Recensione di Warlocks vs Shadows

- Decisamente impegnativo
- Bella caratterizzazione dei warlock
- Rigiocabile
- Artisticamente poco ispirato
- Multiplayer con qualche problema
- Il terzo livello è davvero frustrante
A cura di (Specialized) del
In sede di anteprima a maggio avevamo definito Warlocks vs Shadows un curioso mix di azione, brawler e GdR ambientato in arene in stile fantasy, il tutto condito da un'atmosfera retrogaming con l'immancabile pixel-art. Ora che il gioco del piccolo team di Frozen District è arrivato su Steam in versione definitiva a 13,99 euro dopo alcuni mesi trascorsi in Early Access, siamo in grado di dare un parere definitivo su un titolo che in precedenza ci aveva convinti senza però mettere in mostra spunti eccellenti in nessun comparto. Se vi basta una rapida occhiata agli screenshot per capire che tipo di stile grafico vi aspetti, il gameplay è invece un po' più laborioso da comprendere, pur restando ancorato a un modello da action-brawler piuttosto prevedibile.

A ognuno il proprio warlock
In pratica bisogna scegliere uno dei sei personaggi disponibili fin da subito (gli altri cinque devono essere sbloccati nel corso del gioco), combattere in un'arena tutti i nemici che appaiono, procedere all'arena successiva e infine vedersela con il boss di fine livello (i livelli in tutto sono cinque). L'elemento in assoluto più riuscito di Warlocks vs Shadows è proprio la caratterizzazione dei warlock che andremo a impersonare. Sebbene abbia alcune mosse in comune come la parata e la scivolata, ognuno di questi personaggi è piuttosto unico per quanto riguarda le quattro abilità che dovremo utilizzare per sconfiggere le ombre. Rainer ad esempio è specializzato in movimento e difesa, sfoggiando un attacco multidirezionale che marca le ombre (e una seconda skill che le colpisce una seconda volta), una sorta di scudo-bolla come protezione e una scarica elettrica in grado di fare parecchi danni. Altri personaggi vantano invece attacchi legati al fuoco, al ghiaccio o anche poteri davvero particolari, come l'evocazione di un cyborg o di un angelo. Ogni abilità, potenziabile accumulando esperienza proprio come in un classico GdR, è caratterizzata dall'immancabile cooldown di pochi secondi e, nel caso non ci piaccia il personaggio scelto, possiamo cambiarlo in qualsiasi momento, anche se questa scelta ci costringe a riniziare da capo il livello. 


I boss nel segno dell'ombra
Sulle prime Warlocks vs Shadows pare un titolo piuttosto elementare, anche se già nei primi scontri si capisce come la prontezza di riflessi, il salto, la scelta della giusta abilità a seconda del contesto e la gestione dei cooldown lo rendano un brawler dove bisogna usare anche il cervello e non solo le dita sulla tastiera o sul pad (questa seconda opzione è caldamente consigliata). Basta poco però per accorgersi che le ondate sempre più massicce di nemici rendono il gioco davvero difficile e impegnativo, con un picco assoluto nel terzo livello (dove le ombre sembrano indistruttibili) e un andamento meno frustrante ma sempre tosto nei restanti quattro. Per fortuna nel corso del gioco si possono raccogliere degli oggetti lasciati come loot dai nemici uccisi o comprarli da un mercante che appare ogni tanto. Il sistema di loot, davvero fondamentale se si vuole sperare di andare avanti e di non soccombere quasi subito, è diviso in quattro categorie (armature, armi, elmetti e protezioni) e offre molti più oggetti di quanti ci saremmo aspettati in un gioco come questo. Abbiamo apprezzato anche la bella caratterizzazione dei boss (finalmente non un semplice riempitivo ma un'ulteriore sfida nella sfida) e quel sottile limite tra caos e difficoltà pura, con certi scontri che sembrano sempre sprofondare in situazioni caotiche e disordinate ma che alla fine possono essere gestiti con un po' di attenzione. 


Promesse non del tutto mantenute
Arrivando invece ai difetti, Warlocks vs Shadows non propone una grande longevità. Si possono completare i cinque livelli anche in tre ore e gli unici modi per allungare un po' il tutto sono rigiocare con altri personaggi o buttarsi sul multiplayer. Nel primo caso l'ottima caratterizzazione dei warlock permette di godersi un'altra run del gioco con un personaggio diverso in modo da provare altre tattiche. Non che il gameplay cambi completamente, ma qualcosa di diverso comunque c'è e il loot generato proceduralmente evita di trovarsi di fronte sempre gli stessi oggetti. Per quanto riguarda invece il multiplayer, troviamo il co-op online a quattro giocatori e alcune modalità competitive (sempre online) tra cui un classico Team Deathmatch (1v1 o 2v2) e Test Your Luck, in cui alcune abilità dei componenti della nostra squadra sono distribuite a caso, penalizzando alcuni e favorendo altri. A maggio avevamo sottolineato la difficoltà nel trovare giocatori (ma allora il gioco era in Early Access) e una scarsa stabilità del net-code. Quattro mesi dopo dobbiamo ammettere che la stabilità è migliorata e che i server sono meno vuoti, ma alcuni problemi rimangono e lanciarsi in un match online non è ancora quell'esperienza fluida e stabile che ci saremmo aspettati. Speravamo inoltre in qualche cambiamento nel level design che rimane invece piuttosto piatto e anonimo, con arene povere di elementi riconoscibili, puzzle assenti e nessun oggetto da rompere, con cui interagire o sul quale saltare. Insomma, se quattro mesi fa avremmo dato un 7 pieno al gioco, oggi quel voto cala leggermente per alcune premesse non del tutto mantenute, ma ciò non toglie che con futuri aggiornamenti (soprattutto sul versante multiplayer) Warlocks vs Shadows possa riguadagnare un bel 7.
Recensione Videogioco WARLOCKS VS SHADOWS scritta da SPECIALIZED Dopo quattro mesi dall'anteprima speravamo che Warlocks vs Shadows sarebbe uscito dalla fase Early Access con qualche freccia in più al proprio arco, ma così non è stato. Intendiamoci, il gioco di Frozen District rimane un action-brawler-GdR a suo modo originale, impegnativo e con tanti personaggi da provare, ma un po' per la longevità, un po' per un level design poco ispirato e un po' per un multiplayer ancora piuttosto buggato, non si va oltre la sufficienza. Se però vi piace soffrire, amate la pixel-art e il caos non vi spaventa (provate a giocarlo in co-op in quattro e ve ne accorgerete), fateci un pensierino.
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