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Tom Clancy's The Division

Tom Clancy's The Division

Andiamo a salvare NYC a bordo di una GTX970

Recensione
A cura di del
Giorno 8 Marzo 2016. Mentre tutto il mondo celebrava le donne, i videogiocatori imbracciavano pad, mouse e tastiere per testare finalmente con mano uno dei giochi più attesi di questa prima metà dell'anno. Tom Clancy's The Division è stato un assoluto successo di hype, di vendite al lancio e ha trovato un ottimo riscontro dalla critica videoludica. Anche sulle nostre pagine è stato promosso a pieni voti (Recensione versione console), ma quest'oggi siamo qui a spolpare per bene la versione PC che, a differenza della sua controparte console, è certamente più ambiziosa dal punto di vista tecnico e dal quale i giocatori si aspettano qualcosa che si avvicini il più possibile ai primi trailer successivi all'annuncio. Ebbene, ecco il nostro giudizio a riguardo.



Sixty is megl che thirty
La prima grossa e fondamentale differenza tra la versione console e quella PC è data dal framerate, ancorato a 30 fps per la prima e raddoppiata (hardware permettendo) sulla seconda. Tom Clancy's The Division si rivela essere un titolo avido di risorse anche solo per raggiungere i 60 frame al secondo con impostazioni medio-basse, e spremerà la vostra macchina come un limone per potersi godere lo spettacolo dei dettagli ultra e tutti i filtri attivi con il massimo della fluidità.
Dal menù è già possibile scegliere tra quattro settaggi preimpostati – basso, medio, alto e ultra – ed è altresì possibile scegliere una configurazione totalmente personalizzata, andando a smanettare tra una buona quantità di impostazioni, contornate da feature che interagiscono con periferiche di terze parti, quali tastiere Logitech e dispositivi di eye-tracking.
Grazie alla nostra GTX 970 (già overclockata di fabbrica) siamo stati in grado di giocare con settaggi predefiniti "Alti" con un framerate ancorato a 60. Già ad "Ultra", e ancor di più sparando al massimo ogni dettaglio e filtro, siamo dovuti scendere a qualche compromesso ma con risultati tutto sommato soddisfacenti, arrivando ad una media di circa 50 fps con qualche calo anche intorno ai 40 nelle situazioni più stressanti, oppure ci si può accontentare di quella che potremmo definire "una esperienza console in alta definizione definitiva" bloccando il framerate a 30 e godere di quanto di meglio abbia da offrire la risoluzione a 1080p. Il nostro consiglio a riguardo è quello di bilanciare le impostazioni per ottenere una esperienza più fluida a 60fps, ma in definitiva ognuno è libero di gestire le proprie risorse come vuole ed in questo Ubisoft mette a disposizione un menù ampiamente sufficiente per soddisfare le esigenze di tutti - o quasi - i videogiocatori PC.
Qualora non disponiate invece di una configurazione hardware molto recente e performante, vi potrebbe far piacere sapere che anche su una macchina più modesta, come può essere un notebook con installata una GTX 960M o equivalenti, potrete godere un'esperienza intorno ai 35-40 fps ma con dettagli medio-bassi.
Ciò che realmente colpisce è che, sia a dettagli bassi che a dettagli ultra, il titolo dei Massive Entertainment mette in mostra una fantastica New York City, in grado di affascinarvi con i suoi grattacieli e le sue stradine in rovina, in cui potrete ancora respirare l'aria prenatalizia sospesa in maniera quasi estemporanea dall'epidemia che ha portato ad un declino tanto rapido quanto disastroso.



New York is always a good idea
In questo articolo vogliamo porre sotto la lente d'ingrandimento ogni aspetto che Tom Clancy's The Division offre al mondo videoludico. Fiori all'occhiello della produzione sono per chiara scelta degli sviluppatori tutti gli effetti particellari, la riproduzione del fuoco e della nebbia volumetrica. Una città preda di una epidemia in pieno inverno, infestata da purificatori pronti a far esplodere qualsiasi cosa con i loro lanciafiamme, punta per forza di cose su questi elementi ed è con loro che Ubisoft cerca di valorizzare il debutto del suo motore, lo Snowdrop Engine, e il proprio prodotto come diretta conseguenza. Il clima dinamico – anche fin troppo dinamico – accompagnerà il giocatore talvolta con delle leggere nevicate, in cui è possibile anche vedere come i fiocchi reagiscono in maniera credibile alle correnti di vento, ma è forse quando cala la nebbia che riesce a cambiare volto al tutto. Per un attimo scorderete di trovarvi a Manhattan e vi sembrerà quasi di passeggiare cauti tra le strade di Silent Hill (o in Lombardia, se vi suona familiare). Il campo visivo viene così ridotto da non riuscire a scorgere elementi anche a pochi metri e le varie fonti di luce creano degli effetti luminosi, in qualche caso colorati, eccellenti.
Sul campo di battaglia, ad armi da fuoco e incendiarie spianate, sono le esplosioni a farla da padrone. Che siano delle granate, fumogeni o serbatoi pieni di napalm, il tutto si svolge su schermo con armonica naturalezza e credibilità, di cui resta comunque una sensazione sufficiente anche abbassando il livello dei dettagli. L'unico neo relativo riguarda le fiamme che, probabilmente per esigenze di game design, non appiccano i vari elementi come ci si aspetterebbe ma, piuttosto, tendono ad estinguersi fin troppo velocemente.
A Manhattan non è però tutto oro ciò che luccica e veniamo dunque all'altra faccia della medaglia, ossia i compromessi che – volente o nolente – lo Snowdrop Engine ha dovuto accettare e far suoi come meglio ha potuto. Il caricamento delle texture è senza dubbio l'elemento che più disturba: basti pensare di vedere un'automobile a poco più di un isolato di distanza e, una volta arrivati abbastanza vicino, viene caricato istantaneamente uno strato di neve e brina depositato sulla carrozzeria del veicolo con un fastidioso pop-in. Questo accade con tantissimi elementi e praticamente con ogni configurazione, anche se si attenua in parte salendo verso un settaggio "Ultra", e il modo migliore che avete per notarlo è proprio eseguendo il benchmark in dotazione dal menù principale. Basta focalizzare lo sguardo sul retro di un furgone verso la seconda/terza scena e noterete senza alcuna difficoltà una scritta tipo graffito apparire dal nulla avvicinandosi a breve distanza. L'altro grosso problema riguarda l'interattività con l'ambiente. Per le strade potrete vedere corpi accasciati sul ciglio della strada che non possono essere bersaglio delle vostre pallottole, o molti elementi teoricamente fragili (come semafori, insegne luminose) risulteranno infrangibili. Sulle normali superfici i colpi vengono evidenziati con dei piccoli fori, non sempre e non con la giusta e dovuta credibilità, ma basterà allontanarsi di qualche passo affinché ritornino integre nel giro di pochi secondi. Anche sparare agli pneumatici delle auto non restituisce un feedback appagante, tanto più se questi scoppiano più facilmente prendendo di mira i cerchioni metallici piuttosto che i copertoni di gomma.
Ricordando il primo trailer d'annuncio, grande enfasi fu data ai danni alle carrozzerie e ai vetri dei veicoli, bellissimi. Qui ci ritroviamo una sorta di rimodulazione castrata di quel sistema e che non funziona allo stesso modo con tutte le superfici vitree. Per fare un pratico esperimento: provate a danneggiare con la vostra pistola (che tanto ha munizioni infinite) i vetri dei finestrini di un autobus. I fori, pur non perfetti, vengono riprodotti mano a mano che scaricate la vostra piccola bocca da fuoco e, sparando in cerchio, il pezzo centrale cadrà all'interno senza più un supporto per resistere alla forza di gravità. Giustissimo. Peccato però che lo stesso esperimento non sia replicabile con i parabrezza delle automobili, e la stessa sezione centrale rimarrà sospesa magicamente nel vuoto e anche la qualità dei fori dei proiettili è nettamente diversa e molto meno piacevole alla vista.



Requisiti minimi:
SO: Windows® 7, Windows 8.1, Windows 10 (nelle sole versioni a 64 bit).
CPU: Intel Core i5-2400 | AMD FX-6100
RAM: 6GB
Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 560 2GB | AMD Radeon HD 7770 2GB
DirectX: Version 11
Spazio su disco: 40 GB

Requisiti consigliati:
SO: Windows® 7, Windows 8.1, Windows 10 (nelle sole versioni a 64 bit).
CPU: Intel Core i7-3770 | AMD FX-8350
RAM: 8GB
Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 970 | AMD Radeon R9 290
DirectX: Version 11
Spazio su disco: 40 GB

Configurazione di riferimento:
SO: Windows 10 64bit
CPU: Intel Core i7-4790k
RAM: 16GB 2400Mhz
Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 970 OC Edition



  • + Fino a 60 frame al secondo
    + Splendida atmosfera impreziosita dagli effetti climatici e particellari
    + Con un PC adatto può migliorare l'esperienza e l'immersività di gioco notevolmente
  • - Molto, se non troppo, esoso in termini di requisiti
    - L'interazione con l'ambiente è ridotta all'osso
    - Caricamenti delle texture troppo lento
voto
8,5

La nostra esperienza da Master Race su Tom Clancy's The Division può considerarsi più che positiva, non solo per la qualità effettiva del titolo, ma anche per una realizzazione tecnica solida e soddisfacente in grado di far immergere il giocatore nell'atmosfera infetta di una Manhattan in piena crisi epidemica. Tutto questo però va un po' a cozzare con altri elementi un po' trascurati che vengono messi in risalto dalla natura shooter del titolo, ed è davvero difficile perdonare un loading delle texture così lento soprattutto in virtù della grande qualità dello Snowdrop Engine.
Se avete ancora dei dubbi su quale versione prendere, e non avete dei limiti legati hardware o alla vostra combriccola amici con cui giocare, la versione PC rappresenta la miglior scelta, già solo per la possibilità di varcare la soglia dei 30fps fino ad arrivare ai 60, quanto per tutto ciò che c'è intorno.

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