Recensione di Akaneiro: Demon Hunters

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Spicy Horse
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     TBA 2013
- Gratuito
- Ottimo stile grafico
- C'è Gabe Newel come pet
- Future patch potrebbero migliorarlo
- Sistema di shard sfruttato in maniera pessima
- Grinding estremo
- Fortemente legato alle microtransazioni
A cura di (FireZdragon) del
Oramai sta diventando una sorta di ritornello ricordare ai giocatori quanto il panorama free to play, soprattutto su PC, stia prendendo piede. Ogni genere ne è ormai coinvolto, MMORPG in primis, ma anche sparatutto, strategici, giochi di carte e ora anche gli immancabili Hack ‘n’ Slash.
American McGee e Spicy Horse devono aver infatti fiutato il successo ottenuto da Torchlight II e Diablo 3 e, nel tentativo di bissarlo, hanno deciso di lanciare sul mercato un titolo particolarmente affascinante, stilisticamente curato e in grado, almeno stando alle prime indiscrezioni, di poter competere testa a testa con i due colossi sopracitati.
Akaneiro è stato finalmente rilasciato e dopo un breve periodo passato su Kickstarter, grazie al quale sono stati ottenuti fondi per portarlo anche su piattaforme mobile, il curioso prodotto ideato dal padre di Alice ha aperto finalmente le porte al grande pubblico. Noi, ovviamente, l’abbiamo testato per darvi il nostro parere.



Che denti grandi che hai…
Akaneiro vi trascinerà all’interno di un mondo pennellato ad arte in puro stile giapponese, con mostri dalle sembianze animali ispirati alla favola di cappuccetto rosso. Il folklore della cultura orientale pervade ogni singola schermata di gioco, dalla creazione del proprio personaggio fino ai momenti più concitati in battaglia, con colori cupi, accesi improvvisamente da tinte rosse e occhi che dal nulla paiono osservare ogni vostro movimento.
Non neghiamo che il primo impatto con Akaneiro sia quindi più che positivo e le speranze che riponevamo nel titolo sembravano essere state riposte al sicuro, questo almeno finché non ci siamo trovati faccia a faccia con un sistema di gioco ridondante, monotono e assolutamente mal bilanciato, ma andiamo con ordine.
Inizialmente saremo chiamati a dare vita al nostro alter ego virtuale. Tre le classi disponibili, in linea con quelle già viste mille altre volte: una basata sul danno fisico, una sulla difesa e una incentrata sulle abilità, dedita quindi al combattimento sulla lunga distanza. La divisione tuttavia proseguendo con il gioco non sarà così netta dato che per fortuna il nostro personaggio, con l’acquisizione di ogni livello di esperienza, potrà scegliere singolarmente, e in maniera del tutto indipendente dalla classe scelta inizialmente, abilità e specializzazioni. Da questo punto di vista il titolo garantisce un buon ventaglio di opzioni, adattandosi praticamente alla perfezione allo stile dei giocatori.
Potremo quindi creare un tank impossibile da abbattere, donargli qualche skill offensiva o altresì dotarlo di cure e abilità rigenerative così da renderlo un colosso inamovibile. Mischiare le tre scuole porta interessanti varianti e miscelarle potrebbe riservare ai giocatori alcune interessanti sorprese.
Alle specializzazioni e alle skill attive vanno poi ad aggiungersi abilità dedicate alle armi e alle armature, che ne incrementeranno l’efficacia e permettono al contempo di ottenere effetti secondari passivi durante i combattimenti come la capacità di stordire o l’aumento della rigenerazione della salute.
La base quindi è piuttosto solida ma crolla inesorabilmente quando ci si troverà a dover fare i conti con la valuta necessaria all’acquisto di tutte queste feature.
Akaneiro verte completamente sulle cosiddette Karma Shard, speciali pietre rosse lasciate cadere dai mostri in seguito alla loro uccisione o ottenute grazie al completamento delle missioni. Queste fastidiose gemmine servono praticamente per qualsiasi cosa: dal comprare abilità, come anticipato, ad acquistare equipaggiamento fino a sbloccare ulteriori livelli e qui si apre la parentesi peggiore del titolo Spicy horse.



A caccia di mostri .. o di gemme?
Ogni missione metterà in palio per il suo completamente un numero predefinito di esperienza e di gemme, stabilite in base alla tipologia dello stage da affrontare e alla difficoltà dello stesso. Gettandoci in battaglia verremo accolti da nutriti gruppi di nemici decisi a farci a pezzi e, come nella miglior tradizione degli hack ‘n’ slash, dovremo farci strada cliccando come forsennati ed utilizzando al momento giusto le tre abilità precedentemente selezionate. Saltuariamente i nemici lasceranno cadere oggetti e Karma shard che, oltre a riempirci le tasche, ripristineranno anche una minima parte della nostra ampolla della salute. Durante la partita sarà fondamentale non morire perché questo comporterà una perdita di shard e, nel malaugurato caso queste si esaurissero, saremo costretti a tornare in città e ricominciare la missione da zero. Tornati in città e venduti tutti gli oggetti raccolti giungerà quindi il momento di farci i conti in tasca. Inizialmente saremo in grado di scegliere se comprare un’abilità, investire le shard in un’arma nuova o sbloccare uno dei livelli successivi ma proseguendo nel gioco le cose inizieranno a complicarsi in maniera troppo evidente obbligando il giocatore a farmare decine di volte gli stage precedentemente completati solo per poter ottenere un’abilità di livello alto o, cosa ancora peggiore, sbloccare lo stage successivo. Incastrati quindi in un limbo di farming ripetitivo e senza senso saremo costretti a un’esperienza di gioco fine a sé stessa e per nulla stimolante che ci obbligherà in sintesi a ripercorrere i nostri passi decine di volte solo per poter proseguire nella storia.
Una meccanica che allunga si la longevità del titolo ma uccide praticamente del tutto il divertimento. Il fatto inoltre che manchi completamente una modalità cooperativa, almeno per il momento, e che si possa giocare con un altro giocatore solo in maniera asincrona, scegliendo il suo alter ego da una lista di eroi disponibili controllati però dall’ia, accentua in maniera rilevante il problema.
Inspiegabilmente Spicy HorseAkaneiro perde del tutto il suo valore visto che Torchlight II, con un prezzo davvero risicato, riesce a offrire un comparto tecnico nettamente superiore, build più varie e meccaniche di combattimento più curate.



Combattimenti surreali
Purtroppo infatti anche il classico sistema Hack ‘n’ slash non convince a causa di un ritardo nella risposta dei comandi davvero abominevole. I boss inoltre non presentano script originali né tantomeno routine particolarmente complesse. Costruendoci un equip basato sulla velocità di movimento e sulla rigenerazione del mana è infatti possibile sconfiggere qualsiasi nemico con il minimo sforzo.
Il problema della ripetitività si verifica sin dai primissimi livelli, rendendo impossibile proseguire senza grind, e bug di varia natura fiaccano in maniera sensibile l’esperienza di gioco. Non fatevi incantare dunque dalle magnifiche tinte di Akaneiro, il titolo potrebbe rapirvi l’anima e tentare di farla sua, nel tentativo di riempire quel vuoto enorme che attanaglia in ogni singolo aspetto la produzione Spicy Horse.
Recensione Videogioco AKANEIRO: DEMON HUNTERS scritta da FIREZDRAGON Akaneiro è un prodotto vuoto, un hack ‘n’ slash senza anima. Un grinding quasi ossessivo farà desistere anche i giocatori più volenterosi, ingabbiati in meccaniche di gioco ripetitive e senza fine. Il sistema di shard è stato calcolato in maniera pessima e tenta in maniera disperata di far spendere soldi ai giocatori che, a breve, potranno mettere le mani su Path of Exile, prodotto che promette di offrire tantissime ore di divertimento a costo zero. Il nostro consiglio al momento è quindi quello di attendere un prodotto più valido o, nel caso foste disposti a spendere qualche soldo, gettarvi direttamente su Torchlight II.
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