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Duelyst

Duelyst

Carte e strategia

Recensione
A cura di del
Il successo planetario di Hearthstone non poteva passare inosservato, ed era solo una questione di tempo prima che qualcuno provasse a replicare, a modo suo, la formula coniata da Blizzard. Counterplay Games ci sta provando da qualche mese con Duelyst, un prodotto sorprendente sotto molti punti di vista, che rivendica una propria identità nonostante il gran numero di similitudini con l'arcinoto card game free-to-play.
Come detto, dopo diverse settimane di beta pubblica, in cui il team di sviluppo ha ascoltato le richieste e i suggerimenti del pubblico, da qualche giorno il prodotto finale è disponibile per il download dal sito ufficiale, con un modello di business tanto onesto quanto quello del titolo Blizzard e, a tratti, persino più generoso in termini di risorse elargite al giocatore.




Sei esercitiL'unico modo per spiegare cos'è e come funziona Duelyst è descriverlo come un peculiare incrocio tra uno strategico a turni à la Final Fantasy Tactics e un card game come Hearthstone: dal primo, il prodotto Counterplay Games prende la struttura di gioco, la visuale e la gestione degli spazi e dei movimenti delle proprie truppe; dal secondo, la creazione e l'organizzazione del mazzo, la sua composizione e l'interazione tra carte, volta a creare combo tanto ovvie quanto devastanti.
Questo figlio illegittimo di due generi affini eppure così diversi impiega soltanto pochi minuti, quelli necessari a portare a termine le prime sfide di pratica contro l'intelligenza artificiale, a svelare le sue meccaniche di base in maniera semplice ed intuitiva, generando interesse tanto negli appassionati di un genere quanto in quelli dell'altro.
L'immediatezza delle prime partite porta pian piano, con una curva di difficoltà molto ben bilanciata, a confrontarsi con situazioni tattiche dalla notevole profondità, contro mazzi ben pensati, che poggiano su combinazioni apparentemente elementari (come proteggere e potenziare gli arcieri) ma nondimeno letali.
Ogni mazzo è composto di quaranta diverse carte, una delle quali deve necessariamente essere quella di un Generale, che rappresenta l'alter ego del giocatore in campo e consta di un valore di due di attacco e di venticinque di salute: le altre trentanove possono essere scelte da un pool composto da carte specifiche per ogni fazione ed altre neutrali, utilizzabili in ogni frangente, e il limite massimo di carte di uno stesso tipo (se non Leggendarie) è di tre.
Alle creature evocabili si affiancano gli Artefatti, indossabili dall'eroe e dai suoi minion, e gli Incantesimi, richiamabili in ogni istante durante il proprio turno e generalmente ad uso singolo: la griglia su cui muovere le pedine è abbastanza ristretta (5x9) ed il movimento delle unità non volanti è, di concerto, abbastanza limitato, con un range che di media non supera i due spazi.
Ogni minion ha il suo valore di attacco e difesa, contrattacca sempre dopo aver ricevuto un attacco e può disporre di abilità speciali, alcune delle quali prese di peso dal concorrente made in Blizzard (provocazione, rantolo di morte e carica sono tutte presenti, anche se con nomi diversi), altre inedite, e, dobbiamo dirlo, molto riuscite: “Airdrop” consente di evocare un minion in qualsiasi punto della board, quando invece normalmente questo va fatto nei paraggi del Generale, mentre “Infiltrate” garantisce un bonus all'attacco se la creatura si trova nella metà nemica della scacchiera.
Questi sono solo due esempi, ma uno dei punti di forza di Duelyst è proprio da ricercarsi nella grande varietà di servitori evocabili e nelle numerose interazioni possibili tra le loro abilità.

RNG nun te temo
Già dopo una decina di ore in compagnia dell'ultima fatica Counterplay Games, appare evidente come uno dei focus principali della produzione stia nell'eliminare, quanto più possibile, tutti gli elementi casuali che hanno reso Hearthstone quello che è, nel bene e nel male.
Innanzitutto, pur essendo il mazzo composto da un numero maggiore di carte, la possibilità di scambiarne una a turno con una di quelle non ancora pescate garantisce un'ancora di salvezza anche per i meno fortunati, consentendo di mettere in atto un “piano b” anche in caso di una mano particolarmente sfortunata.
Secondariamente, quantomeno nel lotto delle poco meno di trecentocinquanta carte disponibili al momento di redigere questa recensione, il numero di quelle che si affidano a percentuali e ad effetti casuali è molto limitato: perlopiù si tratta di effetti bonus, come l'evocazione di minion 1/1 al lancio di un incantesimo o quella di un minion precedentemente deceduto, e comunque la loro incidenza sulle meccaniche di gioco è trascurabile.
Ovviamente, in un gioco basato anche sulle carte, il peso del fato non potrà mai essere azzerato, ma, almeno da questo punto di vista, il lavoro svolto sul bilanciamento e sull'impatto ridotto di questi effetti randomici è encomiabile: tutti coloro che hanno perso una partita ad Hearthstone per i danni casuali inflitti da carte come Ragnaros o il recente C'thun, sanno bene di cosa stiamo parlando.
Duelyst eccelle nel far sentire il giocatore davvero al centro dell'azione, premiando strategie ben apportate, una pianificazione attenta di ogni mossa e un'accurata gestione degli spazi di gioco, di fondamentale importanza viste le ridotte dimensioni delle arene: in decine di ore di test, non ci è mai capitato di perdere una partita per aver indispettito, in qualche modo, il dio dei dadi, quanto, piuttosto, per essere stati incauti o precipitosi.
L'anima da gioco di ruolo strategico a turni emerge prepotentemente in questa fasi, relegando l'altra metà della produzione, che ovviamente è rappresentata da un card game, a mera comparsa: dove, invece, quest'ultima appare preponderante è nella scelta delle carte da includere nel mazzo, nel loro numero e nel tipo di interazioni che intercorrono tra esse.
Una volta scesi in campo, però, le probabilità che una sfida venga decisa da una singola carta o da un colpo di fortuna secco sono risicate, e questo anche grazie al limitato pool di carte attualmente disponibili: se il team di sviluppo saprà mantenere questo bilanciamento anche in futuro, i giocatori che meno amano affidarsi alla dea bendata non potranno che apprezzare.
Alla luce di questo lavoro certosino, allora, sorprende come, tra i sei Generali disponibili, non vi sia lo stesso equilibrio: la classe Abyssian, il cui potere eroe consente di evocare due minion 1/1 accanto al generale, risulta evidentemente la più forte del lotto, perché, come anticipato, in arene limitate una delle tattiche più efficaci (se non la più produttiva in assoluto) è proprio quella di intasare gli spazi, limitando le possibilità di movimento del team avversario.
Non a caso, a partire dal rank 20 della ladder generale, su ogni due avversari incontrati, almeno uno propende per questa classe, con mazzi che tendono a ripetersi e che, nel giro di un paio di turni, riempiono il campo di battaglia di piccole ma fastidiose creature: questo, a fronte di poteri eroe come quello della classe Songhai, che consiste semplicemente nello spostare di due spazi un'unità alleata, evidenzia sproporzioni nell'utilità dei poteri e rappresenta una delle poche pecche della produzione al momento.





Splendore
Se c'è un aspetto in cui il confronto con Heartsthone è impari, e stavolta a favore del prodotto Counterplay Games, è quello artistico: pur adorando il character design e le frasi ad effetto delle carte del titolo Blizzard, non si può negare che il lavoro artistico dietro Duelyst sia di primissimo piano.
Ognuna delle sei fazioni può contare su uno stile peculiare, che travalica tratti comuni come un character design che unisce i tratti degli MMO a quelli dei JRPG giapponesi, strizzando l'occhio, nel contempo, a certi albi della new wave americana degli ultimi anni.
Il lavoro svolto sulla pixel art è encomiabile, e, nonostante le ridotte dimensioni degli sprite, ogni personaggio può contare sul suo moveset e su una caratterizzazione peculiare, con la sola eccezione di alcuni dei servitori neutrali, che possono risultare un po' generici.
In ogni caso, a meno di non odiare visceralmente lo stile cartoonesco e colorato di cui si ammanta la direzione artistica del prodotto, Duelyst saprà coccolare anche gli occhi del giocatore, mentre ne testa le capacità tattiche: già solo la bellezza di alcuni degli artwork pubblicati in questa pagina può darvi l'idea di quanto buono sia il lavoro svolto sul versante artistico della produzione.
Chiosa finale per l'onestà del modello free-to-play adottato: come sempre in questi casi, mettere mano al portafogli accelera la creazione di un mazzo più competitivo, eppure non è stato necessario sborsare un singolo centesimo per godere del titolo, che, come detto, consente al giocatore più assiduo di guadagnare anche maggiori ricompense di quanto non si riesca a fare giocando tutti i giorni ad Hearthstone, grazie ad una moltitudine di obiettivi e perk da sbloccare.
Se non avete mai messo mano al portafogli dopo due anni di gioco con la creatura Blizzard, insomma, è assai probabile che farete altrettanto anche con quella dei ragazzi di Counterplay Games.

  • + Semplice da giocare, difficile da padroneggiare
    + Modello freetoplay onesto e generoso
    + Più tattica, meno RNG
    + Esteticamente incantevole
  • - Non tutti i Generali sembrano ben bilanciati
    - Community e numero di carte al momento nettamente inferiori alla concorrenza
voto
8,5

Duelyst è un prodotto realizzato con cura per i dettagli e grande passione, da programmatori che sembrano avere ben chiaro il target di riferimento (amanti delle carte collezionabili ma, soprattutto, della strategia a turni) e che, guardando alla concorrenza made in Blizzard, hanno saputo trarre forte ispirazione ma anche prendere le distanze, finendo con il proporre qualcosa di completamente differente, nonostante evidenti punti in comune.
L'onestà del modello free-to-play, la profondità delle meccaniche di gioco e l'incantevole direzione artistica lo rendono consigliato a tutti gli amanti della strategia, e anche a coloro che, pur continuando a cimentarsi con Hearthstone, non sono particolarmente entusiasti della deriva RNG che il card game di Blizzard sembra aver preso.
Le uniche incognite per il futuro sono rappresentate dal supporto di una community al momento mediamente limitata e da qualche problema di bilanciamento tra le diverse classi disponibili, ma, considerando che tutto ciò che serve per giocarci è un indirizzo mail attivo, si fatica a non consigliare il prodotto Counterplay Games.

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