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The Town of Light

The Town of Light

Quando sei pazzo, non esisti piu'

Provato

PC

Avventura grafica

Italiano

26 febbraio 2015 - 6 giugno 2017 PS4/XOne

A cura di del
A qualche giorno di distanza dall’uscita definitiva sul mercato, torniamo a parlare di Town of the Light, progetto italiano firmato LKA che propone un’esperienza di impatto e dalle tematiche estremamente complesse, ispirate peraltro a fatti realmente accaduti. Andiamo a vedere, allora, quali sono le sensazioni scaturite dalla nostra prova.


L’unico orrore è la verità
Il progetto italiano di cui stiamo parlando è ambientato durante gli anni ’30 e '40 del secolo scorso, nel manicomio di Volterra. Quella che i giocatori rivivranno sarà la storia di Renèe, una ragazza sedicenne che si ritroverà catapultata in una realtà fatta di elettroshock, docce gelate, e costrizioni di ogni tipo. In questa anteprima non ci concentreremo in maniera approfondita sulla trama del titolo, né sulle numerose considerazioni stilistiche che sono scaturite dalla nostra prova; preferiamo tenere da parte questi aspetti, infatti, per la recensione finale, ma già da ora è impossibile negare come l’esperienza sviluppata da LKA abbia l’obiettivo di suscitare sensazioni forti, e riflessioni molto profonde. E’ interessante notare, infatti, come spesse volte il tono che la narrativa assumerà non sarà quello dell’indulgenza verso la stessa Renèe, sebbene sia proprio la protagonista a raccontarci le sue vicende in prima persona. Ci spingiamo a dire che quello che The Town of Light ci proporrà, piuttosto che il racconto di un singolo dramma umano, sia una fotografia netta di un particolare periodo storico, nel più ampio senso del termine. Attraverso le cartelle cliniche della protagonista, i poster e i cartelli ritrovabili per gli ambienti del manicomio, si potrà comprendere parte della realtà italiana durante gli anni che, è bene ricordarlo, trascinarono il nostro paese nella Seconda Guerra Mondiale. Insomma, la sensazione iniziale è che quello che The Town of Light voglia proporci sia una sorta di visuale dall’alto, una vicenda che ci spinga a dire: “è andata così, è successo questo”. La conseguenza più importante di questa impostazione narrativa è che il gioco non sembra invitare il giocatore a schierarsi da una parte piuttosto che dall’altra, ma spinge bensì ad andare avanti nella storia per scoprire la realtà dei manicomi italiani del secolo scorso, a chiarire i suoi punti oscuri, le sue ambiguità, e le sue negligenze.



Camminare tra i ricordi
Nel concreto, The Town of Light viene definito dagli sviluppatori come un’avventura psicologica in prima persona. In termini di gameplay, questo significa che il giocatore dovrà ripercorrere i luoghi del dolore di Renèe. Questi includono le varie aree del manicomio di Volterra, e le sue aree limitrofe. Questa scelta di gameplay permette al giocatore di procedere con il proprio ritmo, e mette pone ancora più enfasi sulle cutscene che avranno modo di spiegare la vicenda della protagonista. Queste scene di intermezzo, peraltro, saranno richiamate nel momento in cui si arriverà in un determinato ambiente, o si utilizzerà un determinato oggetto. L’attività principale che il giocatore di Town of Light sarà chiamato a svolgere, dunque, sarà l’esplorazione degli ambienti, cercando di seguire il filo logico dei ricordi di cui Renèe ci renderà partecipe. L’attenzione, come prevedibile, è tutta sulla narrativa, e perciò gli unici ostacoli che il giocatore potrà incontrare saranno quelli che possiamo definire enigmi solo operando una certa forzatura. In realtà, come anticipato, spesso si tratterà di riuscire a seguire il filo del discorso, cercando di capire in che ambiente andare e cosa fare. Giudicheremo meglio il gameplay in sede di recensione, ma in ogni caso è già chiaro quale sia il tipo di gameplay proposto dal titolo; le dinamiche da avventura esplorativa, peraltro, sembrano essere quelle che meglio si adattano al tipo di narrazione proposta.
Dobbiamo segnalare, però, che la narrazione non sarà poi così statica, considerato che nel corso dei vari capitoli si potrà deviare dal corso della trama principale. A seconda delle proprie scelte, infatti, si andranno ad approfondire determinate dinamiche della storia di Renèe.



No zombie
Spulciando la descrizione ufficiale del titolo, è curioso constatare come gli sviluppatori abbiano scelto di inserire tra le feature principali di questo prossimo The Town of Light anche il fatto che il titolo non conterrà zombie, né presenze sovrannaturali. Si tratta di un modo come un altro per ribadire, ancora una volta, come l’attenzione sia rivolta alla narrativa che, non va dimenticato, prende spunto da storie realmente accadute.
Desideriamo soffermarci brevemente già in sede di preview, poi, sull’aspetto tecnico del titolo. Dal punto di vista grafico, infatti, The Town of Light propone soluzioni estremamente piacevoli, con una grafica 3D che svela una realizzazione certosina del manicomio di Volterra, riprodotto nei minimi particolari. Il grande lavoro di ricerca storica svolto, poi, emerge dalla creazione dei vari cartelli posti all’interno dei locali del manicomio, che presentano una certa potenza evocativa.
Sottolineiamo, infine, come il comparto audio benefici di doppiaggi in differenti lingue, tra cui spicca l’italiano: il giudizio finale su questo aspetto verrà dato in sede di recensione, ma già da ora è possibile dire che il lavoro svolto, sotto questo aspetto, è più che buono.

  • [+] Narrativa intensa e profonda
    [+] Aspetto stilistico molto curato

The Town of Light è un progetto coraggioso, che cerca di proporre un’esperienza molto profonda e una narrativa intensa. L’aspetto che più ci ha affascinato finora risiede nel fatto che la produzione italiana in questione, difatti, sembra proporsi come una sorta di fotografia del determinato periodo storico in cui è ambientata la vicenda, rendendoci partecipi di un mondo su cui, forse, fa spesso comodo soprassedere.
In ogni caso, rimandiamo ogni altra considerazione alla nostra recensione finale, che potrete leggere, ovviamente, sempre su queste pagine.

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