Recensione di Forced Showdown

- Gameplay adrenalinico
- Personaggi unici e bilanciati
- Carte da gioco ben realizzate
- Gli achievements sbloccano contenuti!
- Fortuna troppo determinante
- Difficoltà molto elevata
- IA del compagno non brillante
A cura di (Gwonam) del
Immaginate se Diablo, uno dei massimi esponenti del genere Hack ‘n’ Slash, ed Hearthstone, rappresentante dei giochi di carte collezionabili nei videogiochi, si incontrassero, si innamorassero ed avessero un figlio. Il risultato, probabilmente, non sarebbe molto distante da quello che è FORCED SHOWDOWN, il nuovo gioco realizzato dai BetaDwarf: un hack ‘n’ slash con l’aggiunta di mazzi e carte collezionabili. L’idea di unire questi due generi è sicuramente originale, ma vediamo se gli sviluppatori sono riusciti nel loro intento.


Che inizi lo spettacolo!
In FORCED SHOWDOWN voi sarete i nuovi concorrenti dell’omonimo spettacolo televisivo: l’obiettivo è vincere consecutivamente tutte le battaglie che vi verranno proposte e diventare i nuovi campioni. L’unico problema? Anche la vostra stessa vita è in gioco: se morirete, ci saranno sempre nuovi concorrenti, pronti a prendere il vostro posto. Avrete a disposizione quattro personaggi tra cui scegliere (all’inizio soltanto uno, gli altri 3 andranno sbloccati), tutti con caratteristiche uniche: ad esempio, lo Squire of Light è il classico personaggio bilanciato, con attacchi a media distanza ed uno scudo per proteggersi, mentre il Ravager è velocissimo ed abile nel fare attacchi combo ravvicinati. Avrete inoltre a disposizione tre possibili compagni (anche qui, uno solo utilizzabile subito), anch’essi con abilità esclusive; purtroppo il vostro alleato non è molto intelligente e lo vedrete morire spesso, questo perché punterà soltanto ad attaccare il nemico più vicino, senza preoccuparsi di eventuali trappole o di venire circondato; per compensare questo problema, il vostro alleato verrà comunque riportato in vita e curato all’inizio di ogni arena, quindi potrete lasciarlo andare per la sua strada e concentrarvi sulla battaglia da soli. Ci chiediamo, quindi, se non sarebbe stato meglio realizzare una modalità co-op: avremmo gradito la possibilità di poterci coordinare insieme ad un amico, piuttosto che vedere morire il proprio compagno continuamente ed in maniera ingenua. Come anticipato all’inizio di questa recensione, il gameplay è quello tipico di un hack ‘n’ slash e ricorda moltissimo quello di Diablo e Torchlight, con la differenza che, invece di esplorare dungeon, cercherete di sopravvivere alle ondate di nemici. Ogni campagna è suddivisa in diverse battaglie, le quali sono composte da otto arene (includendo la battaglia finale contro il boss); qui entrano in gioco i paragoni con Hearthstone, perché, prima di affrontare una delle campagne, sarà necessario costruirsi un mazzo di carte. Le carte da gioco si dividono in tre tipi: consumabili, upgrade e magie; sarà importante tenerne conto e riuscire a creare un mazzo bilanciato ed adatto alle vostre esigenze, se vorrete sopravvivere.


Impara in fretta, o muori 
I giocatori che non hanno esperienza coi giochi di carte potrebbero restare scoraggiati dall’assenza di un tutorial: a differenza di Hearthstone, che può costruire il mazzo insieme a voi, in questo gioco mancano guide e suggerimenti; sarà dunque importante testare, da soli, le diverse combinazioni di carte, per capire come poter migliorare. Ogni battaglia avrà delle regole particolari, che vi costringeranno a fare attenzione e giocare sempre in maniera diversa. Ma ricordate: non sarete i soli a possedere un mazzo! Anche i boss potranno giocare diverse carte, dando una mano ai loro servi e puntando a rendere la vostra vita un vero inferno; dovrete quindi leggere attentamente anche i loro effetti e pianificare la vostra strategia di conseguenza. All’inizio di ogni turno avrete a disposizione mana da spendere, che aumenterà superando le arene; proprio come in Hearthstone, dove ciò, ovviamente, avveniva dopo aver completato un turno. Durante i vostri combattimenti potrete trovare sparsi per l'arena dei punti, sotto forma di ingranaggi blu: una volta completata la battaglia, se avrete un certo numero di punti, avrete diritto ad un “boon”, che è un upgrade che vi potrà dare una grossa mano nelle battaglie successive. Gli effetti dei boon sono molto simili a quelli già presenti nel mazzo: la differenza è che i potenziamenti ottenuti dalle carte restano attivi soltanto durante la battaglia, mentre questi ultimi vi renderanno più forti per tutta la durata della campagna, fino a quando questa sarà stata completata (sia che voi abbiate vinto o perso).


The show must go on!
Più andrete avanti durante il gioco, più noterete quello che è il suo più grande difetto: è troppo dipendente dalla fortuna. Le battaglie sono infatti generate casualmente: numero dei nemici, regole, gli avversari stessi, perfino il boss. È insomma tutto stabilito dal caso. E non è finita qui: anche i boon tra cui potrete scegliere vengono scelti casualmente, per non parlare ovviamente del mazzo di carte stesso, dove una pescata sbagliata può davvero condizionare in negativo l’intera partita. Non avrete a disposizione checkpoint: se morirete dovrete ritentare la campagna dall’inizio, perdendo quindi tutti i boon. L’intero gioco è basato sulla buona sorte e sul trial and error: completare una campagna sarà praticamente impossibile la prima volta, perché sarà indispensabile memorizzare ogni singolo nemico e regola, per poter formulare la strategia giusta. Il gioco riesce ad essere molto longevo solo grazie dell’estrema difficoltà del gioco, che vi terrà impegnati per diverse ore; le campagne, infatti, sono soltanto tre. Due di queste richiederanno molti tentativi prima di poterle completare con successo; questo, inevitabilmente, potrebbe scoraggiare i giocatori più casual e meno pazienti, che cercano partite veloci. Una volta conclusa una delle campagne, riceverete dell'oro in base a quanto sarete riusciti a proseguire; questo andrà utilizzato all’interno di una slot machine, per poter ottenere nuove carte. La loro rarità si suddivide in tre tipi: comuni, rare e supreme, e sarà possibile avere un massimo di due copie della stessa carta: se doveste ottenerne una terza, questa sarà automaticamente convertita in dei frammenti; a loro volta, questi potranno essere usati per generare una carta mancante. La quantità di carte è elevata, e punterete a sbloccarne il più possibile, nella speranza di trovare quelle che possano migliorare notevolmente il vostro mazzo. Un aiuto gradito per le vostre missioni dagli achievements: sarà importante sbloccarne il più possibile perché, a differenza di altri giochi, vi permetteranno di sbloccare personaggi e ottenere altri bonus, come la barra della vita aumentata (permanentemente), oro e shards! Gli sviluppatori, in puro spirito con lo show da loro creato, hanno chiaramente cercato di rendere l’intera esperienza di gioco come un divertimento: il non riuscire a portare a termine una campagna non dovrà essere frustrante, ma rappresentare un’opportunità per sbloccare nuove carte, sperimentare coi mazzi e ritentare. 
Recensione Videogioco FORCED SHOWDOWN scritta da GWONAM FORCED: SHOWDOWN è un bell’esperimento: dopo averci giocato, sembra che le carte collezionabili e le meccaniche hack ‘n’ slash siano fatti per stare l’uno con l’altro. Purtroppo non possiamo ignorare i difetti del gioco, ma se siete amanti di entrambi i generi, e se siete disposti ad armarvi di tanta pazienza, il nostro consiglio è quello di dargli comunque una chance. Auguriamo buona fortuna a tutti i prossimi concorrenti: ne avrete bisogno!
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