Recensione di Pro Cycling Manager 2014

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Manageriale
  • Sviluppatore:

     Cyanide Studios
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1 - multi
  • Data uscita:

     19 giugno 2014
- Lo sviluppo dei materiali dona ulteriore profondità manageriale
- La nuova gestione degli ordini rappresenta una nuova opzione strategica
- Persistono i problemi nel caricamento delle tappe
- La IA mostra in alcune occasioni comportamenti non molto coerenti
A cura di (Mastelli Speed) del
Come ogni anno, lo studio francese Cyanide ci propone il nuovo capitolo della serie Pro Cycling Manager, tutta incentrata sul mondo del ciclismo. Si tratterà pur di un soggetto non così mainstream o attraente per una grande fetta di giocatori, ma nonostante ciò lo sviluppatore transalpino non manca mai di introdurre cambiamenti e aggiornamenti: vediamo se l’edizione 2014, in vendita su Steam a € 39,99, segna un miglioramento rispetto al capitolo precedente, o se per quest’anno non c’è bisogno di cambiare bicicletta.


Formule collaudate
Pro Cycling Manager 2014 propone la classica formula dei capitoli precedenti: i giocatori, in altre parole, potranno prendere il controllo di una delle 75 squadre disponibili, e gareggiare in circa 200 gare, cui corrispondono più di 500 tappe. Al comando della propria compagine, nella modalità principe del titolo, ovvero la carriera, ci si dovrà destreggiare tra la parte manageriale del titolo, e la simulazione in tempo reale delle varie tappe. Diciamo subito che, rispetto agli altri anni, uno degli aspetti che salta immediatamente agli occhi è la presenza di più contenuti con licenze originali: sebbene i nomi delle divisioni delle squadre siano ancora fittizi (il Pro Tour è ancora Cya World Tour, tanto per fare un esempio), dobbiamo dire che proprio nella categoria delle compagini più importanti le squadre prive di licenza sono solo tre. Un passo in avanti, dunque, cui si aggiunge la consueta possibilità di editare il database grazie all’editor integrato, e l’apporto sempre tangibile delle agguerrite community italiane ed estere.
Accanto alla carriera, la panoramica delle modalità di gioco propone delle opzioni single player che non si discostano da quelle viste negli anni precedenti: si potrà scegliere, così, di correre una tappa o una singola corsa a tappe, così come competere in alcune discipline su pista. Quest’ultima opzione, in particolare, rimane difatti ferma agli aggiornamenti effettuati qualche anno fa.
Uno dei cambiamenti più evidenti, se non altro perché sarà il primo con il quale il giocatore verrà a contatto, sarà quello relativo all’interfaccia grafica; dimenticati i toni chiari delle scorse edizioni, l’aspetto complessivo del titolo vira decisamente verso il nero, con caratteri bianchi e la sempre costante presenza del colore giallo, simbolo del Tour de France, a fare da elemento di rottura. E’ bene dire che non si tratta di un cambiamento esclusivamente estetico: sarà soprattutto nella modalità carriera, infatti, che questo rinnovamento avrà i suoi risvolti principali.


Innovazioni decisive
Il titolo, come detto, permetterà di assumere il controllo completo di una squadra ciclistica attraverso la gestione degli allenamenti, la ricerca di nuovi talenti, il rinnovo dei contratti dei ciclisti e così via: sono proprio gli aspetti gestionali del titolo, d’altra parte, a risultare quelli più coinvolti nell’opera di rinnovamento di questa edizione.
La nuova feature più pubblicizzata, tra le altre, è quella relativa alla gestione dell’equipaggiamento: se nelle scorse edizioni la scelta di telai, ruote e caschetti era tutto sommato marginale e realizzata in modo se si vuole approssimativo, quest’anno Cyanide ha deciso di investire parecchie energie nella creazione di un sistema di ricerca e sviluppo più credibile. Nel concreto, dunque, ogni squadra ora dovrà siglare accordi con i fornitori di telai e ruote, e in alcuni casi sarà lo stesso giocatore a decidere la direzione di sviluppo dei nuovi prodotti. Sarà possibile, dunque, suggerire ai fornitori di concentrarsi sulla progettazione mirata ad apportare cambiamenti minori oppure di natura più importante, così come sul redesign di un modello esistente o sull’inizio della ricerca di un progetto completamente nuovo; queste dinamiche aggiungono una maggiore complessità alla fase gestionale, che ripropone anche la negoziazione con gli sponsor e la pianificazione degli obiettivi.
La prima cosa che viene da chiedersi, relativamente allo sviluppo di telai e ruote (ma non dei caschetti, misteriosamente scomparsi rispetto alle versioni precedenti), è se ne sia valsa la pena. Si potrebbe pensare che siano altri gli sport in cui la ricerca e sviluppo dei materiali rivestono un ruolo importante (come per esempio la Formula 1), ma è pur vero che l’introduzione di nuove bici può migliorare sia la maneggevolezza che il comfort dei corridori. Se questo è vero nella realtà, in teoria dovrebbe vero anche in Pro Cycling Manager 2014: non sappiamo dire con certezza se fosse questa l’innovazione più pressante di cui necessitava il lato manageriale titolo, ma di certo si tratta di una nuova opzione strategica che apporta rinnovata profondità.


Per il resto, la gestione del roster viene riorganizzata grazie a una struttura più funzionale delle informazioni, conseguenza diretta del cambio di interfaccia: il cambiamento più importante è nella schermata principale della modalità carriera, rinnovata completamente. La mancanza più evidente, forse, è da ricercare nella scomparsa della barra inferiore che illustrava il passare dei vari giorni, ora rimpiazzata dall’altimetria delle prossime tappe da percorrere. Si tratta di un cambiamento più importante di quello che si possa pensare in un primo momento: l’adattamento a questa nuova disposizione, difatti, potrà richiedere qualche tempo.
Rimane pressoché immutata la fase di scouting, così come quella relativa agli stage di allenamento e delle ricognizioni prima dei grandi giri, meccanica introdotta da ormai due anni. Interessante anche la presenza più massiccia dei tutorial, che sia nella fase gestionale che in quella simulativa illustrano i vari cambiamenti e le nuove funzioni: è soprattutto durante le gare, peraltro, che questa feature risulta essere più interessante.

Pendenze proibitive
La stessa Cyanide ha ammesso che gli sforzi maggiori a livello di sviluppo sono stati puntati verso la parte gestionale: cosa aspettarsi, allora, dalla simulazione delle tappe? La prima, grande novità riguarda la gestione strategica delle corse, e la possibilità di impartire ordini dettagliati ai vari ciclisti prima e durante la gara. Se nel passato i comandi del tipo “vai in fuga” e “partecipa agli sprint per i traguardi intermedi” potevano essere impartiti solo nella simulazione istantanea della corsa, in questa nuova edizione le istruzioni di questo tipo potranno essere assegnate anche durante le gare in 3D. Ciò significa, in buona sostanza, che si potrà scegliere di concentrarsi sulla gestione di un solo corridore, magari del capitano, lasciando alla IA la gestione degli altri atleti sulla base delle istruzioni impartite in precedenza. Si tratta di una idea sicuramente positiva, ma che ha bisogno ancora di affinamenti: alle volte è capitato di invitare alcuni corridori a scattare senza che questi abbiano mai avuto uno spunto decisivo, tanto per fare qualche esempio. Un possibile motivo di confusione, poi, è dato dalla gestione del sistema di controllo relativo a questa nuova feature; una volta iniziata la gara, infatti, questa opzione non sarà attivata di default, ma dovrà essere espressamente selezionata cliccando sul nuovo pulsante posizionato vicino ai consueti comandi relativi alle iniziative individuali dei ciclisti come scatto, rifornimento, e così via.
Abbastanza utile, poi, la possibilità di impartire due istruzioni allo stesso tempo: nel momento in cui un ciclista scatta, ad esempio, sarà già possibile impostare l’andatura dello stesso una volta terminato l’attacco; si tratta di una opzione utile, ad esempio, quando si ha bisogno di fare selezione con brevi scatti accompagnati da un’andatura regolare.
Che dire del comportamento della IA? Si tratta di un capitolo assai spinoso: simulare il comportamento dei ciclisti durante le corse è compito assai complesso, e viene influenzato da numerose varianti tattiche, e da dinamiche individuali e di gruppo. Dobbiamo dire che l’impressione, almeno in queste prime versioni del gioco (crediamo che il titolo riceverà, anche quest’anno, la consueta dose di patch e aggiustamenti vari), è che i cambiamenti rispetto al 2013 siano sostanzialmente pochi. Si assiste ancora ad alcuni attacchi a volte poco credibili dei big soprattutto nelle tappe collinari e sulla penultima salita di quelle di montagna, così come rimangono insoluti alcuni problemi nelle cronometro a squadre.
Si tratta, probabilmente, di problematiche che salteranno agli occhi dei giocatori appassionati della serie, e probabilmente meno evidenti per i novizi: più di altri titoli sportivi, il gameplay del titolo Cyanide risulta essere assai complesso, sfaccettato, e necessita di tanto tempo prima di poter essere assimilato appieno. Non possiamo evitare di dire, però, che in ogni caso Pro Cycling Manager 2014 riesce a riprodurre spesso in maniera divertente e tutto sommato profonda molte situazioni relative alle gare ciclistiche.


Vista sul London Bridge
Il prossimo sette luglio, la terza tappa del Tour de France proporrà un suggestivo arrivo a Londra. I corridori entreranno nella City costeggiando il London Bridge, passando vicino al Parlamento e a Westminster per terminare a Buckingham Palace: questa suggestiva frazione del giro di Francia è stata ricreata in Pro Cycling Manager 2014 in modo discreto, e riesce a proporre la giusta atmosfera; la cura riposta nella realizzazione delle tappe del Tour de France, come di consueto, non è riscontrabile nelle altre corse disponibili nel titolo, che propongono paesaggi ed elementi di contorno mutuati da quelli delle scorse edizioni. Dobbiamo dire che, dal punto di vista grafico, in questo nuovo capitolo della serie i cambiamenti sono pochi: il titolo risulta essere piacevole da vedere e carico dei soliti filtri che consentono di avere una resa dell’immagine più calda o fredda, nonché del motion blur, fortunatamente disattivabile in modo intuitivo anche una volta iniziata una tappa.
Non è certo un titolo adatto a configurazioni particolarmente leggere, questo Pro Cycling Manager 2014: attivare tutti i filtri e alzare le varie impostazioni avrà le sue conseguenze in termini di framerate e fluidità complessiva, ma è pur vero che la scalabilità delle opzioni grafiche consentirà alle configurazioni un po’ meno potenti di poter usufruire del gioco. Se dal lato della leggerezza complessiva della realizzazione grafica, nonché delle animazioni dei ciclisti, non si segnalano passi in avanti, viene da chiedersi come mai uno dei difetti che più volte negli anni abbiamo avuto modo di sottolineare, ovvero l’eccessiva durata della fase di caricamento delle tappe, venga riproposto e se possibile peggiorato. Troppo spesso, infatti, il titolo impiega troppo tempo a caricare i vari elementi, senza contare il fatto che nella stessa fase di loading il gioco diventerà immediatamente instabile, favorendo blocchi e crash in special modo nel momento in cui si cerca di cliccare su un determinato elemento su schermo. Va detto che questi particolari problemi non si sono presentati nella totalità delle volte, ma rappresentano comunque una mancanza cui lo sviluppatore non sembra sia capace di rimediare in modo incisivo. Va sottolineato positivamente, invece, l’aver voluto riprogettare la cutscene relativa alle premiazioni dei ciclisti dopo la gara, che presenta un dettaglio maggiore nei modelli tridimensionali.
Poco da dire sul comparto audio: dopo pochi minuti verrà naturale disattivare la “solita” telecronaca in inglese, mentre le musiche di sottofondo e i rumori ambientali non si distinguono in quasi nessuna occasione.

Multiplayer
Per quanto riguarda il multiplayer, Pro Cycling Manager 2014 non propone sostanziali novità: la modalità Armada, che si sviluppa sulla falsariga dell’Ultimate Team della serie FIFA, rimane l’opzione privilegiata rispetto alle classiche partite amichevoli. I giocatori, così, avranno la possibilità di costruire la propria squadra attraverso l’acquisto di pacchetti che garantiscono l’inserimento di nuovi corridori e materiali. Tra le varianti tecniche degne di rilievo, nell’ottica di una maggiore stabilità e fluidità di gioco, gli sviluppatori hanno segnalato la possibilità di poter usufruire del gioco online anche senza aprire le determinate porte del router segnalate negli scorsi anni.

Hardware
Requisiti minimi:
OS: Windows XP SP3/WINDOWS VISTA SP2/WINDOWS 7/WINDOWS 8
Processore: AMD/INTEL DUAL-CORE 2.2 GHZ
Memoria RAM: 2048 MB
Scheda Grafica: 256 MB 100% DIRECTX 9 E SHADERS 3.0 COMPATIBILE NVIDIA GEFORCE 7900/ATI RADEON X1600/INTEL HD 2000
Spazio su HDD: 11 GB

Requisiti raccomandati:
OS: Windows XP SP3/WINDOWS VISTA SP2/WINDOWS 7/WINDOWS 8
Processore: AMD/INTEL DUAL-CORE 2.6 GHZ
Memoria RAM: 2048 MB
Scheda Grafica: 512 MB 100% DIRECTX 9 E SHADERS 3.0 COMPATIBILE NVIDIA GEFORCE 8600GT/ATI RADEON X1900 O SUPERIORE
Spazio su HDD: 11 GB
Recensione Videogioco PRO CYCLING MANAGER 2014 scritta da MASTELLI SPEED Pro Cycling Manager 2014 si è rivelato un prodotto molto complesso, difficile da valutare nella sua interezza. Le sfaccettature manageriali sono molte, e vengono arricchite dallo sviluppo di telai e ruote, mentre la simulazione delle gare presenta ora la possibilità di gestire in maniera in teoria più approfondita le tattiche di gara, delegando alla IA la gestione delle azioni dei corridori. La valutazione del prodotto, in senso generale, vira così verso un giudizio discreto: per i giocatori che volessero avvicinarsi alla serie, dunque, l’edizione 2014 rappresenta di sicuro una ottima soluzione. I giocatori più esperti, specialmente per quanto riguarda il gameplay, potrebbero ritrovarsi davanti a situazioni un po’ discutibili e già viste nell’anno precedente: anche se in questo caso il giudizio forse è un po’ meno netto, complessivamente l’esperienza di gioco rimane positiva.
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