Questo sito si avvale di cookie per le finalità illustrate nella privacy policy. Effettuando un'azione di scroll o chiudendo questo banner, presti il consenso all'uso dei cookie OK
Cosmic Rocket Defender

Cosmic Rocket Defender

Space Invaders oppure no?

Recensione
A cura di del
Space Invaders fu prodotto da Taito nel 1978 e fu uno dei videogiochi di rottura che riuscirono a rivoluzionare l’intera industria. Uscito in Giappone nel 1978, per vederlo sugli italici scaffali si dovette attendere addirittura fino al 1979 e fino al 1980 per la distribuzione statunitense. Space Invaders riuscì in breve tempo a scalare le vette dei giochi più venduti della storia (all'epoca si attestò su circa 500 milioni di dollari di incasso), decretò in pompa magna la fortunata era dei giochi arcade e inventò un genere che negli anni successivi spopolò nelle sale giochi di mezzo mondo: ovvero gli sparatutto a schermata fissa.
Inspirato dal romanzo La Guerra dei Mondi, il gioco era semplice quanto accattivante. Alla guida di un cingolato armato di cannone, i videogiocatori dovevano sparare e distruggere le innumerevoli navicelle aliene che, seguendo un pattern fisso a zigzag, scendevano dal cielo ad una velocità variabile. Lo scopo del giocatore era di impedire agli alieni di atterrare, e utilizzando il cannone per sparare ai cugini cattivi di Marvin the Martian si cercava quindi di accumulare più punti possibili. Si avevano tre vite, terminate le quali il gioco terminava e i punteggi venivano salvati. Solo ai migliori, dunque, si aprivano le porte del Paradiso dei Gamers. Ma perché vi parlo di Space Invaders se il gioco che sto recensendo è un altro? Semplice, perché tra lo Space Invaders del 1978 e questo Cosmic Rocket Defender, seppur più giovane di una quarantina di anni rispetto al proprio antesignano, non ci sono molte differenze. Siete rimasti stupiti in bene o in male? Continuate a leggere, allora.   



Scusami cara, sono in ritardo di quarant'anni
Tra Space Invaders e Cosmic Rocket Defender sarà passato pure molto tempo, ma incredibilmente la cosa non si percepisce. E’ come riprodurre oggi un dipinto della Gioconda utilizzando i pennelli di Photoshop piuttosto che quelli tradizionali. Il risultato sarà leggermente diverso nella forma ma non nel contenuto. Ed è proprio così che si configura il prodotto dei ragazzi di Alien Sync Interactive, un prodotto vecchio di decenni e ricoperto di una livrea (forse neanche troppo) odierna. Armati di pazienza e di dita di ferro, partiremo alla guida del nostro cingolato 3D, e lo scopo sarà quello di abbattere una ad una tutte le colorate navicelle che cadranno più o meno lentamente dal cielo. Il pattern con cui cadranno sarà quello tipico a zigzag, anche se ogni tanto qualcuna di essa si staccherà dal branco per attaccarci con dei colpi di cannone obliqui invece che quelli soliti verticali. 
Come nel predecessore, distruggendo le navicelle avversarie compariranno dei bonus che cadranno a terra aspettando solo di essere raccolti. Tra i bonus più utili ci saranno un potenziamento per i cannoni, un potenziamento dello scudo che ci darà un punto ferita aggiuntivo rispetto ai due abituali con cui si comincia, uno scudo invincibile ma temporaneo, soldi con cui acquistare potenziamenti una volta finito il livello e punti bonus che aumenteranno lo score generale. Gli alieni scenderanno ad ogni livello ad ondate regolari, con difficoltà sempre crescente, e ogni dieci livelli ci sarà una boss battle con una navicella aliena particolarmente grande e coriacea.


Qualcosa di nuovo, please
Lo shooter di Alien Sync Interactive seppur pescando a piene mani dai capisaldi del passato, se ne discosta leggermente per alcune introduzioni. Alla fine di ogni livello superato, sarà possibile modificare il nostro cingolato con alcune migliorie del caso, come ad esempio dei razzi più veloci nel solcare il cielo o potenti fasci laser. Non che questo riesca a stravolgere il gameplay del prodotto, sia chiaro, ma ne riesce ad allungarne seppur di poco la longevità. 
Oltre a ciò, e a qualche stage bonus dove raccogliere facilmente del denaro utilizzabile per comprare i potenziamenti, in questo Cosmic Rocket Defender di innovativo ed interessante c’è ben poco. Il fatto di fare il verso ai giganti del passato non esime questo gioco da critiche aspre, rivolte specialmente al comparto tecnico ed audio. Grafica scialba e poco ispirata, effetti che appartengo ad un paio di generazioni fa, ed una musica pseudo rock elettronica mai attraente, spingono questo prodotto nel cesto dei videogiochi da dimenticare presto. Seppur erede di un glorioso passato in cui innumerevoli persone si davano battaglia in fumose sale giochi di inizio anni ’80, Cosmic Rocket Defender non ha quasi nulla per cui vale la pena di essere giocato se non un deludente e disilluso effetto nostalgico. Non lasciatevi ingannare dalla livrea tridimensionale: a meno che non siate collezionisti accaniti di shooter arcade, dimenticherete presto, fin troppo anche, questo gioco.

Come e dove ci siamo divertiti (per modo di dire) con Cosmic Rocket Defender
Abbiamo giocato con Cosmic Rocket Defender su un PC portatile di fascia media con tutti i settaggi al massimo, utilizzando la tastiera come controller. Ma non vi preoccupate perché avrebbe girato lo stesso anche su un frullatore Moulinex.

  • + Riesce a donare lo stesso feeling di Space Invaders
    + Prezzo modesto
  • - Gameplay superato da eoni
    - Realizzazione tecnica mediocre
    - Mancanza totale di innovazioni
voto
5

Cosmic Rocket Defender è un’azzardata manovra videoludica che punta diretta alle passioni scaturite dalla nostalgia dei gamers di lunga data. Prende a piene mani tutto ciò che era Space Invaders quarant’anni fa e lo ripropone di sana pianta in epoca moderna. Complice un gameplay superato e vetusto, un comparto tecnico di bassa categoria e la mancanza di innovazioni reali che spingerebbero qualunque videogiocatore curioso a lasciarsi trasportare dall’entusiasmo, Cosmic Rocket Defender è un prodotto mediocre sotto molti punti di vista che annoierà presto anche i più entusiasti gamers da vecchie sale giochi. Peccato.

0 COMMENTI