Recensione di Torchlight II

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Runic Games
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1 - 6 co-op online
  • Data uscita:

     20 settembre 2012
- Supporto totale ai Mod
- Mondo enorme
- Campagna longeva
- Sviluppo del personaggio profondo
- Costo irrisorio
- Manca il respec completo
- Assenza di fisica nei colpi
- Storia banale
- Alcune build sono sbilanciate
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A cura di (FireZdragon) del
Sono ormai passati quasi tre anni dal rilascio del primo Torchlight, titolo che dal nulla era riuscito ad ammaliare migliaia di giocatori e guadagnarsi il rispetto della critica, al punto da essere già considerato uno dei migliori esponenti hack ‘n’ slash degli ultimi anni, sebbene non si potesse esattamente definire privo di difetti. La mancanza di una modalità multiplayer e un livello di difficoltà forse troppo permissivo erano infatti gli elementi principali a separarlo dalla perfezione. Da allora, però, i ragazzi di Runic Games hanno messo anima e corpo nella realizzazione di un sequel in grado di andare oltre, e lo hanno fatto prestando orecchio alle voci dei fan e tentando in ogni modo di andare incontro alle loro esigenze. Torchlight II è ora finalmente qui, cresciuto ed esagerato al limite del verosimile per avere una chance di sconfiggere i fantasmi e i diavoli che fin dall'origine lo hanno perseguitato.

“Heroes may fall, but new heroes will rise”
Gli eventi narrati nel nuovo prodotto di Runic Games seguono gli sviluppi cui avevamo assistito nel primo Torchlight. Il nostro eroe, fresco di editor, sarà infatti incaricato di porre fine alla minaccia generata da una vecchia conoscenza, uno degli eroi del titolo originale ora corrotto e spinto alla follia dall'eccessiva esposizione al minerale noto come Ember, celebre per la sua tendenza a infondere temibili poteri magici in oggetti e creature di ogni sorta.
Anche questa volta la narrazione non si è rivelata profonda o particolarmente entusiasmante, servendo piuttosto come mera giustificazione per iniziare a menare fendenti contro tutto ciò che, per sua sfortuna, si ritrovava a comparire sul nostro schermo. Eppure, un po' per il genere cui appartiene, un po' perché quasi tutto il resto funziona veramente alla grande, Torchlight II questo deficit di storytelling non lo soffre più di tanto. Prova ne è che la parte narrativa fa proprio difficoltà a trovare spazio nella formula del gioco, si incastona a malapena nei passaggi tra un atto all'altro e, in tutta onestà, infilarla a destra e manca interrompendo i gloriosi massacri che animano il gioco sarebbe quasi stato un peccato.



Varietà di classe
La creazione di Runic Games presenta un totale di quattro classi, piuttosto banali come concept di base ma capaci di riservare più di una sorpresa ad un’analisi accurata. Se infatti Embermage, Outlander, Engineer e Berserker non rappresentino un vero punto di svolta per il genere a prima vista, solo dopo diverse ore di gioco e dopo aver studiato con cura tutte le build disponibli ci si accorge della vastità del lavoro svolto dagli sviluppatori per poter regalare al proprio pubblico una duttilità dei quattro protagonisti assolutamente senza rivali.
Ad ogni livello di esperienza superato, ben cento in totale, si potrà spendere un punto abilità in uno dei tre rami disponibili, differenziati ovviamente per classe. La cosa che più ci ha impressionato positivamente è la completa libertà lasciata al giocatore nell’assegnazione delle skill. A differenza della stragrande maggioranza dei concorrenti, e dello stesso Torchlight originario, ora avremo le restrizioni per la scelta ridotte unicamente al nostro livello, garantendoci così la possibilità, una volta raccolta esperienza a sufficienza, di poter selezionare qualsiasi abilità dai tre rami e creare una build assolutamente unica, senza essere legati come spesso accadeva a dover passare da skill a volte inutili o non desiderate prima di poter sbloccare le successive.
Per mettere un po’ d’ordine in questa enorme quantità di informazioni che i giocatori si troveranno davanti, Runic ha ben pensato di inserire tre abilità passive in ogni ramo così da lasciare il tutto molto più immediato e intuitivo di quanto ci si potrebbe aspettare.
E’ grazie a questo sistema che le quattro classi iniziali possono essere modellate sul proprio stile di gioco. Nel nostro caso, per esempio, abbiamo avuto modo di creare un Engineer tank evocatore di piccoli robot automatizzati, vero e proprio schiacciasassi, ma anche dotare il berserk di abilità per la rigenerazione costante dei propri hp o ancora regalargli la possibilità di evocare lupi d’ombra e castare urli di battaglia. Le possibilità sono veramente infinite e se la vostra scelta ricadrà sulle partite online con i vostri amici, trovare combinazioni di classi e abilità in grado di integrarsi alla perfezione renderà le cose ancor più interessanti.
Se la personalizzazione non vi dovesse sembrare ancora sufficiente sappiate che torneranno anche i livelli di Fama, acquisita con l’uccisione di boss particolarmente ostici, e la possibilità di selezionare manualmente le statistiche da incrementare al vostro alter ego virtuale. In questo frangente la mancanza secondo noi più grave è l’assenza di un qualsivoglia modo per poter effettuare un respec. Runic ha infatti inserito la possibilità di tornare sui propri passi solo per le ultime tre skill assegnate, troppo poco a nostro modo di vedere per un titolo che permette così tanta libertà e offre un così gran numero di punti da distribuire. Questo problema si ripercuote soprattutto sui giocatori alle prime armi che potrebbero trovarsi già a livello venti ad aver scelto durante le prime ore di gioco abilità ora completamente inutili dopo aver sperimentato combinazioni di armi differenti. Per farvi un esempio pratico l’Outlander ha delle skill specifiche per archi e balestre ed altre per i fucili ma se per errore inizierete con i primi, cambiare stile di gioco in corsa potrebbe voler dire aver già buttato via diversi punti essenziali.
Se è vero che questo porta a dover prestare massima attenzione a come si investono i punti, la possibilità di sbagliare è sempre in agguato e trovarsi con abilità “sprecate” non è una possibilità poi così rara.
Nel complesso è un problema minore dato che quasi tutte le build, anche se errate, vi permetteranno di arrivare alla fine del gioco abbastanza agevolmente ma comprendiamo che potrebbe essere un problema per quei giocatori che vogliono sfruttare il proprio personaggio sin da subito al massimo delle potenzialità.



Online finalmente!
Uno dei più grossi difetti del primo Torchlight, ritenuto tale dalla stragrande maggioranza dei giocatori, era ovviamente l’impossibilità di giocare online. Questo secondo capitolo ci mette una pezza ed ora sarà possibile prendere parte a partite multigiocatore, o hostarle direttamente, fino a sei guerrieri contemporaneamente, per una longevità pressoché infinita. Il livello di difficoltà dei nemici si adatterà al numero di player in campo, aumentandone proporzionalmente la resistenza ai danni e incrementando la pericolosità dei colpi messi a segno. Niente divisione dell’esperienza però, tutti i giocatori nell’area del combattimento guadagneranno infatti PX come se stessero giocando in solitaria, invogliando così a girare in gruppi serrati per sbarazzarsi più celermente degli ostili e livellare più velocemente.
Con l’uccisione di questi ultimi arriveranno i grassi e ambiti loot di una varietà estetica davvero sorprendente. Scordatevi quindi di girare con la stessa arma o armatura per più di una un quarto d’ora dato che in Torchlight 2 gli item vi pioveranno letteralmente addosso. Oltre alle differenti rarità non mancano i pezzi di set e gli oggetti unici, plasmabili ulteriormente dal giocatore attraverso enchant e socket personalizzabili in città dagli appositi NPC.
Anche qui si potranno spendere ore su ore nel tentare la sorte per creare l’oggetto perfetto per le proprie esigenze, ovviamente spendendo un cospicuo quantitativo di denaro. Nel caso vi sentiste particolarmente fortunati sarà possibile affidarsi alternativamente al classico gambler che vi venderà oggetti misteriosi dalle statistiche completamente casuali.
Una feature che non abbiamo particolarmente apprezzato è la forza dei vari oggetti nei differenti livelli di difficoltà. Giocare a facile vi permetterà di entrare in possesso degli stessi identici oggetti di chi gioca a Veteran, senza ricompensare questi ultimi per lo sforzo maggiore.
La scelta della difficoltà quindi si basa esclusivamente sull’impegno che si vuole dedicare al titolo, rendendo lo stesso estremamente duttile per qualsiasi tipologia di giocatore.
Nulla vi vieterà inoltre di selezionare sin da subito la difficoltà più alta e poi abbassarla a metà partita o viceversa, dimostrando ancora una volta come questo Torchlight sia stato studiato e prodotto per garantire davvero la massima libertà ai giocatori, online o offline.



La varietà prima di tutto
Ad accompagnarci nel nostro cammino potremo scegliere anche un piccolo animale da compagnia, esattamente come nel primo Torchlight ma con diverse migliorie. Prima di tutto la varietà è aumentata e ora, oltre al gatto e al cane, potremo optare per falchi, bulldog, pantere e tutta una serie di creature misteriose ed esotiche. Oltre ad aiutarci in combattimento, i pet potranno essere mandati in città per vendere gli oggetti in eccesso nel nostro zaino piuttosto che farci andare di persona e, cosa interessantissima saranno anche capaci di comprarci oggetti come pozioni e scroll per l’identificazione. Per la gioia dei perditempo torna anche la pesca, grazie alla quale trovare qualche oggetto raro e pesci in grado di cambiare ulteriormente aspetto al nostro pet, o garantirgli un boost temporaneo alle statistiche.
Buonissima anche la quantità di modelli dei nemici, davvero ragguardevole, e ottimo il design degli stessi, ad eccezione di qualche ostile non particolarmente riuscito in estetica e animazioni (i basilischi su tutti).



Pulito, elegante e leggero
Pur non apportando alcuna vera e propria rivoluzione nello stile grafico, Torchlight 2 vanta scenari molto più maestosi, brillanti e ispirati rispetto al suo predecessore. Lungo il corso dei tre atti principali e di quello finale cui si prende parte nel corso della campagna, la varietà di ambienti e dungeon risulterà davvero eccezionale: si passa da vivaci foreste verdeggianti a enormi distese desertiche, per finire in lugubri cripte sotterranee e via discorrendo. Come se non bastasse, la presenza di cambiamenti atmosferici e di eventi casuali in ogni luogo fa sì che anche se costretto ad attraversare gli stessi spazi più e più volte, il giocatore riesca a mantenere vivo l'interesse nell'esplorazione e il mistero della casualità. Non mancheranno nemmeno punti segreti con mostri unici e portali demoniaci dove sconfiggere ondate numerosissime di nemici e dove ottenere bottini ancor più golosi.
Avremmo preferito maggiore attenzione alla fisica e alla distruttibilità dell'ambiente, elementi che qui appariranno pressoché inesistenti a chiunque sia fresco di una run di Diablo III. Inoltre, in qualche occasione la visuale isometrica fissa ci è parsa un po' scomoda, soprattutto in presenza di muri e rilievi che limitando la visibilità rendevano impossibile determinare se il nemico di turno si trovava da una parte o dall'altra. Tuttavia ripetiamo che nelle quasi trenta ore necessarie per raggiungere l'end game a livello Veteran, i problemi di questo tipo sono talmente rari da risultare quasi trascurabili.
Per quanto riguarda l'interfaccia, infine, assistiamo a una bella rivisitazione che rende tutto più elegante e sostanzialmente migliore rispetto al primo Torchlight. Tra gli elementi più significativi in questo senso non si può evitare di citare la possibilità di spostare la mappa o di cambiare il suo livello di opacità in-game, così come la presenza di hotkeys utili per selezionare direttamente la miglior pozione di salute o mana dall'inventario. Certo, si tratta sicuramente di piccole accortezze, ma siamo convinti che sia anche merito di questi tocchi di classe se il titolo Runic Games ha raggiunto il livello attuale.
Un ultima nota va spesa sui futuri DLC gratuiti che verranno inseriti direttamente dagli sviluppatori e al supporto completo della community per quanto riguarda le MOD, che in men che non si dica andranno a sistemare tutti i problemi da noi citati (respec su tutti, regalando a tutti un hack ‘n’ slash completissimo sotto ogni aspetto e in grado di lasciare il segno in questa attuale generazione.
Recensione Videogioco TORCHLIGHT II scritta da FIREZDRAGON Runic Games ha dato il meglio di sé con questa produzione. Varietà longevità e una difficoltà ben calibrata in base alle esigenze di qualsiasi tipo di giocatori sono tutti fattori che ci fanno propendere per una valutazione di eccezione, per un gioco che non ha veramente nulla da invidiare alle produzioni più blasonate.
Il prezzo ridotto di soli 20 dollari, il pieno supporto alla comunity e una modalità cooperativa online sono tutto quello che i giocatori desideravano e ogni tanto, si sa i desideri si avverano.
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