Recensione di Odallus The Dark Call

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Platform
  • Sviluppatore:

     JoyMasher
- Impegnativo e gratificante
- La quintessenza della pixelart
- Atmosfere appena uscite da un NES o da un SEGA Master System
- Gameplay troppo ancorato al passato
- Non ci sono novità consistenti
- Il tutto sa di qualcosa di visto e rivisto
A cura di (Doctor.Oz) del
È grazie ai costi di produzione puntati verso il basso e alle nuove tecniche di sviluppo contenute che negli ultimi tempi moltissime software house, anche tra le più piccole, sono riuscite ad emergere nello sterminato panorama videoludico. 
Quasi sempre indipendenti, con programmatori di un'età compresa tra i venticinque e i quaranta anni, queste nuove software house hanno puntato forte verso un fetta di mercato ben precisa, quella fatta di giochi indie a matrice retro. Il motivo è presto detto: la sterminata conoscenza e l'attaccamento sentimentale di chi ha visto l'alba del moderno mercato dell'intrattenimento videoludico. E si sa, se i videogiochi sono fatti con amore riescono sempre ad aprire una breccia anche nel cuore dei videogiocatori più ostici.
Dunque, la scelta di puntare su qualcosa che ha fatto la storia di un medium è una decisione quanto mai sensata, soprattutto se si mette – intelligentemente- a bilancio il forte effetto nostalgico che molti giochi simil- retro potrebbero avere sul pubblico, sia chi quella generazione l'ha vissuta sia chi incuriosito non l'ha mai vissuta e vorrebbe avvicinarcisi.
E' il caso di Joymasher, piccolissima software house, che a distanza dal suo titolo di esordio, Oniken, che in molti ricorderanno, si getta nuovamente sul mercato PC con una creatura nuova di zecca che pesca a piene mani dalla tradizione NES e SEGA e che fa della difficoltà il proprio obiettivo per tenere incolati allo schermo. Parliamo di Odallus The Dark Call, metroidvania uscito da non molto su Steam, e che in poco tempo attorno a sé un bel po' di appassionati in cerca di un'avventura impegnativa ma sopratutto di un po' di buona e sana nostalgia.


Sangue, violenza e salti al millimetro
La storia di Odallus è solamente un pretesto per dare il via alla nostra personale escalation di divertimento, impegno e a qualche sporadico cedimento di nervi. Haggis, sanguinario eroe ritiratosi a pacifica vita pastorale, vede saltare tutti i suoi buoni propositi quando il suo villaggio viene invaso da alcune creature demoniache. Non paghi della violenza generata, tali demoni galantuomini be pensano di dare tutto alle fiamme e di rapire l'unico figlio di Haggis. Dunque, i presupposti per fare tabula rasa di ogni mostro che ci si parerà di fronte ci sono tutti, portandoci di livello in livello - quattro principali più altrettanti secondari - e di boss in boss fino alla fine del nostro percorso sanguinario.
A farla breve, Odallus si presenta come un titolo metroidvania, e cioè un action/platform in 2D a scorrimento orizzontale.
Proprio come i giochi da cui si ispira, il gameplay si dividerà equamente nelle parti action in difficili combattimenti  determinati dal tempismo degli attacchi, e nelle sezioni platform da salti che richiederanno un'accortezza millimetrica. In pieno stile Castlevania, avremo a disposizione alcune armi da lancio che potranno essere scagliate verso i nemici attraverso la pressione del tasto attacco e del tasto SU. Per la gioia dei più nostalgici, da Castlevania Odallus non recupera solamente le dinamiche, le ambientazioni ed una piacevole grafica 8-bit che ricorda i primi titoli apparsi su NES e SEGA, ma anche l'estrema difficoltà che contraddistinguevano questi titoli una ventina di anni or sono. Difficoltà, che tendiamo a sottolineare, potrebbe scoraggiare i meno pazienti ed i meno pratici di platform 2D.
Noi di Spaziogames vogliamo essere sempre chiari e sinceri: Odallus è un titolo molto difficile sì, ma non lo è mai in modo ingiusto. Caratterizzato dal sistema di try&die, ci troveremo molte volte a ripercorrere le stesse sezioni alla ricerca del salto perfetto o della strategia migliore per superare un determinato ostacolo. Ci sono dei checkpoint disseminati qui e lì nei livelli, ma che verranno resettati nel momento in cui si perdono tutte le vite disponibili. Molto spesso, difatti, arriveremo davanti ai boss di fine livello con un filo di vita, giusto in tempo per esalare l'ultimo respiro dinnanzi ad essi. 
Ma non temete perché gli aiuti al giocatore, seppur piccoli, ci sono ed aiutano a ridimensionare la difficoltà da “mostruosamente impossibile” a “solo tanto impegnativa”. Ricordate che eventuali sezioni sbloccate da chiavi o talismani rimarranno tali anche dopo la nostra morte, e cercando bene tra i livelli, vi capiterà di incappare in alcuni vendor sparsi e spesso nascosti che venderanno oggetti utili e, udite udite gente, nuove vite in cambio della valuta del gioco, gli orbs. Non fatevi trarre in inganno e smettetela di esultare: nel loro piccolo anche i vendor sanno essere infinitamente bastardi. In mancanza di un qualsiasi tutorial o informazione di sorta, ci accorgeremo solo in corso d'opera che gli oggetti che compreremo dai vendor aumenteranno di prezzo mano mano che li acquisteremo. Dunque per battere il boss di turno lasciate perdere ogni insana idea di farming dissennato sui mostri che periodicamente appaiono nel livello: Odallus sa essere molto, ma molto più fetente di quanto crediate.
L'unica strategia vincente, perciò, è un razionale backtracking alla ricerca dei molti segreti nascosti un po' dappertutto che permettono al personaggio di potenziarsi e di sbloccare porte ed aree segrete che rimarranno sbloccate anche dopo innumerevoli game over. Infatti, i livelli, curati e abbastanza diversificati tra loro, sanno offrire una buona quantità di porte segrete e pertugi nascosti, spesso sbloccabili solamente dopo un primo passaggio. Questa è la via migliore per rafforzarsi velocemente ed intelligentemente su Odallus. Se non lo si abbandona prima e lo si getta dalla finestra in preda ad inconsulti scatti di rabbia mista a follia, questo è un titolo che saprà tenervi attaccati allo schermo per quasi una decina di ore. 


Amore, hai visto in giro il mio pad del NES?
Una cosa certa di Odallus è la cura e la perizia con cui gli sviluppatori ci hanno lavorato sopra, indice rivelatore di un amore sconfinato verso l'arte videoludica dei prima anni '90, 
Erede spirituale di un glorioso passato, proprio grazie a questa particolare cura artistica che Odallus riesce a regalare piccoli istanti di meraviglia. Grazie alla sua sua grafica modellata ad hoc sui modelli dei grandi classici NES e SEGA, attraverso una paletta di colori con forti tonalità di blu e marrone ed un'area di gioco resa in 4:3, incastona furbescamente da alcuni menù a schermo, l'effetto retro è preponderante e palpabile sin da quando si avvia il menù di gioco la prima volta. Un impianto visivo talmente ben pensato che riesce a smuovere più volte quello emotivo: se l'obiettivo degli sviluppatori era quello di far ritrovare ai più stagionati tra noi un feeling vecchio di decenni, allora è stato centrato in pieno.
Un feeling che, incredibilmente, non si ferma solo a schermo ma che va oltre, e che grazie ad un gameplay semplice ma al contempo reattivo e dinamico, riesce a risalire tutto il nostro impianto tattile, andando a donarci quelle stesse sensazioni che anni fa suscitavano i vecchi pad a due bottoni.
Odallus è un prodotto confezionato con amore e cura, nulla è lasciato al caso e nulla è fatto con superficialità. Unico limite vero e proprio di questo piccolo gioiello è la sua limitatezza. Tutto quello che è a schermo, le sensazioni che suscita e l'impegno richiesto sanno purtroppo di qualcosa di già vissuto, di già visto. Il più grande difetto di Odallus che non riesce ad andare oltre il suo glorioso passato. 
Per completare il quadro, di buon livello la colonna sonora, della quale possiamo parlarne con piacevolezza ma soffre un po' troppo la mancanza di brani di punta. Dormirete sogni tranquilli, nessuna musichetta 8-bit verrà a tormentarvi al letto, dopo aver finito di giocare.
Dunque, cercando di mettere a fuoco su ciò che veramente rappresenta la nuova creatura di Joymasher si evince una forte dualità di fondo, quasi straziante, che potrebbe minare profondamente le opinioni sul titolo stesso. Odallus è un gioco che per sua natura si pone un limbo “scomodo”, esattamente a metà tra chi potrebbe avere immenso piacere a giocarlo e chi, sopratutto tra i più giovani non dimentichiamolo, potrebbe passare oltre senza degnargli nemmeno di uno sguardo.

Per giocare ad Odallus, ecco i requisiti minimi:

OS: Windows Vista
Processore: Intel Core Duo 2.1 ghz o equivalente
Memoria: 2GB RAM
Scheda grafica: 256MB scheda video dedicata
DirectX: versione 9.0 
Spazio: 100MB
Recensione Videogioco ODALLUS THE DARK CALL scritta da DOCTOR.OZ Odallus è un titolo dalla doppia personalità, che piacerà solo a determinate condizioni. Forte del fattore nostalgia ed impegnativo quanto basta per far restare incollati allo schermo, durante il corso dell'avventura l'impressione di piacevole deja vu sarà ben presto soppiantata dall'idea di un prodotto in cui l'originalità non spicca di certo. Eppure il lavoro fatto da Joymasher è notevole sotto molti punti di vista. A partire dalla sua veste grafica, nostalgica e ricercata, che piacerà a molti, passando per un gameplay semplice, tecnico ed impegnativo che saprà dare le sue soddisfazioni ed arrivando ad una profondità generale di buona fattura, Odallus garantirà a più di qualcuno una decina di ore in completa spensieratezza all'insegna dei vecchi tempi.
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