Questo sito si avvale di cookie per le finalità illustrate nella privacy policy. Effettuando un'azione di scroll o chiudendo questo banner, presti il consenso all'uso dei cookie OK
Starcraft II: Heart of the Swarm

Starcraft II: Heart of the Swarm

Tempo di beta

Provato

PC

Strategico

Italiano

Activision Blizzard

12 marzo 2013

A cura di del
Blizzard è da sempre sinonimo di qualità e affidabilità, ma nell’ultimo anno la casa ha perso un pochino della sua incrollabile reputazione. Diablo 3 è stato un successo di vendite, ed è indubbiamente un gioco di altissimo livello, ma molti puristi del genere hack n’ slash non ne hanno apprezzato le semplificazioni, costringendo la software house a correre ai ripari con alcune significative aggiunte contenutistiche e patch correttive. 
Tra le “crepe” della fortezza Blizzard, paradossalmente, c’è anche uno dei prodotti più osannati in assoluto, Starcraft 2. Pur trattandosi di uno strategico grandioso, giocatissimo, e incredibilmente complesso, il titolo non è riuscito a imporsi sugli e-sports con la stessa forza del suo predecessore, e ha dovuto lasciare parzialmente il posto ai Moba e ad altri fortunati sfidanti. Persino in Corea, ove il marchio da sempre regna sovrano e i suoi tornei sono seguiti come fossero finali calcistiche dalle nostre parti, la febbre da Starcraft pare esser sensibilmente calata. 
Forse il motivo è da ricercarsi nell’eccessivo attaccamento al leggendario antenato, all’organizzazione dei tornei principali, o persino in caratteristiche più limitate, come la gestione dei replay, dello spectator mode e della community. Fatto sta che gli sviluppatori hanno deciso di risolvere ogni mancanza con Heart of the Swarm, il nuovo seguito incentrato sulla razza Zerg. Noi ci siamo buttati nella beta, per vedere cosa stanno combinando. 

The killing will never stop
A livello di controlli nulla è cambiato. Il gioco si basa sempre su una struttura a tre risorse: supplies, gas e minerali, e obbliga a gestire con rapidità e precisione la propria base, sfruttando varie strategie per eliminare l’avversario prima che questi elimini noi. Inutile cambiare uno dei sistemi più riusciti del panorama, i programmatori hanno preferito lavorare sul bilanciamento, e introdurre alcune novità per modificare sostanzialmente il metagame e l’approccio alle varie razze. 
I Terran sono forse la razza che ha subito le modifiche più sostanziali. Inizialmente cambiati per far sì che i giocatori puntassero più sulle unità meccaniche che sulla fanteria, si sono poi visti portar via completamente i Warhound, poiché il nuovo robottone era fin troppo efficace. Ora, dopo svariati ritocchi, la razza presenta qualche opzione extra per le build mech, tra cui le comode Widow Mines e un Thor migliorato contro le unità aeree, ma ha visto potenziata ancora una volta l’efficacia della tanto temuta “bio ball” con l’ultima patch. Gli Hellion, principalmente usati per infastidire la raccolta delle risorse nemiche in partenza, possono venir trasformati in Hellbat, vengono curati dai Medivac  e funzionano come counter contro altre unità biologiche. Gli stessi Medivac hanno guadagnato uno sprint temporaneo, e a partita inoltrata si potenziano in modo sensibile con il reattore Caduceus (ignorato da tutti in passato).

Cambiamenti enormi anche per i Protoss. La razza ha guadagnato numerose truppe aeree, che ora ne rendono estremamente più viabili le strategie basate sullo Starport. La prima aggiunta è l’Oracle, una unità caster, dotata di numerose abilità, efficace sia per fare harassment che per supportare il proprio esercito. Segue il Tempest, un potente caccia capace di attaccare sia le unità volanti che quelle terrestri, inizialmente concepito come una sorta di cecchino dei cieli e ora divenuto un velivolo multifunzione dal danno elevato. Avrebbe dovuto sostituire la Carrier, ma entrambe le unità sono state mantenute nel tech tree dopo le numerose proteste dei giocatori. 
Persino la Mothership è cambiata, e ora parte come Motership Core. Meno pericoloso ma dotato comunque di buona parte dei poteri della sua evoluzione, il Core è un’utilissima unità extra di supporto.
Si chiude con gli Zerg, terrore del gioco base per la loro crescita inarrestabile e il gameplay fondato quasi totalmente sulla macro. Per limitare la situazione Blizzard ha pensato bene di aggiungere un nuovo caster alle unità degli xenomorfi, il Viper.  Unità estremamente tattica, capace di “arpionare” gli avversari e di accecarli riducendone il range, non è però riuscita a prendere il posto del possente Infestor, ancora fin troppo abusato. Nell’ultima patch ci sono stati dei ritocchi a entrambi, ma resta necessario rivedere la situazione secondo molti giocatori. Più strambo lo status degli Swarm Hosts, new entry lente ma capaci di mettere grande pressione agli avversari con uno stream perenne di locuste, che vengono di continuo poste come inutili o troppo utili a seconda del matchup e dell’umore di chi le analizza. Contro i Terran, in particolare, sembrano avere il loro perché, nonostante un paio di patch abbiano limitato il danno delle locuste. 

Le aggiunte di Heart of The Swarm non sono ancora perfette quanto a bilanciamento, ma i giocatori più esperti stanno già ritoccando le loro strategie attorno alle novità. Impossibile dare un giudizio generale impeccabile al momento, ma pare che Blizzard si stia muovendo nella direzione giusta. 
A livello di community con l’ultimo update sono sicuramente stati fatti dei passi avanti con l’introduzione dei gruppi, per giocatori che condividono gli stessi interessi e desiderano una piccola comunità a parte all’interno della fanbase, e le partite non classificate, per coloro che non vogliono lanciarsi senza pratica nelle brutali e tatticissime lande di Starcraft 2. Vedremo fino a che punto si spingeranno gli sviluppatori in futuro per rendere le opzioni social all’interno del gioco assolutamente impeccabili.  
  • [+] Bilanciamento già piuttosto riuscito, e in continuo miglioramento
    [+] Le nuove unità e i ritocchi hanno modificato sensibilmente il meta
    [+] Ricco di nuove opzioni per la community

Heart of the Swarm è sulla buona strada. I ritocchi fatti alle varie razze aggiungono opzioni multiple e ampliano il metagame quanto basta a dare unicità al multiplayer di questo secondo capitolo. La struttura alla base è sempre quella inattaccabile di Starcraft, ma la ventata di freschezza derivante dalle novità e le promesse di miglioramenti delle opzioni legate alla community, sembrano poter finalmente distaccare la parte competitiva del titolo dal suo storico predecessore.

0 COMMENTI