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Shrouded in Sanity

Shrouded in Sanity

La pazzia di un souls-like in 2D

Provato
A cura di del
Contando l’eco che ha avuto e che sta avendo tuttora Dark Souls III e in generale tutto il giovane filone souls-like, non ci stupiamo che ultimamente questa frangia degli action-GdR duri e puri stia contagiando anche altri generi. Prendiamo ad esempio titoli come Salt and Sanctuary e i prossimi EITR e Death’s Gambit, che con la loro impostazione 2D e il loro livello di difficoltà tendente all’hardcore si stanno ritagliando uno spicchio di scena indie sempre più significativo. Scena nella quale è entrato da pochi giorni anche Shrouded in Sanity, un souls-like in 2D a scorrimento orizzontale e in pixel-art che Sanityloss Studio (in pratica una sola persona) ha fatto sbarcare prima su Steam Greenlight e, dal 27 aprile, su Accesso Anticipato. Lo trovate qui a 6,79 euro scontato del 15% e se amate i souls-like mischiati con l’atmosfera gotica di Castlevania, il look orrorifico di Home e certi aspetti roguelike, fateci seriamente pensierino. In soli tre giorni il gioco ha poi già ricevuto tre aggiornamenti, segno da un lato che la prima release del day one soffriva ancora di parecchie incertezze (ora molto meno), ma anche sintomo di un supporto continuo e attento che lascia presagire un’uscita della versione finale in tempi relativamente brevi.

Il castello degli orrori
Shrouded in Sanity è essenzialmente un souls-like nelle meccaniche. Anime da raccogliere, nemici tosti e resistenti, morti nell’ordine del minuto, difficoltà molto elevata, una barra della stamina che si consuma quando rotoliamo, corriamo e pariamo i colpi dei nemici, le nostre spoglie che rimangono nel punto dove siamo morti e che possiamo “riacquistare” passandoci sopra. Dopo un breve e consigliato tutorial (siamo morti anche qui, giusto per far capire l’andazzo), eccoci in una cupa e gotica magione piena zeppa di mostri da uccidere, stanze da esplorare e boss da sconfiggere. Il nostro alter ego è armato sia con una spada con la quale sferrare un attacco rapido o uno più lento ma più potente, sia con una pistola per gli scontri a distanza, anche se vista la scarsità di proiettili e i loro danni tutto sommato non elevatissimi, abbiamo proseguito nel gioco soprattutto con la spada. Come già detto, le altre mosse comprendono lo scatto, fondamentale vista la velocità con cui si muovono i nemici, la rotolata (altrettanto importante) e la parata. I controlli con un pad di Xbox 360 appaiono piuttosto fluidi e una volta presa la mano con tutti i comandi (sulle prime non è semplicissimo destreggiarsi tra pistola e spada), eccoci esplorare gli interni e gli esterni di questa immensa villa gotica piena zappa di mostruosità assortite. Sembra proprio di essere capitati nel tipico castello degli orrori tra infermiere armate di mannaia, loschi figuri incappucciati, sacchi di cadaveri pulsanti, maniaci saltellanti con asce pronte a farci a fettine e altri nemici. Il “bestiario” del gioco è davvero particolare e ogni nemico ha un suo preciso pattern di attacco, anche se in generale l’accoppiata scatto-attacco standard è risultata essere la migliore. 

Ottime premesse in salsa souls
La difficoltà è naturalmente tarata verso l’alto, ma rispetto al day one i nuovi aggiornamenti hanno riequilibrato un po’ le cose, pur mantenendo il gioco tutto tranne che una passeggiata. Basta subire anche tre o quattro colpi per morire e ricominciare tutto da capo (o quasi), i nemici si muovono agilmente e fanno parecchio male e trovare la giusta tempistica per parare o per eseguire un attacco pesante con la spada è davvero impegnativo, soprattutto quando il nemico da battere non è uno solo. Per questo è essenziale muoversi lentamente nei corridoi senza attivare il trigger di due o più nemici, ma cercando di vedersela solo con uno alla volta. Non manca il loot lasciato dai cadaveri dei mostri uccisi e per fortuna l’ultimo aggiornamento ha abbassato il prezzo per l’acquisto dei proiettili. Se prima infatti bisognava uccidere circa dieci nemici per poter acquistare un solo proiettile (francamente una follia), ora ne servono molto meno, senza dimenticare che rispetto al day one è migliorato anche il sistema di collisione. Colpisce poi l’atmosfera, sempre inquietante, gotica e orrorifica anche nelle scelte scenografiche delle varie location e immaginarsi un Simon o un Trevor Belmont al posto del protagonista di Shrouded in Sanity non sarebbe affatto esagerato. Non manca comunque qualche aspetto da sistemare, soprattutto nel migliorare una certa legnosità dei movimenti e un comportamento spesso troppo erratico e imprevedibile dei nemici. La sostanza comunque c’è e se amate la pixel-art, i giochi difficili e le atmosfere lugubri, questa prima fatica di Sanityloss Studio potrebbe regalarvi parecchie soddisfazioni e, rispetto ad altri titoli in Early Access, lo stato di sviluppo è già a buon punto. 
  • [+] Difficile al punto giusto
    [+] Già migliorato rispetto al day one
    [+] Ottima atmosfera darkhorror

Se state cercando un’alternativa 2D e pixellosa a Dark Souls III e a tutto il filone dei souls-like, Shrouded in Sanity potrebbe fare davvero al caso vostro. Un titolo super indie (a svilupparlo è infatti una sola persona) in continuo aggiornamento che però ha già dalla sua atmosfera, grafica e un gameplay che piacerà agli amanti dei roguelike e dei combattimenti duri e spesso al limite del masochismo.

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