Recensione di Colour Bind

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Puzzle game
  • Sviluppatore:

     Puppy Punch Productions
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     24 settembre 2012
7.0
Voto lettori:
10
- Piuttosto innovativo
- Puzzle intelligenti
- Difficoltà eccessiva per il giocatore medio
- Rischio ripetitività
A cura di Domenico Scarpello (Naares) del
Il mercato dei videogames indipendenti sta attraversando negli ultimi anni un periodo particolarmente positivo, grazie ad una serie di circostanze che solo di recente stanno iniziando ad influire sull'intera industria. Se infatti da una parte abbiamo vari ottimi servizi di digital delivery, dall'altra assistiamo ad un continuo aumento dei costi di sviluppo, che ha portato quasi tutte le major a non voler rischiare con idee nuove e potenzialmente rischiose. In tale contesto volto allo sperimentalismo si colloca questo originale Colour Bind.


Il peso dell'indipendenza
Sviluppato da Finn Morrigan, Colour Bind è un incrocio tra un puzzle game ed un platform. Saremo chiamati ad impersonare un curioso veicolo su due ruote e, sfruttando in maniera intelligente la forza di gravità, dovremo farci strada attraverso una serie di livelli, ingegnandoci per raggiungere l'uscita. 
Diversamente dalle comuni leggi della fisica in Colour Bind ogni oggetto subirà una forza di gravità diversa in base al colore dell'oggetto stesso. Ad esempio potrà accadere che il rosso tenda verso il basso, il blu verso destra, il giallo verso l’alto e così via. Cominceremo lo stage con il nostro mezzo di una tinta specifica, ma all’interno del livello stesso avremo la possibilità di cambiare colore, passando attraverso delle fonti di luce che ci porteranno quindi ad affrontare il quadro in maniera molto diversa. Non dovrà allora sorprendere il fatto di vedersi sballottati sul tetto o sulle pareti, impattando ovviamente con tutto ciò che incontreremo in mezzo. Dovremo sapere gestire le leggi di questa fisica virtuale, compatibilmente con i movimenti del nostro mezzo e con la nostra capacità di saltare.
Le meccaniche di gioco si riveleranno da subito piuttosto originali ed intriganti, motivo per cui i primi livelli altro non saranno se non una sorta di tutorial, utili a prendere confidenza con i controlli e con la sensibilità del mezzo, attraverso una curva d’apprendimento tutto sommato bilanciata. Ma non è la suddetta curva il vero problema, quanto piuttosto il generale livello di difficoltà della produzione, decisamente molto alto per gli standard odierni. Nelle intenzioni degli sviluppatori c’era in effetti la volontà di realizzare un gioco difficile “come i giochi degli anni ‘90”, e in effetti bisogna ammettere che l’obbiettivo è stato pienamente centrato. Se quindi da una parte i primi livelli si riveleranno agevoli, con i suggerimenti a tenervi per mano, non aspettatevi che lo stesso possa avvenire con i quadri più avanzati, che mostreranno senza pietà l’indole da puzzle game del prodotto, mettendo alla prova sia la vostra abilità col pad che le vostre capacità intuitive. Alcuni dei livelli si riveleranno quindi estremamente ostici, richiedendo spesso parecchio tempo per essere risolti. Nella maggior parte dei casi tale tempo sarà impiegato per comprendere come sia meglio procedere verso l’uscita, basandoci spesso su un trial and error che ci riporterà a dover tante volte ricominciare il livello da capo. Una volta compresa la soluzione si tratterà poi di mettere in pratica le nostre intuizioni, procedendo alla risoluzione fisica dell’intrico in una manciata di secondi. Altre volte sarà invece la nostra abilità col controller a determinare la riuscita delle imprese, attraverso giochi d’equilibrio su una sola ruota o bilanciamenti al limite del possibile per sfruttare quei pochi pixel in più.
Nella modalità single player avremo a disposizione cinquanta livelli base, affrontabili con tutta calma e ripetibili nella speranza di ottenere le tre medaglie possibili. In tal senso sbloccare gli Achievement del gioco sarà discretamente impegnativo, essendo la maggior parte di essi basato sulle medaglie stesse. Esiste inoltre una modalità multiplayer locale con dei livelli dedicati, dove due giocatori utilizzeranno la stessa tastiera per muovere due differenti mezzi, nel tentativo di risolvere i vari enigmi. A ciò va ad aggiungersi un semplice ma efficace editor di livelli, oltre ovviamente alla possibilità di scaricare i livelli realizzati dagli altri utenti.
Si tratta di buoni accorgimenti, ma la longevità del gioco non può definirsi eccezionale. E’ bene tener presente che un gioco di questo tipo non è un’esperienza per tutti, e che solo i più appassionati di puzzle game avranno la pazienza necessaria per venire a capo dei vari livelli, in particolare quelli finali. In linea di massima c’è sufficiente carne al fuoco per impiegarvi almeno una decina di ore, sempre che la noia o la frustrazione non vi portino ad abbandonare l’impresa. E a proposito di noia, per quanto il gioco sia piuttosto innovativo e il meccanismo valido, è altrettanto vero che c’è in fondo una non trascurabile ripetitività nell’esperienza di gioco. Probabilmente una maggiore varietà nel gameplay o un semplice approfondimento dello stesso avrebbe giovato non poco all’impressione complessiva.


Funzionale prima di tutto
L’aspetto tecnico di Colour Bind è minimalista, senza fronzoli, funzionale all’esperienza di gioco. Le ambientazioni spaziali ci forniranno degli sfondi stellati, mentre ci muoveremo tra piattaforme e strutture molto semplici, spesso arrotondate, organizzate ovviamente per sfruttare le diverse forze gravitazionali. L’accompagnamento sonoro si associa perfettamente ad un’impalcatura semplice, ad ambientazioni dove il vuoto fà la parte del leone, e si propone con delicatezza, quasi a non voler disturbare. Considerata la natura indipendente del titolo e il prezzo è stato fatto un lavoro oltre la sufficienza, premiando una grande fluidità nei movimenti e dei controlli estremamente reattivi.

Hardware
OS: Microsoft Windows XP
Processor: 1.4GHz or faster
Memory: 768 MB RAM
Graphics: Pixel Shader 2.0
DirectX: 9.0c
Hard Drive: 50 MB HD space
Recensione Videogioco COLOUR BIND scritta da NAARES Colour Bind è un prodotto piuttosto originale, ma non è assolutamente per tutti. E' impegnativo, richiede pazienza, volontà, dedizione e probabilmente anche una buona pace interiore. Il prezzo budget a cui viene offerto potrebbe incoraggiare chi è alla ricerca di un buon puzzle game e non ha paura di mettersi alla prova, ma tenete bene a mente che questo gioco vi ricompenserà con ciò che voi stessi gli darete. Non è fatto per chi cerca cinque minuti di svago, quanto piuttosto per chi desidera mettere alla prova le proprie capacità intuitive.
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    Numero commenti: 4
  • Ryuuzaki
    Livello: 7
    14126
    Post: 2188
    Mi piace 6 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da fifabest
    Gioco interessante non fosse per i requisti troppo esosi


    È arrivato il momento di mettere da parte Win 95. ._.
  • Ryuuzaki
    Livello: 7
    14126
    Post: 2188
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da fifabest
    Gioco interessante non fosse per i requisti troppo esosi


    È arrivato il momento di mettere da parte Win 95. ._.
  • Manux97
    Livello: 5
    5513
    Post: 883
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da fifabest
    per i requisti troppo esosi


    Dici a me non pare
  • fifabest
    Livello: 6
    3981
    Post: 507
    Mi piace 1 Non mi piace -4
    Gioco interessante non fosse per i requisti troppo esosi
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