Recensione di Trapped Dead: Lockdown

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1-4
- Atmosfera godibile
- Loot soddisfacente
- Co-op online divertente
- IA nemica da rivedere
- Interfaccia scomoda
- Un po’ ripetitivo
A cura di (Specialized) del
Trapped Dead: Lockdown è il classico gioco che ti ritrovi tra le mani da un giorno all’altro senza sapere minimamente di cosa si tratti. Poi vai a fare qualche ricerca online e scopri che un gioco dal titolo simile (Trapped Dead) era già uscito nel 2011 per poi finire quasi subito nel dimenticatoio. Quattro anni dopo ecco che Headup Games decide di rinnovare il brand con un nuovo capitolo, affidato questa volta al piccolo team di Bigmoon Studios già responsabile tre anni fa di Jagged Alliance - Back in Action. Difficilmente vi ricorderete di Trapped Dead e in questo caso sappiate che Trapped Dead: Lockdown riprende la formula originale da tipico hack’n’slash ambientato durante un’epidemia di zombi, arricchendola però con spunti ruolistici un po’ più approfonditi.


Il macellaio e l'esorcista
All’inizio del gioco possiamo scegliere tra cinque classi, che oltre a ricordare (con nomi però diversi) quelle tipiche di ogni GdR fantasy, si differenziano principalmente per il tipo di armi utilizzabili e per le varie skill che potremo sbloccare nel corso del gioco. Abbiamo a disposizione il soldato e lo sceriffo (le classi più neutre), il macellaio (specializzato in scontri ravvicinati), l’esorcista (un simil-mago con attacchi da lontano) e l’assassino, il personaggio più agile e veloce con una predilezione per armi leggere. Per la nostra prova abbiamo scelto il macellaio, pur testando per poco anche gli altri quattro personaggi. L’unico che fa davvero la differenza è l’esorcista grazie ai suoi attacchi magici da lunga distanza, che rispetto a quelli delle altre classi rendono il gioco fin troppo semplice, anche negli scontri con i boss. Se quindi cercate qualcosa di più impegnativo, non scegliete l’esorcista, almeno che in ogni GdR non puntiate immediatamente sul personaggio dalle caratteristiche più magiche. In ogni caso con il macellaio il gioco offre tutto quello che ci aspettavano da un simile contesto, ovvero sangue a volontà (c’è molto splatter) e armi esagerate, che non sfigurerebbero in un horror di serie Z. In fondo è questa l’atmosfera di Trapped Dead: Lockdown, un gioco che non si prende mai sul serio e che infila qua e là battute e situazioni sopra le righe per alleggerire un po’ il tutto.


Un cervello da zombi
Il gameplay è quello classico di ogni action-GdR (c’è anche la visuale isometrica). Si uccide tutto quello che ci viene incontro, si esplora la città entrando negli edifici là dove possibile, si cercano PNG da cui ottenere le missioni, si sale di livello e si acquistano, vendono e riparano armi e armature dai mercanti sparsi qua e là. Se amate il genere e non riuscite a stare senza zombi, il mix di Bigmoon Studios può inizialmente rivelarsi vincente, nonostante una precisione dei controlli non ottimale, l’impossibilità di ruotare o zoomare la telecamera e un’interfaccia che sa un po’ troppo di vecchio. Manca ad esempio la possibilità di cambiare arma con un shortcut da tastiera (bisogna entrare per forza nell’inventario) e anche la parte dedicata alle skill appare confusa, senza contare l’icona per la salute e per il mana troppo piccola e infilata un po’ a casaccio nell’angolo in basso a sinistra. Proseguendo nel gioco, si riscontra invece quello che è il difetto più grave a livello di gameplay. Non tanto la ripetitività delle situazioni (che ci può anche stare visto il genere), quanto più l’IA nemica. Si sa che gli zombi non sono nemici con un quoziente intellettivo ai massimi livelli, ma la loro reattività è davvero lentissima e gli attacchi da lontano (se usate l’esorcista) sono davvero troppo efficaci contro questi morti che camminano. Gli stessi boss, anche nel caso del macellaio, non mettono in campo chissà quale tattica e alla fine si affrontano con l’arma più forte che si ha nell’inventario e con il dito sulla tastiera pronto a ricaricare la salute. 


Armi per tutti i gusti
Trapped Dead: Lockdown non può nemmeno contare su un comparto grafico degno di nota, visto che a parte qualche chicca splatter (gli schizzi di sangue sulla telecamera) e il sistema di illuminazione, appare un titolo irrimediabilmente vecchio e sorpassato, con in più l’assenza di una qualsiasi opzione grafica da impostare a parte la risoluzione e la qualità generale. Il loot invece è soddisfacente sia come quantità, sia come varietà e le armi non compatibili con la nostra classe possono comunque essere vendute per guadagnare prezioso denaro. Le armi e i vari pezzi di “armatura” tendono inoltre a logorarsi con l’usura e vanno quindi riparate per tornare a essere utilizzabili. Non troviamo invece alcuna concessione al crafting (c'è invece la guida di alcuni veicoli), ma sinceramente non ce l’aspettavamo nemmeno. Se la longevità in singolo si attesta sulle 6-8 ore a seconda del personaggio scelto (non esistono livelli di difficoltà), i 16 capitoli del gioco possono essere affrontati anche in co-op con altri tre giocatori, sempre se riuscite a trovare qualcuno online. Nel nostro caso abbiamo potuto provare poco la cooperativa proprio per la scarsità di compagni disponibili, ma da quel poco che abbiamo visto la presenza di altri giocatori fa sentire meno la ripetitività e il massacro indiscriminato di zombi assume tutto un altro gusto. Da segnalare infine l’assenza dell’italiano (testi e voci sono in inglese), il supporto per il pad (ma abbiamo preferito tastiera e mouse) e il costo di 19,99 euro su Steam. 

Recensione Videogioco TRAPPED DEAD: LOCKDOWN scritta da SPECIALIZED Trapped Dead: Lockdown è un hack’n’slash con pregi e difetti quasi in egual misura. Si apprezzano la sua atmosfera da horror movie di serie z, la varietà di personaggi, il discreto loot e il co-op online, sempre se si riescono a trovare compagni con cui giocare. Di contro l’interfaccia e la telecamera non sono il massimo della comodità, i controlli peccano un po’ in precisione e l’IA nemica lascia spesso a desiderare. Alla fine se vi piacciono il genere, gli zombi e un gameplay quanto mai basilari in ambito ruolistico, fateci un pensierino, aspettando magari un calo di prezzo. Diversamente non avrete grandi soddisfazioni da questa ennesima apocalisse zombi su PC.
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