Questo sito si avvale di cookie per le finalità illustrate nella privacy policy. Effettuando un'azione di scroll o chiudendo questo banner, presti il consenso all'uso dei cookie OK
SOMA

SOMA

Il buio della coscienza

Recensione
A cura di del
Pathos 2, la grande stazione di ricerca subacquea dove è ambientato quasi interamente SOMA, è senza dubbio la cosa migliore di questo survival fanta-horror ad opera di Frictional Games, il team svedese a cui dobbiamo alcuni dei titoli horror più amati dai fan del genere come i tre capitoli di Penumbra e i due di Amnesia. A Pathos 2 si è consumata una tragedia di cui sono rimaste molte tracce e si tratta di un’ambientazione perfetta se vi siete già deliziati della Sevastopol di Alien: Isolation o della Ishimura di Dead Space. Laboratori scientifici, corridoi, stanze di decompressione, magazzini, sale macchine e condotti di areazione ma soprattutto lunghi passaggi direttamente sul fondo del mare, che equivalgono bene o male a quelle sezioni a gravità zero di tanti titoli fanta-horror odierni. Esplorare Pathos 2 con i suoi rumori, le sue luci traballanti, i suoi cadaveri e la sua architettura “cyborg” vale già di per sé il prezzo del biglietto (28 euro su Steam), e forse qualcosa di più se avete adorato i primi due BioShock e se la formula “a nascondino” di Outlast e Amnesia non vi è mai stata stretta.

Niente armi prego
Anche in SOMA infatti il nostro alter ego Simon non può combattere. Non che manchino le armi o gli oggetti contundenti da raccogliere, ma lo scontro con le creature che popolano Pathos 2 non è contemplato e così, quando finiamo di fronte a questi ibridi tra uomo e macchina, è meglio non farsi vedere e se proprio siamo individuati la cosa migliore da fare è correre o nascondersi. Almeno in Alien: Isolation si poteva spaventare lo xenomorfo con il fuoco e far fuori in qualche modo gli androidi, ma in SOMA c’è solo spazio per la fuga. Alla lunga questo fatto può diventare negativo, ma nella prima parte del gioco, complici gli effetti di distorsione visiva che colpiscono la nostra vista quando si avvicina una creatura, la tensione è notevole e la è anche quando capitiamo per la prima volta su Pathos 2 avvertendone subito l’atmosfera di orrore e mistero. SOMA però non è un gioco davvero spaventoso tolte le prime due-tre ore di gioco. Certo, il mood è quello giusto e qualche spavento ben assestato dalla “regia” del team svedese non manca, eppure non si provano le stesse sensazioni di un Amnesia, di un Doom 3 o del già citato Alien: Isolation. Un po’ perché le prime volte che si muore si riprende a giocare subito prima dell’incontro con la creatura, un po’ perché Frictional Games ha optato per una trama e per tematiche più adulte, riflessive e complesse rispetto al solito canovaccio fanta-horror, un po’ perché la tensione è diluita da numerosi passaggi (come gli spostamenti sul fondale) in cui non c’è nessun pericolo.

Sonoro da paura
Solo a tratti insomma si può parlare di vero e proprio horror-game, ma per molti questo sarà sicuramente un pregio. Ci riferiamo in modo particolare agli amanti dell’esplorazione e delle avventure grafiche, visto che non mancano alcuni enigmi (nulla di complicatissimo comunque) e che la narrazione, tra voci registrate e note testuali, è molto importante nell’economia del gioco. Se infatti escludiamo il bizzarro incipit ambientato in una metropoli dei giorni nostri (la parentesi certamente meno felice del gioco), una volta che si è messo piede a Pathos 2 SOMA cambia completamente registro. È vero che la trama ci mette un po’ per carburare ed è altrettanto vero che Simon sembra sempre fin troppo calmo e compassato contando quanto gli stia succedendo, ma scoprire i segreti di questo luogo, il perché di quegli uomini-macchina e la missione che ci tocca intraprendere guidati dalla voce di una coscienza umana è molto avvincente, senza contare l’ottimo finale che chiude con una nota di speranza questa esperienza così straniante.

Tecnicamente parlando, Frictional Games ha poi lavorato benissimo su luci e ambientazioni costruendo una grande location carica di pathos (appunto) ed eccellendo nelle sezioni sul fondo marino, anche se a rimanere nella memoria è soprattutto l’eccezionale comparto audio, che se ascoltato con un impianto 5.1 mette davvero i brividi in certi passaggi. Il tutto con un motore grafico per nulla pesante e senza bug degni di nota, a parte qualche problema di freeze e in fase di avvio che però non abbiamo riscontrato sul nostro PC e che comunque dovrebbe essere stato risolto dalla patch di alcuni giorni fa.        

La giusta misura 
Analizzando invece gli aspetti che ci hanno convinti di meno, SOMA fatica principalmente a trovare una sua vera identità. Sono infatti tantissimi i rimandi ai titoli che abbiamo citato finora e solo la particolare natura dei nemici riesce a donare al gioco di Frictional Games una propria identità. Spiace inoltre poter raccogliere così tanti oggetti senza poi farci nulla e il livello di difficoltà medio-basso non darà tante soddisfazioni a chi ha sudato le proverbiali sette camicie (per non dire di peggio) per portare a termine Alien: Isolation. Solo in due occasioni infatti siamo morti più volte ricominciando così dall’ultimo checkpoint, ma per il resto, sfruttando anche un’IA nemica tutt’altro che perfetta, non è difficile scampare alle creature che vagano per Pathos 2 e salvarsi la pelle. Discreta invece la longevità, con circa 9 ore impiegate per giungere all’epilogo che ci paiono più che giuste. Magari si poteva sviluppare di più il prologo, che così com’è sembra un interludio senza molto senso, ma alla fine non abbiamo avuto la sensazione di un gioco corto o di un finale affrettato. Manca insomma quel colpo di genio capace di fare di SOMA un gioco da 9, ma già così non ci si può davvero lamentare. Ah dimenticavamo. Il gioco è disponibile anche per PlayStation 4 solo in versione digitale a 28,49 euro o a 25,64 euro se siete iscritti a PS Plus. 
  • + Ambientazione notevole
    + Trama intrigante
    + Grafica e sonoro di ottimo livello
  • - Pecca un po’ in personalità
    - Non molto impegnativo
voto
8

SOMA è un gioco fanta-horror con un’ottima atmosfera e un’ambientazione vincente, ma vanta anche una trama piena di interessanti spunti di riflessione, che per una volta si allontanano dai soliti stilemi del genere. Il gameplay è meno entusiasmante ma ben equilibrato, non presentando particolari picchi di difficoltà e optando per il modello di Amnesia e Outlast privo di un sistema di combattimento. Ci aspettavamo forse qualcosa di più spaventoso, ma se nel vostro DNA videoludico non possono mancare BioShock, Amnesia, Dead Space e Alien: Isolation, con SOMA avete trovato un quinto cromosoma degno di questo nome.

0 COMMENTI