Recensione di Finding Teddy 2

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Storybird
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     2 aprile 2015
- Dinamiche che mescolano metroidvania, platform e i primi Zelda
- Comparto tecnico valido sia sul versante audio che video
- Longevità elevata
- Un inizio dal ritmo troppo lento
- L’assoluta mancanza di indicazioni e obiettivi da raggiungere potrebbe scoraggiare
A cura di (Mastelli Speed) del
Il primo Finding Teddy, disponibile prima su iOS e successivamente su PC, proponeva un gameplay punta e clicca molto apprezzato e godibile, soprattutto per via della sua accessibilità. In un mondo videoludico dove fin troppo spesso la strategia principale di publisher e sviluppatori è quella di dare ai giocatori il solito ”more of the same”, allora, ci si potrebbe aspettare che il nuovo Finding Teddy 2 abbia seguito le orme del suo predecessore. Come vedremo, però, non potremmo essere più in errore.



Decisi cambi di marcia
Sviluppato da Storybird, Finding Teddy 2 si presenta come un’avventura bidimensionale che si pone l’ambizioso obiettivo di mischiare differenti generi e situazioni di gioco. I giocatori non più di primo pelo, probabilmente, noteranno qualche analogia con le dinamiche dei primi Zelda, oltre che una decisa impronta da metroidvania. Queste analogie meritano di sicuro un approfondimento, ma per forza di cose verranno analizzate nel secondo paragrafo di questa recensione, anche perché prima di arrivare a capire cosa propone il gioco dal punto di vista del gameplay il giocatore dovrà superare probabilmente lo scoglio più fastidioso dell’intera produzione, ovvero l’incipit narrativo.
Detto così potrebbe sembrare che ci si trovi davanti a una introduzione narrativa importante e complicata, e in effetti è così se si considera la prima, lunga sequenza che accoglierà il giocatore. Composta da un testo introduttivo che scorre (troppo) lentamente in senso verticale, questa introduzione ha l’importantissimo compito di illustrare gli avvenimenti del titolo precedente, ma il suo ritmo così compassato, e la sua esasperata lunghezza, potrebbero anche far sì che i meno pazienti optino per uno skip spietato. Così facendo, però, si perderebbero tutti i dettagli necessari alla comprensione del titolo e, considerato che il gioco non sarà mai così generoso con le spiegazioni, si potrebbe perdere interesse verso la storia. Se si pensa poi che Finding Teddy 2 propone un gameplay molto diverso dal suo predecessore, difatti, è più che plausibile che alcuni giocatori provino il nuovo capitolo della serie Storybird senza aver giocato al primo episodio, e quindi senza aver acquisito un minimo background narrativo; tutto ciò rimarca ancora di più l’importanza dell’introduzione, la quale si dimostra però tutto sommato inadeguata a svolgere il suo compito.
In ogni caso, dopo la lunga sequenza descritta il gioco parte con una breve scenetta iniziale, e mette subito il giocatore nei panni di una bambina intenta a giocare ai videogiochi. Improvvisamente, però, va via la luce, e questa si ritrova immersa nell’oscurità della propria cameretta. A questo punto il giocatore prenderà il controllo della piccola protagonista, la quale partirà per un’avventura dalla durata importante (circa una ventina di ore se si escludono le sidequest), piena di locazioni da visitare e nemici di vario tipo da sconfiggere, nel pieno della tradizione delle avventure bidimensionali che hanno segnato la storia dei videogiochi. L’obiettivo è quello di sbaragliare il malvagio mago Anguis, e per fare ciò sarà necessario visitare le terre di Exidus alla ricerca di quattro differenti libri magici.
Anche durante le prime fasi, in ogni caso, la sensazione è che se si fosse avuta la premura di inserire qualche spiegazione in più, magari tagliando l’introduzione testuale a favore di alcuni suggerimenti inseriti nel corso del primo ambiente visitabile, l’impatto col gioco sarebbe stato decisamente meno traumatico e molto più piacevole.



Da qui in poi, è tutta discesa
Ci si potrebbe chiedere perché ci siamo dilungati così tanto sull’introduzione del gioco, senza analizzare altri aspetti della narrativa. Il motivo è semplice: superata una prima fase di ambientamento, infatti, Finding Teddy 2 proporrà la sua vera natura, e potrà finalmente mostrare tutti i suoi punti di forza ma, inevitabilmente, anche le sue debolezze.
La sensazione, pad in mano, è che il gioco sia stato sviluppato bene, e che risponda bene alle nostre sollecitazioni. Anche qui, però, il giocatore dovrà per forza passare attraverso un periodo di adattamento, relativo soprattutto alle scelte compiute dagli sviluppatori in tema di layout dei comandi, comprendente attacchi ravvicinati, salto e corsa. Alcune scelte relative al sistema di controllo soprattutto via tastiera, ad esempio, sembrano essere fantasiose, e considerato che non verrà proposto alcun tutorial né alcuna possibilità di riconfigurare i comandi, si comprende come tutto ciò possa essere fastidioso.
In ogni caso, cos’è che offre veramente questo Finding Teddy 2? Dobbiamo dire che il gioco, confermando quanto detto in precedenza, tenta in modo evidente di prendere alcuni elementi della serie di Zelda. Poco dopo l’inizio del titolo, ad esempio, verremo a contatto con una tribù di simpatici esseri i quali si esprimono in uno strambo linguaggio. Per comunicare con loro, dovremo utilizzare quello che viene chiamato Musicom, ovvero una sorta di insieme di melodie da selezionare di volta in volta in sequenza per formare le parole necessarie. I vari suoni compresi nel Musicom, però, prima di essere utilizzati andranno ricercati nell’intera mappa di gioco, allungando inevitabilmente le sessioni di esplorazione. Questo stesso strumento sarà utilizzato anche in seguito nel gioco, di modo da sbloccare porte o passaggi altrimenti inaccessibili. Insomma, un po’ come Link riusciva ad aprire la Porta del Tempo grazie alla sua Ocarina, anche Finding Teddy 2, nel suo piccolo, propone a grandi linee una dinamica se si vuole simile.
L’esperienza del titolo Storybird si basa dunque su solide basi, ma è come se il titolo mancasse di qualcosa. Non ci riferiamo tanto a carenze tecniche o di gameplay, ma a una possibile sensazione latente di noia generata dal fatto che il titolo ci renderà poche volte partecipi di quello che sta realmente succedendo. La penuria di spiegazioni, o di segnalazioni degli obiettivi, sono mancanze che a lungo andare potrebbero far desistere dal continuare; è come se si sconfiggessero nemici sempre più impegnativi, o si esplorassero ambienti sempre più complessi, non tanto per il gusto di arrivare a un obiettivo, ma quanto perché ormai si è iniziato a giocare, e si continua per una sorta di inerzia. Sia chiaro, non stiamo suggerendo che Finding Teddy 2 manchi in qualche modo di un’anima, e nemmeno che sia un cattivo gioco. Chi riuscirà a sopperire alle mancanze appena citate, infatti, avrà tra le mani un titolo indubbiamente longevo e che segue in modo più che sufficiente la via tracciata dalle grandi produzioni del passato.



Pixel art in azione
Rispetto al primo capitolo, Finding Teddy 2 si spinge ancora di più verso una rappresentazione stilistica in simil 8-bit. Dal punto di vista del level design, d’altro canto, il titolo propone soluzioni da platform bidimensionale decisamente classiche, con livelli che si sviluppano sia in orizzontale che in verticale, e composti da piccole schermate separate tra di loro da un piccolo caricamento. Questa scelta ha due conseguenze: da una parte ha rallentato ulteriormente il ritmo di gioco e l’esplorazione dei livelli, ma ha anche permesso di sfruttare diverse inquadrature e la struttura stessa degli ambienti, i quali a volte appariranno in lontananza o, al contrario, più vicini. In questi frangenti, la particolare grafica del titolo potrebbe far tornare in mente alcuni scorci di Fez, in particolare per quanto riguarda la realizzazione dei personaggi, e il loro aspetto “pixelloso”.
Molto curato e veramente convincente, poi, il comparto audio, con una colonna sonora ben composta e adatta alle varie situazioni. Anche qui, a voler essere pignoli, il titolo parte un po’ in sordina, considerato che la prima ambientazione (ovvero un cimitero) sarà priva di un qualsiasi accompagnamento audio, e comprende solo alcuni rumori di fondo. Già dall’ambientazione successiva, la biblioteca, in ogni caso il titolo darà saggio delle sue qualità sonore.
Recensione Videogioco FINDING TEDDY 2 scritta da MASTELLI SPEED Finding Teddy 2 è un titolo che verrà molto apprezzato dagli amanti delle avventure bidimensionali che mescolano elementi tipici dei primi Zelda, così come dei platform e dei metroidvania. Il titolo offre un’esperienza longeva e appagante, a patto però di superare un avvio assai lento e di soprassedere sulla cronica latitanza di spiegazioni e indicazioni. Questa mancanza, in effetti, potrebbe spingere alcuni a definire il titolo Storybird noioso, se non addirittura vuoto di contenuti. Durante le nostre prove, in ultima analisi, sono in ogni caso prevalsi gli aspetti positivi, e per questo scegliamo di affibbiare al titolo un giudizio discreto.
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