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Hunt: Horrors of the Gilded Age

Hunt: Horrors of the Gilded Age

L'età del piombo caldo!

Anteprima
A cura di del
Ci troviamo in Louisiana, in un’epoca davvero problematica che Mark Twain ha definito “Gilded Age”, ironizzando sul fatto che tutto il marciume sociale del tempo potesse essere ricoperto da una sottile lamina d’oro, quasi a volerlo nascondere ad un occhio poco vigile. Si tratta però anche di un periodo di grandissima crescita economica ed industriale, e nulla avrebbe fatto presagire ciò che di lì a poco sarebbe accaduto: orde di mostri hanno cominciato a comparire dovunque, lasciando una scia di sangue al loro passaggio. Abbiamo attirato la vostra attenzione, vero?  Quello che vi abbiamo raccontato è, per sommi capi, l’ambientazione cronologica e territoriale di Hunt: Horrors of the Gilded Age, uno sparatutto cooperativo in terza persona per PC, sviluppato dapprima dal team Crytek USA (composto per lo più dai responsabili della serie Darksiders) e poi passato in mano ai colleghi della filiale di Francoforte. Iniziamo subito col dire che il progetto è quello di sviluppare un titolo free-to-play, con tutti i pregi e difetti che ne conseguono, tuttavia i programmatori stanno facendo di tutto per offrire al pubblico un prodotto raffinato e qualitativamente valido, sia per poter emergere nella sterminata offerta di genere, sia per non scontentare la fanbase.

 
Le Radici del Male
Le premesse sono piuttosto semplici, tuttavia sia l’ambientazione che alcuni aspetti del gameplay finora mostrati ci hanno incuriosito sin dalla prima occhiata. Innanzitutto, il gioco è ambientato in una folkloristica America del diciannovesimo secolo, abbellita da alcune gustose derive steampunk, nella quale gruppi di avventurieri decidono di sfidare le creature che hanno cominciato a fare la loro comparsa un po’ dappertutto. I personaggi visti nei trailer sono solo un esempio dell’aspetto che può avere il nostro avatar: parafrasando le parole di Ben Gabbard, producer del gioco, sarà possibile creare eroi alla Clint Eastwood, con tanto di poncho, così come affascinanti fanciulle o cupi medici dell’epoca vestiti con lunghi cappotti. Non è ancora chiaro se sarà implementato un sistema di classi, ma certamente non mancheranno una grande varietà di armi ed abilità utilizzabili a seconda dei contesti, nonché alcune componenti GDR che però non sono ancora state svelate. Nell’unico scenario finora mostrato, i giocatori devono raggiungere un villaggio situato in una zona umida e paludosa, nel quale sembra che la tecnologia non sia ancora arrivata del tutto: una volta sul posto, la missione è quella di uccidere una strega che si nasconde al suo interno. Ad una prima occhiata le caratteristiche tecniche e cosmetiche del gioco attingono a piene mani da alcuni classici del genere, come Resident Evil 4 e Left 4 Dead. Per quanto riguarda il titolo di casa Capcom, Hunt: Horrors of the Gilded Age ne condivide principalmente il posizionamento ravvicinato della telecamera, che offre una visuale ridotta ma funzionale dell’ambiente circostante; in secondo luogo i nemici finora presentati non possono non ricordare gli spaventosi paesani con i quali si era trovato faccia a faccia Leon Kennedy. Si tratta verosimilmente di zombi o di esseri umani posseduti e corrotti da una qualche forza malvagia, sembrano avere un certo grado di intelligenza, ma fortunatamente sono armati solo di asce e falcetti. Come da tradizione non è tanto la loro forza individuale a renderli pericolosi, bensì il numero, sempre che ovviamente non si tratti di creature extralarge, nel qual caso è meglio procedere con cautela. Attualmente l’unico energumeno di cui abbiamo notizia è un nerboruto contadino armato con un mantello gigantesco, con il quale tenterà dapprima di schiacciare gli avversari, per poi provare a strangolarli. Per evitare la presa mortale è sufficiente premere ripetutamente il tasto che compare a schermo. In caso di successo, una piccola scena d’azione mostrerà il vostro personaggio mentre si divincola dalla presa e ferisce il bruto. Se invece fallirete, andrete incontro a morte certa, ma non c’è da preoccuparsi troppo: dopo la dipartita i personaggi respawnano all’interno di bare o in altre situazioni di immobilità (come ad esempio appesi per i piedi ad un albero) ed è compito dei compagni liberarli per proseguire l’avventura. 

Il segreto sta nella cooperazione 
Come in Left 4 Dead il party è composto al massimo da 4 personaggi, ma a differenza di quest’ultimo non solo nemici ed oggetti sono distribuiti in maniera casuale, bensì è l’intera struttura dei livelli a cambiare ad ogni sessione di gioco. Ovviamente vi sono dei punti fissi, come il setting del livello e il boss finale, ma tutto il resto muta di continuo, in modo da offrire, nelle mire di Crytek, un’esperienza sempre nuova ed imprevedibile. Le armi utilizzabili spaziano da balestre, a fucili e pistole, fino ad arrivare ad un interessantissimo lanciafiamme: non facciamoci troppe illusioni però, non diventeremo delle macchine da guerra ambulanti, ma dovremo ponderare attentamente le nostre scelte in tema di ordigni e relative munizioni. La vera rivoluzione, tuttavia, sta nell'approccio nei confronti delle boss fight e l’incontro con la strega ne è un chiaro esempio. La creatura soprannaturale infatti, sarà visibile di volta in volta ad un solo giocatore per volta, enfatizzando così al massimo al componete cooperativa, in quanto le indicazioni date dal compagno che riesce a scorgere la strega saranno di importanza vitale per riuscire a colpirla ed ucciderla. E questo è solo l’inizio, assicurano da Crytek, in quanto ogni boss potrà essere sconfitto solo mettendo a punto tattiche e strategie ben precise e legate all'intercomunicazione tra i membri del gruppo. Abbiamo volutamente tralasciato la componente grafica e sonora del gioco poiché il titolo si trova ancora in fase alpha, ed un giudizio sarebbe ancora prematuro. Ci limitiamo a segnalare l’ottima realizzazione di ambienti e costumi del tempo, nonché l’aspetto piuttosto convincente dei nemici, con particolare riferimento alla strega, davvero eterea e spaventosa, quasi fosse un vero e proprio incubo nella mente dei giocatori. La beta del titolo è prevista per fine anno ed è già possibile registrarsi sul sito appositamente dedicato. Sembra proprio che ci troviamo davanti ad un titolo free-to-play che cerca di presentarsi agli occhi del pubblico sotto le vesti di una produzione a tripla A: quello che abbiamo visto finora ci ha soddisfatto, ma potremo farci un’idea più chiara non appena avremo tra le mani una versione giocabile. Per adesso restiamo in attesa di fare un tuffo nel passato e vedere come ne emergeremo.
  • [+] Ambientazione evocativa
    [+] Ampie possibilità di personalizzazione di armi e personaggi
    [+] Varietà nelle missioni da portare a termine

Grazie ad un’ambientazione evocativa e ben congegnata, Hunt: Horrors of the Gilded Age è sicuramente da tenere d’occhio. La sua natura di free-to-play ci fa storcere un po’ il naso a causa dell’annosa questione degli acquisti in game, immancabili per un titolo del genere, ma di cui comunque Crytek non ha ancora parlato. Non vediamo l’ora di poterlo provare, almeno in versione beta. Restate sintonizzati per ulteriori aggiornamenti!

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