Recensione di Knights of Pen & Paper 2

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Kyy Games
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     20 ottobre 2015
- Carattere umoristico e scanzonato
- La creazione del proprio personaggio permette di creare un party variegato
- Scontri veloci e piacevoli
- Grinding fastidioso
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A cura di (Mastelli Speed) del
Nel corso della nostra anteprima dedicata a Knights of Pen & Paper 2, l’impressione generale che ne abbiamo ricavato era quella di un titolo che proseguiva sulla falsariga del primo capitolo, proponendo un’esperienza da RPG umoristica e leggera. Ora che è uscita la versione PC del gioco, in ritardo di qualche mese rispetto alle versioni mobile, è possibile effettuare un’analisi più completa: andiamo allora a vedere se il titolo Kyy Games ci ha convinto in maniera definitiva.


Master capricciosi
Knights of Pen & Paper 2 è sostanzialmente un RPG a turni, che vuole rifarsi alle dinamiche dei giochi di ruolo cartacei, nei quali ci si sedeva attorno a un tavolo e, guidati dal master di turno, ci si lanciava in avventure generate dalla propria fantasia. Così come scrivevamo nell’anteprima, l’inizio del gioco proporrà un simpatico siparietto che farà sì che il nostro fortissimo personaggio di livello 99, sfortunatamente, venga messo da parte, per far spazio a un nuovo personaggio di livello 1 che dovrà cominciare la sua personale avventura dall’inizio. Questo semplice espediente ha permesso agli sviluppatori di eliminare la possibilità di importare i personaggi del precedente Knights of Pen & Paper, e di proporre una nuova storia ambientata nel regno immaginario di Paperos.
Possiamo dire che, a livello narrativo, Knights of Pen & Paper 2 fa quello che ci si aspettava: le varie quest primarie e secondarie propongono, cioè, la stessa impostazione umoristica e scanzonata del primo capitolo, piena di citazioni, gag, missioni strampalate e situazioni proprie dei giocatori avvezzi ai giochi di ruolo. Insomma, viene catturato appieno quel background culturale che fa sì che ogni battuta, o personaggio, venga apprezzato dai giocatori.
Tutto questo porta a un’esperienza di durata media, che si può portare a termine in poco meno di dieci ore, leggera e decisamente godibile.

Eroi di carta
Dal punto di vista del gameplay, le differenze tra Knights of Pen & Paper 2 e il suo predecessore, pur non essendo sostanziali, sono comunque presenti. Per prima cosa, dobbiamo sottolineare il processo di creazione dei propri eroi: nel titolo, infatti, potremo arrivare a utilizzare un party di cinque personaggi. Si inizierà con una coppia, e dopo poche quest il gioco darà la possibilità di aggiungere altri protagonisti pagando una certa quantità di denaro. La cosa interessante della faccenda è che le caratteristiche di ogni personaggio, nello specifico, dipendono da tre differenti categorie. La prima è pressappoco assimilabile alla razza: troviamo dunque la possibilità di scegliere ad esempio tra umano, elfo e nano. La seconda è rappresentata dalla classe, in cui è possibile trovare il paladino, il guerriero, il ladro, il mago e così via. La terza categoria, invece, rappresenta una delle novità del gioco, e consente di dare al proprio personaggio una certa attitudine; per esempio, abbiamo la possibilità di scegliere tra vari stili sfiziosi come il topo di laboratorio, l’hipster, la cheerleader, il bimbo ricco, e via di questo passo. La combinazione di queste tre categorie va a determinare i valori di Corpo, Sensi e Mente, che plasmano le capacità del nostro personaggio; scendendo nello specifico, poi, la classe scelta determinerà le quattro abilità attive sbloccabili avanzando nei livelli di esperienza, mentre dalla razza e dall’attitudine dipenderanno le due abilità passive. A questo proposito, il nostro elfo mago gotico, ad esempio, aveva la capacità unica di risorgere (ovvero tornare in gioco dopo aver perso tutti gli HP) gratuitamente. Il nostro umano topo di laboratorio ladro, invece, aveva uno slot extra per i gingilli, ovvero oggetti speciali acquistabili presso i vari mercati.


Tutto ciò, come è evidente, consente di creare un party di personaggi molto versatili e differenti tra di loro, che possono essere votati alla cura degli altri eroi, oppure più propensi ad attacchi potenti. Questo può tornare utile anche per creare delle combinazioni letali di attacchi, per esempio schierando un personaggio che possiede l’abilità di far avanzare un nemico dalle file posteriori a quella più avanzata, per poi scoccare con un altro eroe un attacco capace di colpire tutti i nemici della prima fila.
Abbiamo parlato di file, in effetti, senza spiegare ai meno avvezzi alla serie come funzionano i combattimenti di Knights of Pen & Paper 2, che peraltro vengono generati causalmente di volta in volta; da una parte, allora, avremo schierati i nostri eroi, mentre dall’altra i nemici saranno schierati in file. Di norma è possibile attaccare solo i nemici disposti nella prima fila ma, come anticipato, alcune abilità consentono di spostare i nemici o colpire anche le minacce più lontane. Al contrario del primo titolo, poi, sugli scontri influiranno anche alcune condizioni ambientali, come la presenza di folla e l'oscurità; questi elementi andranno a garantire determinati bonus o malus alle nostre abilità.
Il livello generale di difficoltà vira spesso verso il basso: poche volte, cioè, ci si ritroverà con il proprio party in pericolo concreto. Anche nel momento in cui si dovesse sbagliare il tipo di attacco, poi, si potrà rimediare grazie ai numerosi consumabili che ripristinano i punti salute e il mana.
Nel momento in cui si muore, in ogni caso, il ripristino del personaggio avrà un costo; in effetti, nel gioco si dovrà spesso sborsare del denaro in diverse occasioni, ad esempio prima di un viaggio, oppure per forgiare un determinato oggetto unico (il crafting, difatti, sarà parte importante per larghi tratti del gioco). Questo ci porta a parlare di uno dei possibili difetti del gioco, ovvero il ricorso al grinding non stiamo parlando di un difetto esagerato, ma in ogni caso in alcune occasioni ci si ritroverà a sfruttare la possibilità di creare appositi scontri (scegliendo cioè numero e tipologia di nemici), solo per racimolare qualche soldo buono per i nostri scopi. Questo difetto del gioco, difatti, è derivato dall’eliminazione delle microtransazioni presenti invece sulle versioni mobile, laddove è possibile acquistare i fondi spendibili nel gioco con denaro vero. Su PC, invece, questa possibilità non è contemplata, e per ottenere fondi extra si potrà lanciarsi in scontri creati ad hoc.

Pixel art fantasy
Dal punto di vista tecnico, il giudizio che possiamo dare prosegue sulla falsariga di quello relativo al gameplay: i cambiamenti non sono molti, e in buona sostanza l’esperienza è molto simile a quella del primo capitolo. Dal punto di vista grafico, allora, il gioco propone una pixel art affidabile e senza grosse sorprese, che però riesce a rappresentare bene scenari e creature fantastiche.
Anche il sonoro, da par suo, svolge la sua parte con musichette in tema, che però potrebbero risultare un po' ripetitive dopo pochi scontri; per ultimo, accenniamo alla traduzione in italiano, che prevede la localizzazione integrale dei testi. La qualità è un po’ altalenante, ma tutto sommato non ci si può lamentare più di tanto del lavoro svolto.

Hardware
OS: Windows XP o più recente
Processor: 2Ghz+
Memoria RAM: 1024 MB
Grafica: risoluzione minima 1024x768 (scheda grafica compatibile Direct3D/OpenGL con almeno 128MB)
DirectX: Versione 9.0c
Spazio su HDD: 300
Recensione Videogioco KNIGHTS OF PEN & PAPER 2 scritta da MASTELLI SPEED L’esperienza proposta da Knights of Pen & Paper 2 non differisce molto da quella del capitolo precedente, e questo è tutto sommato un bene. Le ore in compagnia dell’avventura targata Kyy Games scorrono via piacevoli, e riescono a regalare qualche sorriso. Sul fronte del gameplay, registriamo una nuova profondità nel processo di creazione del proprio personaggio, che permette di creare un party bilanciato e completo. Peccato, allora, per la presenza del fastidioso grinding, comunque necessario per racimolare qualche soldo quando necessario.
In buona sostanza, volendo concludere, si tratta di un "more of the same" di un titolo già di per sé positivo: scegliere se questo sia un bene o un male, difatti, dipende dalle proprie preferenze personali.
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