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Technobabylon

Technobabylon

Trip digitali a portata di mouse

Provato

PC

Avventura grafica

Inglese

21 maggio 2015

A cura di Francesco “Mastelli Speed” Ursino del 14/04/2015
Da ormai qualche tempo Wadjet Eye Games è sinonimo di avventure grafiche di qualità: non molti mesi fa, in effetti, concludevamo la recensione di Blackwell Epiphany identificando l’avventura ideata da Dave Gilbert come una delle migliori dell’anno passato. Ecco perché abbiamo provato con un certo interesse la prima build disponibile di Techobabylon, titolo punta e clicca sviluppato da Technocrat Games, e pubblicato proprio da Wadjet Eye Games. Scopriamo di che si tratta.



Visioni dal futuro
La versione provvisoria che abbiamo avuto modo di provare comprende solo una parte dell’avventura, e permette di prendere il controllo di due protagonisti (nella versione finale, al contrario, saranno tre i personaggi impersonabili). Nonostante queste limitazioni, abbiamo potuto comprendere di cosa tratta il titolo in questione: la storia, infatti, prende piede nel 2087, e vede il mondo ormai dominato dalle nanotecnologie che propongono un nuovo, delicato equilibrio tra la tecnologia e i microrganismi. In tutto questo, il giocatore inizierà la sua personale esperienza controllando Latha Sesame, ovvero quella che gli sviluppatori non esitano a definire una ragazza “sofferente di agorafobia e senza lavoro”, ormai dipendente da quella che viene definita Trance. Si tratta, tanto per intenderci, di un mondo alternativo in cui è possibile comunicare con le macchine e le varie attrezzature tecnologiche, le quali sono rappresentate in buona sostanza da figure simili a cartoni animati. Se ci si pensa un attimo, questa impostazione ha molte similitudini con la rete internet degli anni 3000 immaginata da Matt Groenig in Futurama, dove la navigazione sul web, e il rapporto con i siti e la sovrastruttura stesa della rete, assumono una sorta di dimensione fisica.
In ogni caso, dopo aver risolto un enigma dalla difficoltà non molto elevata, il gioco ci ha messo nei panni del secondo dei tre personaggi principali di Technobabylon: si tratta di Charlie Regis, agente di polizia sulle tracce di un pericoloso criminale colpevole di entrare nella mente delle sue vittime. Insieme a lui vi sono la collega Max Lao, e soprattutto la IA chiamata Central. Quest’ultima gestisce e sostanzialmente comanda gli aspetti più importanti della città in cui è ambientata la vicenda.
Questi pochi cenni della trama del titolo ci consentono, evidentemente, di comprendere come il plot del gioco Technocrat Games sia ambizioso: parlare del rapporto con le nuove tecnologie, con tutte le sue implicazioni etiche e morali, è sempre tema affascinante ma pericoloso da affrontare. Effettuare delle riflessioni definitive basandosi sulla porzione di titolo giocata non sarebbe corretto, e perciò l’analisi della narrativa si ferma per forza di cose qui; certo è che se il gioco saprà schivare possibili toni retorici, proponendo invece una brillante lettura del futuro che potrebbe attenderci, potremmo avere tra le mani un’avventura decisamente interessante.


Il buon vecchio punta e clicca
Dal punto di vista delle dinamiche di gioco, sembra sia giusto dire che l’esperienza prevista da Technobabylon sarà tutto sommato classica. Questo vuol dire che l’attività principale sarà la risoluzione di enigmi basati più che altro sul giusto utilizzo degli oggetti. Resta da vedere come e in che modo il titolo contemplerà la possibilità di interazione tra i vari personaggi, in special modo durante le fasi investigative; nelle poche sessioni di questo tipo che abbiamo avuto modo di giocare, infatti, l’agente Regis è stato l’unico personaggio controllabile, relegando Lao al ruolo di spalla buona magari per qualche consiglio. In ogni caso, non è da escludere una qualche forma di interazione simile a quella vista tra Joey e Rosa nella serie Blackwell.
Controllando Latha, invece, la trovata più interessante sembra essere stata invece quella di poter passare in ogni momento dal mondo reale a quello virtuale della Trance. Questo espediente ha permesso di dare nuova profondità agli enigmi, permettendo alla protagonista di interagire con alcuni macchinari proprio come se si stesse parlando con un essere umano. Ogni aggeggio elettronico, all’interno della Trance, è rappresentato da un avatar animato: il meccanismo di sicurezza della porta della stanza di Latha, ad esempio, è costituito da un cavaliere in armatura scintillante, tanto per fare un esempio.
L’aspetto tecnico, invece, non ci ha regalato particolari soprese; il titolo, in questo senso, conserva l’aspetto retrò tipico dei giochi prodotti da Wadjet Eye Games come A Golden Wake, con tutti i pro e contro che una scelta del genere può comportare.
Poco da dire sul comparto audio, considerato che gli sviluppatori hanno dichiarato che la build da noi provata era priva di quello che sarà l’accompagnamento audio della versione finale del gioco. Già da ora, però, è possibile sottolineare il buon doppiaggio in inglese, che contribuisce a differenziare le varie personalità proposte dal titolo.

  • [+] Spunti narrativi di indubbio interesse
    [+] Gameplay di stampo classico

Questa prima prova di Tecnobabylon ci lascia speranzosi soprattutto per quello che riguarda la trama, e i suoi delicati temi. Una volta che il gioco raggiungerà la sua versione finale, in ogni caso, bisognerà valutare il modo in cui gli sviluppatori avranno scelto di raccontare le varie vicende legate al rapporto con le nuove tecnologie e l’ingegneria genetica, e solo allora potremo capire lo spessore della narrativa. Per il resto, il titolo sembra proporre un’esperienza da avventura grafica bidimensionale classica, senza particolari scossoni dal punto di vista delle dinamiche di gioco.
Per conoscere il nostro parere definitivo su questa nuova creazione prodotta da Wadjet Eye Games, allora, non resta che aspettare il prossimo mese, e l’uscita della versione finale del gioco. Nell’attesa, l’invito è quello di rimanere su queste pagine per tutte le news e gli approfondimenti del caso.

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