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Grim Dawn

Grim Dawn

Un nuovo classico

Recensione

PC

Gioco di ruolo

Inglese - testi in italiano

5 novembre 2013 (Early access) - 25 Febbraio 2016

A cura di del
La gestazione di un titolo su Kickstarter è sempre irta di pericoli e possibili ostacoli non preventivati. La storia di Grim Dawn, però, mostra come anche un progetto che non possiede un budget faraonico (circa $ 600.000) possa riuscire a proporre un’esperienza di gioco completa, profonda, e dal carattere classico. Ora che il progetto ha raggiunto la sua maturazione definitiva, andiamo a scoprire se questo hack ’n’ slash può fare la gioia degli amanti dei giocatori hardcore, mettendosi sullo stesso piano di franchise come Torchlight e Diablo.



Nobili natali
Dietro a Grim Dawn si cela lo studio sviluppatore Crate Entertainment, nato dalle macerie di THQ e contenente al suo interno membri del team creativo che portò alla pubblicazione di Titan Quest. È proprio questo uno dei fattori da tenere in considerazione nell’analisi complessiva del titolo, che propone soluzioni di gameplay estremamente classiche e tradizionali. Tutto ciò si esplica in dinamiche di gioco in cui le scelte del giocatore, specie per quanto riguarda la creazione del proprio personaggio, assumono una importanza capitale, ma anche nella struttura della mappa di gioco, nel modo di segnalare le quest, nel crafting, nel loot, e nella gestione dell’inventario.
Andando con ordine, il primo aspetto da analizzare è la narrativa: in titoli del genere, la storia che fa da sfondo al tutto corre sempre il rischio di finire ben presto in secondo piano, in favore di gameplay esigenti che richiedono la continua iterazione di combattimenti, l'aggiunta di punti esperienza, e la raccolta di loot. Anche nel caso di Grim Dawn si scoprirà che la narrativa rimarrà quasi sempre in secondo piano, ma nonostante ciò la storia ha i suoi motivi di interesse. Nella prima cutscene scopriremo, infatti, che l’eroe che andremo ad impersonare è appena scampato a un tentativo di esecuzione. La sua colpa maggiore era quella di essere posseduto dagli spiriti eterei, ovvero una delle cause della distruzione delle terre di Cairn, l’ambientazione principale del gioco. In effetti, nel momento in cui si inizia il titolo l’umanità si trova in una situazione piuttosto scomoda, considerato che l’arrivo degli Eterei ha causato proprio il fenomeno conosciuto come Grim Dawn, che ha avuto come conseguenza la perdita di numerose vite umane. I più fortunati hanno incontrato subito la morte, mentre gli altri sono stati posseduti e trasformati in esseri assetati di sangue. Il nostro eroe fa parte di quella stretta minoranza di persone sopravvissute alla possessione eterea, evento che gli ha donato la capacità di sfruttare alcuni poteri ultraterreni. È per questo motivo, in effetti, che non verremo sacrificati dagli altri abitanti del primo insediamento che incontreremo, e che potremo iniziare il nostro girovagare per Cairn.



Tutti contro tutti
La storia di Grim Dawn non presenta elementi particolarmente avvincenti, ma ha una caratteristica fondamentale: ruota intorno al giocatore. In effetti, sarà grazie alle nostre decisioni che potremo influenzare il mondo di Cairn, grazie a un sistema di scelte incluso in alcune quest (sia primarie che secondarie) che muteranno l’ambiente a noi circostante. Le scelte da compiere, dunque, non andranno prese alla leggera, anche perché il fattore reputazione sarà molto importante. Andando avanti nel gioco, infatti, verremo a contatto con fazioni differenti, che potranno odiarci o rispettarci sempre di più, a seconda delle quest che intraprenderemo. Quelle che ci ameranno sempre di più ci daranno accesso, ad esempio, a mercanti con oggetti più rari, mentre le fazioni che più ci odieranno ci manderanno contro eroi e campioni sempre più forti e difficili da sconfiggere. Un altro fattore interessante della narrativa che si ripercuote sul gameplay è rappresentato dai conflitti interni tra fazioni: molte volte, infatti, capiterà di girovagare per ambienti in cui quelli che dovrebbero essere i nostri nemici sono già impegnati in conflitti. Questo perché le due parti in causa più importanti, ovvero gli Eterei e Chthoniani, sono in lotta tra di loro, e in questo caso l’umanità ha un ruolo più da preda che da cacciatore, visto che entrambe le fazioni considerano gli uomini come qualcosa da distruggere o, peggio, da possedere. Altre informazioni sulla lore, in ogni caso, sono facilmente reperibili durante le peregrinazioni del giocatore, ad esempio attraverso documenti che, una volta letti, garantiranno un surplus di esperienza supplementare.



Personaggi complessi
Vediamo adesso all’analisi del gameplay: all’inizio del gioco, il nostro personaggio sarà una vera e propria tela bianca, da plasmare a piacimento non appena si raggiungerà il secondo livello di esperienza. Una volta fatto ciò, infatti, è possibile scegliere una tra le sei classi disponibili: si parte dal classico soldato, a suo agio con quasi tutte le tipologie di armi, fino ad arrivare all’occultista, capace di contare su maledizioni e incantesimi vari. Va da sé che la scelta delle classi determina l’albero di abilità che è possibile scalare andando avanti nei livelli di esperienza: a questo proposito, la scelta fatta dagli sviluppatori è quella della varietà. Difatti, è possibile spendere i punti esperienza sia per potenziare una singola abilità, che per avanzare negli attributi base. Ogni personaggio, infatti, presenta tre parametri fondamentali, relativi a Fisico, Acume, e Spirito, che vanno ad influenzare i punti vita, e i cosiddetti punti magia, necessari per l’attivazione di incantesimi e poteri vari. Arrivati al decimo livello di esperienza, poi, si aggiungerà la possibilità di poter scegliere una seconda classe, e questo darà l'occasione di creare un personaggio ibrido capace di sfruttare abilità proprie di due tipologie di eroe differenti. La scelta, dunque, sembra essere tra quella di creare un personaggio versatile, capace di utilizzare differenti abilità però non così potenziate, e quella di poter contare su un eroe focalizzato su un solo stile di battaglia, capace di sferrare attacchi dalla tipologia sì limitata, ma estremamente efficaci. Tutto questo, evidentemente, dà al giocatore la possibilità di creare l’eroe che più preferisce, consentendo combinazioni ardite e decisamente complesse; in ogni caso, le scelte in fatto di classi e abilità del proprio personaggio sono facilmente correggibili, grazie al respec effettuabile pagando una data quantità di ferro, la valuta principale del gioco.
Un altro fattore da considerare è legato alla devozione: girando per gli ambienti del gioco, infatti, ci si imbatterà in altari corrotti dal potere etereo. Nel momento in cui il giocatore riuscirà a liberare queste strutture dal potere malefico, verrà in possesso di punti devozione, grazie ai quali si potrà procedere lungo diverse costellazioni che garantiranno ulteriori bonus e abilità speciali.
Passando alla struttura del mondo di gioco, dobbiamo notare come anche in questo campo la scelta sia stata quella della tradizione: il giocatore, infatti, avrà a disposizione una mappa di gioco esplorabile in maniera libera, costellata di villaggi, piccoli insediamenti, locali da visitare e dungeon da esplorare. Rispetto a quanto visto in altri hack ‘n’ slash più recenti, ad esempio come Victor Vran e la stessa trilogia di Van Helsing, che propongono esperienze molto più schematiche sotto questo punto di vista, la scelta di Crate Entertainment è stata quindi quella di seguire la tradizione. Questo porta sicuramente a una maggiore libertà, ma anche a una difficoltà in più, legata all’identificazione del luogo in cui ci si dovrà trovare per iniziare una data quest. Le indicazioni, in effetti, saranno a volte un po’ fumose, specie nel caso delle missioni secondarie, e questo potrebbe costringere il giocatore a girare e rigirare per la mappa. La presenza dei portali, in questo caso, si rivela essenziale, perché consente di ritornare alle ambientazioni già visitate in maniera veloce e indolore.
I nemici che si incontreranno, d’altro canto, non rappresenteranno una novità per gli appassionati del genere, che avranno a che fare con scheletri ambulanti, ragni di ogni tipo, e bestie di varie forme e dimensioni. I frequenti (e quasi sempre divertenti) scontri contro questi esseri porteranno nel nostro inventario un loot sempre molto generoso, talmente benevolente che già nella parte iniziale della nostra prima sessione di gioco potevamo contare su vari armamenti di rarità media, o comunque superiore al livello base con cui avevamo iniziato. L’inventario, a questo proposito, è gestito in maniera molto tradizionale, con la consueta griglia su cui disporre a piacimento i propri averi, mentre la propria tenuta da battaglia includerà numerosi ammennicoli vari, tra cui due anelli e un amuleto. La gestione del loot che ne consegue sarà sempre un po’ macchinosa, dispendiosa e avida di tempo; questo particolare non è un vero e proprio difetto, quanto piuttosto una conseguenza della struttura del titolo. Segnaliamo, inoltre, la sempre utile possibilità di poter creare set personalizzati di armi, di modo da poter contare istantaneamente su soluzioni più adatte all’attacco corpo a corpo, ad esempio, piuttosto che ad un’offensiva più focalizzata sulla distanza.



Armature arrugginite
Dal punto di vista tecnico Grim Dawn non brilla particolarmente. La grafica, in effetti, propone una realizzazione tridimensionale con visuale isometrica, e inquadratura ruotabile intorno al giocatore, che difetta in definizione e qualità delle texture. La qualità della resa visiva è altalenante, con alcuni elementi, come ad esempio l’acqua, che risultano particolarmente poveri. Gli effetti particellari, in questo senso, contribuiscono ad abbellire un po’ il tutto, ma in ogni caso non è la grafica il punto di forza di questa produzione. Le cutscene, inoltre, rientrano nello stile di questo tipo di titoli, risultando estremamente statiche, corte, e tutto sommato poco emozionanti. Dal punto di vista del sonoro, poi, segnaliamo la presenza di alcune linee di teste doppiate in inglese, e la presenza di soddisfacenti musiche di sottofondo e rumori ambientali. Da segnalare il fatto che il titolo, nella versione da noi provata, non era provvisto di localizzazione testuale in italiano: una rapida ricerca su internet, però, ci ha consentito di scaricare la traduzione completa, che consta di un comodo file .zip contenente tutte le linee di testo riprodotte nella nostra lingua.
  • + Profondo e complesso
    + Garantisce una completa creazione del proprio eroe
    + Gameplay estremamente solido e classico
  • - Comparto tecnico non ai massimi livelli
    - L’indicazione degli obiettivi delle quest, a volte, è un po’ fumosa
voto
8,5

Grim Dawn conferma pienamente tutto il buono fatto vedere nel corso del suo sviluppo. Il titolo Crate Entertainment saprà intrattenere con la sua struttura complessa e tradizionale, che garantisce al giocatore la possibilità di plasmare nel dettaglio il suo eroe. La struttura da hack ‘n’ slash classico restituisce una mappa di gioco liberamente esplorabile e piena di insediamenti e villaggi da visitare, nonché di quest divertenti e impegnative. La narrativa si mantiene su livelli sufficienti per la tipologia di gioco, mentre è il comparto tecnico quello che mostra i difetti più evidenti. In ogni caso, i puristi del genere hanno trovato pane per i loro denti: Grim Dawn, difatti, è una novità che ha il sapore del classico.

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