Recensione di Humans Must Answer

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Summon Games
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     11 luglio 2013
- Impegnativo
- Divertente la meccanica delle torrette
- Costa poco
- Progressione lenta e tendente al griding
- Livelli brevi e con poca personalità
- Musiche ripetitive
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A cura di (LoreSka) del
A volte la storia degli sviluppatori di videogiochi è davvero strana. S.T.A.L.K.E.R. fu una serie di sparatutto apprezzati, chiusa prematuramente in seguito al fallimento di THQ. La crisi del colosso americano si ripercosse anche sul team di sviluppo, che fu costretto a rimboccarsi le maniche e tentare altre strade, cambiando nome e ridimensionando l’organico.
Nello specifico, la strada percorsa da Sumom Games è stata quella di Kickstarter, ma gli obiettivi posti dallo studio di sviluppo sono stati piuttosto modesti. Gli sviluppatori russi, infatti, chiesero al pubblico appena 5000 sterline per realizzare un nuovo gioco, centrando di poco l’obiettivo. Così, dopo circa nove mesi e l’approvazione di Greenlight, ecco giungere su Steam un gioco chiamato Humans Must Answer.


Chicken Royale
Il titolo è uno sparatutto a scorrimento bidimensionale ambientato in un futuro remoto. Nel gioco interpretiamo una strana razza di polli antropomorfi in guerra con i terrestri, e siamo dunque chiamati a una campagna di invasione del sistema solare. È evidente che la premessa si presta a una grande ironia, e non è raro trovare in Humans Must Answer alcuni elementi che strappano un sorriso. In particolare, a volte ci troviamo a bombardare delle catene di fast food che vendono pollo fritto, mentre in altri casi scopriamo - con sommo rammarico - che nel futuro narrato da questo gioco Half Life 3 non è ancora uscito. I commenti dei nostri luogotenenti che appaiono in stile Star Fox nella parte alta dello schermo sono spesso pungenti, e non è raro leggere dei riferimenti culturali al cinema, alla televisione o alla musica di Bob Marley.
Peccato che tutti questi elementi non siano stati accompagnati da una storia altrettanto forte. Nonostante vi siano pagine di testo da leggere prima di ogni missione, ci si annoia prestissimo in questi muri di testo, e in definitiva si finirà per saltare le introduzioni e giungere dritti all’azione.


Vecchio stile
Il gameplay, come prevedibile, si rifà ai grandi classici di un tempo. Vi sono due armi, una principale che si rigenera con il tempo e una secondaria e più potente con i proiettili contati. Un elemento originale è dato dalla presenza di due torrette basate sulle due armi equipaggiate, e piazzabili sul campo di battaglia per raddoppiare la potenza di fuoco per un tempo molto limitato. Infine, vi è un power up a lenta rigenerazione che può, ad esempio, garantire un breve bullet-time, uno scudo o una bomba a raggio.
Il sistema dei potenziamenti è, forse, l’aspetto più controverso del gioco. Al di là delle rare ricariche di energia e di proiettili, sul campo di battaglia non si raccoglie alcuna arma. Per potenziare la nostra navicella è infatti necessario accedere a un negozio prima della battaglia, dove acquistare i potenziamenti tramite il denaro acquisito in seguito ai livelli completati. Ma non è finita: per ottenere i potenziamenti più importanti e per raggiungere i livelli più avanzati è necessario raccogliere delle uova d’oro sparse per il livello. Molte di esse vengono ottenute automaticamente completando i livelli e uccidendo un buon numero di nemici, mentre molte altre si nascondono in svariati luoghi, spesso senza alcun indizio.
Il giocatore, dunque, è costretto a un noioso grinding per recuperare denaro e uova. Anche se questa operazione da un lato allunga la durata della campagna, composta da appena 26 livelli, dall’altro lato può portare alla noia e alla frustrazione. Se si considera, inoltre, che Humans Must Answer è un gioco costituito da livelli brevi e molto lineari, il problema diventa ulteriormente più grave.


Difficoltà massima
Bisogna ammettere che quelli di Sumom Games sono rimasti fedeli alla linea degli sparatutto bidimensionali del passato: Humans Must Answer è un gioco molto impegnativo, e a difficoltà più alta può mettere seriamente alla prova i nervi di qualunque giocatore esperto. La campagna può essere completata in circa tre ore a difficoltà bassa, mentre già a difficoltà media occorrono almeno un paio di ore in più.
Il pattern dei nemici e degli ostacoli è pressoché identico in ogni livello, e l’apprendimento dei movimenti degli avversari diventa imprescindibile nelle fasi boss. Qui la difficoltà sale a dismisura, e saranno necessari parecchi tentativi - e una buona memoria - per riuscire a completarli. Molte delle ore di gioco, dunque, si spendono ad imparare i livelli. Come per il grinding, anche questo aspetto finisce per diventare tedioso e un po’ frustrante, e in definitiva avremmo preferito dei livelli meno lineari e prevedibili anziché questa vera e propria festa di ostacoli e proiettili che si ripetono ad ogni partita.
Infine, nonostante il gioco sia perfettamente giocabile con una tastiera, l’uso del pad è caldamente consigliato: il movimento della nostra navicella è così lento che una frazione di secondo può segnare il successo o l’insuccesso della partita.


Con lo stampino
L’aspetto grafico di Humans Must Answer è altalenante. Da un lato, abbiamo sfondi molto originali, talvolta con tinte ad acquerello, mentre dall’altro lato il design dei nemici è poco originale e si ripete allo sfinimento. Il character design non è particolarmente ispirato, e nel complesso riteniamo che si sarebbe potuto fare di meglio. L’idea dei polli antropomorfi è buona, ma non è stata sfruttata a dovere.
Anche le musiche sono risultate poco incisive, con dei temi che si ripetono fino allo sfinimento e che finiranno per ronzarvi in testa come un brutto tormentone estivo.
Recensione Videogioco HUMANS MUST ANSWER scritta da LORESKA Humans Must Answer è un gioco che vi farà urlare dalla rabbia, ma che al contempo vi saprà dare delle grandi soddisfazioni dopo aver superato un boss o un livello particolarmente ostico. Il problema principale è che il titolo fa troppo affidamento sulla ripetizione di schemi prestabiliti, oltre che sul fastidioso grinding per potenziare la propria navicella. Al prezzo a cui viene venduto può certamente rappresentare un buon compromesso per i fan degli shooter a scorrimento, ma al contempo non aspettatevi nulla di particolarmente originale o ispirato. Polli a parte.
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