Recensione di Elite: Dangerous

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Frontier Developments
  • Data uscita:

     16 dicembre 2014 - Estate 2015 (Xbox One) - Q2 2017 (PS4)
- Una riproduzione in scala 1:1 della galassia
- Fisica ben implementata
- Emozionante
- Incredibili potenzialità
- Multiplayer attualmente inservibile
- Qualche bug
- Alcuni limiti da rimuovere al più presto
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A cura di (LoreSka) del
Spazio, ultima frontiera. Il cosmo ha affascinato il genere umano sin dall’antichità, e chiunque abbia mai amato la fantascienza sa bene che la tematica del viaggio spaziale è una delle colonne portanti di questo genere letterario. Poter solcare il vuoto interstellare a velocità superiori a quelle della luce per scoprire strani, nuovi mondi è terribilmente intrigante, e tutti vorremmo avere la possibilità di comandare una navicella spaziale per giungere al di là dei confini della conoscenza.
Nel mondo dei videogiochi, questo tema è stato affrontato diverse volte, spesso con limiti dovuti più alla potenza di calcolo dei computer che alla reale fantasia degli sviluppatori. Ci sono stati giochi che hanno ricreato un’universo di fantasia, altri che hanno tratto ispirazione dalla realtà, tentando di riprodurre lo spazio in maniera fedele. Tra questi giochi si annovera la serie Elite, nata nel 1984 e rimasta in un cassetto dal lontano 1995. Frontier: First Encounters fu l’ultimo gioco di questa saga, e il primo a utilizzare la tecnologia procedurale per creare una galassia piena di stelle e pianeti. In First Encounters, gli sviluppatori riuscirono a creare oltre 513 milioni di sistemi stellari, e ogni pianeta poteva essere visitato. Nel 1995, questo era un risultato stupefacente, destinato a restare nella memoria dei giocatori dell’epoca. Gli stessi giocatori che, probabilmente, hanno deciso di ridare fiducia agli stessi sviluppatori di First Encounters nel 2013, premiando la campagna su Kickstarter con quasi 1,6 milioni di sterline. Il risultato della raccolta fondi si concretizzò nello sviluppo di Elite: Dangerous, un gioco che prometteva una riproduzione in scala 1:1 della nostra galassia, con circa 400 miliardi di sistemi stellari e qualche migliaio di miliardi di pianeti, il tutto all’interno di un universo persistente online. E, incredibile ma vero, ad appena 23 mesi di distanza dalla chiusura della raccolta fondi, il gioco è giunto nelle nostre mani così come ci era stato promesso. Ed è davvero incredibile.


Un’avventura infinita
Elite: Dangerous ci pone al comando di una navicella spaziale con la misera cifra di 1000 crediti nelle nostre mani. L’avventura inizia in una base stellare in orbita attorno a qualche corpo celeste, in un punto a caso della nostra galassia, nei pressi del Braccio di Orione. Siamo nello stesso settore dove ha sede il nostro sistema solare, ma non possiamo sapere dove sarà generato il nostro punto di partenza. Così, ci ritroviamo poveri e spaesati, con attorno a noi una galassia sconfinata. Di fronte a noi una spaventosa libertà: possiamo decidere cosa fare di noi, dove andare e cosa compiere, ma nessuno ci indicherà la via. Il senso di abbandono è totale, e la sensazione di essere un granello di sabbia in un oceano prende ben presto il sopravvento.
Rapidamente scopriamo che nella parte conosciuta della galassia convivono tre fazioni rivali, da anni alle prese con una sorta di guerra fredda in cui, fortunatamente, non abbiamo ancora preso una posizione. Siamo neutrali e liberi di muoverci tra i vari sistemi stellari, nel tentativo di racimolare qualche credito extra per acquistare un equipaggiamento migliore ed ambire a ottenere gloria e ricchezza.
Come detto, il gioco ci lascia plasmare il nostro destino, permettendoci di scegliere come guadagnarci il pane. Possiamo svolgere il ruolo di autotrasportatore spaziale, comprando e vendendo beni tra un sistema stellare e un altro, ricavando del profitto. In alternativa, possiamo raggiungere delle zone di estrazione mineraria e iniziare a raccogliere materie prime direttamente dalle asteroidi in orbita attorno ad alcune stelle e pianeti. O, ancora, possiamo scegliere di armare la nostra nave e tentare la carriera del soldato di fortuna o del pirata. E, naturalmente, possiamo dedicare la nostra vita all’esplorazione spaziale, diventare dei cartografi stellari oltrepassando i confini dello spazio civilizzato per giungere là dove nessuno è mai giunto prima.
Elite: Dangerous non pone dei limiti: possiamo iniziare sin da subito qualsiasi carriera, e possiamo cambiare strada in qualsiasi momento. Non ci sono realmente delle scelte a lungo termine, e in generale è possibile modificare radicalmente il proprio stile di gioco in qualsiasi momento. L’unico aspetto vincolante riguarda la scelta di una fazione, che potrebbe trasformarci in ospiti non graditi in almeno una buona metà dello spazio conosciuto. Ma prima di diventare dei nemici o alleati della Federazione, dell’Impero o dell’Alleanza, dovremo macinare parecchi anni luce a bordo della nostra navicella.


La vita nello spazio
Elite: Dangerous ci permette di compiere viaggi interplanetari e interstellari, consentendoci di esplorare lo spazio all’interno di un sistema stellare e di effettuare un ipersalto verso un’altra stella. Vi sono dei limiti alle distanze percorribili tra un sistema stellare e un’altro, e il giocatore è spesso chiamato a suddividere ogni lungo viaggio in diverse tappe. Una volta giunti in un sistema stellare abitato, abbiamo la possibilità di visitare una o più basi spaziali orbitanti, dove atterrare con la nostra nave, rifornirla di carburante, vendere e acquistare beni e accedere a una bacheca dove ottenere missioni generate anch’esse in maniera casuale. Queste si suddividono in missioni di trasporto, combattimento, recupero e umanitarie. Le prime tre offrono quasi sempre crediti in cambio dello svolgimento dei compiti assegnati, mentre la terza permette di variare in maniera significativa la nostra posizione all’interno del fragile equilibrio politico del gioco. Anche le normali missioni influenzano ciò che le tre fazioni pensano di noi, e talvolta alcuni compiti sfociano nell’illegalità o superano i confini di ciò che è moralmente accettabile. Dietro una semplice missione di trasporto si può nascondere un odioso commercio di schiavi, ben retribuito ma odiato dalla popolazione, e una missione in cui ci viene chiesto di uccidere un cattivo potrebbe rivelarsi l’assassinio di un innocente: siamo continuamente messi in crisi dai risvolti di ciascun compito, e talvolta i nostri piani a breve termine potrebbero scombussolarsi dopo pochi minuti, invischiandoci in faccende più grandi di noi.
In generale, le missioni permettono di guadagnare delle buone cifre in tempi piuttosto brevi, ma la loro disponibilità nelle basi spaziali visitate è totalmente randomica. Così, spesso attracchiamo in una base dopo un lungo viaggio per scoprire che non vi sono missioni adatte alla nostra nave o al tipo di equipaggiamento a nostra disposizione, obbligandoci di fatto a riprendere il volo verso un’altro sistema spaziale. Fortunatamente, anche in questi casi è possibile cercare di ottenere del profitto riempiendo il nostro cargo con qualche materiale da rivendere alla nostra prossima tappa. E, casomai la strada scelta sia quella del mercenario o del pirata, nessuno ci vieta di spostarci per lo spazio alla ricerca di qualche cattivo con una taglia sulla testa o di un cargo da depredare. Nello spazio, infatti, incontriamo spesso convogli o strane situazioni da cui trarre vantaggio, o da cui fuggire il più rapidamente possibile. Possiamo avere a che fare con una flottiglia di pirati interessata al nostro carico, con un importante politico in viaggio difeso dalle potenti navi della federazione, con i residui di una battaglia alla deriva nel cosmo o, addirittura, con una serie di navicelle impegnate a scortare un carro funebre spaziale, diretto verso un qualche cimitero orbitante. È incredibile il numero e la varietà delle situazioni che ci troviamo davanti, e in generale ogni volta che si ha a che fare con un segnale non identificato nello spazio, la curiosità di fermarsi a dare un’occhiata è molto forte. Così forte da farci spesso cadere in terribili trappole.


Una Via Lattea fedele
Gli astronomi non sanno con esattezza quante stelle vi siano nella nostra galassia, ma hanno stimato la presenza di un massimo di 400 miliardi di sistemi stellari. Gli sviluppatori di Elite: Dangerous, come detto in apertura, hanno optato per questa stima, realizzando una riproduzione della nostra galassia in dimensione reale. Se un giocatore volesse esplorare l’intero universo di Elite: Dangerous trascorrendo appena un minuto in ciascun sistema stellare, impiegherebbe oltre 761.000 anni per completare la sua missione. L’intera galassia di Elite: Dangerous, probabilmente, non verrà mai esplorata in tutta la sua totalità. È evidente che in una tale e ambiziosa vastità sarebbe impossibile ambire a realizzare una riproduzione totalmente fedele della galassia, e in effetti gli sviluppatori si sono serviti della generazione procedurale di stelle e pianeti per la stragrande maggioranza dello spazio visitabile. Ciò non toglie che nella Via Lattea di Elite: Dangerous vi siano elementi straordinariamente fedeli: tutto lo spazio nel giro di qualche decina di anni luce dal nostro sistema solare è stato ricreato in maniera incredibilmente realistica (exopianeti esclusi, ovviamente) e la posizione relativa delle stelle e delle nebulose è incredibilmente fedele. Viaggiando in prossimità del Sole è possibile distinguere le costellazioni e identificare con facilità alcuni oggetti visibili dalla Terra a occhio nudo. Ogni puntino presente nel cielo è un astro effettivamente raggiungibile, ed è incredibile notare come vastissimi elementi come le nebulose si facciano via via più grandi e riconoscibili mano a mano che ci si avvicina. Un nostro viaggio verso le Pleiadi, ad esempio, oltre a richiedere una decina di ore di gioco tra viaggi e tappe obbligate è stato caratterizzato dalla presenza costante delle Sette Sorelle della nebulosa che si sono fatte via via più limpide: se amate l’astronomia, Elite: Dangerous vi darà delle enormi soddisfazioni.


La solitudine
Nonostante Elite: Dangerous sia un gioco “always online” con la possibilità di giocare in solitaria (ma sempre connessi al server), anche quando si gioca in una partita aperta la possibilità di incontrare altri giocatori è piuttosto remota. Fatta eccezione per il Sistema Solare e i sistemi più vicini, nella vastità del cosmo di Elite: Dangerous è davvero difficile incontrare altri giocatori in carne ed ossa. L’universo è popolato da un grande numero di navi controllate dall’intelligenza artificiale, e in generale non si ha mai la sensazione di essere soli. Questo, ovviamente, esclude i viaggi al di fuori dell’universo conosciuto, dove il passaggio tra una stella e un’altra è un reale salto nel buio, e gli incontri randomici si fanno rarefatti e, spesso, molto pericolosi.
Anche nella remota ipotesi in cui si incontri un giocatore in carne ed ossa e ammesso e concesso che egli voglia interagire con noi, l’online di Elite: Dangerous allo stato attuale appare piuttosto primitivo e poco funzionale. Non è possibile, ad esempio, creare dei gruppi di giocatori realmente funzionanti  per affrontare insieme la medesima missione: i giocatori devono accordarsi via chat, scegliere la stessa missione dalla base spaziale e recarsi assieme verso il radiofaro in prossimità della stella principale di ciascun sistema solare. Nel caso di una missione di combattimento - le uniche in cui la modalità cooperativa ha davvero senso - solo chi ha distrutto il nemico ottiene i crediti della taglia, lasciando a bocca asciutta gli altri compagni di avventura. Le cose cambiano in PvP, dove le warzone create in prossimità di alcuni sistemi stellari possono offrire diverse emozioni. Ma, anche in questo caso, il luogo pullula di bot controllati dall’intelligenza artificiale, ed è necessario accordarsi attraverso le community al fine di organizzare una bella battaglia tra squadroni. In breve, l’online di Elite: Dangerous, allo stato attuale, è piuttosto primitivo e gravemente insufficiente, tanto da rendere il gioco un’esperienza più adatta ai lupi solitari. Le cose cambieranno presto con una patch, ma per il momento dobbiamo prendere atto di questi limiti.


Una simulazione
È evidente che Elite: Dangerous non sia un gioco per tutti i palati. Il titolo è un simulatore spaziale, e nonostante le evidenti licenze poetiche che sfidano la teoria della relatività, come tale implementa una profonda simulazione fisica della navicella. Così, ci ritroviamo ad avere a che fare con una nave che fluttua in assenza di gravità, che accumula inerzia e che ci richiede di regolare rollio, beccheggio, imbardata e di spostarci nelle tre dierzioni spaziali. Il controllo delle navicelle di Elite: Dangerous somiglia a quello di un elicottero, ed è necessaria un po’ di pratica al fine di padroneggiare i comandi. L’utilizzo di un joystick per il volo di tipo HOTAS è consigliato, anche se il titolo può essere fruito con mouse e tastiera senza troppe preoccupazioni. Purtroppo il tutorial presente nel gioco non ci aiuta a comprendere la complessità del controllo, e nelle prime due o tre ore di gioco solo i tutorial online (e qualche video su Youtube) potranno aiutarci ad uscire vivi dal primo scioccante impatto con la vastità del titolo.
I combattimenti sono basati sul dogfighting: nonostante il gioco sia ambientato un migliaio di anni nel futuro, il singolar tenzone fra i giocatori avviene a distanze piuttosto ravvicinate, con l’utilizzo di laser e di qualche missile teleguidato. Non aspettatevi attacchi sulla lunga distanza: tutto avviene in spazi piuttosto circoscritti, e spesso si trascorre molto tempo ad inseguire il nemico e a infilarlo nel reticolo di mira. I combattimenti di Elite: Dangerous assomigliano molto di più ai duelli aerei della seconda Guerra Mondiale piuttosto che alle ipertecnologiche battaglie contemporanee e questo, tutto sommato, è un aspetto molto positivo che rende il gioco ancora più emozionante.

Buoni propositi
Nonostante il gioco sia completo e ufficialmente uscito in versione 1.0, ci sono ancora numerosi aspetti di Elite: Dangerous che attendono di essere migliorati. Oltre alla già citata componente multiplayer, attualmente inservibile, il futuro di Elite include nuove tipologie di navi spaziali, l’atterraggio planetario, l’esplorazione dell’interno delle basi e la possibilità di vestire i panni di un generale stratega per controllare interi gruppi di navi in battaglia. Queste novità sono state promesse in fase di sviluppo e ribadite in un video rilasciato per via ufficiale pochi giorni prima di Natale ma, al momento, non sappiamo quando queste espansioni saranno introdotte. Crediamo che alcune delle promesse fatte dagli sviluppatori richiederanno tempi di realizzazione piuttosto lunghi, e sarà piuttosto difficile prevedere se e quando verranno rilasciate. Inoltre, dobbiamo considerare che il gioco allo stato attuale non è perfetto, con la presenza di numerosi bug - anche gravi - e una esigua varietà di navi spaziali, di missioni e di elementi generati casualmente. Di conseguenza, ci sembra più corretto valutare il gioco per quello che è e non per quello che sarà, riservandoci di correggere il nostro giudizio in un secondo momento, speriamo non troppo remoto nel tempo.

Hardware
- Windows 7.x o Windows 8.x (la versione MAC verrà rilasciata dopo il lancio)
- Direct X 11
- Quad Core CPU ( 4 x 2Ghz is a reasonable minimum)
- 2 GB System RAM (more is always better)
- DX 10 hardware GPU with 1GB video ram (minimo Nvidia GTX 260 o ATI 4870HD)
- Connessione a Internet sempre attiva
Recensione Videogioco ELITE: DANGEROUS scritta da LORESKA Elite: Dangerous è uno dei videogiochi con le più grandi potenzialità mai visto nella storia di questo medium. Allo stato attuale, parliamo di un titolo che include una riproduzione in scala 1:1 della nostra galassia, con miliardi di stelle da esplorare e una giocabilità che va ben al di là dell’aspettativa di vita di un essere umano. Le promesse fatte dagli sviluppatori potrebbero ulteriormente ingigantire questo mondo, trasformandolo in qualcosa di semplicemente incredibile e difficile da quantificare. Al contempo, la release del gioco è avvenuta forse troppo presto, e al momento Elite: Dangerous si trova sostanzialmente privo di una componente multiplayer realmente in grado di soddisfare i giocatori. Ma se l’idea di seguire le orme del capitano Picard vi intriga, non c’è davvero motivo di attendere: Elite: Dangerous vi conquisterà in un istante.
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    Commenti: 2 - Visualizza sul forum
  • UltraSaX
    UltraSaX
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    Ho giocato il primo Elite su Commodore 64 per lungo tempo...adoravo quel gioco. Sono venuto a conoscenza solo ora di questo gioco e penso che non attendero' oltre. Bellissimo...spero solo che sia un degno successore del vecchio Elite. :')
  • Sauros92
    Sauros92
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    Ho idea di supporre che questa recensione necessiti di un piccolo update
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