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Anna's Quest

Anna's Quest

C’era una volta la piccola Anna…

Recensione
A cura di del
Daedalic Entertainment è una delle poche software house rimaste al mondo a portare avanti un concetto di avventura grafica di un certo livello produttivo. A questo prolifico e talentuoso team tedesco si devono infatti titoli di successo (sempre nell’ormai ridotto ambito avventuroso) come la serie di Deponia, quella di The Dark Eye, The Night of the Rabbit, A new Beginning e The Whispered World, giusto per citarne alcuni. Anche come publisher però Daedalic non si è fatto mancare nulla tra il divertente Randal’s Monday, Botanicula, Machinarium e Torchlight II. Oggi vi parliamo di Anna’s Quest, avventura che gli appassionati già conoscono da alcuni anni visto che la versione originale di Krams Design approdò in versione digitale già nel 2012 sotto forma episodica. Daedalic ha ripreso quel gioco e ci ha rimesso le mani abbellendolo graficamente e aggiungendo alcuni enigmi, anche se di fondo l’avventura è rimasta la stessa e potete scaricare da Steam questa versione aggiornata a 17,99 euro con lo sconto del 10%.

Dizionario alla mano
Anna’s Quest non punta allo sfarzo grafico e artistico di un The Whispered World o degli episodi di Deponia, ma preferisce un approccio più essenziale e semplicistico da cartoon, con poche deformazioni, personaggi senza grandi dettagli e ambientazioni ricche di particolari ma prive di quel fascino presente in molti altri titoli Daedalic, dove gli sfondi disegnati a mano e una ricercatezza nel design facevano davvero la differenza. Intendiamoci, Anna’s Quest non è un brutto gioco da vedere, ma chi si stilisticamente aspettava un nuovo Deponia o un The Night of the Rabbit ancora più fiabesco rimarrà un po’ deluso. Il sonoro al contrario è di ottimo livello. Le voci della versione originale sono state sostituite e i nuovi doppiatori dimostrano una grande professionalità, mentre le musiche si adattano splendidamente all’atmosfera del gioco. Segnaliamo per completezza che il gioco è disponibile interamente in inglese (parlato e sottotitoli) e in altre lingue, tra cui però manca l’italiano. Se quindi non conoscete bene la lingua d’Albione, pensateci bene prima di acquistare il gioco, anche perché la quantità di dialoghi da leggere e la forte impronta fiabesca ne fanno un’avventura particolarmente ricca di testi. 

Il super cervello di Anna
In Anna’s Quest prendiamo il controllo della piccola Anna, una ragazzina coraggiosa e intelligente che per salvare l’amato nonno colpito da una grave malattia si addentra nel bosco per raggiungere un villaggio vicino. Durante il tragitto viene rapita da una strega e chiusa in una torre e già qui i riferimenti alla tradizione fiabesca europea fioccano. Il gioco inizia proprio in una stanza vicino alla torre e naturalmente il primo obiettivo che ha Anna è fuggire da quella prigione prima che la strega metta in atto il suo malvagio piano. La prima impressione è di grande classicismo. La barra spaziatrice evidenzia tutti gli hotspot con cui interagire, il tasto sinistro serve per utilizzare oggetti e interagire con l’ambiente, mentre quello destro per osservare e trarre deduzioni. L’inventario si apre con la rotella del mouse o con il tasto “i” e gli oggetti al suo interno possono essere combinati tra loro come nella migliore tradizione avventurosa. La prima cosa un po’ fuori dagli schemi (ma non poi così tanto se pensiamo all’elemento magico di The Dark Eye) è la presenza di un’icona a forma di cervello, che equivale al potere psichico di Anna. In pratica cliccando sul cervello e poi su un oggetto si può provare a modificarlo in qualche modo tramite telecinesi e questo, assieme alla presenza di oggetti parlanti (un orsacchiotto, uno specchio) e di personaggi fondamentali per proseguire nel gioco, è un po’ il tratto distintivo di Anna’s Quest.   

Avventura per bambini? Assolutamente no
E ora veniamo all’elemento più importante per qualsiasi avventura grafica: gli enigmi. Nonostante possa sembrare un titolo per i più giovani e per i meno esperti del genere, Anna’s Quest è in realtà un’avventura tosta e impegnativa, che vi porterà via non meno di 6-7 ore e che può tranquillamente arrivare anche a 10 ore di longevità nel caso vi bloccaste spesso. Blocchi che, statene certi, vi capiteranno più di una volta, anche perché il gioco, a differenza di altri titoli simili, non offre alcun sistema di aiuti. È vero che leggendo bene tutti i dialoghi è difficile rimanere in un punto senza sapere cosa fare o come procedere, ma qualche indicazione di più non avrebbe fatto male e troppo spesso, soprattutto nella seconda parte, si prosegue un po’ a tentativi provando a casaccio anche le combinazioni di oggetti più astruse e improbabili. Il livello di difficoltà è insomma medio-alto e il fatto che si possano compiere certe azioni solo dopo aver “bloccato” un certo passaggio del gioco non è mai piacevole. Più di una volta infatti vi troverete a raccogliere un oggetto che cinque minuti prima non era possibile ottenere perché nel frattempo avete fatto una determinata domanda a un PNG e questo, unito a un frequente backtracking nonostante le location non siano moltissime, potrà non piacere a chi preferisce un flusso avventuroso più lineare e tradizionale. Per il resto Anna’s Quest è un’avventura assolutamente godibile e piacevole, ben caratterizzata nei personaggi secondari e con un livello di scrittura superiore alla media come Daedalic ci ha abituati un po’ da sempre. Ci sono animali, mostri, creature fantastiche buone e cattive e c’è anche un po’ di humor, sebbene non la si possa classificare come un’avventura tipicamente demenziale.
  • +Avventura impegnativa
    +Longevità più elevata della media
    +Scrittura di buon livello
    +Numerosi riferimenti alla tradizione fiabesca
  • -Grafica un po’ sottotono
    -Certi passaggi possono diventare frustranti
    -Mancano i sottotitoli in italiano
voto
7,5

Daedalic Entertainment ha fatto di nuovo centro, recuperando e mettendo mano a un’avventura già esistente (ma sconosciuta ai più) con risultati più che buoni. Se graficamente non si raggiungono i livelli di altre produzioni del prolifico team tedesco, bisogna ammettere che il livello di difficoltà medio-alto, l’elevata longevità e la cura riposta nella scrittura sono marchi tipici di Daedalic. Peccato solo per qualche passaggio fin troppo astruso e per una concezione “temporale” degli enigmi che non piacerà a tutti, ma se cercate un’avventura dai toni fiabeschi impegnativa e ben scritta Anna’s Quest non vi deluderà.

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