Recensione di Clandestine

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Sviluppatore:

     Logic Artists
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1 - 2 in co-op
  • Data uscita:

     5 novembre 2015
- Formula co-op veramente originale
- Missioni piacevoli da affrontare
- Divertente se giocato in compagnia di un amico…
- …un po’ meno da soli, o senza un compagno di avventure fisso
- Qualche problema nelle fasi stealth
- Comparto tecnico non proprio ai massimi livelli
A cura di (Mastelli Speed) del
Abbiamo già avuto modo di parlare di Clandestine su queste pagine: si tratta di un progetto che poggia su un’idea potenzialmente vincente, ovvero quella di proporre un multiplayer co-op del tutto asimmetrico. Un giocatore, infatti, deve svolgere la parte dell’agente operativo sul campo, mentre l’altro veste i panni dell’hacker. Le nostre prove della versione early access ci avevano lasciato con sensazioni contrastanti, soprattutto per quanto riguarda il comparto tecnico: andiamo a vedere se la versione finale del gioco, disponibile da poco su Steam, ha saputo convincerci.


"Chuck, resta in macchina!"
Sviluppato da Logic Artists, Clandestine è un titolo che propone sostanzialmente due esperienze di gioco ben distinte: vestendo i panni di Katya, infatti, dovremo agire come spie in varie operazioni speciali, mettendo KO i nemici e muovendoci silenziosamente fino ai nostri obiettivi. La sola Katya, però, non basta, ed ecco allora entrare in scena l’hacker Martin, che dovrà guidare l’altro giocatore verso le zone strategiche, sabotare le misure di sicurezza, estrapolare chiavi d’accesso e fare in modo che tutto vada liscio. La logica di Clandestine, allora, funziona in questo modo, almeno in cooperativa: il giocatore che crea la partita veste i panni di Katya, mentre l’ospite sarà Martin.
La prima sensazione, francamente, è che sia una gran trovata: la possibilità di affrontare il gioco insieme ad un amico, sostanzialmente giocando a fare le spie e gli agenti super segreti, di sicuro riesce a catturare l’attenzione di una larga fetta di giocatori; c’è da dire peraltro che il gioco prevede anche una modalità in singolo, in cui sostanzialmente il giocatore deve giostrare tra i due ruoli di hacker e spia; anticipando subito qualche considerazione sul gameplay, non è questa la modalità in cui Clandestine riesce a esprimersi al meglio, sebbene alle volte si potrebbe essere costretti a giocare da soli a causa della difficoltà di trovare qualche utente disponibile su internet.
In ogni caso, su questi aspetti torneremo meglio dopo: in questa sede, invece, parliamo della storia che fa da sfondo al tutto; siamo nel 1996, e il mondo fa ancora i conti con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, e con gli strascichi letali della fine della Guerra Fredda. Alcuni agenti statunitensi e russi, infatti, sono stati assassinati, e in conseguenza di ciò la CIA e l’FSB hanno deciso di creare in via del tutto eccezionale una task force congiunta. Qui entrano in scena proprio Katya e Martin, che avranno il compito di indagare sulla faccenda. Possiamo dire che la storia di Clandestine funge da collante alle varie missioni, senza regalare mai troppi sussulti: le situazioni che saremo chiamati ad affrontare nelle otto operazioni da portare a termine, in ogni caso, sono abbastanza varie, e garantiscono una certa voglia di andare avanti nella storia.
C’è da dire, inoltre, che il gioco saprà in qualche modo adattare la narrazione alle nostre azioni, specialmente nelle fasi che si frappongono tra le varie missioni. Nel nostro quartier generale, infatti, avremo la possibilità di parlare liberamente con altri operativi, e le loro parole rifletteranno molte delle nostre decisioni prese sul campo (come il numero di nemici uccisi, o di obiettivi secondari raggiunti).


Un diamante grezzo
Diciamo subito che The Clandestine è, senza particolari dubbi, uno dei titoli più originali degli ultimi tempi: la presenza di una cooperativa asimmetrica è un’idea geniale, capace di garantire alcune ore di divertimento, a patto però di soprassedere su alcune mancanze.
Cercando di andare con ordine, vediamo di analizzare le dinamiche di gioco dei due ruoli che è possibile rivestire; nei panni dell’hacker, lo schermo di gioco verrà diviso in quattro finestre: una di queste rappresenterà una console testuale, grazie alla quale  si conosceranno gli obiettivi di gioco. In un’altra si potrà visionare la mappa di gioco, e con essa la posizione dei nemici, nonché delle telecamere, dei computer e degli allarmi. Molti di questi dispositivi possono essere in qualche modo controllati nella terza schermata, relativa proprio alla rete informatica dell’ambiente che si sta analizzando: sarà in questa particolare finestra, difatti, che l’hacker passerà gran parte del tempo. In questo ambito, il tutto si svolge come una specie di minigioco, in cui è possibile spostarsi attraverso un reticolo, i cui nodi rappresentano determinati terminali ed apparecchiature da hackerare. L’ostacolo da affrontare sarà tutto sommato uno solo, ovvero l’attività dell’amministratore di sistema che ci darà la caccia attraverso il reticolo; un po’ come in Pac Man, allora, dovremo sfuggirgli sfruttando il reticolo descritto poc’anzi. La quarta e ultima finestra, infine, ci mostrerà il mondo di gioco attraverso la telecamera personale di Katya, oppure tramite la visione delle varie telecamere degli ambienti, che quindi potranno essere sviate dalle loro routine, di modo da far passare la nostra collega spia inosservata.
Qualche problematica è stata riscontrata, però, vestendo proprio i panni di Katya: impersonando la spia dai capelli rossi e dalle cuffie spiritose, infatti, i giocatori potrebbero incorrere in intoppi non proprio simpatici. Prima di tutto, la nostra si è spesso dimostrata goffa in alcuni movimenti, e incapace di intraprendere alcune azioni vitali in un titolo dalle evidenti dinamiche stealth; a questo proposito, ad esempio, non è possibile spostare i cadaveri lasciati sul nostro cammino, di modo da sviare l’attenzione (in realtà, l’hacker potrà fare scomparire magicamente un numero limitato di corpi). Nel momento in cui la nostra dovrà impugnare un’arma, poi, la situazione sarà ancora peggiore, ma questo non deve trarre in inganno. Il gameplay di Clandestine, infatti, prevede che lo scontro a fuoco sia veramente l’ultima soluzione operabile, considerato che Katya sarà sempre a corto di proiettili, e che per i nostri nemici ci metteranno veramente poco a farci fare una brutta fine nel momento in cui ci scopriranno.


Non c’è dubbio che, insieme a un amico, e soprattutto con una qualche chat vocale esterna (il titolo, infatti, contempla solo una corrispondenza testuale), l’esperienza di Clandestine sia più che buona, e in alcuni momenti esaltante; in questo senso, l’intelligenza artificiale non brilla per acutezza e intelligenza, ma offre una sfida discreta, più che altro perché sarà sempre in larga superiorità numerica, e si muoverà spesso su binari non prevedibili. L'elemento più importante, per venirne a capo, è il coordinamento: il giocatore che impersona Katya, infatti, non potrà contare sulla mappa di gioco, e sarà compito dell’hacker dirgli dove andare, cosa fare, e soprattutto segnalare la posizione di nemici e telecamere.

Spionaggio asimmetrico
La condizione necessaria per godere appieno dell’esperienza di Clandestine è, come detto, la presenza di un amico con cui giocare. Sperare di trovare un altro giocatore con cui giocare online, al momento, è impresa assai ardua, e come ribadito in precedenza il titolo perde molto del suo valore se giocato in singolo. Tutto ciò è un peccato perché, d’altra parte, il gioco presenta un livello di difficoltà piacevole, mitigato peraltro da un ottimo sistema di salvataggio a checkpoint, che in sostanza registrerà ogni nostro cambiamento di location.
Il piacere che si ricava dal gioco in compagnia, peraltro, fa anche passare in secondo piano le magagne di un comparto tecnico altalenante: già spulciando le immagini del gioco, difatti, è possibile comprendere come la grafica non rappresenti proprio il punto forte di Clandestine; considerato il carattere indipendente della produzione, in realtà, si può anche sorvolare sulla poca definizione delle texture, o sul basso conteggio poligonale.  Non possiamo tacere, però, di alcune mancanze sul lato squisitamente tecnico: durante le nostre prove, ad esempio, non siamo stati in grado di creare una partita co-op senza prima disabilitare il firewall: a quanto è stato possibile comprendere, fortunatamente, non si tratta di un difetto particolarmente diffuso tra gli altri giocatori.
Per ultimo, accenniamo al comparto audio: Clandestine è, almeno nelle fasi tra una missione e l’altra, un titolo discretamente verboso, con lunghi dialoghi tra i personaggi. In questo senso, il doppiaggio in inglese si è dimostrato non così ispirato, ma tutto sommato sufficiente.

Multiplayer
Il titolo, come detto, consente di giocare tutte le missioni in cooperativa. E' presente, peraltro, anche una modalità challenge, che permetterà di ripetere le missioni con obiettivi specifici e differenti da quelli della campagna principale.

Hardware
Requisiti Minimi:
OS: Windows Vista 64-bit, Windows 7 64-bit, Windows 8 64-bit
Processore: Intel Core 2 Duo E8400 o superiore, AMD Phenom X3 8750 o superiore
Memoria RAM: 4 GB
Scheda grafica: nVidia GeForce 280 GTX o superiore, ATI Radeon HD 4870 o superiore, 1 GB VideoRAM
DirectX: Versione 9.0c

Requisiti raccomandati:
OS: Windows 7 64-bit, Windows 8 64-bit, Windows 10 64-bit
Processore: Intel Core i7-3770 o superiore, AMD FX-8350 o superiore
Memoria RAM: 8 GB
Scheda grafica: nVidia GeForce GTX 660 o superiore, ATI Radeon HD 7950 o superiore, 2 GB VideoRAM
DirectX: Versione 11
Recensione Videogioco CLANDESTINE scritta da MASTELLI SPEED Clandestine non è un gioco esente da difetti, ma l’originalità della sua formula riesce a emergere in maniera evidente, e a regalare una delle esperienze in cooperativa più valide e divertenti degli ultimi tempi. Giocare a fare le spie, prendendo le parti dell’hacker e dell’agente sul campo, rappresenta una trovata che farà felici molti giocatori, grazie anche a missioni tutto sommato varie e a un livello di difficoltà piacevole.
Le problematiche, come detto, non mancano, e comprendono alcune mancanze tecniche, così come anche una certa difficoltà nell’approcciare il titolo se si è da soli, o senza un amico con cui intraprendere sistematicamente tutte le missioni.
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