Recensione di Karate Master 2 Knock Down Blow

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Sviluppatore:

     Crian Soft
  • Data uscita:

     Disponibile
- Divertente
- Variegato nei vari aspetti
- Coinvolge nel mondo del karate sin da subito
- Si può giocare solo in single player
- Qualche problema tecnico di troppo
- Si sente un po' la mancanza di una trama valida
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A cura di (JinChamp) del
Il made in Italy è rinomato in tutto il mondo, dai generi alimentari all'alta moda, ma nell'industria videoludica quanti sono effettivamente i casi di grandi produzioni provenienti dal nostro paese? Per quanto retorica la domanda possa essere, da qualche tempo il mercato degli indipendenti ha permesso in tutto il mondo – e quindi anche qui dalle nostre parti – di mettere in piedi il proprio progetto, ambizioso (e dunque costoso) o meno che fosse, e ritagliarsi il proprio piccolo spazio grazie anche ad iniziative come Greenlight su Steam. Come minimo comune denominatore di tutti questi elementi troviamo Crian Soft, pronta ad approdare proprio su Steam con il suo ultimo prodotto Karate Master 2: Knock Down Blow dopo i consensi ottenuti su Greenlight.



Ritorno agli 8 bit
Molto spesso quando si pensa ad un titolo indie lo si collega subito a qualche tipologia di gioco cosiddetto "vecchio", magari bidimensionale e somigliante a qualcosa che abbiamo già giocato tra gli anni '80 e '90 su qualche cabinato in uno dei bar vicino casa. Karate Master 2 rappresenta perfettamente questa idea, dando al giocatore subito quella sensazione di familiarità con uno stile grafico tipico dei picchiaduro di quegli anni. Ci si ritrova quindi ad impersonare l'aspirante campione di karate Ken, altro stereotipo un po' abusato, appena diventato cintura nera. La nera cintura che di solito indica il punto d'arrivo in realtà altro non è che l'inizio per il protagonista, che dovrà costruirsi una reputazione nel mondo già affermato che lo circonda.
Il fulcro del gioco si divide infatti tra allenamenti, gare e lavoro. Partendo proprio da quest'ultimo, viene proposto un semplice mini-gioco alla guida di un muletto con cui bisogna caricare su un camion più barili possibile entro un determinato periodo di tempo per guadagnare soldi, che potranno poi essere usati per partecipare a due diverse tipologie di tornei iniziali, uno in cui non è possibile portare pugni diretti alla testa ed un altro in cui si indossano dei caschi protettivi in cui vale tutto. Vincere, però, non porterà dei ritorni economici ma aumenterà la propria reputazione, necessaria ad affrontare i vari stage con diversi dojo e per ottenere qualche punto allenamento.
Gli allenamenti poi si distinguono in due categorie, quelli per imparare nuove mosse e quelli per aumentare le proprie statistiche (forza, resistenza, velocità, tai kitae e ki). Le nuove mosse vengono apprese nel dojo; eseguendole per dieci volte sarà poi possibile utilizzarle anche nelle gare. Le statistiche invece hanno ognuna quattro mini-giochi diversi, sbloccabili progressivamente, fino a massimizzarle al livello 10.
Ci si ritroverà a dover spaccare le famose tegole con un solo colpo ben assestato, sferrare calci e pugni ad un tronco di un grosso albero, mantenere la concentrazione sotto una cascata e a sperimentare tante altre prove per mettere alla prova il fisico e la mente del nostro karateka. Anche se queste, venti in tutto, sono tutte diverse, si riducono essenzialmente a dei rhythm game di sorta, con meccaniche variabili. Alcuni di questi mini-giochi sono intuitivi e anche carini, altri invece risultano un po' troppo macchinosi e non facili da capire.



La strada per il successo

Tutti questi elementi fanno da contorno a quello che è il punto focale di Karate Master 2, ossia i combattimenti. Il gameplay è volutamente lento e ragionato, totalmente assenti le combo ma i quattro tasti usati (uno per ogni arto) possono essere utilizzati insieme tra loro e/o ai direzionali per colpi diversi ma non concatenati. Anche la parata è teoricamente semplice, da utilizzare con i tasti direzionali in base alla parte del corpo che si intende proteggere. Molto più complesse sono invece le prese, assenti da ogni tutorial e per nulla intuitive. Il round è unico, della durata massima di due minuti, durante i quali vengono conteggiati i colpi messi a segno dai due sfidanti. Colpire una zona del corpo (limitato a gambe, busto e testa) la danneggerà partendo da un colore pallido giallo fino ad un arancione/rosso per le ferite più gravi. Se da una parte è possibile recuperare dai danni subiti temporeggiando e difendendosi, dall'altra non si può neanche caricare a testa bassa, poiché dopo qualche colpo si scarica momentaneamente la barra del ki (che altro non è che la stamina) e quindi, affaticati, non solo i propri colpi non saranno più efficaci come prima ma ci si ritroverà maggiormente vulnerabili ad offensive nemiche. Tutto ruota intorno quindi allo studio del nemico e al tempismo delle proprie mosse, in modo da portare magari anche qualche colpo critico o momentanei status alterati, come uno shock cerebrale in cui si ha una visione distorta di ciò che accade o uno shock polmonare in cui si fatica a prender fiato. Infierire sulla stessa parte del corpo dell'avversario sfocerà in un Ippon, ossia il punto vittoria prima dello scadere del tempo regolamentare. Esiste però un terzo modo per vincere gli incontri, più casuale, che consiste nel forfait per infortunio. Talvolta, un colpo critico particolarmente ben piazzato, potrà causare degli infortuni più gravi, come delle fratture, e conseguente ritiro da parte dell'infortunato, che nulla esclude potreste essere anche voi!
Gli infortuni riescono ad aggiungere quel tocco di imprevedibilità ad ogni incontro, non più relegato ad una barra della vita da scaricare come è solito trovare nei picchiaduro, inoltre porta il giocatore a fare attenzione ad ogni colpo, visto che anche un solo attacco ben assestato può portare alla sconfitta. Ciò che invece ci lascia un po' di amaro in bocca e non ritrovare un effettivo riscontro degli infortuni nel prosieguo dell'avventura. Ci saremmo aspettati, data la struttura del titolo, un'altra piccola serie di mini-giochi che fungessero da riabilitazione, invece abbiamo trovato – e solo nella prima occasione – un filmato in cui il nostro Ken è in un lettino di ospedale, mezzo ammaccato, intento a subirsi anche il cazziatone da parte della fidanzata. Carino sì, ma lascia comunque agli infortuni il tempo che trovano, rendendoli piuttosto fini a sé stessi e al singolo match.



Capipalestra sì, ma senza medaglie
Karate Master 2 Knock Down Blow non vuole essere un classico picchiaduro, quanto una esperienza per vivere attraverso il protagonista una vita da karateka, senza dover spazzolare un patio o dipingere uno steccato al buon maestro Miyagi come nella famosa pellicola. Inizialmente non sarà facile per un giocatore qualunque entrare nei meccanismi del gioco, un po' sia a causa di tutorial striminziti ma soprattutto per l'eccessiva tecnicità di questa arte marziale, che farà d'altro canto felici gli appassionati. Ogni colpo che per noi può essere un calcio, un pugno, un montante o un calcio rotante, lo si ritrova qui con nome giapponese senza ulteriori spiegazioni, e questo può creare qualche problema, specie in alcuni allenamenti. Lo scopo sarà essenzialmente quello di acquisire abbastanza notorietà per poter sfidare e battere i capi di tutte le palestre, o dojo se vogliamo, e diventare il numero uno. E non solo, perché per chiudere definitivamente il cerchio bisognerà comprare un immobile per una certa somma da un losco venditore e aprire la propria scuola di karate.
Se comunque tra combattimenti e la sfilza di allenamenti si rischia alla lunga di incappare nell'inconveniente noia, occasionalmente vengono proposti degli stage speciali, per affrontare animali feroci o saltare acrobaticamente un'auto che freccia verso di noi per uno spot pubblicitario. In verità, già in sede di anteprima, si era visto anche uno stage speciale con un grosso grizzly che, con grande rammarico, non siamo riusciti a sbloccare pur completando tutti gli altri e con buona parte delle statistiche già massimizzate.
Ciò che sembra mancare è però almeno un accenno di storia alla base, magari più complesso del dover battere tutti i concorrenti, in cui forse sarebbe bastata anche solo una figura rivale con cui fronteggiarsi una volta per tutte alla fine del percorso per coronare con un po' di emozione la fine di un lungo percorso, piuttosto che adagiarsi sugli allori proprio alla fine dopo tanti sforzi.
Per quanto invece concerne l'aspetto puramente tecnico, pur basandosi su di uno stile 2D tipicamente retrò, sia la grafica che le animazioni e soprattutto il sonoro si armonizzano perfettamente tra loro, restituendo un feeling molto simile a quello che i più “vecchiotti” hanno provato nei cabinati durante i primi anni '90. Nonostante questo, qualche dettaglio in più nei vari lottatori, visto che oggi comunque non ci sono i limiti di una volta, non avrebbe guastato, come anche un po' di rifinitura extra per risolvere alcuni bug più o meno fastidiosi ancora presenti nella versione finale ed aggiornata, quali un audio ballerino dopo sessioni medio-lunghe di gioco e la compatibilità con un pad console, in teoria supportato. Abbiamo provato a collegare un dualshock 4 ma abbiamo quasi subito dovuto ripiegare sulla classica tastiera, che comunque è risultata piuttosto efficiente.

Recensione Videogioco KARATE MASTER 2 KNOCK DOWN BLOW scritta da JINCHAMP Karate Master 2 è senza dubbio un buon titolo e fa piacere che nasca dalle menti creative di uno studio italiano. Nato probabilmente come un tributo all'arte del karate, il gioco mescola pochi ma azzeccati elementi in una miscela che è in grado di divertire ed appassionare quasi ogni tipo di videogiocatore, trovando poi in coloro che già masticano la materia forse i più grandi estimatori. Pur non trattandosi di un'opera perfetta, certamente migliorabile sotto alcuni aspetti, il prezzo ridotto e la possibilità di girare anche su PC parecchio datati la rende un acquisto consigliato per frequenti ma brevi sessioni di gioco. Adatto a intervallare i soliti giochi con qualcosa di diverso, piacevole ma, soprattutto, divertente con la sua leggerezza e capace di coinvolgere il giocatore e fargli scoprire – per chi ancora non ne facesse già parte – una piccola parte del mondo del karate.
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