Recensione di I DLC di Alien: Isolation

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Survival horror
  • Sviluppatore:

     Creative Assembly
  • Data uscita:

     7 ottobre 2014
- Finalmente la Nostromo
- Almeno un passaggio da incorniciare
- C’è Ellen Ripley
- Longevità scarsa
- DLC un po’ “poveri”
- Trame ridotte all’osso
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A cura di (Specialized) del
Alien: Isolation ha avuto il grande merito di far assaporare, dopo il mediocre Aliens: Colonial Marines, un’atmosfera molto vicina a quanto si respirava nel film di Ridley Scott del 1979. Non che quello di The Creative Assembly sia un survival horror privo di difetti, ma chi cercava quella tensione continua, quei corridoi stretti e bui e quella sensazione perenne di essere una preda inseguita da un cacciatore letale e infallibile, ha trovato pane per i suoi denti. Pur essendo un titolo decisamente longevo (soprattutto se giocato a livello Difficile), Alien: Isolation può essere ulteriormente ampliato grazie ai primi due DLC Equipaggio sacrificabile e Unica superstite, disponibili per tutte le piattaforme del gioco principale. Due brevi e concise espansioni che fungono da prequel, portandoci sulla Nostromo (proprio il cargo spaziale di Alien) 15 anni prima degli avvenimenti a bordo della Sevastopol.


Ellen Ripley contro l’alieno
Abbiamo giocato a entrambi i DLC in versione PC acquistandoli su Steam a 3,99 euro ciascuno, ma chi ha comprato l’Edizione Ripley di Alien: Isolation li troverà già compresi nel prezzo e, vista la longevità totale, forse sarebbe meglio investire questi 8 euro in altro. Almeno che non siate dei fan sfegatati di Ellen Ripley e del capolavoro di Ridley Scott, questi due DLC a bordo della Nostromo aggiungono infatti pochissimo all’esperienza di gioco di Alien: Isolation durando in tutto poco più di 60-80 minuti. Unica superstite ci vede impegnati nei panni di Ellen Ripley (la madre di Amanda con il volto di Sigourney Weaver) nel tentativo di distruggere la nave, annientando così lo xenomorfo una volta per tutte e mettendoci in salvo su un piccolo modulo di salvataggio. La Nostromo è infinitamente più piccola rispetto all’enorme stazione spaziale di Sevastopol, non ci sono androidi, facehugger o minigiochi e lo spazio per il crafting, così importante in Alien: Isolation, è pressoché nullo. Se non altro abbiamo con noi il fido lanciafiamme e i corridoi della Nostromo mettono comunque tensione. Il tutto sfocia poi in un finale teso e concitato con tanto di fuga tra fumo e vapori che è sicuramente la cosa migliore del DLC, assieme al toccante epilogo che poi ritroviamo tale e quale in una sequenza chiave di Alien: Isolation.

Terrore nei condotti
Equipaggio sacrificabile è un po’ più interessante sulla carta, più che altro per la presenza di una minima trama e di altri personaggi del film di Ridley Scott. Lo scopo del DLC è sempre quello di far fuori lo xenomorfo spedendolo dritto nello spazio e per farlo dobbiamo scegliere se impersonare Ellen, Parker o Dallas. L’unica vera differenza tra i tre consiste nelle diverse voci e in dialoghi leggermente differenti, ma per il resto nulla cambia e l’andamento della missione rimane il medesimo. Anche in questo caso la raccolta di oggetti è molto limitata e quasi del tutto inutile, ma se non altro è presente una sezione di inseguimento all’interno dei condotti dell’aria che è davvero spaventosa. Lo xenomorfo può infatti arrivarci alle spalle o spuntare dai lati e come unica guida per uscire vivi c’è solo la voce di Lambert che ci indica le direzioni da prendere. Pochi minuti di pura ansia mista a terrore in pieno stile Alien e lo stesso colpo di scena finale non è malaccio, ma anche in questo caso difficilmente ci metterete più di mezz’ora a terminare il tutto a livello medio.


Vale la pena?
Considerando poi che molti asset grafici sono presi pari pari da Alien: Isolation nonostante i 15 anni di differenza che separano le due storyline, è chiaro come entrambi i DLC siano stati fatti giusto per stuzzicare la curiosità dei giocatori più nostalgici, che in effetti possono vedere alcuni personaggi di Alien, muoversi tra le location del film (la stanza di Mother tutta bianca è identica a quella di Alien) ed esplorare uno dei set più celebri di tutto il cinema horror sci-fi. Un vero e proprio fan service con molto fumo e poco arrosto, difficile da consigliare a chi non ha acquistato l’Edizione Ripley di Alien: Isolation e deve quindi spendere 8 euro per poco più di un’ora di gioco.    
Recensione Videogioco I DLC DI ALIEN: ISOLATION  scritta da SPECIALIZED Se non avete l’edizione speciale di Alien: Isolation con già inclusi questi due DLC, procedete al loro acquisto solo se siete dei patiti di Alien e non vedevate l’ora di fare quattro passi con Ellen Ripley a bordo della Nostromo. In caso contrario, o se odiate semplicemente qualsiasi esempio di fan service, dovete accontentarvi di una longevità risicatissima e di poche emozioni. Siete avvisati.
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