Recensione di Simcity

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Gestionale
  • Sviluppatore:

     Maxis Software
  • Distributore:

     EA
  • Data uscita:

     7 marzo 2013 - 29 Agosto 2013 (Mac)
- Immediato e profondo
- Gestione delle città differente dal solito
- Esteticamente superbo
- Ricco di nuove idee
- DLC influenti sul gameplay
- Città molto più piccole rispetto al passato
- Routine del traffico da rivedere
- Always Online davvero necessario?
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A cura di (FireZdragon) del
Simcity è stato veramente un brand capace di entrare nella storia. Quando abbiamo saputo che doveva tornare sui monitor dei nostri pc il gestionale cittadino per eccellenza la nostra voglia di metterci le mani sopra è schizzata alle stelle e non sono bastati i numerosi eventi a cui abbiamo partecipato a calmarci. Una decina di ore sul titolo ad ogni modo è bastata solo a scalfire il primo strato di un gioco che, nonostante le semplificazioni evidenti, sembrava nascondere sotto la superficie dinamiche profonde, arricchite da un multiplayer inedito per la serie che avrebbe potuto fare veramente la differenza. Finalmente, dopo un lancio americano con qualche problema, Simcity è giunto anche in europa. Ci abbiamo giocato assiduamente giorno e notte, eccovi il nostro verdetto definitivo!

You are not prepared
Decidiamo di iniziare questa recensione in maniera insolita, ma necessaria a chiarire il nostro punto di vista sul titolo e su quanto successo i primi giorni del lancio. Electronic Arts ha sbagliato, e su questo non ci piove. Il sistema dei DRM, trattato peraltro in un nostro articolo recente, e l’always online si sono rivelati ancora una volta un ostacolo più imponente da superare per gli acquirenti del day one piuttosto che un frangiflutti per frenare l’ondata di pirateria su PC. Ci siamo trovati per le mani un titolo che, dopo un lancio americano disastroso, ha ripetuto gli stessi identici errori in Europa e, solo dopo una manciata di giorni e l’aggiunta di un cospicuo numero di server, ha preso a funzionare quasi normalmente. Si quasi perché molte funzionalità online, sbandierate come indispensabili dalla stessa Maxis per godere appieno l’esperienza di gioco ancora non funzionano e tra queste, la mancanza più grave è quella delle leaderboard online.
Come se non bastasse a rincarare la dose ci pensano come al solito i DLC presenti al day one, e non stiamo parlando di piccoli edifici ininfluenti sul gameplay ma costruzioni in grado di favorire in maniera significativa lo sviluppo della città e la gestione della stessa. Edifici di polizia più efficienti, monumenti capaci di attirare più turisti e treni ad alta velocità sono solo alcuni esempi, una piega che sinceramente non possiamo far altro che demonizzare in un contesto come quello di Simcity dove la competitività dovrebbe farla da padrone. Insomma, non ci siamo, e gli errori precedenti fatti da Ubisoft in questo campo, con relativo dietrofront della casa francese, sembrano non avere insegnato nulla al colosso statunitense.
Il tempo nel frattempo però scorre e l’esperienza, soprattutto in merito a titoli così importanti, ci ha suggerito di aspettare che le acque si calmassero prima di dare la nostra valutazione su un prodotto che, a parte questi grossi problemi iniziali, è stato sviluppato con cura e attenzione.
La valutazione finale quindi è frutto del discernimento del servizio offerto in questi giorni dal prodotto in sé, meritevole di essere analizzato con cura e senza pregiudizi.



Sindaco, sindaco! Mi permetta una parola
Always Online, demone e spauracchio dei giorni nostri. Ve ne era davvero bisogno in Simcity? Secondo Maxis si, perché punto di forza di questa produzione è l’interattività tra giocatori e la necessità di collaborare per poter ottenere le costruzioni più imponenti di tutto il gioco. Tutto inizierà quindi dalla semplice scelta di un server che ci permetterà di giocare esclusivamente con le persone che avranno compiuto la nostra medesima azione. Un vostro amico è su un altro server e volete raggiungerlo? Non ci sono problemi, dovrete semplicemente ricominciare tutto da capo (tutorial compreso). Se questo sembra quasi un’eresia per i vecchi fan, abbandonare una città costruita in settimane e settimane di sudore tra pianificazione e gestione era infatti praticamente impensabile, su Simcity le cose vanno in maniera diversa, merito della dimensione ridotta che adesso avrà la nostra area giocabile.
Il breve tutorial iniziale ci darà un assaggio delle funzionalità del gioco ma le meccaniche, seppur semplificate all’apparenza, riescono comunque ad andare in profondità e solo dopo diverse sessioni di gioco riuscirete ad avere una panoramica precisa di quanto questo nuovo capitolo può offrire.
Dimenticate tuttavia terraforming e libertà di creazione, la vostra città avrà un’ubicazione ben precisa all’interno di una delle 8 regioni disponibili, suddivise per disponibilità di materie prime e numero di agglomerati urbani che queste possono ospitare.
Si partirà da zone indicate per soli due giocatori fino ad arrivare a regioni in grado di supportare fino a sedici giocatori. Potrete sia inserirvi in una comunità già avviata o iniziarne una completamente da zero, magari chiudendola a ingressi esterni per godervi in solitudine completa l’esperienza di gioco.
Ogni città non differirà dalle altre solo per la conformazione del terreno ma, soprattutto, per la quantità di materie prime disponibili, elemento essenziale per decidere come specializzare i nostri possedimenti, meccanica che vedremo più avanti.



Tutto inizia da una strada
Vere e proprie protagoniste di Simcity sono le strade, ora costruibili senza le classiche limitazioni a griglia. Potremo dare vita a circonvallazioni, chicane autostradali e percorsi curvi e tortuosi che si arrampicano sul bordo di una collina. Purtroppo questa libertà completa di costruzione va a scontrarsi con l’edificazione successiva delle strutture, che spesso e volentieri non riusciranno ad adattarsi correttamente agli spazi vuoti, sprecando così molte delle potenzialità del già esiguo spazio. Distruggere e ricostruire sembra il motto del titolo Maxis, tanto che più giocherete, più la vostra città crescerà e vi ritroverete a dover fare i conti con il limitatissimo spazio a disponibile. Fortunatamente l’edificazione non porterà più via preziosi contanti ma i cittadini si prenderanno l’onere di tutte le spese relative alla costruzione di case, fabbriche e servizi commerciali. Voi non dovrete far altro che decidere, tramite comode linee guida colorate, le aree edificabili dividendole per tipologia, al resto penserà la vostra popolarità. La velocità di crescita è piuttosto rapida e utilizzando i modificatori di velocità (tre quelli disponibili in tutto) potrete vedere le vostre strutture crescere davvero a vista d’occhio. Tenere d’occhio tutte le variabili in gioco è piuttosto semplice grazie ad un’interfaccia curatissima e molto dettagliata. Alcune semplificazioni tuttavia arrivano anche per acqua, elettricità e rifiuti, dato che tubature e cavi elettrici si creeranno automaticamente sotto ogni strada, permettendovi di concentrare i vostri sforzi unicamente sulla gestione delle risorse.
Ogni singolo edificio pubblico può essere poi potenziato in diversi modi, aggiungendo per esempio parcheggi per i mezzi di soccorso o ancora nuove aulee nel caso in cui si tratti di scuole fino ad arrivare a eliporti e edifici addizionali per le costruzioni più importanti.
Una meccanica che abbiamo apprezzato tantissimo perché permette di far crescere le spese di gestione in maniera controllata, evitando così di dover semplicemente aggiungere edifici completamente nuovi per accomodare tutti i nostri cittadini.
Dal loro grado di felicità dipende infatti la velocità di espansione della città: gestite bene i servizi e il vostro paesino diverrà in brevissimo tempo un crogiolo di persone, dimenticate qualcosa e gli edifici inizieranno a sgretolarsi rapidamente. Ruolo importantissimo in questo senso lo hanno i parchi, indispensabili per aumentare il valore del terreno e far arrivare cittadini di ceto alto e medio.



Tutto facile per le prime ore
L’impressione iniziale che si ha giocando a questo Simcity è che tutto sia troppo guidato, troppo facile, tanto che in diverse occasioni, una volta assicurati che tutto funzionasse correttamente ci siamo presi svariate pause lasciando che la città crescesse in maniera autonoma, con risultati peraltro sorprendenti. Ben presto però si arriva un punto in cui l’espansione non è più possibile e bisognerà iniziare a lavorare sugli edifici esistenti e trasformare le villette a schiera in enormi palazzi da quaranta piani entrando così nel vero cuore del gioco. Una curva di difficoltà quindi ottimamente calcolata che guida il giocatore le prime ore per poi mettergli di fronte problemi di gestione e di risorse solo in una fase avanzata, magari con qualche disastro naturale nel mezzo a mischiare le carte. Quando questo momento arriverà entreranno in campo anche le specializzazioni, grazie alle quali indirizzare i propri possedimenti verso il gioco d’azzardo, i centri turistici o ancora trasformare la propria regione in una gigantesca cava di minerali e buttarsi sul commercio globale.
Impossibile fare tutto, lo spazio non lo permetterà. Per poter testare ogni singola specializzazione l’unica opzione sarà quella di allargare la mappa scegliere un’altra zona di partenza e ricominciare da capo. Quando due città limitrofe inizieranno a funzionare correttamente si darà il via all’interazione tanto sbandierata da Maxis. I servizi potranno quindi essere condivisi, le risorse sfruttate in maniera più accurata e gli spazi meglio gestiti. Non sarà infatti obbligatorio costruire ogni città in modo che si autofinanzi ma si potranno fare aree dedite alle sole zone residenziali e lasciare ad esempio fabbriche e centrali nucleari in aree differenti così da non disturbare al popolazione. L’intelligenza dei sims li porterà a viaggiare da una parte all’altra della regione andando ad occupare di volta in volta le residenze più adatte alle loro necessità. In multiplayer sarà essenziale comunicare e collaborare per ottenere dei buoni risultati mentre in singolo non avrete alcuna limitazione in questo senso e potrete allargare il vostro dominio a dismisura primeggiando su tutto.
Questo però secondo noi non compensa la dimensione ridotta delle città. Avere più città piccole non equivale ad averne una gigantesca come in Sim City 4 per esempio, le variabili risultano più contenute e i metodi per risolvere i problemi sempre troppo alla portata del giocatore.



Sims for real
Da lasciare senza parole il Glassbox, nuovissimo motore di gioco, capace di dare vita a città vive in ogni loro più piccolo dettaglio. Ogni sim presente a schermo avrà una sua personalità, desideri e bisogni da soddisfare e selezionandoli con il mouse potremo averne un riscontro immediatamente. I più facinorosi si raggrupperanno davanti al municipio formando cortei di protesta mentre altri ci assegneranno quest secondarie grazie alle quali ottenere bonus in denaro o ricompense speciali. Ad esempio verranno organizzate feste che produrranno molti più rifiuti del normale da smaltire o spettacoli pirotecnici che potrebbero causare incendi. Completate un evento con successo e la vostra fama salirà alle stelle, così come il vostro portafoglio. Non ci hanno convinto invece moltissimo le routine del traffico, spesso si vedono auto impazzite fare percorsi stranissimi, e i movimenti delle imbarcazioni che le portano a incagliarsi nel molo o sulle coste. Il colpo d'occhio tuttavia rimane davvero meraviglioso, accompagnato da un comparto sonoro che, seppur non al top, vi farà passare in rilassatezza le centinaia di ore da sindaco che spenderete sul nuovo Simcity
Recensione Videogioco SIMCITY scritta da FIREZDRAGON Simcity è un ottimo gestionale, con un criterio di crescita delle città completamente differente rispetto a quanto ci ha abituato la serie Maxis fino ad oggi e per questo in grado di regalare un'esperienza diversa dai classici citybuilder. Ve ne consigliamo assolutamente l'acquisto se amate il genere, ma con riserva: il prodotto maturerà solo tra qualche settimana, fino ad allora vi conviene aspettare o vi troverete per le mani un titolo parzialmente castrato e carente di alcune delle feature in grado di renderlo davvero unico e globale.
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