Recensione di Smoots World Cup Tennis

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     Kaneda Games
  • Lingua:

     Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco
  • Giocatori:

     Singolo, Coop, Multigiocatore
  • Data uscita:

     1 giugno 2016
- Stile grafico piacevole e spiritoso
- Tante possibilità di personalizzazione del proprio tennista
- Gameplay non proprio all’altezza
- Esperienza di gioco spesso piatta
A cura di (Mastelli Speed) del
Spulciando le immagini disponibili di Smoots World Cup Tennis, la prima impressione è stata quella di avere davanti una sorta di clone di Wii Sports, o comunque di un titolo tennistico ambientato nell’universo Nintendo. Preso in mano il pad, allora, ci siamo lanciati nell’analisi di questo simpatico gioco, sviluppato da Kaneda Games e disponibile su PC e Mac.



Discriminazioni tennistiche
Smoots World Cup Tennis è dunque un gioco di tennis dal carattere fortemente arcade, in cui dovremo affrontare differenti tipologie di sfide sportive impersonando quelli che, volendo fare un confronto anche scontato, somigliano vagamente a dei Mii. I partecipanti alle competizioni del titolo Kaneda Games, infatti, si distinguono per una testa grande, delle gambette che terminano con due piccoli piedini, e l’assenza di braccia, cui si sostituiscono due sfere che simboleggiano le mani. Diciamo subito che è questo, probabilmente, il pregio maggiore di tutto il gioco: la procedura di creazione del proprio personaggio, infatti, consente numerose personalizzazioni, visto che il nostro tennista potrà sfoggiare le mise più disparate. Non si tratterà solo di tenute sportive e racchette tradizionali, ma anche di soluzioni che strappano qualche sorriso; nelle varie partite, ad esempio, è possibile utilizzare una specie di Mister T in miniatura, che al posto della racchetta utilizza una mazza di legno; nella nostra seconda partita online, poi, abbiamo sfidato un giocatore agghindato da Luke Skywalker, che colpiva le palline con la più classica delle spade laser. Come si vede, dunque, il gioco non si prende poi tanto sul serio: si può scegliere di giocare con i costumi più stravaganti ma, a questo proposito, non possiamo che esprimere una certa delusione per una scelta operata dagli sviluppatori; nel processo di creazione del proprio tennista, da quanto abbiamo avuto modo di capire, è impossibile selezionare la mano preferita dal proprio atleta, che dunque sarà per forza destrimano. Chi vi scrive è mancino, e già abituato a discriminazioni di vario tipo nella vita di ogni giorno (come forbici che non tagliano, penne biro che sporcano le mani, sedie con il tavolino dalla parte sbagliata, ecc ecc.); inutile dire che tale scelta non mi abbia messo di particolare buon umore.
In ogni caso, discriminazioni a parte, il gioco offre quattro modalità di gioco principali: la prima prevede una classica partita singola, da affrontare anche in due giocatori. Segue il torneo singolo, il multiplayer (che contempla partite rapide o classificate), e la carriera. Questa opzione ci darà l’occasione di creare il nostro alter ego e partecipare a tornei e minigiochi. Tutto ciò ci farà guadagnare nuovi fondi da spendere per il nostro outfit, oltre che darci il diritto di prendere parte a competizioni più prestigiose.



I Mii de noantri
Il gameplay rappresenta la nota dolente di Smoots World Cup Tennis: sebbene si tratti di un titolo arcade, dunque senza alcuna velleità simulativa, è anche vero che alcune scelte ci hanno lasciato un po’ perplessi. Il gioco, ad esempio, mostra una certa mancanza di opzioni: tra le altre cose, non è possibile modificare la durata delle partite nella carriera (che terminano nel momento in cui un giocatore vince 2 game). In ogni caso, è una volta scelti in campo che il gioco mostra le magagne più importanti; di base, il titolo offre tre tipologie di colpi: il dritto, il rovescio e il lob. Queste tre opzioni, però, difatti presentano le stesse animazioni, rendendo anche difficile capire che tipo di tiro stia cercando di effettuare l’avversario. Il problema maggiore, però, riguarda proprio il modo di approcciare la palla da tennis. In Smoots World Cup Tennis, infatti, o si colpisce la pallina, o ci si muove. In altre parole, non si può caricare un colpo mentre ci si sta spostando, e tutto questo comporta delle conseguenze fastidiose. I tiri che ricadono a metà tra la rete e la linea di fondo, infatti, risultano difficili da ribattere se ci si trova proprio verso la fine del terreno di gioco, visto che risulta un po’ innaturale correre incontro alla palla senza pensare di dover già caricare il colpo; quello che il gioco ci invita a fare, invece, è correre verso la pallina, fermarci, e solo dopo premere il pulsante per tirare. Si comprende, dunque, come la soluzione non sia delle migliori.
Un altro fattore negativo riguarda il rilevamento del contatto tra racchetta e pallina: non sempre, infatti, si comprenderà se e quando è possibile colpire con successo. Alle volte, tiri che ci sembravano impossibili da raggiungere sono invece risultati vincenti, mentre in altre situazioni, pur essendo molto vicini alla pallina, il nostro colpo è finito tristemente a vuoto. Questi difetti disturbano l’esperienza di gioco, che così perde gran parte del suo potenziale divertimento. Le partite, in particolare quelle con la IA, risultano così abbastanza piatte e noiose, visto che la difficoltà principale non deriva da una particolare sagacia tattica dell’intelligenza artificiale, quanto dalle problematiche legate al movimento e al contatto con la pallina.
Tornando alle modalità di gioco disponibili, vogliamo spendere qualche riga per i minigiochi, sbloccabili dopo le vittorie in modalità carriera. Si tratta di passatempi spesso più divertenti (e difficili) delle classiche partite; dopo aver vinto il nostro primo torneo, ad esempio, abbiamo sbloccato la sfida zombie, in cui dovevamo colpire con palline infuocate un’armata di non morti che tentavano di venire verso di noi.



Mister T e i suoi gridolini ambigui
Del comparto grafico abbiamo già parlato, indirettamente, in fase di descrizione degli omini che saremo chiamati a controllare durante le partite. L’estetica del gioco, difatti, è basata interamente su questo stile anche nei suoi elementi secondari, siano essi gli arbitri o il pubblico. Ripetiamo, si tratta di una sorta di Mii rimpiccioliti ulteriormente: il risultato finale è molto piacevole da vedere, e sicuramente rappresenta uno dei punti distintivi della produzione.
Va un po’ peggio con il comparto audio: tralasciando i trascurabili accompagnamenti musicali, quello che ci ha colpito è stata la scelta di voler introdurre i classici gridolini che è possibile sentire durante le vere partite di tennis. Fin qui tutto bene, se non fosse che il gioco propone circa tre gridolini, che si ripeteranno per tutte le partite, senza distinguere tra i vari giocatori (nel senso che uno stesso verso lo si potrà sentire prima da un tennista e poi dall’altro). Il problema è che queste esclamazioni risultano indefinibili: non si può dire con certezza, infatti, che si tratti di grida maschili o femminili, anche se propendiamo di più per la seconda ipotesi; finché si gioca con una tennista vestita da geisha, difatti, tutto ciò va bene, ma quando si sta controllando Mister T, e si sentono esclamazioni che non possiamo fare altro che definire ambigue, non si può fare altro che alzare un sopracciglio.
Il titolo, infine, propone una localizzazione testuale in italiano che va comunque apprezzata; certo, la qualità non è delle migliori, considerata la presenza di voci chiaramente sballate, come “Pulsa Start”, o “Partita Pausata”.

Hardware
Requisiti Minimi:
Sistema operativo: Windows®7 / Windows®8 / Windows®10 64 bits
Processore: Dual Core CPU
Memoria: 1 GB di RAM
Scheda video: Video card with Shader Model 3.0
DirectX: Versione 9.0c
Memoria: 1500 MB di spazio disponibile
Recensione Videogioco SMOOTS WORLD CUP TENNIS scritta da MASTELLI SPEED Smoots World Cup Tennis è un titolo di tennis arcade che non soddisfa pienamente. L’estetica del gioco è sicuramente piacevole e divertente, e le importanti possibilità di personalizzazione del proprio personaggio strappano più di un sorriso. Accanto a queste note positive, però, troviamo un gameplay che presenta magagne nel sistema di controllo, nel contatto della pallina con la racchetta, e in altre scelte che non ci hanno convinto. L’esperienza di gioco, così, risulta abbastanza piatta e ripetitiva, ad eccezione dei minigiochi presenti nella carriera, e del multiplayer, che comunque rappresenta una possibile sfida. Un gioco che dunque non raggiunge una sufficienza piena, ma che in ogni caso non sconsigliamo del tutto agli appassionati del genere, specie nell’eventualità di un ribasso del prezzo.
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