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Zheros

Zheros

Ora giù botte anche su PC

Recensione
A cura di del
Già recensito su queste pagine qualche giorno fa, Zheros, la prima fatica dello studio catanese Rimlight, dopo essere approdato su Xbox One è apparso finalmente anche su PC, dopo una gestazione di un paio di mesi. Proprio qualche tempo fa infatti, con i ragazzi di Rimlight Studios fa noi di Spazio abbiamo avuto l’occasione di passare un bel pomeriggio assieme, giocando e mostrando in diretta la versione Xbox One. Proprio in quel Live, ci dissero che Zheros sarebbe apparso da lì a breve anche su Steam, ritoccato in alcuni frangenti e dopo essere stato migliorato sotto alcuni aspetti. Dunque, eccovi qua la mia recensione della versione PC che, a dirvela tutta, mi ha soddisfatto sotto alcuni punti di vista, migliorando di un poco l’esperienza già più che soddisfacente su console. I cambiamenti? Piccoli ma essenziali, seguite il mio articolo per conoscerli.




E noi a Gino lo menamo
Per i ritardatari che non hanno ancora mai sentito parlare di Zheros, ecco un piccolo riepilogativo di questo nuovo titolo. Nato da uno studio italianissimo con sede a Catania ad opera dei ragazzi di Rimlight, Zheros ricalca come se fosse un foglio di carta carbone i classici beat ‘m up a scorrimento del passato. Nato dall'amore per i classici arcade da sala giochi ad opera di alcuni trentenni che davanti ai cabinati ci sono cresciuti, Zheros ripropone la formula molto semplice di un picchiaduro a scorrimento con il classico sistema di button mashing a combo, dove la tempistica degli input e la concatenazione delle varie combo è lo scheletro principale del titolo. Nel titolo di Rimlight saremo chiamati ad impersonare due improbabili ranger spaziali che dovranno arginare la minaccia crescente del Dr. Vendetta, il cattivone di turno che ha come hobby la passione di ridurre in cenere i pianeti sparsi nell'Universo. Se cercate videogiochi da trame complesse ed articolate, lasciate perdere questo titolo: il coinvolgimento di questo titolo sta altrove, e cioè nella sua difficoltà che arriva diretta dagli anni ’80. Zheros è dunque un titolo impegnativo a i livelli elevati, reso meno punitivo nella sua versione PC. Quello che ho notato difatti, soprattutto in alcuni stage avanzati, è stato il bilanciamento che i programmatori hanno applicato ai nemici, soprattutto nelle situazioni più confusionarie. Più di una volta mi era capitato su Xbox di morire a metà livello a causa di picchi di difficoltà improvvisi, con nemici multipli a schermo che non davano respiro al nostro povero protagonista. Una scelta migliore del posizionamento dei nemici, ora permette un livello di sfida elevato, complesso ma sicuramente meno frustrante, soprattutto verso i livelli finali. Per quello che riguarda il sistema di combattimento in generale invece, è rimasto sostanzialmente invariato sia nelle combo effettuabili sia nei potenziamenti.


"Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi"
Ora, anche con un po’ di sana malizia, è il momento di porre l’accento su quello per cui Zheros, nella sua versione Xbox One, non aveva del tutto convinto. Nonostante la grafica colorata e ben rifinita, il titolo di Rimlight peccava sotto certi punti di vista tecnici, come ad esempio il frame rate che nelle fasi più concitate scendeva di molto i 60fps dai quali partiva e la risoluzione, a 720p, che di certo non aiutava la fluidità dei personaggi a schermo. Probabilmente complice la facilità di programmazione rispetto alla versione su console, questa versione PC sembra riuscire a superare quelle limitazioni tecniche, nonostante il titolo riesca a girare comunque senza grande bisogno di un hardware potente. Giocandoci, ho potuto notare che i cali di frame rate sono molto più rari rispetto alla sua versione gemella Microsoft, donando un’esperienza videoludica più lineare, appagante e meno frustrante, considerando la generale difficoltà elevata del titolo dove una schivata eseguita male può dichiarare una dipartita prematura e l’obbligo di ricominciare da capo il livello. Leggera miglioria riscontrata in questa versione PC, è la quasi completa sparizione degli effetti di aliasing che, assieme al frame rate quasi granitico, aumentano di molto la fluidità generale del titolo. Insomma, i ragazzi di Rimlight, forse aiutati dal fatto che l’architettura di programmazione su PC è meno complessa di quella su console, sono riusciti ad ottimizzare il proprio titolo, portando nella libreria di Steam un prodotto rifinito e migliorato sotto gli aspetti che nella vecchia recensione avevamo in parte criticato: il bilanciamento ed il comparto tecnico.


Dove, come, quando.
Ho giocato Zheros con un codice fornito dai ragazzi di Rimlight. Mi sono divertito (parecchio) su un PC portatile di fascia media, con i settaggi impostati su medio-alto. Le pretese hardware non sono elevatissime e, nonostante, tutto Zheros riesce a dare il meglio di sé, grazie alla grafica colorata e cartoonesca, e grazie ad un comparto tecnico che riesce a mantenere l’esperienza di gioco su buoni standard.

  • + Comparto tecnico migliorato
    + Notevole bilanciamento ai livelli avanzati
    + Rimane divertentissimo in coop
  • - Ancora solo coop locale, niente online
    - Giocato da solo può essere ripetitivo
    - Partecipazione emotiva alla trama inesistente
voto
7,5

Dopo la piacevole sorpresa vista su Xbox One, i ragazzi dell’italianissimo studio di Rimlight sono riusciti a portare su PC una versione riveduta e corretta del loro Zheros. Con combattimenti meglio bilanciati ed un comparto tecnico depurato da tutte quelle problematiche (forse dovuti a peccati di gioventù del neonato studio catanese) che affliggevano la versione Xbox, quali cali di frame rate e un persistente e fastidioso effetto aliasing. Certo, Zheros è un titolo non adatto a tutti, soprattutto non a quelli poco pazienti e poco inclini ad impegnarsi sul serio per un videogioco. Zheros è un picchiaduro a scorrimento della vecchia scuola, forgiato nei meandri di fumose sale giochi, in cui il tempismo, i riflessi e i nervi saldi, possono fare la differenza tra un Continue ed il superamento di livello.

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