Recensione di Bulb Boy

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Avventura grafica
  • Sviluppatore:

     Bulbware
  • Giocatori:

     1
- Artisticamente eccelso
- Comparto audio di qualità
- "Cute and Creepy"
- Poco rigiocabile
- Prezzo forse troppo alto vista la scarsa longevità
A cura di (Noob5400) del
Ah, i cari vecchi punta e clicca. Ogni volta che ne approccio uno scatta nella mia mente una sorta di “effetto Amarcord”: quando ero ancora un fanciullo non avevo un computer particolarmente prestante, e i giochi di questo genere si adattavano perfettamente alle mie limitazioni hardware. Giocandoli, mi sono affezionato al lato narrativo dei videogames, alle storie che possono raccontare, alle emozioni che possono suscitare semplicemente tramite qualche sprite bidimensionale e dei testi a schermo.
Ma perché tutta questa reminiscenza nostalgica? Perché appena ho avuto tra le mani il codice di Bulb Boy, titolo punta e clicca indipendente acquistabile su Steam, la mia mente è tornata indietro di 15 anni quando -almeno per chi scrive- non era l’azione a fare da padrona in un videogioco ma quel senso di meraviglia e di sorpresa che mi facevano dire “wow, che gioco!”. E adesso vediamo insieme perché Bulb Boy, seppur non sia esente da difetti, è uno di quei giochi che un appassionato del genere non può lasciarsi sfuggire per nessuna ragione.



Chi ha spento la luce?
Bulb Boy, come suggerisce il nome, è una giovane lampadina. Vive in una casa con suo nonno, una vetusta lampada ad olio, e al suo rotondo cane alato. La nostra storia inizia una notte, nella dimora della luminosa famiglia: dopo aver lasciato il nonno a dormire sul divano, il piccolo Bulb Boy si reca in camera sua, e da quel momento il mondo sembra impazzire. Strane creature iniziano a popolare la casa, il nonno sembra essere scomparso, e il nostro protagonista sembra essere l’unico in grado di risolvere la situazione. Inizia così una breve avventura che ci vedrà esplorare varie ambientazioni, dalla casa di Bulb Boy alle profondità del mare, alla ricerca del nonno scomparso.
La trama non è nulla di particolarmente complesso e sicuramente gli sviluppatori hanno preferito dare priorità all’atmosfera del titolo piuttosto che alla narrativa. La semplicità della storia narrata è infatti completamente compensata dallo “stile” del titolo: nella descrizione su Steam gli sviluppatori lo definiscono un gioco “cute and creepy” (ovvero “carino e spaventoso”), e nessun altro termine sarebbe più adatto a descriverlo. Infatti, nonostante il design minimale e volutamente “carino e coccoloso” di protagonisti e mostri il gioco riesce ad essere a modo suo inquietante, aumentando il coinvolgimento del giocatore nelle vicende narrate.
Possiamo dividere la storia in quattro fasi diverse, ognuna delle quali presenterà una diversa ambientazione e un “boss” di fine area. A dividere i quattro capitoli della storia avremo tre momenti “flashback”, in cui rivivremo un ricordo passato di Bulb Boy (o della sua famiglia) al fine di introdurre alcune situazioni o nemici che incontreremo nel capitolo seguente.
L’avventura è completabile in poco più di un’ora e mezza, e nonostante la qualità dell’esperienza di gioco si attesti su livelli molto alti per il genere in questione difficilmente lo rigiocherete, dal momento che non ci sono scelte da compiere durante il playthrough e il finale è soltanto uno.



Point ‘n light.
Il gameplay di Bulb Boy è quello caratteristico dei punta e clicca: potremo muovere il nostro protagonista di stanza in stanza grazie al click del mouse, e dovremo raccogliere oggetti utili per risolvere dei piccoli enigmi che una volta risolti ci permetteranno di avanzare nell’avventura. Volendo parlare proprio degli enigmi, devo ammettere che la prima mezz’ora di gioco mi aveva molto scoraggiato, in quanto ho trovato ogni puzzle piuttosto semplice e banale; tuttavia, una volta superata la prima fase, il livello di difficoltà si alza notevolmente rendendo il titolo sicuramente non ostico ma almeno impegnativo. Le varie aree che affronteremo sono tutte ben differenziate tra loro sia esteticamente che come tipo di enigmi che propongono, e a variegare ulteriormente l’esperienza di gioco ci pensano i flashback, proponendo personaggi giocabili diversi da Bulb Boy. Niente di eccezionale, sia ben chiaro, ma è evidente lo sforzo degli sviluppatori di rendere il titolo più vario e caratteristico possibile, nonostante la brevità.
Chiudo la parte relativa al gameplay segnalando che all’interno del gioco non ci sono collezionabili di alcun tipo, e che non si potrà fare nulla al di fuori delle azioni richieste per avanzare nell’avventura. L’interazione ambientale è praticamente nulla (tranne qualche rara eccezione) e forse questo è l’unico vero difetto del gioco.

M’illumino d’immenso.
Artisticamente, Bulb Boy è splendido. Nonostante (come già detto) la grafica molto semplice e stilizzata, il gioco riesce a creare un’atmosfera unica, grazie alla palette cromatica adottata (dove predominano il verde e il nero) e grazie agli ottimamente realizzati raggi di luce prodotti dal protagonista e dal nonno. I mostri, seppur i loro tratti a volte buffi e bambineschi, sono decisamente macabri, e riescono a creare nel giocatore quella sensazione da “è carino ma mi mette angoscia” che è veramente difficile trovare al giorno d’oggi.
Gli ambienti e i personaggi sono stilisticamente caratterizzati in maniera eccellente, e difficilmente non vi affezionerete al piccolo mondo creato dagli sviluppatori.



Nel gioco sono completamente assenti dialoghi. A pensarci bene, è assente qualunque tipo di parola o di testo a schermo. Tutti i dialoghi sono resi tramite dei balloon con un disegno al loro interno, e accompagnati da qualche suono gracchiante e metallico. Anche i menù sposano la volontà del gioco di non avere al suo interno parole di alcun tipo, e i pochi presenti sono resi tramite dei disegnini che noi dovremo interpretare per comprenderne la funzione. Un piccolo fun fact: dopo mezz’ora di gioco mi sono messo a provare li menù di pausa, e ho inavvertitamente eliminato il salvataggio della mia run; forse avrei dovuto interpretare nella maniera corretta il disegnino col floppy con un teschio sopra, ma la mia colpa in questa situazione è opinabile.
Concludiamo col comparto audio, che è di qualità altissima nonostante la natura indipendente della produzione. La colonna sonora è semplice ma efficace e riesce a trasmettere la giusta tensione; i suoni ambientali (tra cui includiamo anche le “voci” dei personaggi), poi, sono eccelsi e terribilmente realistici.
Come ultima nota segnalo un “difetto” del titolo, cioè il suo prezzo di quasi dieci euro, forse esagerato vista la scarsa longevità del titolo. Tuttavia, se siete appassionati del genere, la spesa è quasi obbligatoria!
Recensione Videogioco BULB BOY scritta da NOOB5400 Bulb Boy è un punta e clicca di altissima qualità, e nonostante la breve durata riuscirà sicuramente a coinvolgervi e a lasciare il segno nel vostro curriculum di giocatori. Una direzione artistica di ottimo livello che mescola un design quasi infantile dei personaggi con un'atmosfera horror decisamente inquietante spinge il titolo -almeno per chi scrive- tra la top 10 del genere. Se volete farvi un enorme favore, non lasciatevi scoraggiare dal prezzo forse un po' troppo alto e giocatelo, non ne rimarrete delusi.
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