Recensione di Defense Technica

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Strategico
  • Sviluppatore:

     Kuno Interactive
  • Data uscita:

     24 ottobre 2013
6.0
Voto lettori:
7.0
- Buona varietà di torrette e nemici
- Molto impegnativo…
- …anche troppo per i non avvezzi al genere
- Due soli livelli di difficoltà mal calibrati
- Rischio frustrazione elevato
- Tecnicamente sufficiente
A cura di Mattia Comba (Hybr1d) del
Quello dei tower defense è un genere che non gode di molti esponenti di spicco sulla piattaforma PC. In questi ultimi anni, però, la diffusione dei dispositivi touch sembra aver portato nuova linfa al genere, che ormai vanta diverse incarnazioni più o meno riuscite su tablet e smartphone. Proprio su questi dispositivi è nato Defense Technica, gioco sviluppato da Com2US e uscito lo scorso maggio su dispositivi iOS e Android. Successivamente ci hanno messo mano i programmatori coreani di Kuno Interactive, che hanno realizzato il porting su PC oggetto di questa recensione. Gli sviluppatori di tower defense molto spesso definiscono la loro nuova creazione come un titolo che andrà a rivoluzionare il genere di appartenenza. Solitamente i proclami vengono smentiti dopo un paio di ore di gioco, ma con Defense Technica, sebbene non rivoluzioni il genere, abbiamo passato con piacere parte del nostro tempo.



Tanta sostanza
Anno tremila e spicci. La Terra, grazie ad un progresso tecnologico senza precedenti, ha espanso la propria influenza fin oltre il sistema solare, stringendo alleanze strategiche con razze aliene affini e prosperando come mai era successo in passato. Il sodalizio tra le forze planetarie però non pare essere particolarmente solido, e basta una leggera incrinatura dei rapporti di forza per dare il via ad un massiccia guerra destinata a mettere il pianeta al centro del conflitto. I nostri ex alleati iniziano un’invasione su larga scala, mettendo a carne e pesce (cit.) tutto quello che trovano al loro passaggio e costringendo i terrestri ad una strenua resistenza per difendere i pochi avamposti ancora operativi. Insomma, non l’incipit più originale visto in circolazione, ma per il titolo di Kuno Interactive lo storytelling è solo di contorno e ci dimostra fin da subito di odiare i convenevoli catapultandoci nel vivo dell’azione, a prenderci scappellotti sulla nuca dopo appena un paio d’ore di gioco. Ma partiamo dall’inizio.
Rispettando i canoni classici del tower defense, in ogni missione Defense Technica mette nelle mani del giocatore la difesa di un obiettivo particolarmente appetitoso per gli invasori alieni, e un vasto eterogeneo arsenale per difenderlo al meglio. Nelle prime missioni di tutorial veniamo introdotti alle basilari regole di gameplay, imparando che le torrette possono essere costruite solamente in delle zone predefinite, che i nemici arriveranno ad ondate e che questi ultimi punteranno dritti alla meta senza badare alle torrette che li stanno attaccando. Abbattendoli, questi lasceranno sul terreno alcune unità di risorse necessarie per la costruzione di nuove postazioni di attacco o di difesa. Queste sono da utilizzare per fortificare il reattore, oppure per ostacolare il percorso degli invasori e costringerli a prendere una strada più lunga e con un maggior numero di postazioni da utilizzare a nostro vantaggio. In questo modo possiamo installare più di armamenti per contrastarli in maniera più efficace.
Le ondate di nemici che si susseguono fino alle fine del livello si faranno sempre più pericolose e ravvicinate le une alle altre, richiedendo una certa dose di strategia per difendere con efficacia il tanto prezioso nucleo. Ci sono principalmente due fattori da tenere in considerazione. Il primo è la continua scarsità di risorse con cui dobbiamo fare i conti e secondariamente il percorso seguito dai nostri avversari. Sbarcati dalla loro astronave, gli alieni seguiranno un itinerario prestabilito verso il reattore, e vi correranno incontro il più in fretta possibile senza badare alle nostre difese. Una volta piazzata una torretta, infatti, questa non verrà attaccata dai nemici, ma potrà essere rimossa solo dal giocatore nel caso decidesse di sostituirla con un’altra delle tante opzioni presenti nel suo arsenale. In questo caso recupererà una parte delle risorse utilizzate per costruirla e soprattutto guadagnerà una nuova casella per modificare la propria strategia.
La varietà dei nemici è lodevole e costringe il giocatore a muoversi freneticamente lungo tutta la mappa per controllare la situazione e organizzare le difese in base al tipo di soldati alieni in arrivo. Essi differiscono per potenza di fuoco, resistenza e velocità, pertanto è necessario diversificare le postazioni per ottenere un risultato migliore. Ad esempio le mitragliatrici, grazie all’alta cadenza di fuoco, sono ottime contro i nemici più deboli, mentre per i piccoli gruppi di corazzati è meglio utilizzare il lanciafiamme o i laser, anche se sono più costosi. Infine, completando ogni stage si guadagnano cristalli da spendere per migliorare la performance delle torrette o per abbassarne il costo di realizzazione.



FFFFFFFFFFFFFFFFFFFUUUUUUUUUUUUUUUUU
La varietà di torrette, di nemici e le mappe abbastanza ampie da permettere agli invasori di effettuare percorsi diversi per raggiungere il preziosissimo reattore rendono Defense Technica un titolo molto interessante, sebbene, come detto, non rivoluzionario per i canoni del genere. La complessità di fondo è però minata da un bilanciamento approssimativo, che porta al game over anche solo per un minimo errore. Studiare le postazioni disponibili, il percorso dei nemici, le torrette e l’ordine con cui costruirle sembra essere l’unica soluzione per riuscire a superare quei livelli particolarmente difficili che dopo un paio di tentativi andati a vuoto si riducono principalmente in un trial and error alla ricerca della migliore strategia per portare a casa il risultato. Il problema maggiore è che alla lunga resta solamente la difficoltà. Se ci si blocca ad un livello, non c’è altro da fare che provare e riprovare in attesa dell’apparizione di Sun Tzu stesso a illuminarci con una strategia in grado di condurci alla vittoria. Intanto invocheremo a gran voce un gran numero di santi e affini senza distinzioni religiose di sorta.
Defense Technica è un gioco difficile, troppo difficile. Difficile e frustrante soprattutto per la presenza di due soli livelli di difficoltà, normale e hardcore, e già al primo le cose si fanno dannatamente ardue dopo un paio di missioni di gioco. Non richiedeva poi tutto questo sforzo inserire qualche modalità intermedia intervenendo sul bilanciamento: banalmente le armi fanno più danni e gli alieni hanno meno punti vita. Ecco che ne sarebbero usciti nuovi livelli di difficoltà più appetibili e soddisfacenti per una platea più ampia di giocatori, e soprattutto una via d’uscita nel caso ci si impantanasse in un livello particolarmente complesso. È vero che il titolo si rivolge principalmente ai giocatori hardcore, ma nel panorama videoludico ci sono fior di titoli difficilissimi da padroneggiare ai livelli più alti di difficoltà, ma non per questo inaccessibili ai giocatori meno avvezzi al genere.
Dal punto di vista tecnico, il titolo non brilla certo per grandiosità o attenzione al dettaglio. I modelli poligonali sono accurati, le animazioni fluide e gli effetti di fiamme e laser ottimi, ma manca qualsivoglia effetto particellare per fargli fare il salto di qualità. Le ambientazioni sono semplici, lineari e spoglie, e nel complesso il design dei livelli non spicca per originalità. Le musiche accompagnano bene l’azione di gioco, ma ci si ferma al minimo sindacale, comunque sufficiente per un titolo dal prezzo ridotto.
Recensione Videogioco DEFENSE TECHNICA scritta da HYBR1D Defense Technica si proponeva di essere un tower defence per hardcore gamers e il risultato è stato pienamente centrato. Grazie a un gameplay immediato, un’ottima varietà di torrette e nemici e meccaniche vecchia scuola, il titolo Kuno Interactive riesce nell’intento di regalare ore di sangue e sudore anche ai più preparati. Il problema maggiore è che si dimentica completamente di tutti gli altri. Con soli due livelli di difficoltà, entrambi piuttosto elevati, in questo titolo la frustrazione è sempre in agguato e pronta a saltarci addosso non appena troviamo uno scenario particolarmente complesso. E sfortunatamente questi non tardano ad arrivare.
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    Numero commenti: 1
  • Greywinter
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    Così si fa! Se promette una sfida, è assolutamente mio. Non ne posso più di giochi la cui modalità hard è esattamente uguale al normal di una volta, se non pure all'easy. Tempi tristi, i nostri...
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