Recensione di Football Manager 2015

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Manageriale
  • Sviluppatore:

     Sport Interactive
  • Data uscita:

     7 Novembre 2014
- Livello di immersione pazzesco
- Database infinito
- Interfaccia molto intuitiva
- Riuscite dinamiche da gioco di ruolo
- Giocabile per centinaia di ore
- Qualche inciampo dell'intelligenza artificiale
- Manca ancora qualche licenza tedesca
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A cura di (DottorKillex) del
Come la pioggia quando non si ha l'ombrello e i problemi di digestione dopo i peperoni, Football Manager è una costante da più di vent'anni, ormai, ma, differenza delle precipitazioni improvvise e degli ortaggi da frutto summenzionati, è un appuntamento piacevole, se non irrinunciabile per le migliaia di allenatori virtuali che risiedono nel nostro paese.
Raggiunto un notevole monte ore con un codice pressoché definitivo, eccovi la nostra impressione sull'edizione 2015 del più famoso simulatore di calcio della storia videoludica.



Il Dream Team di Miles
La squadra che ci ha regalato migliaia di ore di divertimento negli ultimi due decenni è rimasta immutata: pochi giorni fa ho avuto modo di intervistare Miles Jacobson, anima di Sports Interactive, e, durante l'intervista (se non l'avete letta, rimediate subito!), non ha fatto altro che lodare un team sempre appassionato, che perfeziona di anno in anno una formula già ottima di partenza, riuscendo a stupire appassionati di lungo corso.
Non avendo saltato una sola iterazione del gioco da tredici stagioni a questa parte, devo ammettere di non essere rimasto particolarmente stupito dalle novità introdotte in Football Manager 2015, con una sola, grande eccezione, su cui tornerò più avanti.
Cionondimeno, la mia esperienza di gioco non ne ha risentito, e anzi, come sempre accade in questo periodo dell'anno, ogni altro gioco è stato messo “on hold”, per far spazio alla mia carriera da allenatore virtuale.
La recensione, insomma, è stata solo una scusa: gli anni scorsi dovevo giustificare (al capo e alla fidanzata) le nottate passate a cercare il talento inesploso che costasse poco, mentre quest'anno ho potuto orgogliosamente liquidare tutti con un generico “sto lavorando”.
Questo succede perché, anche in assenza di reali novità, la creatura di Miles Jacobson ha un'anima, quasi una volontà propria, cui hanno contribuito migliaia di fan in tutto il mondo (ma è l'Europa, come ammesso dallo stesso sviluppatore inglese, il vero zoccolo duro), e anche perché, diciamolo, manca completamente un'alternativa sul mercato attuale.
Non che Electronic Arts non ci avesse anche provato, qualche anno fa, ma era come provare a passare il turno in Coppa dopo aver perso 6-0 in casa: merito dei vincitori, senza dubbio, ma forse per vedere edizioni di rottura con il passato dovremo aspettare che qualcuno provi di nuovo a rubare il trono a Sports Interactive.
Andiamo a vedere nel dettaglio cosa è cambiato in questa edizione 2015.



Football Manager RPG
A pensarci bene, Football Manager è sempre stato un gioco di ruolo nel senso più puro del termine, proponendo un'identità virtuale al giocatore e possibilità virtualmente infinite, pur senza principesse, draghi ed equipaggiamento: sarà per questo che, oltre ad un'interfaccia grafica rinnovata, che riporta il focus sul lato sinistro dello schermo, la novità principale di quest'anno è rappresentata dalle due tipologie di allenatore che potremo impersonare una volta lanciato il gioco.
Scegliere di vestire i panni di un allenatore “da tuta”, a la Sarri o come l'indimenticabile Mazzone, offrirà evidenti vantaggi nel quotidiano, potendo supervisionare meglio ogni singolo allenamento e ottenendo sempre il cento per cento da ogni componente della propria rosa, mentre scegliere giacca, cravatta e un curriculum internazionale garantirà maggior appeal sul mercato, una maggiore accondiscendenza da parte dei media e una più accurata gestione delle finanze della società.
In mezzo a questi due estremi, centinaia di possibili combinazioni diverse, con una serie di punti da assegnare, proprio come fareste con il personaggio di un gioco di ruolo, per dar forma ad un alter ego che sia il più possibile vicino ai vostri gusti: il livello di maniacalità rasenta il terrificante, proprio come piace a noi allenatori virtuali.
Eppure, nelle due carriere che ho portato avanti, non ho notato cambiamenti così radicali nell'approccio, pur avendo scelto i due antipodi: ho più che altro notato che l'atteggiamento di stampa e dei giocatori più rappresentativi era diverso, ma per il resto non ho trovato differenze così marcate. In altre parole, state tranquilli: sarete capaci di far crescere il vostro talentino scovato chissà dove anche se sceglierete di fare il manager all'inglese piuttosto che l'allenatore da campo vecchio stile.
Qualsiasi sia la vostra scelta, quindi, la routine quotidiana che Football Manager 2015 vi proporrà sarà grossomodo la stessa: capacità di muoversi con efficacia sul mercato, conoscenza tattica, un tocco di psicologia per gestire i mille umori dello spogliatoio e tanta pazienza per fronteggiate tifosi e stampa, che concorreranno a rendervi la vita il più difficile possibile (sì, più della presidenza).
Il maggior peso della squadra degli osservatori nell'economia del gioco favorisce una crescita costante e realistica della conoscenza mondiale, e la nuova interfaccia sembra fare di tutto per facilitare il compito al giocatore: si raggiungono anche i menu più reconditi con un paio di click, e spesso, grazie a grafici a torta e indicatori di colore molto efficaci, basta una rapida occhiata per avere un quadro abbastanza completo della situazione.



Peccato allora che l'intelligenza artificiale, mediamente di ottima fattura, incocci ancora in comportamenti poco realistici: un giocatore che si lamenta dello stile di allenamento può mantenere “il broncio” anche per tutta la stagione, offrendo prestazioni incolori, così come basterà un commento post partita sbagliato per scatenare un putiferio nello spogliatoio, anche in situazioni idilliache a livello di risultati.
Qualcosa da limare anche in ambito calciomercato: c'è ancora troppo squilibrio tra le entrate e le uscite, nel senso che le offerte per i giocatori di cui ci vorremmo liberare sono sempre troppo rare e troppo povere, rispetto alle richieste esose cui ci troveremo dinanzi quando cercheremo di comprare quel terzino che ci serve tanto.
Se però dopo una sessantina di ore di gioco queste sono le uniche sbavature imputabili al lavoro dei ragazzi di Sports Interactive, allora vuol dire che, come da tradizione, la qualità media è altissima, tra un database praticamente infinito, i nuovi obiettivi della modalità Sfide e la soddisfazione di trovare il modulo di gioco che fa svoltare una stagione.
Novità limitate, invece, per la modalità Classic, che continua ad offrire un'alternativa meno impegnativa ai giocatori con meno tempo a disposizione, perdendo però un po' del fascino insito nello spulciare le statistiche e perdersi in riunioni di spogliatoio e relazioni degli osservatori.

Motion Capture
Con un gameplay così solido, era logico che il team di Miles Jacobson si concentrasse sull'aspetto sicuramente meno rifinito dell'intera produzione, e cioè la visualizzazione in tre dimensioni delle partite: sebbene gli appassionati di vecchia data, come il sottoscritto, lo ritengano un orpello di importanza marginale, non si può negare che l'impegno profuso per migliorare questo comparto sia stato notevole.
Pur rimanendo anni luce distante dallo spettacolo che le due serie di calcio più giocate portano sugli schermi ogni autunno, adesso la visualizzazione dei match è gradevole e maggiormente credibile, grazie ad un motion capture ben implementato e ad una maggiore varietà nelle situazioni di gioco proposte.
Di minore impatto, invece, il lavoro svolto sul sonoro, altro aspetto della produzione che, storicamente, nonostante diverse mancanze, non ha mai inficiato la qualità delle dinamiche di gioco: anche per quest'anno, vi ritroverete ad abbassare o azzerare del tutto il volume, magari sostituendolo con la vostra tracklist personale, senza che l'altissimo grado di immersione ne risenta minimamente.
Completamente impossibile determinare la longevità: potendolo giocare in finestra (quindi anche al lavoro, ma non ditelo troppo in giro), Football Manager 2015 potrebbe diventare una droga.
Se può servire per farsi un'idea, il mio contatore Steam dice che, sommando le ultime due edizioni, ho all'attivo oltre settecento ore di gioco: credo non ci sia altro da aggiungere.
Recensione Videogioco FOOTBALL MANAGER 2015 scritta da DOTTORKILLEX Non vorremmo essere nei panni di Miles Jacobson e del suo team, quando, ogni anno, si trovano a partecipare a riunioni per determinare cosa migliorare in una saga tanto longeva e dalla qualità media così elevata.
Quest'anno, dopo un paio di edizioni che hanno introdotto numerose novità, Football Manager 2015 gioca sul sicuro, limitandosi a proporre una nuova, e godibilissima, interfaccia, gli elementi ruolistici e poco altro: come per le grandi squadre, però, il compitino basta e avanza per portare a casa i tre punti.
Se amate il calcio non potrete farne a meno.
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