Recensione di Card Hunter

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Strategico
  • Sviluppatore:

     Blue Manchu
- Simile in toto ad un RPG da tavolo
- Sistema di equipaggiamento e di abilità originale
- Contenutisticamente molto ricco
- Multiplayer accessorio e poco rifinito
-Tecnicamente povero
-Difficilmente coinvolgerà i non appassionati del genere
A cura di (Noob5400) del
I giochi a turni, negli ultimi anni, hanno vissuto una piccola rinascita: grazie a produzioni del calibro di “Xcom: Enemy Unknown” e ai battle system sopraffini di titoli come “Divinity: Original Sin”, frotte di giocatori che non hanno potuto giocare i pilastri del genere (ben più datati dei titoli sopracitati) si sono appassionati a un modo diverso di vedere i combattimenti virtuali. In un panorama come quello attuale, che predilige meccaniche più action e basate sulla prontezza di riflessi del giocatore, queste produzioni acquisivano una propria identità, forti di un sistema di gioco che non si vedeva da tempo, basato sulla pianificazione e sulle capacità strategiche del giocatore. Gli sviluppatori di Card Hunter hanno approfittato della discreta popolarità del genere per confezionare un gioco free-to-play originale, assuefacente e che potesse far scendere una lacrimuccia nostalgica a chi (come chi scrive) ha passato molte ore con gli amici a giocare a Dungeons and Dragons con pedine e tabellone. Nato come browser game, il gioco ha riscontrato un buon successo su internet tanto da permetterne la pubblicazione stand alone su Steam. Vediamo cosa lo rende un prodotto che merita almeno una prova da parte di ogni appassionato del genere!



Tre eroi e un tabellone.
Card Hunter ricorda, sia stilisticamente che a livello di meccaniche, un gioco di ruolo da tavolo: un party composto da tre personaggi e controllato dal giocatore dovrà “ripulire” i vari livelli di un dungeon da creature di ogni tipo, in un crescendo di difficoltà fino ad arrivare
all’ultimo livello in cui troverà il classico boss e (non sempre) una manciata di suoi tirapiedi; una volta eliminata l’ultima minaccia raccogliere il bottino del dungeon e tornare alla mappa del mondo, da cui sarà possibile selezionare nuove avventure.
Come struttura, quindi, il gioco si presenta piuttosto semplice e immediato, ma presenta un gameplay che lo rende decisamente originale e molto più complesso di quello che sembra. In Card Hunter, infatti, l’equipaggiamento che decideremo di utilizzare sui nostri tre eroi determinerà
l’intero set di abilità e movimenti che essi possono compiere, qui sotto forma di carte giocabili durante il nostro turno di gioco; i combattimenti, come già detto, si svolgono a turni, e durante il proprio turno il giocatore può scegliere di far utilizzare ad uno dei personaggi una carta azione che determinerà la sua prossima mossa. La varietà e la quantità di queste carte (con l’unica eccezione delle carte fornite esclusivamente dalla razza del personaggio, selezionabile rispettivamente tra elfo, nano e umano) è data unicamente dall’equipaggiamento di classe che assegneremo ai nostri eroi. Un personaggio può venire equipaggiato solo con oggetti appartenenti alla sua
classe, che può essere guerriero, mago o prete e in questo contesto la pianificazione fa da padrona: sarà essenziale infatti scegliere con cura gli equipaggiamenti in modo da avere, una volta scesi sul campo di battaglia, un ventaglio di abilità bilanciato e vario, in maniera da contrastare i vari tipi di creature che vi si pareranno davanti; equipaggiare ad esempio su un prete oggetti che garantiscono solo carte con effetti di cura non permetterà al prete di avere carte con abilità in grado di danneggiare il nemico, minando la versatilità della classe. È importantissimo quindi che ogni personaggio abbia un set di carte ben assortito per essere utile in ogni tipo di situazione.
Alle carte azione si aggiungono le carte “trait”, ovvero delle carte che appena pescate vanno attivate per garantire bonus (o malus) passivi, le carte armatura, in grado di garantire una riduzione del danno se al tiro di un dado si supera un certo valore, e le carte ad uso singolo, che si attivano ad esempio quando si viene attaccati e vengono scartate una volta consumato l’effetto della carta.
Le carte a disposizione di ogni personaggio (nemici compresi) sono limitate ad un massimo di cinque per turno; una volta esaurite, il giocatore dovrà dichiarare la fine del turno per poterne pescare di nuove. Vi sono inoltre status alterati come scottature, veleno, aumento o riduzione di danni di determinato tipo, che vengono forniti come effetto da alcune carte; si segnala infine la presenza di quadretti di terreno alterato nel campo di battaglia, che aggiungono ulteriore strategia al gioco rendendo alcune aree difficoltose da attraversare oppure danneggianti chiunque
alla fine del proprio turno si trovi su quella casella.
Le meccaniche di gioco sono quindi molto più complesse di quanto possa sembrare ad un’occhiata non attenta; tuttavia una tale cura nel gameplay non sarebbe sfruttata appieno se non fosse affiancata da una buona quantità di contenuti, e Card Hunter riesce a non deludere anche sotto questo punto di vista, seppur con qualche riserva.



Un mondo di avventure. Letteralmente.
La mappa di gioco dalla quale noi potremo accedere alle avventure e ai vari negozi di oggetti è molto estesa e offre un gran numero di dungeon, ciascuno di essi riportante il livello del giocatore consigliato per affrontare l’avventura senza difficoltà. Ogni volta che il giocatore completerà un’avventura, il livello individuale salirà, così come i livelli dei personaggi nel party, sbloccando nuove avventure e nuovi slot d’equipaggiamento per i nostri eroi. Ad aumentare il numero di avventure e di oggetti disponibili ci pensa il DLC a pagamento “Expedition to the Sky Citadel”, proponendo un setting futuristico e nemici ed equipaggiamenti a tema fantascientifico, aggiungendo ad esempio armi da fuoco, ad energia, e nuovi tipi di danni ed abilità. Vi è un multiplayer cooperativo che permette di affrontare i dungeons insieme a dei compagni (con la limitazione di poter utilizzare solo un personaggio a testa) e uno competitivo che permette a due giocatori di far scontrare i propri party. Nulla di particolarmente esaltante e rifinito, ma è una gradevole aggiunta che aumenta ulteriormente la durata del titolo.
Stilisticamente Card Hunter colpisce poiché sembra veramente di trovarsi seduti ad un tavolo giocando con tabellone e pedine, presentando una grafica 2D semplice ma piacevole, tuttavia i modelli dei personaggi e dei nemici sono fin troppo semplici e carenti di dettaglio, rivelando in parte l’origine da browser game del titolo. Il comparto audio è piuttosto povero, quasi del tutto privo di una colonna sonora e con voci ed effetti sonori di qualità bassina.
Segnaliamo infine la possibilità di acquistare con denaro reale casse di equipaggiamenti, ma il loro acquisto è assolutamente opzionale in quanto il farm delle casse in game è piuttosto generoso e i vari shop sparsi per la mappa permettono di acquistare con la moneta di gioco tutto quello che serve.
Recensione Videogioco CARD HUNTER scritta da NOOB5400 Card Hunter è un titolo interessante, che sicuramente incontrerà i favori di chi adora i combattimenti a turni. Dotato di meccaniche complesse e di un livello di difficoltà crescente, riuscirà sicuramente a tenere incollati allo schermo per diverse ore tutti gli appassionati del genere. L’unica nota veramente dolente è il comparto tecnico, che ha tuttavia un’importanza relativa visto lo sforzo degli sviluppatori di proporre un gameplay appagante e strategico. Inoltre è free-to-play, quindi vale sicuramente la pena di provarlo!
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