Recensione di Infinite Crisis

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Strategico
  • Sviluppatore:

     Turbine Inc.
  • Distributore:

     Warner
  • Data uscita:

     26 marzo 2015
- Roster ufficiale e licenziato DC Comics
- Approcciabile da chiunque
- Sistema di reward molto apprezzabile
- Personaggi e classi sbilanciati
- Meccaniche troppo semplificate
- Acquisti in game troppo cari, sia con valuta di gioco che reale
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A cura di (JinChamp) del
Il fenomeno dei Multiplayer Online Battle Arena vive attualmente di alti e bassi, tra i colossi affermati LoL e Dota2, con HotS pronto a completare il tridente che domina questi mari e tutta la concorrenza che tenta di ritagliarsi il proprio spazio con una certa fatica.
Approdato recentemente su Steam nella sua versione finale dopo una lunga fase di rodaggio in beta, ecco Infinite Crisis, affidato ai Turbine dalla Warner Bros., che sfrutta quella che probabilmente è da considerarsi la licenza più imponente e famosa di tutto il genere in questione. Stiamo ovviamente parlando della possibilità di utilizzare i personaggi della DC Comics, famosi in tutto il globo sia tra i più piccini che tra chi di inverni ne ha già visti a decine.



In brightest day, in blackest night
Chiunque in vita sua avrà sentito parlare di Superman e Batman, e già questo crea un appeal che solo Infinite Crisis può vantare, oltre a un roster sviluppatosi e perfezionatosi in decenni di pubblicazioni di albi a fumetti. All'interno del gioco è già possibile trovare una quarantina di campioni, unici nelle meccaniche ma non nella natura. Ciò sta a significare che è possibile trovare diverse varianti di Lanterna Verde, Wonder Woman e company, i quali però non hanno solo una funzione prettamente estetica ma rappresentano quella versione di quel determinato personaggio nel suo contesto del mondo DC, con abilità uniche che lo contraddistinguono e che solo secondariamente, come è usanza dei free-to-play, dispone di ulteriori costumi (altrimenti detti skin), e solo questi ultimi – del tutto ininfluenti ai fini del gameplay – sono esclusivamente acquistabili con i Crisis Point, ottenuti spendendo valuta reale.
Di qui però passiamo direttamente ad uno dei primi tasti dolenti, ovvero la struttura free-to-play adottata. Pur mantenendo un comune denominatore con gli altri concorrenti, Infinite Crisis si distingue per dei prezzi in Merito, ossia la valuta accumulabile giocando, piuttosto altini sia per sbloccare nuovi campioni che emblemi di potenziamenti vari equipaggiabili prima di una partita, oltre che per un Elite Pack, bundle comprendente tutti i campioni attualmente rilasciati, al folle prezzo di oltre 80 euro, e un Basic Pack più modesto al costo di circa 20 euro che dà immediato accesso ad 8 tra i più conosciuti personaggi.
Fatta questa prima e breve panoramica, è il momento di addentrarci nel dettagli in questa “crisi infinita”. Già affascinati dalla licenza, avevamo tentato con successo di ottenere un codice per la closed beta nel dicembre 2013 e lì per lì ci aveva tutt'altro che entusiasmati. Ora, dopo quasi un anno e mezzo e con la release ufficiale a disposizione, ci ritroviamo davanti un gioco cambiato, sicuramente migliore e più curato in tantissimi aspetti. Si inizia da una lunga fase di tutorial, obbligatoria anche per coloro che già avessero giocato con un account in precedenza, in cui il buon Superman ci farà da mentore per addestrarci al campo di battaglia. Di fatto non farà altro che guidare il giocatore passo passo verso tutte le meccaniche tipiche del genere, partendo da semplici azioni come muovere il personaggio sulla mappa, ottenere, aumentare e utilizzare le sue abilità, fare uso dello shop in game per potenziarsi ulteriormente e concludere ovviamente con qualche partita intera, in compagnia di bot dalla dubbia intelligenza artificiale.
Se la cosa può risultare noiosa ed inutile per chi già conosce le meccaniche dei MOBA, la pazienza nel completare tutta questa non breve prima parte viene comunque lautamente ricompensata con dei premi che vanno a sbloccare i primi campioni, quali Gaslight Batman, Lanterna Verde, Harley Quinn, Wonder Woman e Doomsday, vari sotto il profilo del gameplay e più o meno validi. Questo ci porta al secondo aspetto non proprio riuscitissimo del titolo, ossia il bilanciamento dei campioni e delle classi, sia in termini di divertimento offerto giocandoli che come reale potenza all'interno di un game. Se giocare con un campione ranged come Gaslight Batman o un blaster sempre ranged come Lanterna Verde risulta intuitivo, divertente e sopratutto “distruttivo”, con altre categorie come i cosiddetti tank è risultato abbastanza legnoso e ci ha lasciato una sensazione molto fastidiosa di non avere i mezzi per incidere. Questo perché un tank è tale non perché non dispone di attacchi dai rateo alti e tende per questo a comprare oggetti difensivi, quanto per il fatto di avere delle skill che permettano di forzare gli avversari a dover attaccare lui, molto più resistente della media, e sprecare tempo ed energie mentre il resto del team addetto a causare danni può attaccare senza problemi. Ecco, questa eccessiva specializzazione delle classi difensive trova solo marginalmente riscontro all'interno di una partita, dove ci è sempre sembrata una idea migliore giocare un damage-dealer che altro.



No evil shall escape my sight
Le modalità offerte al giocatore sono ovviamente sia partite con bot guidati dall'IA che il classico pvp, in mappe da 1v1 e le canoniche 5v5. Se la mappa che vede contrapposti due soli giocatori è una soltanto, semplice e composta da una singola lane principale, le mappe a dieci giocatori offrono un po' più di varietà. Coast City è una mappa a forma pentagonale, con sole due lane principali e quella che è definibile “jungla” nel mezzo, mentre Gotham Divided offre una mappa esagonale con una terza lane centrale che taglia in due l'ambiente di gioco orizzontalmente. Queste hanno al loro interno il solito sistema di torrette difensive, robottini che fungono da minion, zone di interferenza dove nascondersi (versione rivisitata dei classici cespugli), altari da conquistare per ottenere dei piccoli buff, mostri neutrali e, novità interessante, elementi con cui è possibile interagire utilizzando gli appositi spell, come meteoriti o intere automobili da sollevare e scagliare sui nemici causando danni ad area. Sempre con due squadre da cinque elementi c'è una terza diversa modalità con la mappa Gotham Heights, a pianta circolare e con i cinque capture points da conquistare e difendere per arrivare alla vittoria, come avviene in Dominion su League of Legends.
Concentrandosi invece sulle meccaniche specifiche di gioco, balza subito all'occhio una impostazione molto user friendly già per quanto riguarda l'uccisione dei robottini e  la gestione dei lasthit. Per guadagnare soldi extra non c'è bisogno che si dia il colpo di grazia al momento opportuno, basta anche solo che un giocatore alleato nelle immediate vicinanze lo faccia per condividere il bottino. Se invece un robot dovesse morire a causa di attacchi di suoi simili, questo dropperà per terra una monetina che è possibile raccogliere entro un breve tempo, oppure calpestare nel caso fosse stata creata da un proprio minion per negare questa piccola quantità di oro extra ai giocatori nemici. Anche le battaglie tra campioni non sono particolarmente complesse e persino dopo aver accumulato un cospicuo vantaggio di kill, livelli e quant'altro, non si ha quasi mai quella sensazione di onnipotenza nel poter mandare un nemico da vita piena a zero con un solo giro di abilità, il che lascia quindi spesso un certo margine di recupero ad ogni scontro fino alla fine.
Parlando dei mostri neutrali, anche se sia i più piccoli che quelli grandi che garantiscono un supporto al proprio team durante il corso della partita sono da considerarsi significativi, il ruolo di jungler ci è parso di discutibile utilità e difficile applicazione, preferendo piuttosto una maggiore pressione nelle prime fasi nelle corsie per poi dedicarsi al roaming sia organizzato con altri alleati che in solitaria. Quello che invece proprio non ci ha convinto è il sistema di oggetti nello shop in game per potenziarsi, troppo basilare e troppo poco interessante da approfondire, nel quale facilmente si preferirà acquistare automaticamente l'oggetto o il potenziamento consigliato senza nemmeno aprire la finestra dello shop, in prossimità di una propria torretta o dentro la propria base. Aspetto questo che va ancora incontro ad un pubblico novizio, ma che può rendere insoddisfatti gli utenti con un bagaglio di esperienza precedente, anche non eccelso.
A tutto questo vanno ad aggiungersi anche alcune chicche simpatiche e talvolta utili nella gestione del proprio account, iniziando con una percentuale di punti Merito bonus calcolata in base a quanto tempo si è trascorso in coda per trovare una partita, o di ricompense giornaliere o a traguardi che premiano i giocatori fedeli con altri campioni ed extra più o meno interessanti, che siano per l'utilizzo costante di un solo campione o di una mappa specifica.
Mentre scriviamo questo articolo non è ancora presente nel gioco un sistema di ranked, o partite classificate che dir si voglia, ma dagli avvisi live interni al client abbiamo appreso dell'imminente release con il prossimo aggiornamento, anche se già sin da ora nutriamo qualche dubbio riguardo l'effettivo livello di competitività agonistica che Infinite Crisis possa offrire.
Quanto al comparto tecnico, il lavoro svolto da Turbine non è dei più brillanti, puntando tutto su una grafica cartoon molto semplice ma che ben si adatta allo stile fumettoso tipico degli albi del cavaliere oscuro e gli altri colleghi della Justice League, facendo traspirare tutto lo spirito originale sia dai personaggi (e le loro abilità) che dalle mappe e tutti gli elementi in esse contenuti. In sostanza, non aspettatevi textures in alta definizione, modelli poligonali complessi, animazioni ed effetti vari particolari, perché probabilmente sul piano prettamente grafico non raggiunge il livello dei tre MOBA più famosi, ma compensa abbondantemente con l'ispirazione artistica e se conoscete già abbastanza di questo mondo non potrete fare altro che apprezzarlo e chiudere un occhio sugli elementi meno riusciti. Da segnalare inoltre anche qualche problema tecnico marginale, più che altro relazionati ai server, visto che abbiamo trovato qualche volta determinate modalità sospese o addirittura ci è risultato impossibile fare il login per l'indisponibilità dei suddetti.
Recensione Videogioco INFINITE CRISIS scritta da JINCHAMP Infinite Crisis offre certamente il roster più famoso e intrigante che si sia mai visto su un MOBA, super eroi che hanno accompagnato la vita di tutti. Già ascoltare le più note citazioni al momento della selezione del personaggio, fino poi ad utilizzare le abilità più conosciute, suscita una certa emozione. Forse però la paura dei più temibili concorrenti ha influenzato molto lo sviluppo dei ragazzi di Turbine, che hanno orientato le proprie meccaniche di gioco verso un pubblico meno esigente e “skillato”. Ciò che rimane è quindi un gioco con personaggi epici ma che non sa restituire piena giustizia a causa di un gameplay approssimativo e, forse, troppo semplificato. Anche se gli amanti del genere probabilmente non impazziranno per Infinite Crisis, resta una esperienza da provare – quantomeno gratuitamente – per tutti gli appassionati di questi heroes & villains, dove ritroveranno una buona parte del carisma che li ha saputi rendere tanto famosi e apprezzati in tutto il mondo.
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