Speciale HTC VIVE

A cura di (FireZdragon) del
Abbiamo iniziato a perdere interesse nella realtà virtuale abbastanza in fretta ad essere sinceri.
Dopo i primi annunci in pompa magna di Oculus Rift e Morpheus, l’applicazione ludica di questi visori è risultata piuttosto deludente. Soprattutto con Oculus i problemi si sono palesati in maniera prepotente, con una motion sickness esagerata e applicazioni mai all’altezza delle aspettative.
Prendere quindi il primo appuntamento della fiera con i ragazzi di HTC è stato un azzardo, una scommessa che abbiamo voluto fare solo perché il visore Vive sembrava essere in grado di portare una ventata d’aria fresca, un nuovo punto di vista su di un mercato che si evolve davvero troppo lentamente, disilludendo ormai anche i sostenitori più accaniti. D’altra parte se tutti i più grossi distributori stanno investendo in quella direzione un motivo deve pur esserci e visto che nella realizzazione di questo visore è inclusa anche Valve, una chance bisognava dargliela per forza.



Si spengono le luci
Appena raggiunto il piccolo stand di HTC VIVE la cosa che ci è saltata subito all’occhio era ovviamente la struttura della stanza che avrebbe ospitato la demo: quattro pareti nere, senza sedie, tavoli o ostacoli di qualsivoglia genere.
HTC VIVE non è un semplice visore infatti ma è un ulteriore passo avanti della tecnologia che simula e digitalizza un’intero ambiente virtuale. Il giocatore viene quindi immerso completamente nella realtà virtuale e non la vede semplicemente su uno schermo. Questo significa che una volta indossato il visore ci si potrà muovere “liberamente” nello spazio, camminando e muovendosi quasi senza limitazioni per la stanza.
Diciamo quasi perché ovviamente le pareti delimitano lo spazio a nostra disposizione e le due telecamere poste sul soffitto, che in teoria dovrebbero essere incluse nel pacchetto che verrà poi commercializzato, servono appunto a non farci sbattere come falene su una lampadina contro muri reali non visualizzati nell’ambiente virtuale. Fortunatamente questi sensori rilevano gli spostamenti del giocatore che vedrà non appena ci si avvicinerà troppo ad un ostacolo delle linee azzurre di protezione.
Nelle cinque demo che abbiamo avuto occasione di provare le limitazioni imposte non sono mai risultate un problema, proprio per la natura di questi software, giochi piuttosto statici che non richiedevano spostamenti particolari nello spazio.
Il visore HTC non è l’unica periferica che dobbiamo indossare: le cuffie sono d’obbligo per l’immersività totale e nelle mani dovremo impugnare due controller ideati per l’occasione. La forma ricorda quella del Move, con tanto di grilletto posteriore, ma al posto della sfera luminosa fanno la loro comparsa due circle pad estremamente sensibili da utilizzare con i pollici, molto simili a quello visto sul vecchio controller delle Steam Machine e a dire il vero perfettamente funzionali.
Con questo setup il giocatore è in grado di vedere nello spazio virtuale le proprie mani e di interagire anche con gli oggetti che lo circondano.
I controller possono diventare a seconda del software strumenti differenti, da semplici pennelli a bacchette magiche, e il loro utilizzo è semplice e immediato: nel giro di pochi minuti avevamo tutto sotto controllo. Nessuno spaesamento iniziale, nessuna motion sickness e anche l’esperienza che abbiamo vissuto ci ha colpito in modo ultra positivo nel complesso.

Si ma i giochi
Punto dolente è proprio quello delle applicazioni, almeno per il momento. Le cinque demo mostrateci servivano solo per sperimentare le potenzialità dello strumento, ma come applicazioni ludiche avevano davvero poco da dire. Certo, trovarsi in un relitto sottomarino circondato da pesciolini, con la luce del sole che filtra dalla superficie, ed essere sorpresi da una balena gigante che ci passa accanto ha suscitato in noi emozioni fortissime e incredibili, ma l’interattività in quel caso era praticamente nulla.
Discorso diverso per il mini gioco di cucina che è seguito poco dopo, dove da bravi chef dovevamo raccogliere gli ingredienti per la sala, aprendo frigoriferi e svitando bottiglie per preparare i piatti richiesti dai clienti. La fisica rispondeva in maniera egregia e abbiamo provato anche a lanciare piatti e strumenti contro le pareti con risultati più che soddisfacenti con una libertà pressoché totale.
Abbiamo altresì osservato una battaglia tra soldatini su un tavolo e siamo diventati machi in una capanna sperduta, dove potevamo ridurre la nostra dimensione o ingigantirci a piacimento, per un feedback sempre positivissimo.
Pensando in grande immaginiamo applicazioni pratiche del visore su giochi piuttosto statici, strategici per esempio dove comandare le truppe dalla mappa tattica o giochi di carte come hearthstone, o ancora missioni spaziali a bordo di astronavi o gare di formula uno. Tutti giochi insomma nei quali il giocatore non deve necessariamente spostarsi ma può tranquillamente restare seduto e controllare tutto ciò che lo circonda ed è a portata di mano. Molto più difficile vedere un futuro per HTC VIVE per ciò che concerne action o sparatutto, ma vedremo come Valve saprà ingegnarsi per tirare fuori qualcosa di eccellente dal cilindro.
Recensione Videogioco HTC VIVE scritta da FIREZDRAGON Sono davvero super entusiasta di HTC VIVE. L’esperienza globale è stata immersiva e davvero eccellente sotto ogni aspetto. Certo, c’è ancora la risoluzione da migliorare e le applicazioni dovranno essere studiate appositamente per il visore, ma se dovessi puntare sul futuro è questo il tipo di realtà virtuale che vogliamo, un’interazione e integrazione completa dell’ambiente che ci circonda e non un semplice monitor da appiccicarci in faccia. Da oggi seguiremo gli sviluppi della periferica estremamente da vicino, sperando in un prezzo, non ancora annunciato, accessibile, e una finestra di lancio non troppo distante. Oculus e Morpheus sono tutto d'un tratto diventati semplici giocattoli.
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