Anteprima di The Westport Independent

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Puzzle game
ASPETTATIVE
- Tematiche molto interessanti e originali
- Stile che ricorda Papers, Please
- Scelte morali che lasciano davvero il segno
A cura di (LoreSka) del
Scrivere di un gioco che parla di censura non è facile, perché chi fa il giornalista si trova inevitabilmente ad avere a che fare con questo argomento. La libertà di stampa, garantita dalle costituzioni di quasi tutti i paesi occidentali, non ci dà la libertà di scrivere ciò che ci pare. Chi fa il giornalista deve spesso comprendere cosa si può scrivere e cosa no, perché ogni errore si paga con sanzioni che vanno dal semplice provvedimento disciplinare da parte dell’ordine di rappresentanza, fino a delle vere e proprie condanne penali per reati di varia natura. In Italia, per fare qualche esempio, non si può scrivere un articolo che esalti il fascismo o che istighi alla delinquenza e, soprattutto, non si può scrivere il falso. Così, ogni direttore di testata è responsabile dei contenuti della propria pubblicazione, ed è talvolta costretto a mettere un freno ai pezzi dei propri redattori.
Ciò che rende la censura un argomento molto delicato è che essa può effettivamente salvare giornali e direttori responsabili da sanzioni anche pecuniarie e da processi ma, al contempo, può controllare il contenuto delle informazioni di un articolo fino ad arrivare a stravolgerle. Il potere della censura è frutto di un paradosso: si può mentire dicendo la verità, ossia omettendo alcune informazioni importanti in una notizia di per sé vera.
The Westport Independent parla proprio di questo: la vita di un giornale prossimo alla chiusura in un paese sull’orlo di una crisi, costretto a convivere con una popolazione spezzata in due tra lealisti e ribelli. E, come insegna Orson Welles, chi controlla l’informazione ha in mano un potere enorme, che può essere piegato a nostro piacimento semplicemente introducendo degli omissis in una notizia altrimenti completa ed esaustiva.


Quale verità?
Il dilemma che a cui The Westport Independent ci pone di fronte è di natura deontologica: cosa fare con le notizie che ci arrivano? Stamparle integralmente, censurare gli aspetti non graditi al governo o fare in modo che il popolo “apra gli occhi” e inizi la ribellione? Ogni nostra scelta può innescare una sorta di effetto-farfalla e provocare delle ricadute nel lungo periodo, che potrebbero addirittura portare a una rivolta con conseguenti vittime. Il nostro non è un giornale filogovernativo, ma l’ultimo baluardo dell’indipendenza in un paese sempre più vicino al totalitarismo, che a breve metterà la parola fine anche all’esistenza del nostro giornale, dandoci poche settimane di tempo per soverchiare il governo o farlo trionfare. Il pensiero della popolazione è diviso tra due fazioni, con numerose zone grigie, e i nostri connazionali hanno diverse esigenze e gusti a seconda della propria classe sociale. Il piccolo stato in cui viviamo è diviso in zone, ognuna abitata da una diversa classe di abitanti, con i proletari a rappresentare una bomba a orologeria pronta a scoppiare e a innescare una guerra civile.
Le persone che ogni giorno scrivono il Westerport Independent sono anch’esse parte della popolazione, e come tali hanno differenti linee di pensiero e confini morali oltre cui non desiderano spingersi. Così, il gameplay viene ulteriormente stratificato grazie al fatto che i nostri redattori potrebbero rifiutarsi di scrivere un pezzo o risentirne da un punto di vista di stress dopo avergli imposto un lavoro sgradito.


In quanto direttori editoriali del nostro giornale, è nostro compito preparare opportunamente le bozze su cui i nostri redattori imbastiranno gli articoli. Quando una notizia di agenzia giunge in redazione, è necessario controllare il titolo e cancellare le informazioni sgradite. La notizia di un poliziotto che arresta un manifestante può facilmente trasformarsi in un atto di eroismo da parte delle forze dell’ordine o nell’ennesimo affronto da parte del governo nei confronti di un popolo sempre più arrabbiato: tutto risiede nella scelta di cancellare la riga in cui si spiega che il manifestante è stato picchiato durante l’arresto o nel cancellare quella in cui si spiega che il manifestante ha aggredito il poliziotto per primo. La notizia è la stessa, ma l’omissis di un particolare piuttosto che di un altro ne stravolge completamente il senso, provocando reazioni da parte dei lettori che possono plasmarne i pensieri. Assistiamo alla messa in videogioco delle teorie dei mass-media della Scuola di Francoforte, dalla teoria dell’Agenda Setting a quella della Spirale del Silenzio: The Westport Independent ci mostra gli aspetti più apocalittici dei media, con una voluta esagerazione che ci porta a riflettere sul ruolo della stampa nella costruzione dell’opinione pubblica.


Censorship, please
Sia gli aspetti grafici che quelli tematici (con le conseguenti scelte morali) ci ricordano il grande titolo di Lucas Pope, Papers, Please. Questa volta non ci troviamo in una distopia dell’ex blocco sovietico, ma il malcontento popolare sembra ricalcare quanto visto nella celebre opera del 2013 e le ripercussioni delle azioni compiute dal giocatore sembrano incidere sulla storia in una maniera analoga a quella delle azioni svolte dall’impiegato della dogana di Arstotzka.
Lo stile grafico in 8 bit è perfettamente azzeccato per questo tipo di gioco, e i font pixellati ben si adattano ai titoli di giornale. Ogni settimana trascorsa nel giornale si conclude con un discorso “da bar” tra i redattori della nostra redazione, a rappresentare una versione 8 bit dei caffé dove, secondo il sociologo Habermas, si formava l’opinione pubblica. Di nuovo: se siete appassionati di sociologia della comunicazione e di giornalismo, The Westport Independent vi farà impazzire di gioia.
Recensione Videogioco THE WESTPORT INDEPENDENT scritta da LORESKA Al momento ancora acerbo, The Westport Independent è uno dei progetti indie più promettenti di quest’anno. Reminescente delle tematiche di Papers, Please ma visto dal lato di chi costruisce l’agenda dell’opinione pubblica, questo gioco ha saputo conquistarci dopo appena pochi minuti. Occorreranno ancora alcuni mesi di sviluppo prima di poter comprendere realmente se questo gioco saprà davvero lasciare il segno, e vi sono ancora degli evidenti problemi di interfaccia di risolvere. Ma siamo fiduciosi: le premesse sono davvero entusiasmanti.
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