Recensione di Randal's Monday

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Avventura grafica
  • Sviluppatore:

     Nexus Game Studios
  • Data uscita:

     12 Novembre 2014
- Realizzazione grafica eccellente
- Ottimo doppiaggio
- Manca la traduzione in italiano
- Alcuni enigmi sono pessimi
- Dialoghi troppo lunghi
A cura di (Moxarc) del
Se vi chiedessimo di pensare ad un gioco che funga da rappresentate per il genere videoludico delle avventure grafiche, molto probabilmente ci nominereste un titolo della LucasArts. L’azienda, nata negli Stati Uniti agli inizi degli anni 80, ha saputo creare molteplici capisaldi del genere (come i capitoli della serie Moneky Island), e lo ha fatto mescolando sapientemente ingredienti come ironia, situazioni paradossali, rompicapi e tutta una serie di sfide che inducessero il giocate ad utilizzare il pensiero laterale e a risolvere gli enigmi in modi non convenzionali. Tenete a mente queste caratteristiche perché saranno importantissime al fine di valutare Randal’s Monday, ambiziosa avventura grafica prodotta dal neonato team spagnolo Nexus Game Studios e distribuita da  Daedalic Entertainment. Randal è un individuo davvero singolare. Si tratta di un nerd psicotico, cleptomane e sprezzante della legge, nonché poco avvezzo a prendere le cose sul serio: probabilmente non la persona con cui vorremmo avere a che fare quotidianamente. Tuttavia questo non importa a Matt, ragazzo di cui Randal è il miglior amico e nemmeno a Sally, futura moglie di Matt. I tre, infatti, sono soliti trascorrere molto tempo assieme bevendo e conversando amabilmente, e anche la sera da cui prende avvio la vicenda sembrava proprio come tutte le altre. Nessuno avrebbe potuto immaginare che di lì a poco Randal sarebbe stato catapultato in un vero e proprio incubo. Dopo aver raccolto da terra il portafogli di Matt, scivolatogli dalla tasca mentre era ubriaco, il ragazzo decide di tenerselo e al suo interno vi trova l’anello che l’amico avrebbe voluto regalare alla fidanzata. Oberato dai debiti, si convince a rivenderlo banco dei pegni il giorno dopo. L’anello però è portatore di una terribile maledizione, la quale non solo spinge Matt al suicidio, ma intrappola Randal in un loop spazio/temporale che lo costringe a rivivere continuamente lo stesso giorno.


Perso nel tempo e nello spazio
Vi ricorda forse qualcosa? Certamente un topos narrativo di questo tipo non è di per sé una novità, soprattutto per quanto riguarda il mondo del cinema (la disavventura accadeva infatti  anche a Bill Murray nel film “Ricomincio da capo”) ma è di certo un ottimo canovaccio su cui costruire una storia. È bene informarvi subito che purtroppo il titolo manca di una localizzazione in italiano (benché siano presenti sottotitoli  in inglese, francese, tedesco, spagnolo e addirittura russo!) e trattandosi di un’avventura grafica con tonnellate di testo a schermo, la fruizione può risultare inutilmente pesante e macchinosa anche a chi mastichi la lingua, mentre è del tutto impossibile per chi non ne è ferrato. Un vero peccato, che dimostra ancora una volta quanto il mercato italiano sia territorio di serie B per la maggior parte delle software house. Una volta superato questo scoglio, ci ritroveremo a vestire i panni di Randal e dovremo risolvere il mistero che sta dietro all’anello, impedendo la morte del nostro amico e facendo tornare il tempo a scorrere nel modo consueto. Per farlo avremo a disposizione solo il nostro ingegno e il mondo che ci circonda. Come in ogni avventura grafica che si rispetti dovremo raccogliere oggetti, interagire con i vari personaggi e trovare indizi utili alla risoluzione del caso. Vivremo svariate volte il medesimo giorno ed ognuno si svolgerà secondo direttive molto differenti tra di loro, prime fra tutte le modalità di suicidio di Matt e il contenuto della lettera che lascerà scritta. L’avventura si caratterizza per un sistema di controllo decisamente semplice, in quanto i programmatori di Nexsus Game Studios hanno optato per ridurre al minimo la rosa di comandi selezionabili. Se nei titoli classici potevamo trovare una miriade comandi, come “apri”, “chiudi”, “accendi”, spegni”, “tira”, “spingi” e così via, qui ne abbiamo solamente tre: uno per osservare, uno per parlare, e uno per interagire tramite tocco. All’inizio, il gioco ci consente addirittura di scegliere tra due differenti set-up: quello classico, dove ogni comando è attivabile con due click (uno per aprire il menù di scelta e uno per confermare l’azione) e quello più moderno, nel quale basta un singolo input. L’inventario è altresì richiamabile con la pressione di un tasto ed è progettato come fosse un libro a fumetti: in ogni riquadro appaiono i vari oggetti che abbiamo raccolto, e per combinarli tra di loro non dobbiamo fare altro che trascinarli l’uno sull’altro. Dal punto di vista cosmetico il titolo colpisce per l’accuratissima realizzazione tecnica, che si traspone in una grafica fumettosa molto nitida e colorata e in animazioni simpatiche seppur non eccessivamente complesse. Il sonoro, invece, è caratterizzato da un doppiaggio inglese davvero straordinario, soprattutto per quanto riguarda il protagonista. Sicuramente non si tratta di caratteristiche basilari in questo genere di prodotto, ma contribuiscono innegabilmente a ben disporre il giocatore. 


La vita di un nerd
Abbiamo passato molto tempo in compagnia di Randal e dobbiamo dire che non è stato facile esaminare la struttura del gioco senza incorrere in un certo dualismo di opinione. La prima cosa che salta all’occhio è ovviamente l’ambientazione: tutto il gioco è pesantemente contaminato dalla cultura nerd, declinata in molte sfaccettature differenti. Ogni luogo nel quale nel quale agiremo è disseminato di una mole enorme di riferimenti a famose opere videoludiche, filmiche e letterarie, è la sensazione che se ne ricava è davvero piacevole, almeno all'inizio. Troveremo infatti poster, oggetti e personaggi che strizzano l’occhio (quando proprio non citano palesemente) famosi franchise come The Legend of Zelda, Super Mario, Ghostbusters, Terminator e chi più ne ha più ne metta. Sicuramente si tratta di uno strattagemma, ormai ampiamente collaudato, che farà sorridere gran parte del pubblico, ma la domanda è: qual è il limite nel citazionismo? Quanto influiscono effettivamente tutti questi riferimenti alla cultura POP nell’economia del racconto?  L’idea è che la maggior parte di essi siano stati inseriti solo per puro senso estetico e per poter presentare il gioco come l’ultima frontiera del prodotto per veri appassionati. Non vorremmo essere fraintesi sia ben chiaro, riferimenti e nerd joke sono sempre ben accetti ma qui davvero rischiano di stonare alquanto. Altro punto cruciale sono i dialoghi, ovvero una delle colonne portanti del gioco, insieme agli enigmi, di cui parleremo più avanti. Anche qui il team Nexus Game Studios mostra una certa tendenza all’esagerazione, in quanto le linee di testo sono davvero tantissime e, benché contribuiscano a tratteggiare magnificamente i vari personaggi, spesso sono del tutto irrilevanti ai fini del gioco e si perdono in discussioni comiche e divertenti, ma del tutto slegate dalla trama principale. Anche quando il gioco propone una rosa di frasi da pronunciare, vi accorgerete subito che non c’è una vera è propria possibilità di scelta, in quanto solo una di esse farà proseguire la conversazione dal punto di vista della trama, mentre le altre aggiungeranno solo battute , ma spesso scarsamente attinenti alla situazione. Fortunatamente la qualità dei contenuti si attesta su buoni livelli e la compagnia di Randal è tutt’altro che noiosa, soprattutto quando, durante i suoi sproloqui, il ragazzo finisce col rompere la quarta parete e rivolgersi direttamente al giocatore. 


Un viaggio nel nonsense
Ma parliamo ora dell’argomento che sicuramente desterà maggiormente la vostra attenzione, ovvero gli enigmi. Come sono? Ancora una volta ci troviamo ad avere sentimenti contrastanti. Randal’s Monday è concepito come avventura grafica di una certa difficoltà, tanto che è possibile attivare un “Hint System” per agevolare il giocatore nel proseguimento della storia: per questo motivo non ci aspettavamo certo puzzle semplici o situazioni ovvie. Purtroppo la volontà di spingersi all’eccesso colpisce ancora, cosicché, accanto a puzzle divertenti e ben congegnati, abbiamo situazioni incomprensibili e di difficilissima risoluzione, come ad esempio la discussione con il padrone del negozio dei pegni. Nelle prime fasi del gioco Randal deve urgentemente parlare con questo signore, ma lo trova intento a conversare con un altro cliente. Aspettando non otterrete nulla, in quanto il dialogo si ripeterà all’infinito: questo ci fa capire che c’è un qualche enigma da risolvere per sbloccare la situazione. Il problema è che il gioco non dà alcun indizio sul da farsi e ci ritroveremo a provare casualmente varie combinazioni con gli oggetti nell’inventario, il tutto per scoprire che bisognava utilizzare un pezzo della radio rotta trovata in precedenza, unito al perno che reggeva un mappamondo, al fine di creare una chiave per caricare un orologio a cucù presente nel negozio e farlo così suonare. Il suono ricorderà al cliente di avere un appuntamento e lo farà uscire dal negozio, lasciandoci così campo libero. Scusateci, ma questo non va bene. Capiamo la comicità intrisa di nonsense che sta alla base del titolo, ma crediamo che comunque si debba mantenere una certa logica nel sistema azione/reazione, nonché una coerenza con il mondo reale, all’interno del quale la storia è ambientata. Ecco il grosso problema di cui soffre Randal’s Monday: non è in grado di regolarsi. È un titolo che punta all’eccesso ma finisce con il perdersi per strada, al pari del protagonista da cui prende il nome, incapace di affrontare la vita in modo serio. Prendetelo come si prende una colossale sbronza: senza pensare troppo al dopo, ma per godervi l’istante. Attenti solo a non esagerare oppure sarà la nausea a prendere il sopravvento.
Recensione Videogioco RANDAL'S MONDAY scritta da MOXARC Randal’s Monday è un’avventura grafica “estrema”, che stressa all’inverosimile ogni tipica caratteristica del genere, ottenendo come risultato un prodotto complicato da digerire. L’eccellente realizzazione grafica e il doppiaggio professionale non bastano da soli ad ovviare ai lunghissimi dialoghi fumosi e ai puzzle non sense. Se siete fan irriducibili dei punta e clicca potreste accoglierlo come una sfida: in tal caso preparatevi a sudare!
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