Recensione di Skyshine's Bedlam

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Strategico
  • Lingua:

     Inglese
- Sezione gestionale ben fatta
- Mix di generi intrigante
- Molto impegnativo…
- … spesso pure troppo
- Poca personalizzazione delle unità
A cura di (Specialized) del
Immaginatevi di essere in un mondo post-apocalittico tra Mad Max e Fallout pieno di rovine, miseria, distruzione e risorse praticamente terminate. Un incubo niente male che diventa ancora più tremendo se pensiamo che, a bordo di una specie di roccaforte motorizzata, dobbiamo condurre centinaia di persone da una città all’altra con la speranza di trovare un luogo migliore in cui vivere. Tra i due luoghi c’è un deserto immenso da attraversare e, come ci ha insegnato George Miller con i suoi quattro film di Mad Max, il binomio deserto-apocalisse non è certo dei migliori per chi si appresta a viaggiare. Anche il nostro “contingente” umano dovrà infatti affrontare mille pericoli sotto forma di briganti, mutanti, assassini e predoni cyborg prima di giungere a destinazione.


In cerca dell’Eden post-apocalittico
Skyshine's BEDLAM, disponibile su Steam a 19,99 euro dopo l’immancabile periodo di prova in Early Access, si muove proprio su questo sfondo e il team americano di Skyshine Games ha concepito il gioco come un mix di vari stili e generi, che vanno dallo strategico a turni con visuale isometrica fino al gestionale, passando per elementi roguelike che lo rendono un titolo decisamente ostico. Ma andiamo con ordine. Skyshine Games si divide essenzialmente in due grandi sezioni. Una, caratterizzata da una mappa del mondo di gioco e da schermate fisse per la gestione della nostra fortezza mobile, può essere definita come quella gestionale a tutto tondo. In questo senso dovremo sia decidere alcuni bivi (anche narrativi) che si presentano nel corso del viaggio, sia fare in modo che tramite l’esplorazione del deserto e il successo dei combattimenti possiamo avere una sufficienza scorta delle tre risorse fondamentali del gioco. Queste equivalgono al carburante, al cibo per la nostra colonia “semovente” e a particolari e preziosissime celle energetiche, importantissime per sviluppare e potenziare alcune tecnologie a bordo della nostra cittadella (essenzialmente armi, ricerca biologica e ingegneria). Tutta questa fase, seppur smetta di riservare grandi sorprese dopo due o tre ore di gioco (soprattutto per quanto riguarda i bivi narrativi), rappresenta una sezione ben sviluppata da Skyshine Games, non risultando né troppo complessa ma nemmeno troppo limitata o sempliciotta da gestire.    


Quanto è difficile sopravvivere
Dove però il gioco mostra i muscoli e vi farà esclamare il nome di parecchi santi è nelle fasi di combattimento. Queste sono affidate a un classico sistema a turni con visuale isometrica e alle quattro classi di combattenti che abbiamo a disposizione. Queste comprendono cecchini, unità simili a tank specializzate nel corpo a corpo, militari dotati di fucili mitragliatori e una quarta classe specializzata nell’utilizzo dei fucili a pompa e quindi, anch’essa, da utilizzare negli scontri ravvicinati. Poco prima che il combattimento cominci, possiamo schierare sul campo di battaglia creato sempre proceduralmente un massimo di sei unità, ma è sempre meglio optare per il numero minore visto che ogni unità ci costa parecchio in termini di celle energetiche. Avendo poche mosse da compiere prima che il turno finisca, è indispensabile pensare attentamente a quello che si sta facendo. Non solo perché alcune unità come i cecchini sono debolissime se colpite dal fuoco nemico, ma anche perché in generale Skyshine’s BEDLAM è un gioco davvero (e volutamente) difficile, con tanto di permadeath e con nemici davvero difficili da battere, soprattutto quando ci troviamo ad affrontare creature simili a boss che possono annientare la nostra squadra in pochissimi turni. 


Un gioco non per tutti
È poi vero che, se riusciamo a batterle, potremo utilizzarle in seguito nei nostri schieramenti, ma in generale portare a casa un combattimento contro nemici così tosti, abili, resistenti e dotati di una specie di boost-berserk che scatta automaticamente dopo un tot di turni è una continua sfida. Anzi, non vi nascondiamo che a più riprese avremmo voluto mollare e dedicarci ad altro, ma per un motivo o per l’altro abbiamo resistito e siamo andati avanti seppur tra momenti di pura frustrazione. Non che le unità non possano potenziarsi e migliorare, ma ciò avviene senza la possibilità di una vera e propria personalizzazione ed è forse questo l’elemento del gameplay che meno ci ha convinti. Non ci aspettavamo certo un sistema di tipo ruolistico con decine di abilità e skill a profusione, ma offrire un po’ di libertà in più in fase di upgrade avrebbe dato al gioco una profondità molto maggiore. Gioco che comunque, sempre se vi piace l’abbinamento tra strategia, gestionale e roguelike, se la cava più che bene in tutti i comparti compreso quello grafico, che può ricordare una particolare via di mezzo tra certe cose di Metal Slug e lo stile di visivo di Borderlands, seppur coniugato in versione indie (quindi con minori risorse). A livello di longevità, e considerando appunto la difficoltà, almeno 10-12 ore ci vogliono tutte per arrivare alla fine e per i 20 euro richiesti sono più che sufficienti. C’è poi da dire che il team di sviluppo ha già rilasciato diverse patch e la nostra prova si è basata quasi interamente sulla versione 1.5 del gioco, che ha risolto parecchi bug e problemi di bilanciamento presenti in precedenza, e in minor parte sulla versione 1.6 rilasciata il 30 settembre, sebbene spazio per ancora qualche fix nel bilanciamento della difficoltà ci sia ancora. 
Recensione Videogioco SKYSHINE'S BEDLAM scritta da SPECIALIZED Scrivevamo poco sopra “un gioco non per tutti” e in effetti Skyshine's BEDLAM è un titolo talmente difficile e continuamente al limite del frustrante che il suo acquisto è consigliato solo a una piccola frangia di volenterosi appassionati di roguelike a sfondo strategico-gestionale. Nonostante ciò, se si entra nello spirito del gioco e se si è pronti a “soffrire” molto, questa sorta di Mad Max con risorse, combattimenti e svolte narrative convince, pur rimanendo un titolo di nicchia e tutt’altro che abbordabile dal semplice appassionato di strategia a turni.
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