Recensione di Dead Effect

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Azione
  • Lingua:

     inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     15 aprile 2014 (early access)
- Un FPS vecchia scuola che bada al sodo
- Atmosfera fanta-horror azzeccata
- Discreta varietà di zombi
- Non manca qualche gradevole effetto grafico
- Prezzo accattivante
- Non cercate originalità
- Tutto già visto
- Pessimo doppiaggio
- Graficamente altalenante
A cura di (Specialized) del
Al momento di scrivere Dead Effect è in offerta su Steam a soli 4,99 euro, che per uno sparatutto sci-fi horror a tema zombesco che si rifà a Dead Space e a Left 4 Dead è davvero un prezzo appetitoso. Arrivato lo scorso anno su device iOS e Android in versione mobile, il gioco è approdato alcuni giorni fa su PC grazie a BadFly Interactive e dobbiamo ammettere che dopo il lungo percorso di Early Access siamo di fronte a un FPS solido e già completo, anche se prossimamente ci sarà spazio per una modalità co-op già annunciata e per qualche aggiustamento nei controlli. Se infatti si decide di giocare con un pad, si deve comunque ricorrere al mouse per gestire i menu e gli acquisti e i potenziamenti dopo ogni missione, visto che in questi casi è come se il controller non venisse riconosciuto dal gioco. Aggiungiamo anche una sistemazione a livello sonoro (i dialoghi sono davvero troppo bassi rispetto al resto) e un miglioramento del sistema di collisioni, che non a caso è il difetto più evidente e fastidioso riscontrato in questa versione attuale. 


Gli zombi spaziali
Ma andiamo con ordine. Dead Effect è uno sparatutto in prima persona ambientato sulla solita nave spaziale dove qualcosa è andato storto. Dopo aver scelto il nostro alter ego tra i due disponibili (un uomo e una donna), eccoci a vagare per corridoi poco illuminati, sporchi di sangue e con urla poco rassicuranti provenienti da chissà dove. Il primo impatto è una via di mezzo tra Alien: Isolation e Dead Space, anche se Dead Effect non ha né lo spessore produttivo né particolari velleità narrative o di gameplay tali da competere con i titoli appena citati. Anzi, a ben vedere siamo molto più vicini a una sorta di Doom 3 con gli zombi al posto dei demoni assortiti di id Software e anche la struttura di gioco, con il suo dejà-vù imperante, si rifà chiaramente alla vecchia scuola degli sparatutto in soggettiva. Non si può saltare ma solo scattare per alcuni secondi, si va da un obiettivo all’altro seguendo una voce da remoto, si attraversano corridoi dopo corridoi e si raccolgono automaticamente munizioni e soldi. I più attenti all’esplorazione hanno anche a disposizione la raccolta di alcuni tablet che fanno luce su cosa sia andato sorto a bordo di questa nave spaziale, ma per il resto Dead Effect fa della linearità la sua bandiera.


Qui si bada al sodo
Pochissimi puzzle (giusto qualche mini-game per scoprire dei codici di accesso), nessuna concessione allo stealth e manca addirittura un attacco ravvicinato, altra assenza che non pesa moltissimo ma che si fa comunque sentire. Gli obiettivi sono sempre i soliti ed ecco allora generatori, ventole e marchingegni da attivare, aree dell’astronave da scoprire, interruttori da accendere e ascensori per spostarsi da un livello all’altro della nave. Insomma, se cercavate il non plus ultra dello stereotipo fanta-horror, sarete accontentati ed entrare nello spirito di Dead Effect è come stare di fronte a un film di serie B a basso budget; sai già come sarà e ti aspetti ogni minimo colpo di scena, ma se ti piace il genere ti diverti sicuro. Qui è lo stesso. Sembra di essere tornati indietro di qualche anno quando termini come stealth, free roaming ed elementi ruolistici non erano ancora in voga e si badava al sodo. In realtà non si sta parlando di un FPS nudo e crudo, nel senso che con l’oro e i soldi raccolti nei livelli alla fine di ogni missione si possono comunque potenziare le armi o acquistarne di nuove. Mancano inoltre i medikit e il recupero della salute avviene in apposite stazioni mediche sparse all’interno dei livelli. Se poi si muore, si può resuscitare spendendo un bel po’ di quattrini o ricominciare il livello da zero visto che non è presente un sistema di salvataggio automatico. 


Difficile è bello
Insomma, qualche barlume di personalità lo si può anche trovare, ma è indubbio come Dead Effect non badi a questo, quanto piuttosto all’elemento shooting a sfondo horror. Gli zombi, presenti con una buona varietà (strisciano, lanciano bombe, ci saltano addosso), possono piombarci addosso anche a decine e i livelli angusti e poco ampi non consentono chissà quale libertà di movimento, a parte alcuni rari stanzoni. Per fortuna, oltre alle classiche armi del caso, abbiamo a disposizione anche granate (spesso fondamentali per spazzare via parte dell’orda), un arco ipertecnico e una sorta di onda d’urto capace di infliggere parecchi danni. Il consiglio è di affrontare il gioco a livello difficile (il terzo dei quattro disponibili), visto che a livello medio le munizioni sono davvero troppe, i boss fanno poco male e la resistenza del nostro alter ego è davvero super. Non che sia impossibile morire (tutt’altro), ma per un livello di sfida davvero impegnativo è consigliabile giocare a difficile ed essere così costretti a scovare quante più munizioni possibili, attuando così anche qualche variante in più contro gli zombi che non sia il semplice svuotamento dei caricatori del fucile a pompa o del mitragliatore.    


Voci da brividi
Il tutto vi porterà via qualche pomeriggio a seconda della difficoltà scelta e del vostro interesse verso l’esplorazione, che comunque è un fattore molto secondario in un gameplay diretto, viscerale e che va dritto al punto senza tante distrazioni. Se poi volete giocare di più, ci sono le classiche modalità in cui si deve resistere di fronte ad attacchi sempre più massicci di zombi, ma per il resto Dead Effect, con le sue 12 missioni, non offre chissà quale longevità e questo è anche un bene visto che dopo un po’ inizia ad affiorare una certa ripetitività. Graficamente siamo poi di fronte a un titolo incapace di competere con le produzioni AAA odierne anche con tutti i dettagli al massimo, ma che non per questo è da bocciare in toto. Certo, tutto è molto semplicistico, le texture appaiono slavate e gli ambienti di gioco si ripetono troppo spesso, ma qua e là si possono apprezzare diversi effetti di distorsione (le granate, il nostro potere speciale) e giochi di luci e ombre non disprezzabili. Pessimo invece il doppiaggio in inglese, ma di contro le musiche fanno il loro lavoro onestamente, creando un sottofondo carico di mistero e tensione più che adatto all’atmosfera del gioco.   
Recensione Videogioco DEAD EFFECT scritta da SPECIALIZED Volevate gli zombi nello spazio profondo? Eccovi accontentati e con una manciata di euro vi portate a casa uno sparatutto vecchio stile con poca personalità, graficamente superato, un po’ ripetitivo e con ancora qualche bug da sistemare. Di contro però Dead Effect diverte, ha dalla sua una buona atmosfera fanta-horror, costa poco e garantisce lo stesso effetto di un b-movie privo della benché minima originalità ma fatto con mestiere. Insomma, niente di nuovo sotto il sole e guai a cercarvi chissà quale spunto innovativo, ma se vi piace il mood di Dead Space e amate le orde di zombi fateci pure un pensierino.
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