Recensione di I, Zombie

- Concept originale
- Gameplay solido
- Design dei livelli avvincente
- Longevità limitata
- Le mappe mancano di varietà grafica
- IA con qualche pecca
A cura di (Mascalzone) del
Abbiamo visto zombi in tutte le salse: sono da sempre una costante tematica dei videogiochi da quelli decisamente action, basti citare Dead Island o State of Decay, al genere esploso grazie alla mod di ArmA II, DayZ, del 2012: quello dei survival. Ma ai non morti è sempre riservata la parte della carne da macello, mai da quella del protagonista...



Necrogaming anni '80
I motivi di questo sono persino ovvi. Non è che si possa caratterizzare uno zombi, per sua natura è un personaggio ben poco incline al dialogo. Ecco perché un puzzle game vecchio stile tutto giocabilità e poche storie può essere il prodotto ideale per uscire dai canoni. È esattamente questo il concetto alla base del titolo di Awesome Games Studio ispirato dall'omonimo libro dello scrittore americano Hugh Howey, che ci mette nei panni di un morto vivente la cui missione consiste nel cibarsi di carne umana.
Lungo i venti livelli in grafica rigorosamente 2D con visuale a volo d'uccello che costituiscono l'esperienza di gioco dovremo affrontare le forze militari che si pareranno davanti al nostro mietitore cercando di difendere i poveri civili dalle sue avide fauci, venendo irrimediabilmente anch'essi fagocitati.
L'essenza del titolo risiede nell'elaborazione delle tattiche più efficaci per riuscire nell'intento di non lasciare nulla in grado di respirare sulla mappa, fatta eccezione per alcuni livelli in cui saremo chiamati a uccidere minacciosi scienziati apparentemente in grado di debellare il virus pensando solo a non farci beccare da forze speciali in grado di farci secchi con letali sventagliate di colpi.
All'inizio di ogni livello controlliamo un unico zombi, quello che possiamo definire il protagonista del gioco, sorta di maschio alfa dotato di una discreta velocità di movimento e di una barra della salute in grado di generarsi rapidamente.
Se l'obiettivo è semplice non così scontate sono le strategie che sono alla base delle meccaniche di gioco: se i civili sono le prede più succulente poiché in grado di difendersi solo scappando, tra il nostro e loro vi saranno guardie armate di mitra pronte a crivellarci di colpi se ci avvicineremo in maniera troppo avventata. Molto spesso infatti per poterle superare occorrerà sfruttare angoli delle case e delle casse che costituiscono l'architettura delle mappe e nascondersi aspettando il momento giusto per attaccarle, e dovremo prima riuscire a reclutare un po' di colleghi per riuscire a sconfiggere le pattuglie più numerose.



Il mordente
Una volta portati dalla nostra parte gli NPC (il processo di zombificazione richiede un secondo o poco più) potremo infatti guidarli con dei semplici comandi, potendo dirgli di seguirci, di attaccare l'essere umano più vicino oppure di restare fermi. Il bello, come sempre avviene in questi giochi, è che dietro a questa semplicità si cela un gameplay avvincente e I, Zombie non è da meno: oltre al già citato sneaking sarà importante utilizzare gli altri zombi come scudo, visto che le guardie sparano sempre al non morto a loro più vicino, così che noi si possa con una veloce corsa da dietro le linee andare dritti sul bersaglio per neutralizzarlo.
Inoltre i soldati si muovono su percorsi predefiniti resi chiari dai sentieri segnati sulla mappa, e una corretta pianificazione degli attacchi è fondamentale per non venire massacrati di pallottole, specie ai livelli più avanzati. A volte è anche necessario riuscire a distrarre una guardia, in modo da isolarla dal resto della pattuglia così da poterla attaccare senza allertare i suoi commilitoni. Tre soldati sono infatti in grado di far fuori anche una decina di zombi prima di essere a tiro di morso, rendendo le cose piuttosto complicate già superato il decimo livello. Inoltre la fuga è un'opzione poco praticabile, in quanto una volta colpiti si perde sangue che rallenta enormemente i movimenti, diventando così bersagli ancora più facili.
Nelle fasi più avanzate del gioco hanno poi un ruolo sempre più determinante le micidiali torrette: se il protagonista si muove con una velocità abbastanza elevata da riuscire a passarne indenne il campo di tiro gli altri zombie non avranno invece scampo. Il pericolo di vedere azzerata la propria mandria faticosamente messa insieme è sempre dietro l'angolo, e la conseguenza è inevitabilmente quella di dover cominciare daccapo.
Si può in ogni caso scegliere di farlo anche per ottenere il massimo delle stelline nel completamento di ogni livello (avete presente Angry Birds?) o battere il proprio tempo record, il che conferisce al gioco quel po' di rigiocabilità cui contribuisce anche la presenza della classifica online.
Recensione Videogioco I, ZOMBIE scritta da MASCALZONE Per il prezzo stracciato a cui è disponibile su Steam, Desura e Xbox Live Marketplace, I, Zombie si rivela un acquisto votato all'intrattenimento spensierato con una vocazione più da videogioco mobile che da prodotto per computer e console, e infatti a breve dovrebbe essere anche reso disponibile su iOS. Comunque non difetta di originalità grazie a un concept intrigante, anche se per non più longevo di qualche ora. In poche parole un titolo limitato, ma comunque consigliabile a tutti!
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