Recensione di Dusty Revenge

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     PD Design Studio
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     9 luglio 2013
- Un beat’em up solido e classico
- L’aggiunta dei due aiutanti e del livellamento del personaggio da varietà al gameplay
- Bel comparto grafico bidimensionale
- Mancanza di pulizia in alcuni frangenti
- Un po’ troppo corto
A cura di (Mastelli Speed) del
Quella donna merita la sua vendetta. E noi…meritiamo di morire” recitava Michael Madsen nel maestoso Kill Bill di Tarantino, un film tutto imperniato sulla ricerca di vendetta da parte della protagonista, una determinata Uma Thurman. Sembra proprio che esistano due scuole di pensiero, riguardo alla vendetta, che film, libri, manifestazioni artistiche in genere o semplicemente la vita quotidiana ci hanno aiutato a far conoscere nel corso degli anni; la prima dice che vendicarsi di un torto subito è come diventare come coloro i quali si sono dimostrati cattivi verso la propria persona. La seconda, invece, dice che la vendetta è lecita, se non necessaria, per chiudere definitivamente una faccenda lasciata in sospeso.
Proprio questa seconda filosofia appartiene a Dusty, il protagonista di Dusty Revenge, titolo a scorrimento orizzontale 2D sviluppato da PDDesignStudio e proposto su Desura a € 7,99. Vediamo di capirci qualcosa in più.



Ci sono un coniglio, un orso e un cane
La vendetta dunque è il fulcro centrale della storia di questo Dusty Revenge; per capire perché sià cosi, basta fare un breve accenno alla trama: Dusty, il personaggio che andremo a impersonare, in pochi attimi vede la sua vita cambiare per sempre. La sua Daisy, infatti, viene uccisa da dei loschi figuri che, non contenti, hanno pensato bene di rubare un antico artefatto appartenuto proprio al padre di Dusty. La cutscene introduttiva, seppur si affidi a delle schermate bidimensionali quasi del tutto statiche, è da manuale: identifica l’eroe, fa comprendere chi siano i cattivi, specifica l’ambientazione simil-western, e soprattutto giustifica la sete di vendetta del protagonista.
L’aspetto peculiare del tutto è che i protagonisti sono raffigurati sotto forma di animali: Dusty quindi è un coniglio dalle lunghe orecchie e dalla voce roca che andrà contro orde di nemici rappresentati da armadilli, maiali, tori e va di seguito. Lungo il suo tortuoso sentiero di rivalsa, però, il nostro coniglio vendicativo non sarà solo: la trama infatti giustificherà l’ingresso in scena di due comprimari, rispettivamente l’orso Rondel che fornirà il supporto dell’artiglieria pesante e il cane McCoy, un formidabile cecchino dal passato sconosciuto. Ci sono quindi un coniglio, un cane e un orso che per motivi diversi meditano vendetta verso un nemico imperscrutabile; detta così potrebbe sembrare che il titolo non si prenda troppo sul serio, ma tutti i personaggi saranno caratterizzati in modo tale che il loro aspetto non incida sulla credibilità della vicenda, che anzi virerà spesso verso scene di sparatorie e violenza; solo per fare un esempio, durante i primi istanti di gioco la visione della povera coniglietta Daisy che giace senza vita farà venire i nervi anche ai giocatori più pacati, che in questo senso si sentiranno ancora più coinvolti dall’ira di Dusty.



Cattiverie gratuite
Il gameplay di Dusty Revenge è quello tipico del titolo a scorrimento orizzontale: il nostro Dusty dovrà farsi strada lungo schermate piene di nemici fino ad arrivare, alla fine di ognuno dei vari livelli disponibili, al temibile boss finale.
Per sopperire al senso di ripetitività, però, il gioco propone diverse variazioni sul tema: per prima cosa, è da sottolineare che l’aspetto estetico di Dusty si rivela essere non solo un semplice dettaglio grafico, ma va a determinare anche alcune dinamiche di gioco. Il nostro, ad esempio, potrà planare grazie alle proprie lunghe orecchie da coniglio, e raggiungere così i punti più ostici della mappa (sebbene i livelli siano lineari, difatti il gioco incoraggia a esplorare i vari ambienti per ottenere qualche bonus in più). La variante più interessante, in ogni caso, è rappresentata dall’aggiunta dei due personaggi di supporto. Agendo sul D-pad infatti potremo richiamare Rondel e McCoy e farci dare una mano durante le situazioni più concitate. Durante questi frangenti si perderà il controllo di Dusty e si andrà a controllare il proprio alleato: se con Rondel si tratterà solamente di mirare e sparare con l’artiglieria pesante, con McCoy si avrà un vero e proprio mirino da cecchino con cui si potrà ingrandire la visuale per cercare di eliminare i nemici più ostici. Questo accorgimento da varietà all’azione (spesso Rondel sarà necessario per far saltare in aria pietre e muraglie che sbarrano il passo di Dusty, ad esempio), ma presenta alcuni intoppi; per prima cosa, è giusto dire che l’aiuto dei due compari sarà limitato da una sorta di indicatore che, sebbene si si ricarichi in modo abbastanza rapido, non consente di utilizzare l’azione del fidato orso e dell’oscuro cane ininterrottamente. In secondo luogo, spesso nei momenti più concitati, ovvero dove su schermo sono presenti tanti nemici intenti a dare legnate a Dusty in ogni modo, perdere il controllo del protagonista principale per tentare di mirare con precisione col fucile da cecchino di McCoy verso un determinato punto potrebbe risultare fatale, e far morire il nostro coniglio. Alternativamente sembra che la scelta più adatta, in situazioni come queste, sia l’utilizzo di Rondel, che al tempo stesso necessita di meno precisione nella fase di puntamento e può danneggiare più nemici contemporaneamente (sebbene alcuni manigoldi, per esempio quelli piazzati sulle finestre, saranno eliminabili solo con McCoy). In ogni caso, specie durante le fasi finali del titolo, l’apporto dei due personaggi si rivela una bella trovata, che riesce a dare più profondità al tutto spezzando la monotonia data dalla continua esecuzione di combo con Dusty.
A tutto questo, poi, si accompagna un sistema di evoluzione del personaggio principale, che nel corso dei vari livelli vedrà aumentare ad esempio la barra della vita, cosi come quella che consente di usufruire dell’aiuto dei propri comprimari; a ciò si accompagnano migliorie nel proprio arsenale offensivo e la possibilità di eseguire nuove combo.



Dio perdona, Dusty no
Un'altra feature che vuole rompere la monotonia del titolo dunque è sicuramente la presenza di combo e mosse speciali destinate al personaggio, che da parte sua avrà un discreto arsenale di armi e opportunità offensive. Accanto ai due attacchi corpo a corpo classici (uno leggero, l’altro più potente), il protagonista potrà contare sulle doppie pistole e su una sorta di falce che risulterà molto utile per colpire più nemici contemporaneamente. I nostri avversari, d’altro canto, rappresenteranno una minaccia variegata: alcuni si concentreranno sugli attacchi corpo a corpo, e quindi cercheranno di piazzarsi vicino a Dusty, altri spareranno e lanceranno candelotti di dinamite (quindi tenderanno ad allontanarsi), altri ancora punteranno sulla forza fisica tentando di effettuare cariche. Si potrebbe dire che a ogni nemico corrisponderebbe una tattica differente, e di sicuro questa è un’affermazione che ben si adatta ai temibili boss di fine livello, veramente ben caratterizzati e divertenti da sconfiggere. Se, infatti, i primi due, tre saranno tutto sommato semplici da far fuori, andando avanti nel gioco si avranno davanti avversari decisamente ostici (in special modo quello chiamato Aliciaconda, una sorta di incantatrice di serpenti che comanda proprio un enorme serpente metallico), per non parlare del boss finale, sulla cui natura glissiamo per non spoilerare nulla sulla trama, ma che presenta una varietà di minacce veramente notevole; per sconfiggerlo, dunque, sarà indispensabile padroneggiare al meglio i comandi e le possibilità strategiche offerte dai due personaggi di supporto.
Parlando proprio del sistema di controllo, sembra necessario sottolineare come il gamepad sia l’alternativa migliore: in effetti il gioco supporta anche i comandi via tastiera, ma è solo con un pad che l’esperienza da titolo a scorrimento orizzontale può definirsi del tutto soddisfacente; diciamo questo anche perché, come forse è emerso da quanto già scritto, l’attività principale di Dusty Revenge sarà quella di dare delle gran legnate: se a tutto ciò si accompagnano le varie combo e il gran numero di nemici, si comprende come si arrivi rapidamente al button smashing. Tutto ciò, è bene dirlo, è un difetto solo nel momento in cui non si comprende bene che tipo di titolo sia la produzione PDDesignStudio, che offre invece un’esperienza beat’em up molto solida e classica, difficile quanto basta e con una trama tutto sommato piacevole, sebbene siano presenti alcune mancanze dal punto di vista della fluidità e della mancanza di pulizia (ne parleremo meglio dopo). Per alcuni, quindi, la ripetitività delle azioni da compiere sarà probabilmente il difetto più pressante del gioco, insieme probabilmente alla scarsa longevità (circa cinque ore), ma considerando il genere e il carattere low budget della produzione, non si può certo dire che Dusty Revenge sia un titolo insufficiente.



Storie vere di animali coraggiosi
Qualcuno potrebbe pensare che in un beat’em up bidimensionale il comparto tecnico non sia poi così importante, ma alcuni esempi storici tendono a contraddire questa tesi. Se si pensa alla grande colonna sonora di Streets of Rage 2, si comprende come un buon accompagnamento audio porti un grado di immersività di molto superiore a quello che può dare il semplice ripetersi delle stesse dinamiche di gameplay. Diciamo questo il comparto audio di Dusty Revenge svolge in modo più che sufficiente il suo lavoro: accanto proprio a musiche di accompagnamento che virano verso il western non proprio trascendentali, si affianca un doppiaggio in inglese che riesce nella maggior parte dei casi a rappresentare in modo convincente il personaggio di Dusty. Il nostro coniglio, cui sarà affidata tutta la narrazione della vicenda, presenta una voce calda e dai toni bassi, che trasuda vendetta e voglia di rivalsa.
Il comparto grafico bidimensionale, poi, è molto soddisfacente: la rappresentazione degli ambienti di gioco è ottima, cosi come quella dei personaggi che li popolano. Buona la fattura dei personaggi e soprattutto dei boss finali, e in generale la resa visiva di Dusty Revenge non può che essere giudicata piacevole e adeguata al genere.
Chiudiamo con alcune note sulla fruizione del titolo, che presenta alcuni problemi: tra questi citiamo i rallentamenti sporadici durante le cutscene (con conseguente sfasamento tra traccia audio e video) e le scene più affollate, e i tempi di caricamento tra un livello e l’altro, che avrebbero sicuramente potuto essere ridotti.

Hardware
Requisiti minimi:
Processore: Pentium 4 1.8GHz (Athlon XP 1700+)
Scheda grafica: GeForce 210 (Radeon X600 Series)
RAM: 1 GB
Spazio su HDD: 1 GB
Recensione Videogioco DUSTY REVENGE scritta da MASTELLI SPEED Ribadiamo quanto già detto nel paragrafo dedicato al gameplay: chi è alla ricerca di un beat’em up a scorrimento orizzontale troverà in Dusty Revenge una solida e discreta esperienza, cui si accompagna un bel comparto grafico e alcune piacevoli trovate di gameplay, come la presenza dei due aiutanti e l’avanzamento delle abilità del personaggio. Per questa tipologia di giocatori, l’acquisto del titolo sembra essere molto consigliato.
Per tutti gli altri, invece, il titolo PDDesignStudio molto probabilmente potrebbe risultare ripetitivo e poco attraente, e tutto ciò potrebbe far risaltare alcune problematiche legate a un discorso di mancanza di pulizia generale (caricamenti un po' troppo lunghi, rallentamenti occasionali), e alla longevità non proprio altissima.
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