Recensione di Pizza Express

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Gestionale
  • Sviluppatore:

     Onni Interactive
  • Giocatori:

     1
- Cuore gestionale ricco di possibilità
- Storia piacevole e piena di personaggi bizzarri
- Simulare i turni di lavoro in pizzeria è sorprendentemente stimolante
- Potenzialmente infinito
- Qualche minigioco in più non avrebbe guastato
- L’interfaccia tende a cozzare con la necessità di chiarezza delle frenetiche fasi in cucina
A cura di (Aeffe87) del
Cucina e videogiochi. Due mondi che, nel concreto, non sembrano avere nulla a che vedere l’un con l’altro, salvo condividere una filosofia di fondo tutto sommato comune, quantomeno in termini di rispettivi modi operandi. Tanto la preparazione di un piatto saporito quanto lo sviluppo di un buon gioco richiedono infatti un equilibrio compositivo non indifferente. La conoscenza degli ingredienti di base, che siano essi acqua e sale o codici sorgente, è in entrambi i casi indispensabile per ottenere un risultato quanto più possibile coeso e armonico, così com’è fondamentale saperli assemblare secondo certi criteri specifici. E se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, una presentazione accattivante può di sicuro invogliare il cliente all’assaggio di una certa pietanza al pari di quanto una sapiente realizzazione artistica sia in grado di spingere il gamer alla prova di un determinato titolo interattivo. Simone Bellon fa parte di quegli appassionati e poliedrici “chef digitali” che scelgono quotidianamente la strada dello sviluppo videoludico, gettandosi in un sottobosco –il fantastico panorama degli indie– mai come in questi anni florido d’idee e contenuti originali. La sua taverna, per ora gestita dal solo e italianissimo fondatore, si chiama Onni Interactive, retaggio dei trascorsi del ragazzo in Finlandia –“onni”, nell’idioma, significa sia felicità che fortuna– e la specialità della casa, orgogliosamente tricolore nel logo e nell’essere, porta il nome di Pizza Express. Ci siamo fatti una scorpacciata di questa invitante opera prima, sfornata direttamente da Greenlight con l’aiuto di Black Shell Media e adesso venduta su Steam in versione PC a € 6,99 –“poco più di una margherita e meno di una capricciosa”, scherza il simpatico developer nostrano sul proprio sito. Sfizioso snack estivo o amaro boccone?



Ca pummarola n’coppa…
Analizzare Pizza Express significa fare i conti con la duplice anima che ne caratterizza l’intero svolgimento, fondato in prima battuta su un ciclo di trenta giornate lavorative fittizie, ma potenzialmente infinito per chiunque desideri continuare l’esperienza anche a storia conclusa. La porzione d’offerta più consistente è di certo quella che pone l’utente dinanzi a tipiche meccaniche manageriali, qui declinate, come il titolo suggerisce, in termini di organizzazione giornaliera di una pizzeria di nuova apertura. Con il pretesto dell’assunzione nel ruolo di pizzaiolo da parte del gatto antropomorfo Gastone, sarà in realtà proprio il giocatore a dover curare l’intera conduzione dell’esercizio, cercando d’impiegare e far fruttare al meglio il proprio capitale monetario di partenza. Il primo passo, ovviamente, consiste nel donare un nome significativo a quello che è inizialmente poco più che un bugigattolo disadorno, per poi avere gradualmente accesso a una serie di feature indispensabili per espandersi e, nel contempo, fronteggiare al meglio l’incombente crisi economica globale. Selezionando la voce “Gestione Cucina” si ha accesso allo schema della propria postazione di lavoro, composta da una serie di recipienti da colmare con ingredienti sbloccabili progressivamente con l’incedere dell’avventura e acquistabili a discrezione dopo aver consultato un ampio catalogo. Comprato un tale alimento sarà possibile definirne alcuni parametri, dalla qualità delle materie prime alla capienza del contenitore ad esso adibito, finanche alla velocità di rifornimento in fase di servizio ai tavoli. Garantire alla clientela prodotti di prima scelta è utile ad aumentare la reputazione del locale, così come affidarsi a fornitori celeri nelle consegne è un buon modo per prevenire la mancanza d’ingredienti all’atto della preparazione; cionondimeno, beni e servizi di un certo livello richiedono un esborso di denaro proporzionato, ed è quindi necessario fare costantemente i conti con le finanze a propria disposizione nel dato momento.



Fatta la spesa bisogna poi creare un menù quanto più degno della migliore pizzeria sulla piazza. Cliccando sull’opzione “Listino Pizze” si va quindi a modellare la propria offerta, nominando, prezzando –in base al costo unitario degli alimenti impiegati– e componendo ciascuna pizza in totale libero arbitrio. Sognate una pizza acciughe e ananas? Nessuno v’impedirà di proporla. Certo, gran parte dei clienti potrebbe non apprezzarne l’inevitabile squilibrio tra dolcezza e salinità, ed è quindi d’uopo, durante l’assemblaggio di ogni pietanza, consultare il Pentagono del Gusto, un grafico volto a indicare le proprietà organolettiche degli alimenti prescelti. Non si sottovaluti, poi, la forza di un’adeguata differenziazione dell’offerta: nell’arco del primo mese di attività si avrà a che fare con avventori dalle abitudini alimentari più disparate, da chi ama il dolce a chi il piccante, dagli allergici ai latticini ai vegani. I dialoghi tra personaggi, in questo senso, non sono semplici riempitivi tra una sessione di gameplay e la successiva, ma permettono anzi d’intercettare tendenze, esigenze e gusti del momento. Porre attenzione ai feedback è dunque pratica che potrebbe favorire futuri incrementi del fatturato, oltre che una più sicura scalata alla classifica dei ristoranti consigliati dal C.I.C.C.I.A, il “Circolo Intellettuali Culinari Che Intensamente Apprezzano”. Non è tuttavia questo l’unico stratagemma per rendere il proprio negozio più frequentato e chiccoso. Abbellire la pizzeria con nuova mobilia, garantire quante più forme di comfort e applicare particolari sconti e promozioni su un minimo di consumazioni sono privilegi offerti dal software da gestire con parsimonia, così come progettare una campagna marketing adeguata sui principali media diventa importante al fine di accaparrarsi nuovi papabili habitué. Ogni scelta effettuata pesa sugli introiti e sul gradimento rispetto ai ristoratori di zona concorrenti, il che condurrà le gesta del team a uno dei tanti finali inscenati dallo sviluppatore oppure, in caso di cattiva gestione, a una chiusura del locale anzitempo. Da quanto fin qui scritto si può intuire come Onni Interactive abbia approfondito il principale genere di riferimento di Pizza Express –quello dei gestionali– con viva attenzione, poiché ben declinato nel gameplay grazie ad una ricchezza di particolari invero invidiabile anche da prodotti similari ben più blasonati.



…a’pizza e niente cchiù
All’inizio del precedente paragrafo accennavamo a come Pizza Express viva di due dimensioni che si compenetrano di continuo, pur rimanendo ben riconoscibili durante l’intero arco narrativo. Infatti, ad ogni momento di pianificazione consegue sempre un minigioco assai più diretto ed istintivo, specificamente orientato alla realizzazione della pizza nella concitazione dei quotidiani –seppur inevitabilmente condensati per esigenze ludiche– orari di lavoro. Sostanzialmente, al giocatore viene chiesto di completare quanti più ordini dell’affamata clientela adoperando gli alimenti predisposti in fase organizzativa. Si tratterà quindi di prendere pieno controllo del banco da lavoro, stendendo gli impasti, trascinandovi sopra col mouse salsa di pomodoro, mozzarella, origano e quant’altro necessario a rispettare ogni comanda e infornando infine la pizza con un semplice click. Durante il servizio è bene poi tenere sempre d’occhio lo stato di pazienza delle singole tavolate nonché la quantità d’ingredienti ancora disponibili in cucina, con la possibilità di rimpinguare l’arsenale alimentare con nuova merce secondo le tempistiche imposte dal fornitore assoldato in precedenza. Si tratta di un minigame delizioso, che richiede una certa abilità manuale, prontezza di riflessi e un certo colpo d’occhio e che, con una buona dose di costanza e pratica, sa regalare a chi vi si approccia una soddisfazione non indifferente. L’unico suo neo è invece legato all’interfaccia, asservita all’estetica 8-bit che caratterizza il titolo fin dalle radici. Se è vero che per identificare gli ingredienti basta sostarci sopra col puntatore, azione che ne fa spuntare subito il nome a schermo, dobbiamo però segnalare che le icone degli stessi, così piccole e “pixellose”, non sono sempre facili da decodificare, questione che ogni tanto stona con la frenesia dell’in-game. Più in generale, è chiara la volontà di Onni Interactive di rievocare quei giochi della vecchia guardia che hanno fatto la storia del genere e del medium tutto. Da questo punto di vista il comparto grafico di Pizza Express ha di certo ragion d’essere, benché qualche sprite, va detto, non sia sempre bendisposto allo sguardo. L’esempio più lampante riguarda le parti dialogate, sacrificate a testi scarsamente leggibili che neppure le tante opzioni per modificare rapporto d’aspetto e risoluzione previste dal software sono in grado di rassettare completamente. Questo, comunque, non scalfisce la buona capacità di scrittura dell’autore, mostratosi all’altezza di dar linfa a personaggi stravaganti e gag simpatiche, certamente in grado di strappare più d’un sorriso.
Recensione Videogioco PIZZA EXPRESS scritta da AEFFE87 GameMaker alla mano, una sicura conoscenza delle meccaniche ispiratrici e una manciata di buone intuizioni sono le ferme fondamenta di Pizza Express, simulatore di ristorazione “made in Italy” di respiro classico che brilla specialmente per la sua ricca componente manageriale. Il titolo ha tutte le carte in regola per offrire agli appassionati del genere un’esperienza fresca, ideale per una fruizione in sessioni brevi e al contempo capace di stuzzicare i completisti con achievement e riconoscimenti in-game davvero numerosi. Qualche altro intermezzo arcade, oltre alle pur gradevoli fasi di gestione degli ordini in cucina, avrebbe più facilmente sottratto l’esperienza da un possibile senso di ripetitività nel lungo periodo, e la grafica volutamente minimal del tutto tende qua e là a fare a botte con la comprensione di alcuni elementi a video. Ciò non toglie la cura con cui il prodotto è stato confezionato, che anzi ci spinge senza fatica a voler rivedere lo sviluppatore in futuro, magari alle prese con progetti più ambiziosi.
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