sia difficile riuscire a revocare una partita di chiavi che si sospetta sia rubata, sia per motivi logistici ma anche di immagine. La situazione cambia parzialmente nel momento in cui si parla di publisher e sviluppatori più potenti: il passato, infatti, ha già visto episodi in cui diverse chiavi, considerate illegali, sono state revocate proprio da marketplace incriminati. Qual è, in ogni caso, la via da seguire per evitare che gli sviluppatori debbano sottostare al potere di questi soggetti? Gli ultimi avvenimenti suggeriscono come, in effetti, qualcosa stia per cambiare, andando a riequilibrare i rapporti di forza tra sviluppatori e marketplace. La strada scelta sembra essere quella delle royalty, da girare agli sviluppatori per ogni titolo in vendita. In questo modo, difatti, i creatori di videogiochi hanno l'opportunità di monetizzare le vendite del grey market. Ma non basta: le rinnovate misure di sicurezza coinvolgerebbero un rapporto maggiore con gli stessi sviluppatori, per non parlare della possibilità, per gli utenti, di donare fondi direttamente agli studi attraverso gli stessi marketplace. Messa così, allora, è chiaro che la sopravvivenza di questi portali stia a cuore a tutti.
Pur avendo la possibilità di dimostrare che le piattaforme di vendita a prezzi irrisori diminuiscono in parte i profitti degli sviluppatori, inoltre, è chiaro come l’equazione non possa riequilibrarsi in maniera automatica eliminando questi attori dal mercato; molto semplicemente, non è affatto detto che gli sviluppatori riescano a vendere la stessa quantità di copie, a prezzo pieno, piazzata invece dai marketplace di chiavi. Seguendo questo ragionamento, quale potrebbe essere la reazione del mercato a una possibile chiusura di queste piattaforme? Per gli sviluppatori, evidentemente, potrebbe voler dire (secondo noi in minima parte) maggiori guadagni, ma per i giocatori – ragionando concretamente – potrebbe significare anche un ritorno verso la pirateria.
Recensione Videogioco NEI MEANDRI DEL MERCATO DELLE CHIAVI PC scritta da MASTELLI SPEED Le piattaforme che rivendono chiavi a prezzi stracciati, dunque, operando da intermediari tra domanda e offerta, difatti a volte sembrano sottrarsi alle proprie responsabilità, che riguardano la qualità del servizio offerto. Il problema, però, più che la vendita in sé riguarda il “cosa” si vende, ovvero chiavi che potrebbero essere state ottenute illegalmente. Le lamentele di chi sviluppa giochi sembrano essere in parte condivisibili, sebbene sia giusto considerare che l’assenza delle piatteforme dedite alla compravendita di chiavi non garantisce, con tutta probabilità, un giro d’affari equivalente a quello cui assistiamo attualmente. Si tratta dunque di una vicenda assai complessa, e in cui è pur vero però che i rapporti di forza sembrano in qualche modo riequilibrarsi, grazie soprattutto alle ultime iniziative messe in atto a favore degli sviluppatori.
In un mondo fatto di chiavi e codici liberi di circolare per il web, e soprattutto poco tracciabili, tutte le parti in causa sembrano avere una fetta di ragione e una di torto; il risultato, è quella zona grigia in cui i giocatori possono sì fare affari, ma in cui sono altresì presenti soggetti disonesti e che operano al di fuori di ogni legislazione. Qual è il vostro parere a proposito? Fatecelo sapere nei commenti!
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    Commenti: 36 - Visualizza sul forum

  • Livello: 1
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    Originariamente scritto da ministro
    Io ho conosciuto fast2play grazie a voi di spaziogames, lo avete pubblicizzato circa un anno fa e in più di un'occasione, ora fate un articolo "attenti ai siti di key, vendono chiavi rubate". Poi, non riesco a capire una cosa, perché le chiavi non vengono rilasciate direttamente dallo sviluppatore e basta? Non riesco a capire come un individuo qualunque possa comprare pacchi di key e poi rivolgersi a siti come G2A "hei ho un pacco di chiavi me le comprate?"


    come un po per tutto, comprano all'ingrosso e vendono a buon prezzo per via dello sconto che hanno avuto per aver acquistato 1000 pezzi dello stesso articolo (per dire).

    funziona cosi anche per dirti, risparmio casa, risparmi molto li rispetto ad altre parti, mica ruba i detersivi xd.

    Ma funziona tutto cosi, supermercati, negozi di abbigliamento, ecc,ecc... poi beh, dipende dalla quantità della merce presa all'ingrosso e dal fornitore a determinare il prezzo.
  • Darki
    Darki
    Livello: 0
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    Originariamente scritto da ministro
    Io ho conosciuto fast2play grazie a voi di spaziogames, lo avete pubblicizzato circa un anno fa e in più di un'occasione, ora fate un articolo "attenti ai siti di key, vendono chiavi rubate". Poi, non riesco a capire una cosa, perché le chiavi non vengono rilasciate direttamente dallo sviluppatore e basta? Non riesco a capire come un individuo qualunque possa comprare pacchi di key e poi rivolgersi a siti come G2A "hei ho un pacco di chiavi me le comprate?"


    semplicemente i rivenditori vendono bundle di keys a prezzi più bassi per via della quantità. Se proponessi un acquisto di 1000 chiavi nessuno me le farebbe pagare a prezzo pieno. Funzionano così questi siti. Che poi i publisher non hanno più il controllo delle keys dopo che il rivenditore le ha già smerciate è un altro discorso, ma dubito che siano effettivamente rubate.
  • ministro
    ministro
    Livello: 6
    Post: 897
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    Io ho conosciuto fast2play grazie a voi di spaziogames, lo avete pubblicizzato circa un anno fa e in più di un'occasione, ora fate un articolo "attenti ai siti di key, vendono chiavi rubate". Poi, non riesco a capire una cosa, perché le chiavi non vengono rilasciate direttamente dallo sviluppatore e basta? Non riesco a capire come un individuo qualunque possa comprare pacchi di key e poi rivolgersi a siti come G2A "hei ho un pacco di chiavi me le comprate?"
  • sbranco
    sbranco
    Livello: 2
    Post: 17
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    la chiosa di questo articolo dice tutto. Spendere 25/30 euro per un gioco non mi crea nessun problema, ma se ne devo spendere il doppio o anche più allora inizio a farmi due conti. Il prezzo spropositato dei giochi è sempre stata la prima causa della pirateria, e credo che se il problema si stia risolvendo ultimamente è anche grazie a chi mette a disposizione i giochi ad un prezzo che più che definire stracciato, definirei onesto...
  • Idrox
    Idrox
    Livello: 1
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    Preso il nuovo doom da uno di questi siti a circa 30 euro,mentre su steam costa il doppio....Io sono una persona che ha sempre lavorato e fortunatamente mi son sempre potuto permettere tutte le console e pc che volevo,però dopo che vedi che ti vendono giochi a 70+ euro magari con pochissimi contenuti e dlc a valanga tutti a pagamento per poter godere a pieno del titolo,mi sono sentito un pò preso in giro...
    Da li appena scoperto questi siti che propongono giochi nuovi alla metà del prezzo,dopo un diffidenza iniziale,ho acquistato regolarmente senza mai avere un problema!
    Sono assolutamente a favore di questi venditori di chiavi e secondo me è anche grazie a loro se ultimamente cè un incremento delle vendite nel mercato pc!Perchè al prezzo di un gioco spesso ne posso comprare 2.
    Addirittura i prezzi di molti giochi erano inferiori persino dei saldi steam!
  • r3dl4nce
    r3dl4nce
    Livello: 0
    Post: 18
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    Se mai avessi avuto un minimo dubbio su G2A, la loro risposta a quei poracci di tinybuild me li ha fugati del tutto. G2A completamente disponibile a collaborare e quelli di tinybuild che di erano inventati pure cifre false per fare notizia da giornale scandalistico. Per mio conto, di 70+ giochi su Steam, solo 2 o 3 sono comprati da Steam, il resto key o gift da G2A, acheterclecd, instantgaming, ecc E continuerò così, sicuro di essere nel giusto. Chi li scarica pirata, quella sì che andrebbe impedita come pratica.
  • darktets
    darktets
    Livello: 5
    Post: 297
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    Originariamente scritto da Valthiel
    Ne ho fatti almeno un paio. Andatevi a spulciare i vari fuori dai denti e i miei speciali.


    mi sono rispulciato alcuni dei tuoi "fuori dai denti" e ora ti giro la domanda : perchè voi come testata , insieme alle altre non sottoponete i commenti e le reazioni degli utenti alle sh? Prendendo in esame alcuni dei giochi presi da es. come palesemente buggati o in alpha come Arkham Knight o Assassin Creed Unity pensi che i più "soddisfatti" se vogliamo usare sto termine siano quelli che hanno avuto la "fortuna" di comprarli sui siti di key? senza dover tirare giù calendari dopo aver speso il prezzo full per poi trovarsi in mano il nulla ! voi li recensite e provate prima della release , come fate a non sottolineare istant alle sh questi problemi? Non prenderlo come attacco personale eh , sia ben chiaro io a questo punto voglio capire meglio tutto sto casino che si sta montando ultimamente quando le sh dovrebbero prima di tutto pensare a non lasciare alpha spacciandoli per giochi completi.
  • Valthiel
    Valthiel
    Redattore
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    Originariamente scritto da Steve69
    Santo subito, quoto in tutto, fate anche un bell'articolo sulle PALESI INCU*ATE che si prende l'utenza pc su certi titoli AAA venduti a 70 euro, Mortal Kombat X, Batman Arkham Knight, Watch Dogs, Assassin's Creed (praticamente tutta la saga), Dark Souls (Il gioco non si discute ma il porting pc è penoso), e potrei continuare per ore, giochi che escono in stato di PALESE EARLY ACCESS ma venduti comunque come prodotti finiti, parlate anche di questo, i giochi Tripla A su Pc degli ultimi 10 anni che hanno meritato veramente i 70 euro al D1 si contano sulle dita di una mano ma guarda caso gli sviluppatori Indie riescono sempre a tirare fuori giochi perfettamente funzionanti già al lancio


    Ne ho fatti almeno un paio. Andatevi a spulciare i vari fuori dai denti e i miei speciali.
  • Steve69
    Steve69
    Livello: 9
    Post: 2892
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    Originariamente scritto da darktets
    Compro dai siti di key da un bel pò di anni , mai avuto problemi di key bannate o altro. Stanno utilizzando il problema sorto su G2A per cercare di arginarle e questo è gia il secondo articolo di sto tipo che leggo. Come mai non date tanta attenzione e dedizione (non a livello di singola testata ma a livello globale) per tuttie le "fregature" che le sh smollano? quando rilasciano giochi in piena beta a prezzi pieni? In quel caso il problema non si pone , tanto quel che pensano i giocatori dopo che spendono 70 euri per poi trovarsi un gioco non funzionante o iperbuggato che poi toccherà sempre ai playe (modder) sistemare , non conta suppongo , basta che le sh prendano i loro euri.


    Santo subito, quoto in tutto, fate anche un bell'articolo sulle PALESI INCU*ATE che si prende l'utenza pc su certi titoli AAA venduti a 70 euro, Mortal Kombat X, Batman Arkham Knight, Watch Dogs, Assassin's Creed (praticamente tutta la saga), Dark Souls (Il gioco non si discute ma il porting pc è penoso), e potrei continuare per ore, giochi che escono in stato di PALESE EARLY ACCESS ma venduti comunque come prodotti finiti, parlate anche di questo, i giochi Tripla A su Pc degli ultimi 10 anni che hanno meritato veramente i 70 euro al D1 si contano sulle dita di una mano ma guarda caso gli sviluppatori Indie riescono sempre a tirare fuori giochi perfettamente funzionanti già al lancio
  • Marzo
    Marzo
    Redattore
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    Originariamente scritto da Cavaliere_di_mascarpone
    ma non è lo stesso articolo di multiplayer di ieri?


    L'articolo era nel pannello backend di Spazio già da qualche giorno, Cav, e questo bel pezzo su cui ha lavorato Mastelli non si partorisce in un solo giorno.
  • The gianmy
    The gianmy
    Livello: 4
    Post: 441
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    Originariamente scritto da colla
    Ovviamente ci sono le eccezioni, e doom è stata una di queste (anche se l'ho acquistato su steam durante gli sconti a 30,99 percui se uno non muore a non averlo la day one le offerte si trovano comunque), ma moltissimi altri giochi costano alla fine uguale se non addirittura di più (Overwatch edizione standard costa meno comprarlo nello store Blizzard che su G2A...). Detto questo questi siti sono utilissimi per noi utenti, ma ho avuto alcuni amici che da siti simili si son visti recapitare key non utilizzabili e molti non rispondono e non rivedi più i soldi, percui invece di rischiare io preferisco aspettare gli sconti di steam ed essere sicuro di quel che compro. Poi ognuno è liberissimo di fare quello che vuole e non sono certo qua a giudicare.


    Guarda che l'eccezione è proprio overwatch e non doom, giusto per citarne qualcuno total war warhammer era prenotabile a 40 euro a fronte dei 60 di steam, the witcher 3 al tempo era sui 35 se ricordo bene, mortal kombat l'ho personalmente preso ad una settimana o forse 2 dall'uscita a 16 euro o giù di lì, per noi acquirenti le key sono una manna ed il fatto che siti come G2A tutelino i compratori da eventuali frodi o disattivazione delle key da parte delle SH con risarcimenti completi dà una sicurezza non indifferente. Come anche altri utenti hanno testimoniato anche io non ho mai avuto problemi al momento e anche se così non fosse stato sarei stato tutelato da G2A shield, inoltre, come detto da Uchiha Obito, quanti danni fa invece il mercato dell'usato su console per le SH? Lì i soldi si intascano solo al primo acquisto indipendentemente dal numero di players che andrà ad usufruire successivamente del gioco, con le key anche se ai prezzi ridotti dei distributori le SH quei titoli li vendono e non so quanti giocatori, senza la disponibilità delle key sarebbero disposti a comprare poi il titolo a prezzo pieno, probabilmente sfumando l'hype prima di qualche saldo di steam lo acquisterebbero molto tempo dopo e magari alla metà del prezzo della key che avrebbero preso al day one spinti dalla voglia di giocare subito. Per non parlare infine della botta data alla pirateria da questo cosiddetto "grey market"...sicuramente si celano al suo interno key usate per riciclare denaro, ma personalmente ritengo sia un mercato non così tendente al nero come si vuole pensare, altrimenti in questi anni le cose sarebbero andate ben diversamente.
  • Uchiha Obito
    Uchiha Obito
    Livello: 2
    Post: 331
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    io direi che le SH su console stanno messe molto peggio, visto che non prendono un solo euro dall'usato,mentre dalle KEY ci guadagnano sempre e comunque, visto che sono loro a vederle a i vari venditori di Key,
    adesso mi aspetto un bel articolo che parli della piaga dell'usato su Console.

  • Livello: 1
    Post:
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    Originariamente scritto da colla
    Ovviamente ci sono le eccezioni, e doom è stata una di queste (anche se l'ho acquistato su steam durante gli sconti a 30,99 percui se uno non muore a non averlo la day one le offerte si trovano comunque), ma moltissimi altri giochi costano alla fine uguale se non addirittura di più (Overwatch edizione standard costa meno comprarlo nello store Blizzard che su G2A...). Detto questo questi siti sono utilissimi per noi utenti, ma ho avuto alcuni amici che da siti simili si son visti recapitare key non utilizzabili e molti non rispondono e non rivedi più i soldi, percui invece di rischiare io preferisco aspettare gli sconti di steam ed essere sicuro di quel che compro. Poi ognuno è liberissimo di fare quello che vuole e non sono certo qua a giudicare.


    su siti come kinguin chiunque può mettere delle Key (lo fatto svariate volte) ed il sito non ha alcun sistema per verificare l'autenticità della Key. Mettiamo dunque i punti dove vanno messe.

    Molte voci imho sono alimentate anche dal fatto che invece di acquistare il gioco dall'inserzione dello staff del sito, li acquistano da altri utenti, li il tasso di trovare una key rubata e abbastanza alto.
  • colla
    colla
    Livello: 6
    Post: 393
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    Originariamente scritto da Steve69
    Scherzi spero ? E' vero che alla fine aggiungono IVA o cose simili, ma il prezzo resta imparagonabile a quello del mercato Steam, il recente DOOM lo si trovava a 32 Euro al lancio, su steam è partito da 60, 28 euro non mi sembra proprio una cifra irrisoria e potrei portarti centinaia di altri esempi simili di giochi di spessore e non. Detto questo veramente un bell'articolo, per quanto mi riguarda sto comprando sempre meno da steam, un po perchè sono strapieno di giochi, e un po anche perchè i siti di key ti fanno dei prezzi pazzeschi e non ho mai preso una chiave rubata o duplicata, le possibilità di trovarne una sicuramente c'è, ma secondo me basta controllare bene le recensioni dell'utenza sul determinato venditore e la percentuale si riduce a quasi 0, io da compratore cerco sempre il prezzo migliore e quindi sono contentissimo di tutto questo


    Ovviamente ci sono le eccezioni, e doom è stata una di queste (anche se l'ho acquistato su steam durante gli sconti a 30,99 percui se uno non muore a non averlo la day one le offerte si trovano comunque), ma moltissimi altri giochi costano alla fine uguale se non addirittura di più (Overwatch edizione standard costa meno comprarlo nello store Blizzard che su G2A...). Detto questo questi siti sono utilissimi per noi utenti, ma ho avuto alcuni amici che da siti simili si son visti recapitare key non utilizzabili e molti non rispondono e non rivedi più i soldi, percui invece di rischiare io preferisco aspettare gli sconti di steam ed essere sicuro di quel che compro. Poi ognuno è liberissimo di fare quello che vuole e non sono certo qua a giudicare.

  • Livello: 1
    Post:
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    Da sempre utilizzo store esterni a Steam/Origin/Uplay e mai sono stato bannato... quando usci FarCry Primal senti le peggio cose sui ban... io l'ho preso un mese prima con un bel 60% di sconto e ci sto ancora giocando.

    Non ho rimorsi di coscienza per averlo pagato cosi poco e non mi considero un ladro o ché.

    Fateci il favore di lasciare stare questi store, che per i giocatori pc, e una manna dal cielo... se volete sentire cosa ne penso, queste voci sono date dagli utenti console che "rosicano" per il fatto che loro i giochi li devono pagare a prezzo pieno, perché, purtroppo, non ci sono store esterni.
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