Recensione di Tristoy

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Platform
  • Sviluppatore:

     Uniworlds Game Studios
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     2
  • Data uscita:

     15 gennaio 2015
- Alcune trovate narrative e di gameplay sono teoricamente piacevoli… -…ma non incidono più di tanto nel complesso
- Scarsa longevità
- Fastidiose problematiche di natura tecnica
A cura di (Mastelli Speed) del
Che succede quando a un platform si aggiunge una modalità cooperativa, e soprattutto la possibilità di effettuare scelte che possono influenzare la trama e il modo in cui i personaggi non giocanti si rivolgono a noi? Una possibile risposta a questa domanda è rappresentata da Tristoy, titolo Uniworlds Game Studios, oggetto di questa recensione. Cerchiamo allora di capire se questo titolo PC possa dire la sua.



Due eroi non così eroici
È bene dire fin da subito che Tristoy è un titolo giocabile esclusivamente in compagnia di un altro giocatore; fin dal menu principale, infatti, il titolo ci farà scegliere se creare una partita in locale o online, e subito dopo aver selezionato il sistema di controllo preferito si avrà davanti la possibilità di impersonare uno dei due personaggi principali. Quest’ultimo particolare ci dà l’opportunità di parlare brevemente della storia che da sfondo al titolo: ambientato nell’antica fortezza di Tristoy, i giocatori avranno la possibilità di prendere il controllo del principe Freedan e del mago Stayn. Cercando di spoilerare il meno possibile, dobbiamo dire che il rapporto tra i due non sarà dei più rosei a causa degli avvenimenti precedenti all’inizio del gioco stesso: nonostante ciò, i nostri si ritroveranno accomunati da una causa comune. Per riuscire a evadere da Tristoy, infatti, sarà necessario sconfiggere la strega Ink.
A livello narrativo, come anticipato in precedenza, l’elemento più interessante del titolo è rappresentato dalla possibilità di scegliere varie linee di dialogo che, almeno in teoria, avranno un impatto sulla storia e sulla sua fine. Il modo in cui il titolo riesce più o meno in ciò dovrebbe essere familiare ai giocatori delle avventure Telltale: una volta scelta una determinata frase di una certa importanza, infatti, il gioco ci informerà che il nostro interlocutore “will remember that”, e dunque si ricorderà delle nostre azioni. In questi particolari frangenti i due personaggi, che di norma dovranno cooperare durante tutto il gioco, saranno chiamati ad agire individualmente, scegliendo cosa dire e come agire.
Una conseguenza se si vuole interessante di questa impostazione data al gioco è il rapporto tra i due personaggi giocanti; l’unica possibilità di evadere da Tristoy, infatti, dipenderà dalla cooperazione tra Freedan e Stayn, ma in un certo senso il poter scegliere autonomamente le linee di dialogo con cui comunicare darà una sensazione di individualità non sempre così comune in un gioco che punta sulla modalità cooperativa. Si tratta, quindi, di una interessante variazione sul tema che, seppure nell’ambito di un’avventura discretamente corta, e terminabile in poco più di due ore, riesce a lasciare un segno positivo sull’intera produzione.



L’arte di evadere
A livello di gameplay ci troviamo davanti a un titolo tutto sommato classico: quello che i giocatori dovranno fare sarà in buona sostanza attraversare le varie stanze di cui si compone la prigione, raggiungendo delle porte sbloccabili solo con l’azione combinata dei due eroi. Riuscire nell’impresa, evidentemente, non sarà semplice come appena descritto per almeno un paio di ragioni, ovvero i nemici che tenteranno di farci la pelle e alcuni enigmi ambientali. Per quanto riguarda il primo aspetto, è giusto dire che la varietà di minacce non è così elevata, e per questo sarà relativamente semplice venire a capo degli attacchi dei nemici nella maggioranza delle occasioni. Il discorso non cambia molto se si considerano i puzzle legati alla struttura dei vari livelli, i quali però ci consentono di parlare delle differenti abilità dei due protagonisti. Impersonando Freedan, infatti, ci si potrà produrre in salti doppi e veloci (ma non così potenti) attacchi con la spada. Con Stayn, al contrario, potremo contare su una maggiore forza d’urto, cui si contrappone però una lentezza maggiore e l’impossibilità di spiccare salti elevati. Questo particolare personaggio, però, può sfruttare i suoi poteri per ruotare piattaforme mobili, e attivare meccanismi necessari al superamento di un determinato ostacolo. Sfruttando l’agilità di Freedan e la forza di Stayn, dunque, si potrà venire a capo delle varie situazioni proposte senza quasi mai incappare in momenti di frustrazione; in alcune occasioni, anzi, la soluzione a un determinato enigma sarà più semplice di quanto possa apparire in un primo momento.
Tutti questi elementi, cui si aggiunge la presenza di alcune boss fight sparse per i livelli, restituiscono un’esperienza di gioco sì piacevole, ma tutto sommato ripetitiva e spesso priva di mordente. Scegliere di lanciarsi allo sbaraglio, in ogni caso, sarà spesso sinonimo di morte certa: a questo proposito, l’impostazione del gioco lascia qualche dubbio. Entrambi i giocatori, infatti, avranno a disposizione un primo indicatore che illustra il livello di salute, che si esaurisce nel momento in cui si ricevono attacchi dai nemici. Un secondo indicatore, più piccolo del precedente, si andrà a riempire invece nel momento in cui si raccolgono alcune sfere viola contenute in alcuni elementi come anfore o bauli, e determinerà il numero di vite a disposizione. Questo elemento appare abbastanza controverso: anche quando verrà meno la totalità delle vite, infatti, il gioco riprenderà dall’ultimo checkpoint, difatti rendendo quasi inutile l’accumulo di sfere viola.
Per quanto riguarda il sistema di controllo, il titolo riesce quasi sempre a restituire sufficienti sensazioni sia con la tastiera che col pad, mentre appare interessante sottolineare la possibilità di sfruttare l’app Uniplay. Questa, scaricabile sia per Android che iOS, trasformerà il nostro device in un vero e proprio controller, e potrà essere sfruttato per guidare Freedan e Stayn.



Una piacevole prigione
Quanto detto finora restituisce un quadro abbastanza chiaro: Tristoy appare un platform che in teoria propone discrete trovate sul fronte narrativo, e con un gameplay tutto sommato piatto e reso più piacevole solo grazie alla cooperazione tra i due giocatori. Che dire, però, del comparto tecnico? Non siamo difronte a quanto visto in altri titoli del genere, come ad esempio i due episodi di Trine, ma il risultato finale è tutto sommato positivo. Dal punto di vista grafico, infatti, quella proposta da Uniworlds Game Studios è un’esperienza visiva bidimensionale sufficientemente gradevole. E’ necessario citare, a questo proposito, l’introduzione dinamica dello split-screen: nel momento in cui i due giocatori si separano, dunque, lo schermo verrà diviso in due come nelle classiche avventure a più giocatori fruibili sullo stesso schermo. E’ bene dire che la trovata in questione, che dovrebbe dare un senso di continuità all’azione dei vari giocatori, a volte potrebbe anche disorientare.
Il titolo, dal punto di vista hardware, è risultato prevedibilmente leggero, ma ha mostrato alcune insicurezze dal punto di vista della programmazione. Durante le nostre prove, i bug più evidenti sono stati solamente due, di cui però uno impediva l’inizio della boss fight finale. Un contrattempo non da poco, che ci ha costretti a chiudere e riavviare il gioco più volte con la speranza (alla fine ben riposta) che il buon sistema di salvataggio tramite checkpoint ci riportasse il più vicino possibile allo scontro. Altre insicurezze sono state riscontrate nel riconoscimento dei contatti tra i nemici e i personaggi giocanti, e tra questi e gli elementi ambientali capaci di mettere fine alla vita dei protagonisti come spuntoni, fiamme e via dicendo. È stato riscontrato poi, in poche occasioni a dire la verità, un certo ritardo nell’esecuzione degli input dati al sistema di controllo, il che ha portato a morti se non altro spassose e che generano sempre ilarità quando si gioca insieme a un amico.
Insomma, allo stato attuale delle cose il titolo è sicuramente giocabile, ma bisogna tenere in conto che si potrebbe anche venire rallentati da contrattempi di tipo tecnico.
Senza dubbio positivo, invece, il comparto audio, non tanto per le musiche proposte (in buona sostanza esiste solo un tema di accompagnamento per tutta la durata del titolo), ma per l’aver voluto investire su un doppiaggio in inglese di discreta qualità; è grazie soprattutto a questo elemento che è possibile notare la contrapposizione tra la serietà quasi campale di Stayn e il tono invece più scanzonato del giovane Freedan.

Hardware
Requisiti minimi
OS: Windows 7 o superiore
Processore: Intel Core i3
RAM: 4 GB
Scheda Grafica: GeForce 8800 gts o Intel HD4000
DirectX: Versione 9.0c
Spazio su HDD: 2 GB

Requisiti raccomandati:
OS: Windows 7 o superiore
Processore: Intel core i5 o superiore
RAM: 4 GB
Scheda grafica: Nvidia GTX260 o superiore
DirectX: Versione 9.0c
Spazio su HDD: 2 GB
Recensione Videogioco TRISTOY scritta da MASTELLI SPEED Comprando una copia di Tristoy per circa € 20 euro si riceverà in automatico una seconda chiave del gioco, di modo da poter giocare con un amico. Il titolo Uniworlds Game Studios, dunque, vale la spesa richiesta? La risposta non è così semplice. L’esperienza da platform in effetti prende spunto da trovate ammirevoli, ma è l’esecuzione a lasciare a volte perplessi. La possibilità di destreggiarsi tra varie linee di dialogo non ha un impatto così elevato, e la scarsa durata complessiva non permette lo sviluppo di situazioni di gioco maggiormente interessanti. Allo stato attuale delle cose, poi, il titolo risulta afflitto da qualche problematica tecnica, e questo potrebbe scoraggiare i giocatori meno pazienti. Tutto ciò, in conclusione, consente al titolo di aspirare a un giudizio purtroppo solamente vicino alla sufficienza.
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