Recensione di UnderWater Adventure

- Gameplay ibrido tra platform e puzzle game
- Level design apprezzabile
- Totale tridimensionalità degli ambienti…
- …Che però può creare difficoltà, considerato anche il sistema di controllo
- Sommergibile troppo piccolo, che rende complicato capire in che direzione si è diretti
A cura di (Mastelli Speed) del
Se state cercando un gioco capace di farvi vivere l’affascinante vita dei cercatori di tesori sommersi, UnderWater Adventure potrebbe fare al caso vostro: questa piccola produzione targata Torii-Games, infatti, propone dieci livelli pieni di lingotti d’oro da raccogliere. Andiamo a vedere allora se, oltre a farci diventare ricchi sfondati (almeno virtualmente), questo titolo riesce anche a divertire.



In fondo al mar, in fondo al mar…
UnderWater Adventure è una sorta di ibrido tra puzzle game e platform che punta tutto sulla tridimensionalità dei suoi ambienti. Il giocatore, un po’ come in Fez, potrà ruotare la telecamera liberamente, in modo da avere una visuale completa dell’ambiente entro il quale ci si sta muovendo. L’obiettivo del gioco, come anticipato, è quello di raccogliere i lingotti d’oro nascosti nelle profondità marine; in ogni livello, dunque, sarà nascosta una certa quantità di pregiato metallo da raccogliere: una volta fatto ciò, si potrà risalire in superficie e procedere allo stage successivo.
Dobbiamo dire che il primo impatto col titolo non è stato dei migliori: il nostro umile sommergibile, infatti, è molto piccolo rispetto allo schermo, e soprattutto non è immediatamente intuibile quale sia la parte anteriore e quale quella posteriore. Se a tutto ciò si aggiunge la già citata tridimensionalità delle location, si comprende come il primo impatto con i controlli del gioco possano fare venire il mal di testa. Di base, il nostro sommergibile è manovrabile con la levetta sinistra; con i grilletti sarà possibile accelerare, mentre i dorsali sono delegati all’inclinazione. Il grilletto destro, invece, ruota la visuale, per cui ogni movimento deve essere calcolato seguendo non solo la direzione del sommergibile, ma anche quella della telecamera. È un sistema non così intuitivo e comodo, ma di fatto la vera sfida del gioco sembra risiedere in questo: capire, cioè, come muoversi all’interno dei fondali marini che nascondono i tesori. Il nostro prezioso bottino, d’altra parte, sarà nascosto in maniere sempre più ingegnose (per non dire crudeli); col passare dei livelli, infatti, i lingotti saranno sempre meno accessibili, e per riuscire ad arrivare all’agognata ricompensa si dovrà ragionare in maniera un po’ alternativa, ad esempio sfruttando i barili e gli esplosivi posti sul fondo del mare.
In generale, l’esperienza complessiva si può definire soddisfacente solo in parte: nei livelli più complessi, muoversi tra relitti e scogli sarà assai difficoltoso, proprio per via della visuale completamente ruotabile; quella che appare come una via sicura, ad esempio, potrebbe invece bloccarci apparentemente senza motivo, proprio a causa di un ostacolo visibile solo ruotando completamente l’inquadratura. Il fatto che il nostro mezzo rimbalzi in maniera un po’ irrealistica sui vari ostacoli, poi, non aiuta a creare un feeling così positivo; insomma, UnderWater Adventure si è rivelato un titolo che richiede una buona dose di pazienza.



Una luce nel buio
Per fortuna, il gioco offre alcuni accorgimenti che possono semplificare la vita del moderno palombaro virtuale; il nostro sommergibile, infatti, è dotato di una luce che, se non altro, aiuta a capire in quale direzione è posizionata la parte frontale del mezzo. Come detto, spesso il sommergibile sarà talmente piccolo che capire la sua disposizione sarà un'impresa veramente complicata: avere a disposizione la luce, dunque, semplifica un po’ le cose. Questo stesso elemento, peraltro, sarà uno strumento essenziale a partire dal terzo livello in poi, nel momento in cui si scenderà nelle profondità marine e tutto diventerà improvvisamente buio. Va da sé, poi, che nella nostra ricerca non saremo del tutto soli, visto che le creature che popolano il mare saranno consce della nostra presenza e, in alcuni casi, cercheranno di ostacolarci. 
Quello che stupisce di queste minacce, volendo essere un po’ pignoli, è la loro dimensione: ogni creatura che si incontrerà, difatti, sarà più grande del nostro mezzo, sia che si tratti di comuni pesci, che di meduse. Va detto che la realizzazione della fauna marina è spesso positiva, e propone anche degli scorci visivi piacevoli, specie nel momento in cui si scende in profondità e si ha a che fare con enormi meduse multicolore; in ogni caso, abbiamo detto che alcune di queste bestiole non sono presenti solo per fare numero: gli squali, ad esempio, tenteranno di azzannarci, mentre dei mega ricci non si faranno scrupoli a lanciarci contro i loro aculei.
In precedenza abbiamo accennato al fatto che durante i livelli potremo sfruttare alcuni oggetti, come barili o bombe, per farci strada tra scogliere e relitti: in effetti, questa possibilità è legata all’utilizzo del magnete mobile di cui il sommergibile è dotato. Una volta premuto il tasto corrispondente, allora, il magnete farà la sua comparsa: anche qui, la totale tridimensionalità dell’ambiente costituirà la difficoltà più evidente, visto che per poter agganciare un qualsiasi oggetto ci si dovrà posizionare esattamente nelle sue vicinanze; si comprende come fare ciò, evidentemente, non sia proprio una passeggiata di salute. Difficoltà a parte, però, non si può non apprezzare la fantasia con la quale sono stati impiegati questi elementi; le bombe, specialmente, non solo potranno essere lanciate contro gli scogli, ma anche inserite in intricati canali sottomarini che porteranno poi alla scoperta di altro oro. Il level design, dunque, si mantiene su livelli più che discreti: gli stage più avanzati proporranno strutture mobili, nonché piccoli puzzle ambientali da risolvere, ancora una volta, grazie all’azione del magnete.



Mare piatto all’orizzonte
Dal punto di vista tecnico dobbiamo constatare qualche difficoltà incorsa durante le nostre prove; nei primi tentativi di approccio al gioco, infatti, abbiamo assistito a diversi crash, che ci hanno riportato direttamente al desktop. Questo accadeva soprattutto all’inizio del primo livello, nel momento in cui sceglievamo di non usufruire del tutorial. Dopo questo incidente, però, non abbiamo constatato altre magagne dal punto di vista puramente tecnico. 
Graficamente il gioco non offre particolari spunti di discussione: in ogni caso, si poteva fare sicuramente di più per quanto riguarda il modello del sommergibile, o per lo meno nel cercare di differenziare meglio la parte anteriore da quella posteriore. Anche il comparto audio non sembra meritare particolari riflessioni: gli effetti sonori sono sufficienti, e svolgono il loro dovere.

Hardware
Requisiti minimi:
Sistema operativo: Windows 7 / 8 / 10
Processore: i5 2.4GHz
Memoria: 4 GB di RAM
Scheda video: GeForce gtx 635
DirectX: Versione 9.0
Memoria: 400 MB di spazio disponibile
Recensione Videogioco UNDERWATER ADVENTURE scritta da MASTELLI SPEED UnderWater Adventure è un titolo che propone un’esperienza che, in linea di massima, ha una sua attrattiva: la presenza di una telecamera completamente ruotabile ha permesso di creare puzzle e situazioni di gioco impegnative. A tutto questo si accompagna un level design sicuramente positivo, che sfrutta anche la presenza di alcuni enigmi basati sull’interazione con l’ambiente.
La grande peculiarità del gioco Torii-Games, allo stesso tempo, ne rappresenta il difetto più importante: il sistema di controllo, in effetti, non sempre si è dimostrato adeguato allo sfruttamento della totale tridimensionalità degli ambienti. Tutto ciò porta a una certa frustrazione, specie nei primi livelli, considerate anche le esigue dimensioni del sommergibile, estremamente piccolo rispetto agli altri elementi su schermo. Se avete molta pazienza e i platform con elementi da puzzle game non vi spaventano, questo titolo potrebbe fare al caso vostro.
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