Recensione di Football Manager 2016

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Gestionale
  • Sviluppatore:

     Sports Interactive
  • Lingua:

     Italiano
  • Data uscita:

     13 novembre 2015 - Dicembre 2015 (Touch e Mobile)
- Il Draft potrebbe soppiantare il fantacalcio con gli amici
- Database sempre più rifinito
- Interfaccia ricca di informazioni concentrate
- Mercato in uscita finalmente frizzante
- Infinito
- Create a Club non lascia il segno
- Alcune quotazioni dei giocatori sballate
- Troppe lamentele da parte dei calciatori
A cura di (DottorKillex) del
Eccoci qui. Come l'anno scorso e quello prima.
Football Manager, d'altronde, ha dimostrato di essere molto più puntuale della media dei corrieri italiani, di gran lunga meglio dei rimborsi sulle tasse e grossomodo in linea con le bollette di acqua, luce e gas.
A differenza di queste ultime, però, la saga creata da Miles Jacobson e il suo team rappresenta qualcosa di cui nessun appassionato di calcio farebbe mai a meno, e, cionondimeno, si sforza di proporre sempre qualcosa di nuovo al giocatore, assumendosi dei piccoli rischi anche non avendone affatto bisogno.
Andiamo a vedere cosa c'è di nuovo in questa edizione 2016.




Fanta Football Manager
Com'è spesso accaduto guardando al recente passato di questa serie, le modifiche maggiormente pubblicizzate in fase di marketing si rivelano quelle meno influenti in termini di gameplay, sebbene alle loro spalle sia innegabile l'impegno profuso: la possibilità di creare un team da zero e quella di dedicarsi ad una versione online del classico fantacalcio con gli amici rappresentano una gradita ventata di novità, ma il cuore simulativo del gioco, nonché pilastro dell'esperienza ludica, rimane la modalità Carriera, che analizzeremo in seguito.
Le due novità introdotte presentano alti e bassi, con una (il Draft) che si fa nettamente preferire all'altra, per una serie di motivi: se scegliere giocatori a turno dovendo rispettare un budget è qualcosa che noi italiani facciamo dai primi anni '90, tra scantinati, patatine e bibite gassate, la possibilità di farlo anche online, condividendo l'esperienza con amici sparsi per il mondo è decisamente benvenuta.
Sebbene risulti una versione annacquata della modalità principale, dal momento che esclude dall'equazione tutte le variabili legate al calciomercato e alla gestione finanziaria del nostro team, questa modalità apre un filone importante per la serie, provando a far archiviare fogli e penne ai maniaci del pallone in favore di una versione digitale del fantacalcio, peraltro basata su un database eccelso come quello messo in piedi da Sports Interactive negli anni.
Personalmente, questa modalità ha rappresentato un divertente diversivo, ma fatico ad esprimermi sulla reale possibilità che mandi in soffitta il fantacalcio con gli amici perché io stesso ho rinunciato a questa pratica da qualche anno ormai, straniato dai voti completamente random affibbiati dai giornali ai giocatori della nostra Serie A.
Tornando in topic, nonostante qualche errore di gioventù (tra bug assortiti e un'impostazione un po' troppo ingessata), l'esordio di questa feature è da considerarsi positivo, e spero di vederla raffinata nel corso dei prossimi anni.
Non posso dire lo stesso dell'altra grande novità, la modalità Create a Club, che consentirebbe al giocatore di iscrivere ad una competizione reale una propria squadra creata da zero: uso il condizionale perché, nei fatti, più che creare un team inedito, il giocatore sembra piuttosto acquistare una franchigia, in stile NBA, della quale però eredita aspettative, staff tecnico, budget e blasone, venendo conseguentemente molto limitato nella scelta dei giocatori, dei metodi di allenamento e del modo di stare in campo della squadra.
Insomma, per far vincere la Bundesliga alla Longobarda la strada da percorrere è ancora piuttosto lunga e irta di difficoltà.




Mercato, rosa piena di spine
La carriera, con le sue infinite possibilità e la grande flessibilità delle meccaniche di gioco, rappresenta ancora il piatto forte di Football Manager 2016, un piatto tanto ricco e saporito quanto dotato di un retrogusto amarognolo.
Il mercato, attorno a cui ruotano scelte polarizzanti per i destini della nostra squadra (e del nostro incarico), ha goduto di modifiche poco reclamizzate ma decisamente impattanti, in termini di gameplay, e non tutte per il meglio.
Innanzitutto, a differenza del recente passato, sbarazzarsi di giocatori non funzionali al proprio progetto tecnico è diventato assai meno difficile, con un continuo di richieste di quotazione e di offerte da parte dei team gestiti dall'intelligenza artificiale: nonostante le cifre offerte non siano delle più allettanti, il dinamismo delle sessioni di mercato è innegabile, e restituisce una sensazione di maggior realismo al pacchetto.
Le quotazioni dei giocatori, invece, fanno di tutto per ammazzarlo, il realismo: se i cosiddetti top player rispecchiano le cifre stratosferiche riportate dai giornali, vedersi rifiutare un'offerta da cinquantaquattro milioni di euro dal Sassuolo per Berardi ed una di poco meno di venticinque per il giovanissimo Embolo dal Basilea allontana qualsiasi pretesa di realismo.
Gli effetti nefasti di queste quotazioni gonfiate sono ancora più evidenti quando ci si ritrova a rimpiazzare un giocatore che non si aveva intenzione di cedere, ma che magari ha fatto pressione per essere lasciato andare dopo aver letto sui giornali che sarebbe arrivata un'offerta per lui: anche sotto questo aspetto il team di sviluppo ha ancora molto da lavorare, viste le continue lamentele che anche i giocatori più pagati e titolati sottopongono all'allenatore.
Alla luce di questa situazione, non è infrequente trovarsi a dover cedere un giocatore scontento, magari nemmeno a cifre astronomiche, per poi scoprire che i soldi appena incassati non siano lontanamente sufficienti ad acquistare il sostituto che avevamo adocchiato.
A parte questo, la profondità del database, la soddisfazione nel veder crescere il giovane talento acquistato per due lire e la possibilità di costruire squadre un tassello dopo l'altro riescono ancora a regalare soddisfazioni immense, tanto quanto vedere che un certosino lavoro di micro-management sull'allenamento individuale di ogni membro della rosa porta a risultati tangibili già dopo un paio di mesi, aprendo a nuove soluzioni tattiche.
L'interfaccia è stata ulteriormente migliorata, e tende ad accentrare in una sola schermata il maggior numero di informazioni possibile, così da consentire al manager di avere sempre sotto controllo parametri fondamentali come le finanze della società, il clima che si respira nello spogliatoio e i tempi di recupero degli infortunati.
Il suddetto dinamismo delle società gestite dalla CPU in sede di mercato, poi, incoraggia il giocatore a prendersi dei rischi, premiando coloro che assumeranno osservatori capaci e li manderanno ai quattro angoli del globo alla ricerca di talenti, da visionare più volte per averne un quadro sempre più preciso: la gestione della rete di osservatori ha raggiunto livelli di eccellenza, e la scelta dei collaboratori giusti rappresenta una delle chiavi del successo in Football Manager 2016.
Tra le aggiunte va annoverato anche il nuovo editor dei calci piazzati, che farà felici i veri maniaci degli schemi su palla ferma, la figura del traghettatore, che prende una squadra in mano nel momento del bisogno ma, in genere, la lascia pochi mesi dopo e l'aggiunta di centinaia di nuove foto profilo per i giocatori, che aumentano il già eccellente livello di immedesimazione.
Eccellente anche il grado di scalabilità: se il neofita può delegare la maggior parte dei compiti ai suoi fidi collaboratori, dagli allenamenti alle tattiche, passando per il calciomercato, il purista potrà dedicarsi a tutto in prima persona, sacrificando la sua vita sociale e i suoi legami affettivi nel processo.
Ma questa, d'altronde, è l'essenza di Football Manager.



Motore migliorato
Sebbene non rappresenti assolutamente la portata principale, quanto piuttosto un contorno sul quale è possibile soprassedere, è apprezzabile vedere come Sports Interactive continui a supportare e migliorare il suo motore grafico tridimensionale per la riproduzione delle partite.
Ancora distante anni luce dai giochi al top nella categoria calcistica, la fisica del gioco migliora di uscita in uscita, con sempre nuove animazioni (circa duemila inedite per questa versione 2016) e la possibilità di vedere il proprio alter ego virtuale, creabile tramite un editor invero molto basilare ad inizio partita, sbracciarsi a bordo campo, manco fosse la versione digitale di Antonio Conte.
Non mancheranno situazioni paradossali, come da tradizione, né animazioni ancora abbastanza goffe e legnose, ma questa opzione di visualizzazione (cui comunque continuo a preferire quella bidimensionale con vista dall'alto) riscuote, di anno in anno, sempre più successo, e, magari, di qui ad un decennio potrà competere con le produzioni più blasonate della categoria.
Inutile, poi, parlare del sonoro e della longevità, perché sono, storicamente, i due aspetti più soggettivi della saga: l'uno, nella stragrande maggioranza dei casi, viene disabilitato prima di avviare la prima partita, non tanto per le sue deficienze ma per poter giocare il titolo in finestra (anche in ufficio) e l'altra, calcolata da Si Games in circa 180 ore di media per giocatore, è impossibile da quantificare, dipendendo esclusivamente dalle manie compulsive di ognuno dei quasi sessanta milioni di allenatori che vivono in Italia..
Recensione Videogioco FOOTBALL MANAGER 2016 scritta da DOTTORKILLEX Come la guerra nella saga di Fallout, Football Manager 2016 sembra non cambiare mai, ma, ad un sguardo più attento, appare invece evidente come il team di Miles Jacobson provi, ogni dodici mesi, a migliorarsi e ad affinare il suo prodotto di punta.
Le introduzioni di quest'anno, tra riuscite (il Draft, la rinnovata vivacità del mercato) e meno (Create a Club, le continue lamentele dei giocatori), portano comunque il gioco a fare un passo avanti rispetto alla già validissima edizione 2015, e, a loro volta, si pongono come solida base per proporci un titolo di grande spessore anche l'anno venturo.
Smussando difetti storici come le valutazioni irrealistiche di molti calciatori e le noiose conferenze stampa, questa serie rasenterà davvero la perfezione: per quest'anno, dovrete accontentarvi “solo” di un ottimo titolo, sicuramente il migliore nel suo genere.
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